Dal Corriere della Sera del 13 agosto 2006
"«I regimi fascisti e l'estremismo islamico condividono i miti e il culto della morte - Un'ideologia di massa dietro alla minoranza del terrore»
di Alessandra Frakas
NEW YORK — Il saggista americano «liberal» Paul Berman è stato il primo nel 2003 a utilizzare l'espressione «fascismo islamico», pronunciata da Bush negli scorsi giorni e oggetto di un nuovo, acceso dibattito. E oggi ribadisce al Corriere che quel termine è «storicamente e linguisticamente corretto» e che «l'estremismo islamico è strettamente imparentato con nazismo, fascismo e franchismo per molti motivi». L'autore di Terrore e Liberalismo respinge le critiche avanzate dallo studioso francese Gilles Kepel, che su Repubblica aveva definito l'espressione «ambigua e maldestra» sostenendo che «il fascismo rappresentò un movimento di massa in alcuni Paesi europei, mentre i gruppi terroristi islamici sono oggi il contrario dei movimenti di massa». Per Berman «l'estremismo islamico, come i totalitarismi europei del Novecento, è basato sulla mitologia. Che da una parte vede un popolo probo e giusto, dall'altra una cospirazione cosmica di nemici stranieri e forze interne inquinanti che lo opprime. Imponendogli di scatenare una guerra di stermino: una titanica lotta mitologica di liberazione. Anche la loro meta è identica».In che senso?
«Condividono un'utopia: il ritorno all'età d'oro del passato, rielaborata in versione "futurista". Mussolini e Hitler desideravano ricreare l'apoteosi dell'Impero romano. Franco mirava a riesumare l'era delle crociate cattoliche del Medio Evo con il suo movimento di guerrieri di Cristo Re. Lo scopo dei jihadisti islamici è restaurare l'età d'oro del Califfato del Settimo secolo».
Altri paralleli?
«In un modo o nell'altro, tutti i movimenti fascisti sono approdati al culto della morte. E tutti i totalitarismi sono germinati in Europa negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale e poi si sono diramati nel mondo, ispirati dagli stessi testi e pensatori. Ciò vale anche per il moderno islamismo, fondato nel 1928 in Egitto con i Fratelli Musulmani e poi con il Baathismo, nato a Damasco da intellettuali formatisi alla Sorbona ».
Per alcuni il terrorismo islamico è conseguenza della guerra in Iraq e quindi è colpa degli americani.
«Perché ci si ostina a parlare della guerra in Iraq, dimenticandosi di citare quella in Afghanistan, che ha spodestato i talebani e al Qaeda, dando loro un vero motivo per essere infuriati? Dopo gli attentati di Madrid, nel 2004, tutti puntarono il dito contro la partecipazione della Spagna alla guerra in Iraq. Ma un videotape diffuso dal portavoce dei terroristi, che guarda caso si faceva chiamare "Al Afghani", citava l'Afghanistan. Certa gente farebbe meglio a leggere i testi dei jihadisti, invece di strumentalizzare le proprie ire politiche».Alcuni tribunali italiani hanno emesso sentenze che legittimano i terroristi, definendoli «resistenti» e «martiri».
«L'inabilità di capire questi movimenti e la tendenza ad incoraggiarli, direttamente o indirettamente, sono un'altra, tragica costante del totalitarismo moderno. Forse ciò spiega anche il motivo per cui essi, prima o poi, hanno finito per travolgere l'Europa. Oggi vediamo la stessa confusione e incapacità di mobilitarsi di fronte al fascismo islamico che sperimentammo durante il nazi-fascismo. Ma le colpe degli intellettuali oggi sono maggiori».
Perché?
«L'intellighenzia, soprattutto a sinistra, è intenta a impugnare categorie storiche e socio-economiche per capire cosa c'è di razionale, congruo e persino ammirevole in questi movimenti. Dimenticandosi che dal '79 ad oggi il fascismo islamico ha sterminato milioni di persone. Ma questi morti restano invisibili a molti intellettuali e leader occidentali. Che in un grottesco delirio osano paragonare Hezbollah e i terroristi iracheni ai partigiani francesi o italiani. La sinistra, l'unica in grado di contrastare questi fascisti islamici con il dialogo e non con le armi che non servono, non sta facendo niente, con l'unica eccezione di Blair».
Possiamo sconfiggere l'Islam radicale come abbiamo battuto Hitler e Mussolini? «Certo.
Un'altra virtù del termine fascismo è che ci permette di capire come il nemico sia qualcosa di ben più grande di un piccolo gruppo eversivo, che può essere liquidato con le armi. Ma allo stesso tempo è anche qualcosa di molto più piccolo di uno scontro tra civiltà. È un movimento politico moderno, con tutti i suoi limiti, può essere neutralizzato solo con la forza della persuasione. Come fascismo, nazismo e comunismo, caduti grazie alla riconversione ideologica delle masse».Non teme che dallo scontro tra Occidente e Islam possa scaturire un nuovo conflitto mondiale?
«Se l'Iran si procura l'atomica, lo scenario si concretizzerà. Ma oggi il pericolo per l'Occidente è di perdere i suoi sacri valori liberali, distruggendo la natura stessa della nostra democrazia, accanendoci contro gli emigranti e diventando dei bigotti anti-Islam, intolleranti e razzisti. Se ciò dovesse accadere, la nostra società non sarebbe mai più la stessa»."
Shalom




Rispondi Citando