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Originariamente Scritto da
Eowyn612
Premettendo che non è semplice trovare e riconoscere il proprio posto nel mondo,
Non è semplice no. Soprattutto in un mondo frammentato come l'attuale, dove non esiste più una comunità, una società che possa aiutarci a riconoscerci.
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concordo su quanto hai scritto. In effetti si può possedere tutto o nulla, ma l'Onore deve esserci come una fiammella sempre accesa, quasi fosse la rappresentazione quotidiana del nostro essere. Retorica o no, i miei genitori m'hanno insegnato che con l'Onore si cammina sempre a testa alta e io aggiungo, con lo sguardo fisso alla propria meta.
Il problema è che oggidì ciò che è per noi ricchezza per altri è stoltezza. Questo è come ovvio secondario ed irrilevante, eppure ha il suo peso perchè purtroppo può costare un prezzo altissimo che, forse, non sarebbe giusto pagare (o comunque, trovo massimamente ingiusto venga richiesto). Infatti chi non regola la propria esistenza su medesimo cardine spesso ha gioco sin troppo facile con chi, al contrario, lo fa.
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Originariamente Scritto da
Decima Regio
Gradevolissimo spunto di riflessione, more solito Tuo, egregia.
La Tua impostazione mi sembra condivisibilissima, e mi sembra che valga la pena di sottolinearsi che la radice della parola Onore è la medesima di Onestà e Onere : onus, peso.
Sembra quindi condivisibile la semplificazione per cui l'Onore è in primo luogo l'assunzione soggettiva di responsabilità (del proprio ruolo nel Cosmo, se fosse dato percepirlo. E comunque nei limiti in cui lo si intuisce).
Chioserei però qualche precisazione sull'ultimo periodo della Tua esposizione , laddove menzioni l'ammonimento delle matrone lacedemoni sull'onore dei mariti guerrieri. Mentre l'Onestà è un concetto squisitimente sociale e plurisoggettivo (l'Uomo su un isola deserta non può essere disonesto, concetto che presuppone il disconoscimento collettivo del suo Onore), l'Onore va difeso non nei confronti della collettività degli associati, bensì nel proprio foro interiore. Se posso azzardare un esempio, meglio dei guerrieri delle Termopili (che hanno avuto una lapide, ancora onorata) avrebbe potuto spiegarcelo - è morto pochi anni fa - Hiro Onoda , che ha proseguito individualmente la II Guerra Mondiale sino ai primi anni '80, in maniera onorevolissima anche se il sistema massmerdatico mondiale l'ha dipinto come uno scemo disinformato.
Carissimo Decima,
ottime e condivisibili le tue osservazioni.
Notavo oltretutto stamane, sfogliando una famosa enciclopedia del pensiero filosofico, che alla voce "onore" venivano riportate solo significanze d'ordine "moralistico", e collettivo. Quasi che questo non avesse valenze interiori e profonde. La cosa mi ha sconcertata, infastidita e, nel contempo, spinta ad aprire la presente discussione. Perciò trovo particolarmente pregnanti certe tue precisazioni.
Esulando poi dal tema, ci tengo ad aggiungere che è una gioia rivederti nuovamente sul forum dopo così tanto tempo. Spero tu abbia risolto felicemente i problemi di salute che t'hanno afflitto in passato così come spero di rivederti quaggiù, tra le dannate ombre di silicio, più spesso.
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E' vero, il prezzo da pagare è altissimo, e come dici ingiusto, ma a volte non si può proprio andare contro se stessi. Quello che però si fa fatica ad accettare è che un comportamento onorevole è pietra di scandalo per altri. Mi spiego con banale esempio: una bugia è una bugia e come tale va considerata, invece c'è sempre una scusa e una giustificazione in proposito, magari scopri che la persona in questione ha mentito perché tu l'hai indotta a farlo. Mah!
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Originariamente Scritto da
Eowyn612
E' vero, il prezzo da pagare è altissimo, e come dici ingiusto, ma a volte non si può proprio andare contro se stessi. Quello che però si fa fatica ad accettare è che un comportamento onorevole è pietra di scandalo per altri. Mi spiego con banale esempio: una bugia è una bugia e come tale va considerata, invece c'è sempre una scusa e una giustificazione in proposito, magari scopri che la persona in questione ha mentito perché tu l'hai indotta a farlo. Mah!
Più che altro il "comportamento onorevole" è il mezzo attraverso il quale gli altri, alcuni, ti "fregano". ;)
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Originariamente Scritto da
Yggdrasill
Più che altro il "comportamento onorevole" è il mezzo attraverso il quale gli altri, alcuni, ti "fregano". ;)
Già questo è proprio vero, cavoli se è vero:)
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Eh, l'esperienza insegna. (:D)
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intervengo qua poi riporterò anche nel forum orientale,
Beh la faccio breve, attendendo il linciaggio :)
a seconda delle definizioni, l'onore appartiene:
-solo agli kshatrya (nel caso che l'onore lo si faccia coincidere col non arretrare mai, non fuggire, non lasciare impunita un oeffesa etc)
-a tutte le caste (nel caso che onore sia compiere i propri doveri ed essere disposti ad anteporli a tutto o quanto meno a non postporli a niente). In tal caso un vasya contadino che zappa dalla alla mattina alla sera, solo perchè quello è il suo dovere o un brahmana che non si fa distrarre mentre studia, sono dotate di onore, mentre un (per esempio) sannyasin (monaco rinunciatario che fa voto di non violenza) che si impegna in battaglia, si disonerebbe, così come uno kshatrya non violento (vedere Arjuna nella gità)
a voi la palla :)
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Originariamente Scritto da
Yggdrasill
Eh, l'esperienza insegna. (:D)
Grazie per la dritta, spero d'incontarti ancora!:-:-01#19
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Originariamente Scritto da
Eowyn612
Grazie per la dritta, spero d'incontarti ancora!:-:-01#19
Sei gentile. Grazie a te e buonanotte (ora posto una cosina a Stuart e poi vado a nanna).
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