Iran: Conferenza sull'Olocausto, 10 mila tedeschi in prigione per aver
messo in dubbio la shoah
IRIB - Alla Conferenza Internazionale di Tehran "Review of the
Holocaust: Global Vision", indubbiamente uno degli interventi più significativi
della giornata di martedì è quello dell'avvocato del noto revisionista
Irving, attualmente in prigione per le sue tesi revisioniste. Il legale
di Irving, il noto avvocato austriaco Herbert Schaller, sconvolge la
folla dichiarando che ogni anno diecimila cittadini tedeschi vengono
carcerati per aver messo in dubbio l'Olocausto. Egli ricorda: "In tutto il
mondo i tribunali e i giudici decidono in base alle prove, ma nelle
leggi dell'Austria e Germania, per quanto riguarda l'Olocausto, il giudice
decide in base alle sue opnioni personali". Il noto legale ricorda: "In
questi casi non c'è scampo per gli imputati ed ai loro legali non viene
dato nemmeno il permesso di presentare le prove e vengono condannati
ciecamente". Schaller ricorda ancora: "Complessivamente 114 anni di
prigione sono stati scontati per gli storici che hanno proposto le loro tesi
sgradite sull'Olocausto e questa non è libertà di parola. In pratica,
aggiunge, in Occidente la libertà di parola, quando ci sono in gioco
cose veramente importanti non è altro che uno slogan". Egli ha proseguito:
"Io esprimo il mio più profondo rispetto per il presidente Ahmadinejad
che è stato il primo grande politico al mondo che ha detto che i
tedeschi vengono penalizzati per un'azione, l'Olocausto, che forse non hanno
nemmeno commesso". Schaller ritorna sul tema delle camere a gas e
spiega che non è stata provata l'esistenza di queste camere e che le
autorità giudiziarie non hanno mai permesso ricerche serie e scientifiche
basate ad esempio sui test usati in archeologia.




Rispondi Citando
