Nella discussione sul nuovo libro di Blondet:
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=309054
c'erano state alcune critiche:
Ho segnalato via email le perplessità di alcuni dei nostri forumisti a Blondet sul suo apparente disprezzo per i contadini. Mi ha risposto prontamente autorizzandomi a pubblicare la risposta sul nostro forum.
Eccola:
Risponde blondet:
io esprimerei disprezzo per i contadini? Come spesso mi accade, devo constatare che ormai la maggior parte deli italiani non coglie il significato rigoroso delle parole. Il "cafone" non è il "contadino": significa invece "lavoratore a giornata", lo "zappatore", il rustico bracciante che non possiede le sapienze agricole del vero contadino (quasi sempre un accorto imprenditore, che conosce le rotazioni agricole, i prezzi del mercato, i costi dei fertilizzanti, che rischia piantando nuove sementi e così via) e perciò fornisce la forza fisica delle sue braccia per un lavoro diretto da altri, appunto dagli agricoltori.
"Cafone" è parola che esattamente ricalca l'egiziano "fellah" e il russo "mugik".
D'altra parte, non è mia intenzione esprimere disprezzo per questa categoria sociale. Da qualche parte del mio libro, i lettori (se sono attenti) potranno trovare una frase del genere: "Tutto ciò di buono che c'è in Italia, oggi, l'hanno fatto i cafoni".
I cafoni del nord-est che si sono messi a produrre, e per un po' si sono arricchiti, ne sono un esempio. Ma ci sono cose che i cafoni non possdono fare: arte, scienza, cultura. Il cafone, se arricchito, porta nella società la ristrettezza mentale, il piccolo repertorio delle sue curiosità e dei suoi interessi limitati, le sue retrive diffidenze: come il cafone che andava alla fiera tenendosi stretto il portafoglio, e diffidava delle offerte oneste del mercato, per poi invece dare fuducia al venditore di olio di serpente, il cafone d'oggi diffida dei dirigenti serii e onesti (che non capisce) e apre la sua borsa e il suo cuore agli incantatori, ai maghi, agli azzeccagarbugli. Tipicamente, arricchisce Vanna Marchi e Mastella.
Il cafone arricchito và in vacanza alle Maldive, e torna dicendo che "si mangia bene solo in Italia": nessuna curiosità ulteriore, nessuna conoscenza sul posto dove è stato, nessun vero interesse. La televisione italiana è fatta per il cafone: vi si parla incessantemente di "mangiare", di pettegolezzi da mercato, di volgarità. Il cinema italiano è fatto per i cafoni: per cui basta che si dica "merda" in scena, o si scorreggi, e lui ride.
Ma non accuso di questo il cafone-zappatore. Accuso la cosiddetta classe dirigente: è lei che dovrebbe fare cultura, scienza, arte, e dare l'esempio di atteggiamenti migliori. È la dirtigenza cafona che accuso.





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