- E' sufficiente sovrapporre le mappe di prevalenza dell' Aids con quelle di prevalenza del cattolicesimo per far cadere il collegamento fra Chiesa Cattolica e Aids. Nell'ospedale che è oggi lo Swaziland, solo il 5% circa della popolazione è cattolico. Nel Botswana, dove il 37% della popolazione adulta ha contratto l'HIV, solo il 4% è cattolico. Nel Sud Africa, il 22% della popolazione ha contratto l'HIV e solo il 6% è cattolico. Ma in Uganda, con il 43% della popolazione costituito da cattolici, la proporzione degli adulti con HIV è pari al 4%.
World Health Organization, Epidemiological Fact Sheets and The Hierarchy of the Catholic Church http://www.who.int/hiv/pub/epidemiology/pubfacts/en/ http://www.catholic-hierarchy.org/
In realtà senza la Chiesa Cattolica la situazione potrebbe essere assai peggiore. Il disastro dell'Aids in Africa ha preoccupato fortemente il Papa. Dieci anni fa egli chiese "agli scienziati del mondo e ai leaders politici, mossi dall'amore e dal rispetto dovuti a ogni persona umana, di usare tutti i mezzi disponibili per mettere fine a questa piaga". E i cattolici hanno risposto.
Ecclesia in Africa. 14 September 1995 http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_14091995_ecclesia-in-africa_en.html
Circa il 27% dell'assistenza sanitaria per le vittime dell'HIV/AIDS è fornito da organizzazioni della Chiesa e Ong cattoliche, come ha ammesso anche The Lancet. Queste formano un ampio network di cliniche che raggiungono le persone più povere, più lontane e derelitte dell'Africa.
Javier Cardinal Lozano Barragán."Message for World AIDS Day". 1 December 2004 "The Pope's grievous errors". The Lancet. 12 March 2005.
http://www.healthpastoral.org/texts/loz12_en.htm http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673605710540/fulltext
Queste statistiche suggeriscono che la vera storia può essere opposta a quella presentata dai media: l'osservanza cattolica può in realtà essere il miglior profilattico.
- Sorprendentemente, nonostante la dogmatica insistenza che distribuire profilattici è il solo modo per fermare l'Aids, ci sono pochissimi studi a conferma di questa affermazione. L'anno scorso un articolo sul Bollettino dell'OMS ammetteva che erano state fatte pochissime ricerche sull'impatto del programma di promozione del profilattico sulla effettiva incidenza dell'infezione HIV.
King K. Holmes, Ruth Levine, Marcia Weaver. "Effectiveness of condoms in preventing sexually transmitted infections". Bulletin of the World Health Organization, June 2004, 82 (6)
Inoltre, anche se i profilattici sono "efficaci" - cioé non si rompono e sono impermeabili - la legge di Murphy dice che essi spesso falliranno. Secondo la Family Health International, un gruppo americano che appoggia le iniziative di salute riproduttiva e promuove energicamente i profilattici, "i profilattici devono essere usati correttamente e regolarmente per funzionare"; "l'uso corretto è più complicato di quanto possa sembrare perché ci sono molti modi di sbagliare"; e "alcuni consumatori avranno difficoltà ad usare efficacemente il profilattico e sperimenteranno più della loro percentuale di rottura"
"The Latex Condom: Recent Advances, Future Direction". Family Health International http://www.fhi.org/en/RH/Pubs/booksReports/latexcondom/conclusion.htm


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