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Discussione: "Fascismo" Islamico

  1. #1
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    Predefinito "Fascismo" Islamico

    Dal Corriere della Sera del 13 agosto 2006

    I regimi fascisti e l'estremismo islamico condividono i miti e il culto della morte - Un'ideologia di massa dietro alla minoranza del terrore»

    di Alessandra Frakas


    NEW YORK — Il saggista americano «liberal» Paul Berman è stato il primo nel 2003 a utilizzare l'espressione «fascismo islamico», pronunciata da Bush negli scorsi giorni e oggetto di un nuovo, acceso dibattito. E oggi ribadisce al Corriere che quel termine è «storicamente e linguisticamente corretto» e che «l'estremismo islamico è strettamente imparentato con nazismo, fascismo e franchismo per molti motivi». L'autore di Terrore e Liberalismo respinge le critiche avanzate dallo studioso francese Gilles Kepel, che su Repubblica aveva definito l'espressione «ambigua e maldestra» sostenendo che «il fascismo rappresentò un movimento di massa in alcuni Paesi europei, mentre i gruppi terroristi islamici sono oggi il contrario dei movimenti di massa». Per Berman «l'estremismo islamico, come i totalitarismi europei del Novecento, è basato sulla mitologia. Che da una parte vede un popolo probo e giusto, dall'altra una cospirazione cosmica di nemici stranieri e forze interne inquinanti che lo opprime. Imponendogli di scatenare una guerra di stermino: una titanica lotta mitologica di liberazione. Anche la loro meta è identica».In che senso?
    «Condividono un'utopia: il ritorno all'età d'oro del passato, rielaborata in versione "futurista". Mussolini e Hitler desideravano ricreare l'apoteosi dell'Impero romano. Franco mirava a riesumare l'era delle crociate cattoliche del Medio Evo con il suo movimento di guerrieri di Cristo Re. Lo scopo dei jihadisti islamici è restaurare l'età d'oro del Califfato del Settimo secolo».
    Altri paralleli?
    «In un modo o nell'altro, tutti i movimenti fascisti sono approdati al culto della morte. E tutti i totalitarismi sono germinati in Europa negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale e poi si sono diramati nel mondo, ispirati dagli stessi testi e pensatori. Ciò vale anche per il moderno islamismo, fondato nel 1928 in Egitto con i Fratelli Musulmani e poi con il Baathismo, nato a Damasco da intellettuali formatisi alla Sorbona ».
    Per alcuni il terrorismo islamico è conseguenza della guerra in Iraq e quindi è colpa degli americani.
    «Perché ci si ostina a parlare della guerra in Iraq, dimenticandosi di citare quella in Afghanistan, che ha spodestato i talebani e al Qaeda, dando loro un vero motivo per essere infuriati? Dopo gli attentati di Madrid, nel 2004, tutti puntarono il dito contro la partecipazione della Spagna alla guerra in Iraq. Ma un videotape diffuso dal portavoce dei terroristi, che guarda caso si faceva chiamare "Al Afghani", citava l'Afghanistan. Certa gente farebbe meglio a leggere i testi dei jihadisti, invece di strumentalizzare le proprie ire politiche».Alcuni tribunali italiani hanno emesso sentenze che legittimano i terroristi, definendoli «resistenti» e «martiri».
    «L'inabilità di capire questi movimenti e la tendenza ad incoraggiarli, direttamente o indirettamente, sono un'altra, tragica costante del totalitarismo moderno. Forse ciò spiega anche il motivo per cui essi, prima o poi, hanno finito per travolgere l'Europa. Oggi vediamo la stessa confusione e incapacità di mobilitarsi di fronte al fascismo islamico che sperimentammo durante il nazi-fascismo. Ma le colpe degli intellettuali oggi sono maggiori».
    Perché?
    «L'intellighenzia, soprattutto a sinistra, è intenta a impugnare categorie storiche e socio-economiche per capire cosa c'è di razionale, congruo e persino ammirevole in questi movimenti. Dimenticandosi che dal '79 ad oggi il fascismo islamico ha sterminato milioni di persone. Ma questi morti restano invisibili a molti intellettuali e leader occidentali. Che in un grottesco delirio osano paragonare Hezbollah e i terroristi iracheni ai partigiani francesi o italiani. La sinistra, l'unica in grado di contrastare questi fascisti islamici con il dialogo e non con le armi che non servono, non sta facendo niente, con l'unica eccezione di Blair».
    Possiamo sconfiggere l'Islam radicale come abbiamo battuto Hitler e Mussolini? «Certo.
    Un'altra virtù del termine fascismo è che ci permette di capire come il nemico sia qualcosa di ben più grande di un piccolo gruppo eversivo, che può essere liquidato con le armi. Ma allo stesso tempo è anche qualcosa di molto più piccolo di uno scontro tra civiltà. È un movimento politico moderno, con tutti i suoi limiti, può essere neutralizzato solo con la forza della persuasione. Come fascismo, nazismo e comunismo, caduti grazie alla riconversione ideologica delle masse».Non teme che dallo scontro tra Occidente e Islam possa scaturire un nuovo conflitto mondiale?
    «Se l'Iran si procura l'atomica, lo scenario si concretizzerà. Ma oggi il pericolo per l'Occidente è di perdere i suoi sacri valori liberali, distruggendo la natura stessa della nostra democrazia, accanendoci contro gli emigranti e diventando dei bigotti anti-Islam, intolleranti e razzisti. Se ciò dovesse accadere, la nostra società non sarebbe mai più la stessa».
    "

    Shalom

  2. #2
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    È un movimento politico moderno, con tutti i suoi limiti, può essere neutralizzato solo con la forza della persuasione.


    A condizione che sia abbastanza convincente, però...

    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    Come fascismo, nazismo e comunismo, caduti grazie alla riconversione ideologica delle masse».
    Direi che questa spiegazione vale, in minima parte, per il comunismo russo e cinese ma non ancora per quello cubano o coreano.

    Non sapremo mai cosa sarebbero oggi fascismo e nazismo se non avessero perso la guerra.

    Il resto dell'analisi la condivido pienamente.

  3. #3
    SENATORE di POL
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    In effetti per la sconfitta del NazionalSocialismo e del suo vassallo fascista, la persuasione che fu messa in campo fu molto forte e vasta, e fu in primo luogo e preliminarmente una .....persuasione militare.....aprodata alla vittoria alleata nella seconda guerra mondiale.
    Il comunismo dell'est europa è imploso per le sue contraddizioni interne, accentuate dalla pressione (in senso lato) del mondo liberalcapitalistico e.....per quanto riguarda la Polonia (uno degli anelli deboli del sistema) della Chiesa Cattolica. Il socialismo reale ha perduto sul terreno in cui pretendeva di vedere al propria "ineluttabile vittoria", dimostrandosi non all'altezza nella concorrenza con il "modo di produzione capitalistico" del nord america e dell'Europa occidentale. Gli USA hanno costretto l'Unione Sovietica a tenere alto il livello della competizione militare, accentuando il processo di disgregazione economico-sociale connaturato ad un sistema che aveva ottenuto un'efficienza economica competitiva parziale solo nel periodo dell'utilizzo del terrore più feroce e dello sfruttamento intensivo dei lavoratori forzati dei gulag.

    Saluti liberali

  4. #4
    SENATORE di POL
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    Dal Corriere della Sera del 13 agosto 2006

    "«[B]

    NEW YORK — Il saggista americano «liberal» Paul Berman ................................ Ma oggi il pericolo per l'Occidente è di perdere i suoi sacri valori liberali, distruggendo la natura stessa della nostra democrazia, accanendoci contro gli emigranti e diventando dei bigotti anti-Islam, intolleranti e razzisti. Se ciò dovesse accadere, la nostra società non sarebbe mai più la stessa»."[/U]

    Shalom

    Dell'intervista di Berman ..quello sopra mi pare un passaggio essenziale. Berman da "liberal" pone giustamente l'accento sulla necessità che la guerra contro il terrorismo non si trasformi in una "bigotteria anti Islam" e apra le porte ad inutili, dannose e pericolose intolleranze antimusulmane o peggio .....razziste. E' anche evidente che nella guerra al fascismo islamico gli Stati liberali e democratici corrano il rischio di spostare pericolosamente i confini fra libertà e sicurezza, mettendo in discussione talune conquiste di civiltà connaturate con il moderno "Stato di Diritto" e con le fondamenta stessa della "legalità democratica". Tuttavia sul tema è altrettanto pericoloso, come ci spiega con grande intelligenza Angelo Panebianco, un'integralismo da neofiti della "democrazia liberale" e della centralità della sua "legalità".

    dal Corriere della Sera di oggi, 13 agosto 2006

    "Questione di vita o di morte
    i necessari compromessi tra stato di diritto e sicurezza: un editoriale di Angelo Panebianco

    " «Il compromesso necessario»

    di Angelo Panebianco


    Facciamo un'ipotesi, di fantasia ma non proprio del tutto implausibile. Immaginiamo che tra qualche mese venga fuori che l'Apocalisse dei cieli, il grande attentato destinato a oscurare persino gli attacchi dell'undici settembre, con migliaia e migliaia di vittime innocenti, sia stato sventato solo grazie alla confessione, estorta dai servizi segreti anglo-americani tramite tortura, di un jahadista coinvolto nel complotto, magari anche arrestato (sequestrato) illegalmente. Chi se la sentirebbe in Occidente di condannare quei torturatori? La risposta è: un gran numero di persone. In Italia più che altrove.
    La cosa interessante è che a emettere sentenze di condanna senza nemmeno riconoscere l'esistenza di un «dilemma etico» nella vicenda in questione non ci sarebbero solo quelli che Giuliano Ferrara sul Foglio ha definito gli appartenenti al «nemico interno» (il quale esiste, eccome), alleato di fatto del terrorismo jahadista. No, fra coloro che condannerebbero i torturatori senza dubbi né tentennamenti ci sarebbero anche tante brave persone in buona fede che hanno orrore del terrorismo ma che credono che cose come la legalità, i diritti umani e quello che chiamano (in genere, senza sapere bene cosa sia) lo «stato di diritto» debbano sempre avere la precedenza su tutto: anche sulla salvezza di migliaia di vite umane.
    Come si spiega che in Italia più che altrove sia venuta totalmente meno l'idea (che però resiste in altri Paesi occidentali, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, alla Francia) che la convivenza democratica possa poggiare solo su un compromesso, precario quanto si vuole, ma pur sempre un compromesso, fra stato di diritto e sicurezza nazionale? La spiegazione deve mettere in gioco vari elementi. C'è in primo luogo il lunghissimo periodo di pace che abbiamo alle spalle. Quella fortunata età dell'oro che è stata la lunga pace post '45 ha reso un gran numero di persone, soprattutto quelle nate dopo la Seconda guerra mondiale, incapace persino di mettere a fuoco l'idea di «nemico», il nemico vero, assoluto, quello che ti ucciderà se non riuscirai a neutralizzarlo. Per queste persone, la guerra è un fenomeno letteralmente incomprensibile. Ciò le rende disponibili a credere che la guerra dichiarata all'Occidente dal terrorismo jahadista possa essere affrontata con gli stessi strumenti con cui ci si difende dai ladri di polli o dai rapinatori di banche.
    La seconda ragione ha a che fare con la vicenda italiana recente. La caduta dell'Urss e la successiva vicenda di Mani pulite determinarono in molte persone, all'inizio degli anni 90, una singolare metamorfosi: esse passarono, senza soluzione di continuità, dagli ammiccamenti per la Rivoluzione (fra tutti gli eventi, il più «illegale» che si possa immaginare) alla apologia della «legalità». Da bravi neofiti costoro hanno trasformato lo «stato di diritto» in una specie di feticcio davanti a cui ci si dovrebbe solo inchinare acriticamente.
    Nessuno ha spiegato loro che lo stato di diritto è solo uno strumento, altamente imperfetto, che serve a regolare i rapporti entro la comunità democratica in condizioni di normalità. Uno strumento che fallisce quando scatta l'emergenza, quando qualcuno ti dichiara guerra. Sono questi neofiti che, se uno osa dire che dalla guerra, anche quella asimmetrica, non ci si può difendere con mezzi legali ordinari, gli spiegano subito con sussiego che se la democrazia non rispetta rigorosamente la «legalità» diventa come i terroristi la vogliono. Dimenticando che i principi vanno sempre adattati alle situazioni e che servono solo se si resta vivi.A differenza dei neofiti della legalità, i liberali di antica data hanno sempre saputo che lo stato di diritto deve convivere, se si vuole sopravvivere, con le esigenze della sicurezza nazionale. Il che significa che si deve accettare per forza un compromesso, riconoscere che, quando è in gioco la sopravvivenza della comunità (a cominciare dalla vita dei suoi membri), deve essere ammessa l'esistenza di una «zona grigia», a cavallo tra legalità e illegalità, dove gli operatori della sicurezza possano agire per sventare le minacce più gravi. I neofiti della legalità non lo capiranno mai ma questo compromesso è anche l'unica cosa che, in condizioni di emergenza, possa salvare lo stato di diritto e la stessa democrazia. Perché quando arrivano le bombe, quando le strade si tingono di sangue, o ci affida a quel tacito compromesso oppure si deve scontare l'inevitabile reazione che porterà, prima o poi, dritto filato verso soluzioni autoritarie. Le democrazie più salde e consolidate ne sono consapevoli e per questo difendono quel compromesso. Il rischio è che una malintesa, fondamentalista, visione della legalità ci porti ad abbassare drammaticamente le difese, per esempio a isolare i nostri addetti alla sicurezza dal resto dei servizi segreti occidentali, perdendo così l'input più prezioso nella guerra simmetrica contro il terrorismo: le informazioni.Una classe dirigente degna di questo nome non può fare finta di nulla. È assolutamente necessario, come dimostrano anche i contraccolpi dell'inchiesta giudiziaria sul sequestro di Abu Omar, che un confronto tra politica, operatori del diritto (magistrati, avvocati) e operatori della sicurezza abbia luogo. Per ricostituire quel compromesso tra stato di diritto e sicurezza nazionale che in Italia, proprio in uno dei momenti più cupi e pericolosi della storia recente dell'Occidente, è venuto meno. È un'esigenza vitale. Letteralmente."


    La lotta al "fascismo islamico" è un'esigenza assolutamente concreta che ci fa correre un mare di pericoli, di ogni genere, ma è un'esigenza imprescindibile per la sicurezza globale e la sopravvivenza stessa della nostra civiltà, anzi ....di ogni civiltà di questo pianeta.

    Saluti liberali

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    In effetti per la sconfitta del NazionalSocialismo e del suo vassallo fascista, la persuasione che fu messa in campo fu molto forte e vasta, e fu in primo luogo e preliminarmente una .....persuasione militare.....aprodata alla vittoria alleata nella seconda guerra mondiale.
    Il comunismo dell'est europa è imploso per le sue contraddizioni interne, accentuate dalla pressione (in senso lato) del mondo liberalcapitalistico e.....per quanto riguarda la Polonia (uno degli anelli deboli del sistema) della Chiesa Cattolica. Il socialismo reale ha perduto sul terreno in cui pretendeva di vedere al propria "ineluttabile vittoria", dimostrandosi non all'altezza nella concorrenza con il "modo di produzione capitalistico" del nord america e dell'Europa occidentale. Gli USA hanno costretto l'Unione Sovietica a tenere alto il livello della competizione militare, accentuando il processo di disgregazione economico-sociale connaturato ad un sistema che aveva ottenuto un'efficienza economica competitiva parziale solo nel periodo dell'utilizzo del terrore più feroce e dello sfruttamento intensivo dei lavoratori forzati dei gulag.

    Saluti liberali
    Se e' per quello Londra e Washington avevano gia' combattuto la Germania ed anche l'Impero Austroungarico quando erano ambedue democratici gia' nel 14.

    Nel 39 la lotta per la democrazia e la liberta' non c'entra nulla.Solo
    i soldi ed il potere mondiale e la legge di..........McHindert !

    L'URSS poi in fin dei conti ha fatto anche tanto comodo a Wall Street !
    Vinta la guerra fredda e subito ...................terza guerra mondiale perche' ...........fin che c'e' guerra c'e' speranza !

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    Dell'intervista di Berman ..quello sopra mi pare un passaggio essenziale. Berman da "liberal" pone giustamente l'accento sulla necessità che la guerra contro il terrorismo non si trasformi in una "bigotteria anti Islam" e apra le porte ad inutili, dannose e pericolose intolleranze antimusulmane o peggio .....razziste. E' anche evidente che nella guerra al fascismo islamico gli Stati liberali e democratici corrano il rischio di spostare pericolosamente i confini fra libertà e sicurezza, mettendo in discussione talune conquiste di civiltà connaturate con il moderno "Stato di Diritto" e con le fondamenta stessa della "legalità democratica". Tuttavia sul tema è altrettanto pericoloso, come ci spiega con grande intelligenza Angelo Panebianco, un'integralismo da neofiti della "democrazia liberale" e della centralità della sua "legalità".

    [...]

    La lotta al "fascismo islamico" è un'esigenza assolutamente concreta che ci fa correre un mare di pericoli, di ogni genere, ma è un'esigenza imprescindibile per la sicurezza globale e la sopravvivenza stessa della nostra civiltà, anzi ....di ogni civiltà di questo pianeta.

    Saluti liberali
    mah... due considerazioni: l' estremismo islamico PRIMA dell' invasione dell' Iraq era un fenomeno estremamente pericoloso, ma anche estremamente limitato.

    whahabiti sopratutto, complicati da combattere perche' coperti dalla monarchia dei Saud, migliore alleato degli USA e migliore acquirente di armi sofisticate.

    estremamente pericoloso, perche' capace di pensare al male "in grande", di massimizzare i danni col minimo della spesa, ma poco piu' di un gruppetto.

    la guerra in Afghanistan prima e in Iraq (due giudizi diversi: la prima andava fatta per eliminare le basi di al quaeda, la seconda andava evitata come la peste, come G W B padre aveva capito nel 1991) hanno funzionato da catalizzatore, mettendo in moto meccanismi incontrollabili e generando l' effetto imitazione.
    La cosa drammatica e' che qui entra in ballo il pakistan, altro alleato USA, che ha anche la bomba, e non ha esitato a vendere tecnologie proibite p. es alla libia.

    in sostanza, le mosse antiterrorismo USA e GB sono state un fallimento clamoroso e totale, come dimostra la popolarita' di W in USA e di Blair in UK. gli elettori hanno capito che anche i loro presidenti sbagliano, ed essendo abituati a pensare in grande sbagliano in grande.

    in quanto al dilemma della legittimita' della tortura, e' un bel dilemma. credo che dovremmo scegliere con attenzione quelli a cui deputiamo le cose sporche, che credo siano inevitabili.

    e credo anche che vadano coperte politicamente, con assunzione di responsabilita' da chi ne ha l' onere.

    assordante il silenzio di B, che sembra non essere coinvolto dalla vicenda (o ci era, o ci faceva).

    continuo a non capire cosa c'entrino i dossier contro prodi e lo spionaggio dei giudici in cui e' coinvolto l'impunito farina.
    come continuo a non capire come si faccia a non vedere che il patriot act ha generato un meccanismo di potere incontrollato, che e' inaccettabile per la democrazia.

    ovvero, anche chi gestisce il potere quasi assoluto e' un uomo, e soggetto ad usare il suo potere assoluto non necessariamente a fin di bene (v. il caso plume / nigergate / libby).

    checks and balances non sono sostituibili.

  7. #7
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    Quando dopo l'undici di settembre del 2001 il presidente degli Stati Uniti mobilitò la sua Nazione per la guerra al terrorismo, cosa inevitabile e assolutamente necessaria, disse che si trattava di una guerra lunga "almeno un decennio", che sarebbe stata assai dura e .....con momenti difficili. Questo è bene ricordarlo sempre.
    Per il resto occorre ricordare che la guerra in corso fra Occidente (anche quelle parti dell'occidente che non ne sono coscienti) e il fascio-islamismo è stata dichiarata e causata da quest'ultimo, che non si limita affatto a qualche gruppo terroristico, e tanto meno alla sola rete di Osama Bin Laden, come dimostrano le vicende di questi giorni, sia nel Regno Unito che in Libano.
    Ovviamente una guerra di lunga durata implica che le parti in lotta si influenzino, in qualche modo, reciprocamente. Tuttavia la rammolita intellettualità stracciona dell'occidente, che pensa come lo squallido D'Avanzo, che Osama sia un "combattente per un'ideale" in qualche modo disposto a qualche compromesso (a cui vilmente qualcuno suggerisce sarebbe opportuno scendere), o che esaspera gli errori degli USA e dei suoi più stretti alleati a soli fini di propaganda politica interna, non tenendo affatto conto delle dinamiche reali dei fatti (e non a caso si prendono grossi granchi nelle valutazioni, anche riguardo al conflitto fra la democrazia israeliana e i nazi-islamici libanesi di Hezbollah), è una palla piede nella lotta al fascismo islamico e al terrorismo internazionale in genere. Lo è perchè rifiuta semplicemente di prendere atto che per fare la pace bisogna essere in due, e che non si tratta con il terrorismo come si tratterebbe con uno Stato, per quanto canaglia, con frontiere delimitate e sovranità certa e riconoscibile. Come rifiuta di prendere atto che il terrorismo e il fascismo islamico non hanno alcuna intenzione di "pace", non ce l'hanno ne verso i loro avversari arabi e islamici "moderati", "laicizzati", "corrotti" "occidentalizzati", ne' tanto meno ce l'hanno con i "Satana" occidentali. Al più lal loro tattica è, fin dall'inizio, quella di spezzare la solidetarietà fra i propri nemici per affrontarli uno alla volta, secondo la più classica delle manovre politico-militari volta alla vittoria finale delle proprie bandiere su tutta la linea, contro nemici comunque potenti, forti militarmente, in grado di colpire duramente non solo i terroristi ma gli Stati che li proteggono, finanziano, appoggiano.
    Nella trappola della disarticolazione del fronte anti-islamista e anti-terrorista è facile cadere, come si è visto con le conseguenze immediate, ad esempio, dell'attentato di Madrid. Come anche risulta evidente dai "se e ma" e dalle vergognose dichiarazioni di "equivicinanza" che in Europa hanno trovato cultori in responsabili di governi, riguardo al conflitto fra la democrazia israeliana e i nazi-islamisti sciiti del Libano.


    Saluti liberali

    Riguardo ai servizi e alla legalità, è stato più volte dimostrato che l'indebolimento del Sismi e la criminalizzazione dell'antiterrorismo sono vergogne di questo Paese che non meritano altri commenti che quelli dell'emerito presidente della repubblica ed ex presidente del CSM....senatore a vita....Francesco Cossiga.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    Quando dopo l'undici di settembre del 2001 il presidente degli Stati Uniti mobilitò la sua Nazione per la guerra al terrorismo, cosa inevitabile e assolutamente necessaria, disse che si trattava di una guerra lunga "almeno un decennio", che sarebbe stata assai dura e .....con momenti difficili. Questo è bene ricordarlo sempre.
    Per il resto occorre ricordare che la guerra in corso fra Occidente (anche quelle parti dell'occidente che non ne sono coscienti) e il fascio-islamismo è stata dichiarata e causata da quest'ultimo, che non si limita affatto a qualche gruppo terroristico, e tanto meno alla sola rete di Osama Bin Laden, come dimostrano le vicende di questi giorni, sia nel Regno Unito che in Libano.
    Ovviamente una guerra di lunga durata implica che le parti in lotta si influenzino, in qualche modo, reciprocamente. [...]


    Saluti liberali

    Riguardo ai servizi e alla legalità, è stato più volte dimostrato che l'indebolimento del Sismi e la criminalizzazione dell'antiterrorismo sono vergogne di questo Paese che non meritano altri commenti che quelli dell'emerito presidente della repubblica ed ex presidente del CSM....senatore a vita....Francesco Cossiga.
    Avendo noi europei sconfitto il terrorismo (ETA, IRA, BR, OAS, RAF...) potremmo spiegare agli USA come si fa a togliere ai pesci terroristi l' acqua nella quale nuotano.

    I nostri amici avrebbero bisogno di un bagnetto di umilta' e di accettare di farsi indicare la strada da chi la conosce.

    purtroppo avendo un unica arma a forma di martello (la forza militare) tendono a pensare (sperare?) che tutti i problemi abbiano la forma del chiodo, cosa che invece non si da'.

    il che significa che pasticci si aggiungono ai pasticci, e i problemi si compongono e peggiorano anziche' semplificarsi e avvicinarsi alla soluzione.

    Quanto alla "dimostrazione" non ne ho letta una, almeno nel senso che io attribuisco alla parola.
    ci sono state, si', prese di posizione. ma quelle di una parte valgono quelle dell' altra, e se e' per questo anch' io ho le mie opinioni, che valgono quelle del presidente emerito.

    pronto a cambiare idea se dimostrazioni (nel senso scientifico del termine) vengono prodotte.

    incline a restare convinto che la fabbricazione di dossier contro prodi poco abbia a che fare con la lotta al terrorismo, e tale attivita' di depistaggio -al netto di implicazioni politiche, professionali e penali- supporti la mia convinzione che in nome della lotta al terrorismo (come in passato in nome dell' antimafia, o dell' antifascismo) si siano fatte un sacco di porcherie.

  9. #9
    SENATORE di POL
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    Ecco una chiara dimostrazione dell'assoluta incomprensione della natura del "terrorismo internazionale" di matrice fascio-islamica (come si può paragonare seriamente l'entità globale della minaccia costituita da questo fenomeno con l'ETA, L'IRA o anche le....Brigate Rosse? Senza contare che chi ha "sconfitto" l'IRA si trova in casa sudditi di sua maestà di fede politico-religiosa islamista che... e sta capendo perfettamente come operare....).

    Quanto alla "fabbricazioni di dossier" contro Prodi resta una bufala, innanzi tutto perchè sarebbero semmai, se proprio vogliamo, a favore di Prodi, in quanto attribuirebbero alla UE, sotto la sua....presidenza, misure sagge e necessarie che solo i ciechi della sinistretta italica....pensano costituite da "cosa cattiva", per le stesse ragioni di cui....sopra.

    Shalom

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi
    ... rifiuta semplicemente di prendere atto che per fare la pace bisogna essere in due, e che non si tratta con il terrorismo come si tratterebbe con uno Stato, per quanto canaglia, con frontiere delimitate e sovranità certa e riconoscibile. .
    Appunto.
    Lasciamo che questi "terroristi" possano avere uno Stato, e poi facciamo la pace. Sempre che i rispettivi popoli non li facciano fuori prima, perchè un conto è sbraitare contro gli occidentali in nome di un puro ideale.. un conto è armarsi di puro ideale e amministrare la vita di tutti i giorni della gente.

 

 
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