User Tag List

Pagina 1 di 12 1211 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 120
  1. #1
    Super Troll
    Data Registrazione
    13 Oct 2006
    Messaggi
    59,182
    Mentioned
    522 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    "Salutate Andronicum et Iuniam cognatos meos et concaptivos meos, qui sunt nobiles in apostolis, qui et ante me fuerunt in Christo."

    APOSTOLI AD ROMANOS EPISTULA SANCTI PAULI 16:7

    :mmm:
    Ultima modifica di Giordi; 12-02-10 alle 11:05

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Mi perdoni?
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    13,297
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    Citazione Originariamente Scritto da Polemiko Visualizza Messaggio
    "Salutate Andronicum et Iuniam cognatos meos et concaptivos meos, qui sunt nobiles in apostolis, qui et ante me fuerunt in Christo."

    APOSTOLI AD ROMANOS EPISTULA SANCTI PAULI 16:7

    :mmm:
    Santi Andronico e Giunia di Roma
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  3. #3
    ...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    24,315
    Mentioned
    101 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    6

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    Giunia: donna tra gli apostoli

    La lista dei saluti menziona un’altra coppia benemerita, Andronico e Giunia: «Miei parenti», scrive Paolo, «e compagni di prigionia: sono insigni tra gli apostoli ed erano in Cristo già prima di me» (Rm 16,7). La qualifica di «parenti» può essere interpretata in senso ampio, come appartenenti etnicamente al medesimo popolo dei giudei. Non può avere invece semplice valenza metaforica il dettaglio «compagni di prigionia». Non ci è detto in quale carcere, ma è più importante sapere che in carcere c’era anche lei, Giunia, e Paolo deve esserne rimasto talmente edificato che non trova difficoltà alcuna ad attribuirle il titolo di «apostolo». Bello il commento di Giovanni Crisostomo: «Essere tra gli apostoli è già una gran cosa, ma essere insigni tra di loro, considera quale grande elogio sia; ed erano insigni per le opere e per le azioni virtuose. Accidenti, quale doveva essere la “filosofia” di questa donna, se è stimata degna dell’appellativo degli apostoli!» (citato da R. Penna).

    Nei saluti della Lettera ai Romani Paolo ricorda anche donne singole: Maria, Trifena e Trifosa, accomunate dal riconoscimento «che hanno lavorato/faticato per il Signore». Con il medesimo verbo Paolo indica il proprio lavoro di predicazione e insegnamento. Un posto speciale nei saluti è riservato alla «diletta Pèrside»: anche lei «ha molto faticato nel Signore». L’ultima serie di saluti menziona la madre di Rufo, che Paolo considera come sua stessa madre. Evidentemente in qualche parte dell’Oriente, in Grecia o in Asia, deve averne sperimentato l’affettuosa accoglienza. E poi ancora saluti (il verbo utilizzato include anche il senso di «abbracci») per Patroba e Giulia, per la sorella di Nereo e Olimpas. Impressiona questo fitto elenco di nomi femminili, dietro i quali ci sono volti e ruoli, e soprattutto amore e dedizione incondizionata al Vangelo.

    La Chiesa nasce essenzialmente come domus ecclesiae, «chiesa domestica». Il suo ambiente d’origine non è il tempio e neppure la sinagoga, ma la casa (vedi Atti 2,46). E all’interno della casa, anche se non menzionata, troviamo la donna. È lei che favorisce un ambiente accogliente e un clima di ospitalità. E talvolta anche un servizio di animazione e una funzione di guida. I missionari del Vangelo debbono molto a donne come Lidia, la ricca commerciante di porpora che a Filippi insiste per accogliere Paolo e compagni: «Li costrinse ad accettare», annota Luca (Atti 16,14). La casa di questa donna europea diventa grembo della chiesa di Filippi e centro propulsore del Vangelo. Nella lettera a Filemone l’Apostolo esorta due donne di spicco, Evodia e Sintiche, a trovare un accordo nel Signore. Non sappiamo la ragione del loro dissenso, forse divergenze pastorali. Paolo ricorda che «hanno combattuto per il Vangelo» al suo fianco. Sono dunque missionarie convinte e generose, fino a esporre la vita per la causa del Vangelo.

    Mi piace notare un altro dettaglio: in questa lettera, unico caso nel Nuovo Testamento, Paolo fa il nome di una donna già nell’intestazione. La lettera non è indirizzata soltanto a Filemone (come abitualmente si dice) ma anche «alla sorella Apfia», probabilmente moglie di lui. Colpisce il tono caldo e personalissimo di questo scritto e la forza persuasiva delle ragioni affettive: una schietta amicizia lega Paolo a questa casa in cui si raduna la Chiesa e in cui desidera anche lui trovare alloggio appena uscirà dal carcere.

    Amiche, sorelle, apostole: Paolo e le donne | Lettere Paoline

  4. #4
    ...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    24,315
    Mentioned
    101 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    6

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    I collaboratori di Paolo



    Andronico e Giunia.
    Probabilmente si trattò di una coppia di sposi (a lungo si è discusso del carattere femminile o maschile dell’accusativo Iouniân presente in Rm 16,7, anche perché in età medievale e moderna si ritenne inverosimile – a torto – che Paolo potesse fregiare una donna del titolo di apóstolos). Il loro ingresso nel movimento dei seguaci di Gesù dovette precedere cronologicamente quello di Paolo, dato ch’egli stesso li qualifica come «insigni (epísmoi) fra gli apostoli», e afferma che «si sono uniti a Cristo prima di me» (Rm 16,7). Paolo li definisce pure come suoi «consanguinei e compagni di prigionia». Al momento della stesura della Lettera ai Romani risiedevano nell’Urbe.

    I collaboratori di Paolo | Lettere Paoline

  5. #5
    ...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    24,315
    Mentioned
    101 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    6

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    Chi erano gli apostoli?

    di Erik Peterson | 6 ottobre 2008


    Due voci di Erik Peterson, tratte da Enciclopedia Cattolica, vol. I, Sansoni, Firenze 1948, pp. 1679-1686, e vol. III, Sansoni, Firenze 1949, pp. 1066-1067. Le abbreviazioni e le traslitterazioni originariamente utilizzate dall’Autore sono state adattate ai criteri del sito.

    APOSTOLI (gr. apóstolos, “inviato”, da apostéllō).
    Titolo dei dodici collaboratori scelti da Gesù, che affidò loro il proseguimento e il completamento della sua missione redentrice (Mt 28, 18-20; Gv 15, 16). Così Gesù chiamò «i dodici» (Mc 3,14; Mt 10,1), che scelse tra un numero imprecisato di discepoli (Lc 6, 13). I “dodici” era una denominazione fissa: Mc 6, 7 (Lc 9,1); Mt 10,5; 20, 17; 26, 14; ecc.; At 6, 2; ciò è provato soprattutto da 1Cor 15, 5, dove Paolo parla delle apparizioni dl Risorto ai “dodici”. Si tratta di una tradizione che viene da Gerusalemme. Il numero fisso risulta anche da At 1, 15 sg., ove si narra l’elezione di Mattia al posto di Giuda, e così «gli undici» (Mt 28, 16; Mc 16, 14; Lc 24, 9.33; At 1, 26) diventano di nuovo «i dodici».
    Non è possibile spiegare la formazione del gruppo dei dodici, con uno sviluppo storico posteriore alla vita terrestre di Gesù. Gesù stesso ha voluto «i dodici» scelti, come risulta da Mt 19, 28 (cf. Lc 22, 30), «per sedere sopra dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele» al glorioso ritorno del Figlio dell’uomo. I “dodici parteciperanno dunque alla funzione giudiziale del “Figlio dell’uomo” su Israele, saranno, come Lui, rivelati in gloria; si può interpretare la parola greca (krínein) anche in senso di governo (cf. Mt 19, 21, e Ap 20, 4). Questo avvenire glorioso dei “dodici” è il premio per i sacrifici che fanno ora, abbandonando tutto e seguendo Gesù (Mt 9, 27.29); essi che perseverano con Lui nelle tribolazioni avranno parte al suo regno e mangeranno e berranno alla sua mensa (Lc 22, 28). Giovanni vede (Ap 21, 14) il muro della nuova Gerusalemme, «che aveva dodici fondamenti e sopra quelli erano i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello».
    La scelta dei “dodici” ha dunque stretti rapporti con la dottrina escatologica di Gesù. Far parte dei “dodici” significa: abbandonare tutto, essere con Gesù nelle sue tribolazioni per diventare, partecipando al suo giudizio e al suo regno, fondamento di una nuova città. Dal fatto che «i dodici» sono messi in rapporto col Figlio dell’uomo, risulta che il concetto dei “dodici” faceva parte della più antica dottrina della comunità di Gerusalemme. Non può quindi sorprendere che anche i giudeo-cristiani mettano «i dodici» in rapporto con le dodici tribù d’Israele. In un frammento del Vangelo usato presso gli Ebioniti, dice Gesù: «Voglio che voi siate i dodici apostoli per testimoniare su Israele» (Epifanio, Haer., 13, ed. K. Holl, I, Lipsia 1915, p. 350, rr. 1-2; cf. Ps.-Clemente, Recogn., I, 40; Epist. Barnabae, 8, 3: «essendo dodici per testimoniare sulle tribù». Secondo gli Atti di Paolo (ed. C. Schmidt, Amburgo 1936, p. 60, 34), «i dodici» sarebbero stati scelti dalle dodici tribù. Gesù stesso diede loro il titolo di apostoli (Lc 6, 13; vari manoscritti in Mc 3, 14).
    Naturalmente la scelta dei “dodici” non coincide con la loro missione di apostoli. Per la loro funzione escatologica, «i dodici» ricevono l’incarico di rendere testimonianza «sulle dodici tribù d’Israele» (Epist. Barn., 8, 3; cf. Mc 6, 11 e Lc 9, 5; Mt 13, 9 e paralleli). Questo primitivo concetto di apostoli rimane dunque legato ad Israele. L’apostolo è l’annunciatore del vicino regno di Dio (Mt 10, 7; Lc 10, 9) in Israele (Mt 10, 5 sg.), mandato da Gesù. Partecipa alle sofferenze del Figlio dell’uomo per essere alla fine glorificato con Lui. Le privazioni che sono imposte ai “dodici” da Gesù sono la mancanza di una dimora fissa, l’abbandono della famiglia, la povertà; le loro sofferenze trovano il loro colmo nell’arresto (Mc 6, 7; Mt 10, 17; Lc 9, 1 sg.) e nella morte.
    È dunque ben fondata la convinzione cattolica, che l’apostolo sia modello dell’asceta e del martire. Ma l’apostolo è anche il grande taumaturgo. Secondo Mc 6, 7 (cf. 3, 15), «i dodici» ricevono potestà sugli spiriti immondi (Mt 10, 1; Lc 9, 1). La vicinanza del regno di Dio non si esprime soltanto in un annuncio, ma anche nella sconfitta delle forze demoniache nel mondo, come d’altra parte il semplice saluto di pace, dato dai “dodici” a quelli che accettano il loro annunzio, si trasforma in benedizione (Mt 10, 13; Mc 6, 10; Lc 9, 4 sg.). Così, salute o rovina sono legati alla presenza dell’apostolo come a quella di Gesù stesso.
    Il Vangelo di Luca conosce (10, 1-16) anche una missione di 70 (72) discepoli; l’orazione di Gesù diretta qui ai “settanta”, è in Mt. invece diretta ai “dodici” come risulta d’altronde da Lc stesso nella sua ricapitolazione (22, 35). La posizione dei 70 (o 72) discepoli non è chiara; i loro nomi non sono dati; Eusebio, Hist. Eccl., I, 12, 1, dice che il loro catalogo non si è conservato. In ogni modo, il nome apostolo non è concesso loro da Lc, benché si potesse pensare che i settanta corrispondessero ai 70 (72) popoli del mondo (Gen 10) e che in loro la propaganda fra i Gentili fosse predisposta. I “settanta” vanno, come i “dodici”, agli Ebrei, e secondo Lc 22, 47 (cf. At 1, 8) la missione fra i Gentili è affidata ai “dodici” e non ai “settanta”. Più tardi Tertulliano, Adv. Marc., IV, 24 (ed. E. Kroymann, III, Vienna-Lipsia 1906, p. 499, r. 23), li chiama “apostoli” mentre è incerto se anche Ireneo, II, 32, 4, li abbia messi fra gli apostoli.
    Il termine apostolo è dunque connesso coi “dodici”, senza però che i due concetti coincidano completamente. L’espressione apostolo è più formale, mentre il concetto dei “dodici” è ricco di evocazioni.
    Una nuova fase nella storia dell’apostolato comincia con la risurrezione di Gesù. Gli apostoli diventano testimoni della risurrezione di Cristo (Lc 24, 49 e 46; 1Cor 15, 8 sg.), ma non tutti i testimoni della risurrezione diventano apostoli, né i 500 fratelli, né le donne. Ciò è chiara prova del fatto che il termine apostolo esisteva anteriormente alla risurrezione di Cristo (rimane dubbio se Giacomo, fratello di Gesù, fu collocato fra gli apostoli). L’apostolo, che era una volta un nunzio fra gli Ebrei, diventa ora il missionario del mondo; la potestà sui demoni, la possibilità di sanare gli ammalati si estende su tutto l’abitato umano (sono i «miracoli dell’apostolo»: 2Cor 12, 12) insieme con la predicazione.
    L’obbligo di rendere conto del lavoro apostolico (Mc 6, 30; Lc 9, 10; 10, 17) viene ora fissato per la seconda venuta di Cristo (1Cor 4, 4; Fil 1,6.10 sg.). Con l’ascensione di Gesù gli apostoli diventano anche i vicari di Cristo in un senso più concreto di prima (Lc 10, 16; Mt. 10, 40; Gv 13, 20; 17, 18; 1Clem., cap. 42, ecc). Perciò istituiscono i diaconi (At 6, 1-6) ed i presbiteri (At 14, 23; cf. 15, 4.6.22 sg., ecc). L’apostolo aduna accanto a sé i suoi presbiteri o vescovi (At 20, 17.28). Alcuni protestanti riconoscono che gli apostoli sono la fonte della gerarchia della Chiesa; ad es. W. Mundle, in Zeitschrift für neutestamentl. Wissenschaft, 27 (1928), p. 41, parla di «successione apostolica», mentre altri (ad es. K. H. Rengstorf) la tacciono.
    Luca, che pure è discepolo di Paolo, il quale non faceva parte dei “dodici”, insiste molto sull’attività di questi negli Atti degli Apostoli: sono «i dodici» che controllano da Gerusalemme la missione cristiana. Pietro e Giovanni ispezionano la missione in Samaria (8, 14 sg.); il movimento in Antiochia viene controllato da Barnaba, che viene da Gerusalemme (11, 22). Pietro (11, 1 sg.; 12, 17 e 15, 22) e anche Paolo (9, 26 sg.; 11, 30; 15, 1 sg.; 18, 22; 21, 15 sg.) ritornano sempre a Gerusalemme. Questo non vuol dire che il “collegio” dei “dodici” risieda sempre a Gerusalemme, come vorrebbe K. Holl. Pietro e Giovanni svolgono la loro attività anche fuori di Gerusalemme (8, 14; 9, 32 sg.; 10, 1 sg.; 12, 17); Paolo (1Cor 9, 5) conosce l’attività missionaria non solo di Pietro e degli altri apostoli, ma anche dei «fratelli del Signore».
    Il numero dei “dodici” non era considerato indispensabile: dopo la morte di Giacomo, fratello di Giovanni (At 12, 1), non fu eletto al suo posto nessun altro apostolo. La posizione di Giacomo «fratello del Signore» non è chiara per noi. Sembra che fosse a Gerusalemme tra gli apostoli (Gal 1, 19). E. Lohmeyer (Galilaea und Jerusalem, Gottinga 1936) ritiene che fosse il capo di quei giudeo-cristiani che si erano recati dalla Galilea, prima o dopo la morte di Gesù, a Gerusalemme. K. Holl, nella sua famosa prolusione Der Kirchenbegriff des Paulus in seinem Verhältnis zu dem der Urgemeinde (Sitzungsberichte d. Berliner Akademie, 1921, p. 920 sg.; Gesammelte Aufsätze zur Kirchengeschichte, II: Der Osten, Tubinga 1928, p. 44 sg.) ha mantenuto la tesi che la comunità di Gerusalemme aveva, sotto il regime dei “dodici”, una gerarchia di diritto divino (p. 54) e che Gerusalemme era considerata centro della Chiesa intera (p. 55 sg.; cf. p. 61 sg.). La sua tesi è assai oppugnata (anche da K. H. Rengstorf e W. Mundle), ed è insostenibile dal punto di vista cattolico. Forse il giudeo-cristianesimo in Palestina dopo la morte di Gesù si organizzò, imitando alcune forme del vecchio giudaismo (Sinedrio, emissari nella diaspora, imposte); ma il concetto evangelico dell’apostolato trascendeva questa organizzazione.
    L’apostolato creato da Gesù era universale,e mediante la successione apostolica, perpetuo; nel campo della dottrina trasmetteva la dottrina del Maestro, dopo l’ascensione di Cristo, provvedeva al governo dei fedeli con prescrizioni nel campo disciplinare e dogmatico (At 15). Accanto a quello dei “dodici” l’apostolato di s. Paolo appare diverso; Epifanio (Haer., I, ed. Holl, p. 10 sg.) mette Paolo fuori dei “dodici” e fuori dei “settanta”. In Galazia il suo diritto di nominarsi apostolo fu messo in dubbio, probabilmente perché la comunità cristiana di Antiochia l’aveva mandato (At 13, 1 sg.). Paolo replicò sottolineando che non era apostolo per iniziativa di uomini, ma per Gesù Cristo e Dio Padre, che l’ha risuscitato dai morti (Gal 1, 1).
    Esser mandato da Cristo era elemento fondamentale nel concetto dell’apostolato; aggiungendo «e Dio Padre», Paolo dà al suo apostolato un colore speciale. Non può pretendere di essere stato con Gesù, durante la sua vita terrestre, come è richiesto per l’apostolo in At 1, 21 sg. (cf. Mc 3, 14), ma può affermare di aver visto Gesù (1Cor 9, 1) e di essere come gli altri testimone della sua risurrezione (1Cor. 15, 5-8). Paolo non è stato istruito da altri uomini, ma da Cristo stesso (Gal 1, 13); né parla di Anania che l’aveva battezzato (At 9, 18; 22, 16), né gli Atti parlano di una istruzione da parte di Anania. I miracoli degli apostoli. non gli mancano (Gal 3, 5; 2Cor 12, 12; Rm 15, 18), né le privazioni e le sofferenze apostoliche (2Cor 6, 3 sg.; 11, 23 sgg.), né le visioni e rivelazioni (2Cor 12, 1 sg.). Paolo è dunque un apostolo come gli altri. Lui e Barnaba sono stati dai Tre, cioè GiaComo, Cefa e Giovanni, riconosciuti nel loro diritto di andare verso i Gentili (Gal 2, 9), ma il testo non dice direttamente che furono riconosciuti come apostoli, o meglio, in che senso fu interpretato il loro apostolato.
    La denominazione apostolo fu aggiunta da Gesù al concetto dei “dodici”. Gesù, parlando aramaico, si è certamente servito di una parola aramaica. Nella Chiesa siriaca l’apostolo viene denominato shelichah, parola corrispondente nella letteratura rabbinica a shaliach (K.H. Rengstorf, p. 414), in aramaico shelichah (cf. s. Girolamo, In Gal. 1, 1: PL 26, 335). I rabbini mandati dalla centrale di Gerusalemme per raccogliere elemosine o per visitare la diaspora ricevono la denominazione di sheluchim. Un tale emissario (shaliach) era anche Paolo, quando fu mandato a Damasco (At 9, 1 sg.); ma il missionario giudaico non porta mai questo nome (Rengstorf, p. 418 sg.). In questo vecchio senso anche gli «apostoli delle chiese» che portano l’elemosina per i santi a Gerusalemme (2Cor 8, 23), o Epafrodito che viene come «apostolo» dei Filippesi a Paolo sono sheluchim. Difficile è Rm 16, 7 il titolo «apostolo» dato ad Andronico e Giunia. Se la parola “apostolo” in senso religioso era connessa coi “dodici”, come possono questi due sconosciuti dirsi “missionari” cristiani? (Rengstorf, p. 422, 33 sg.; H. Lietzmann, An die Römer, IV ed., Tubinga 1933, p. 24). Sembra che anche qui ricorra il senso giudaico di sheluchim, “emissari”, come per i due (Timoteo ed Erasto) in At 19, 22.
    L’affermazione, che “apostolo” sia stato un nome per designare il “missionario” (così A. Wikenhauser, in Reallexicon für Antike und Christentum, I, Lipsia 1942, p. 554) non sembra fondata. La parola “apostolo” come traduzione di shaliach, “emissario”, si trova anche in testi giudaici (da Wikenhauser ciò è a torto negato, loc. cit., p. 555): cf. CIL, IX, 648, 6220 (J. Frey, Corpus inscriptionum judaicarum, I, Roma 1936, p. 438 sg., n. 611 [Venosa]). L’iscrizione parla di duo apostuli et duo rebbites. Il Codice Teodosiano menziona in una legge del 399 (in XVI, 8, 14) funzionari, quos ipsi apostolos vocant, qui ad exigendum aurum atque argentum a patriarcha certo tempore diriguntur. Eusebio, Comm. in Is., 18, 1 (PG 24, 13 sg.), conosce apostoli giudaici che portano lettere encicliche delle loro autorità, anche per combattere la missione cristiana. La notizia di Eusebio è confermata da Epifanio (Haer., 30, 4, 2), che li mette in stretti rapporto col patriarca giudaico (cf. s. Girolamo, In Gal., 1,1: PL 26, 335). J.B. Frey trova difficile ammettere tale interpretazione per l’iscrizione di Venosa, ma non pare plausibile il suo scetticismo (la data: IX sec., di Lietzmann, non pare fondata).



    continua..
    Ultima modifica di Cuordy; 12-02-10 alle 11:57

  6. #6
    ...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    24,315
    Mentioned
    101 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    6

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    CATALOGHI degli APOSTOLI.


    In Mt 10, 2-4; Mc 3, 14-19; Lc 6, 14-16 e At 1,13 si trova l’elenco dei nomi dei dodici apostoli. Questo catalogo di nomi è diviso in 3 gruppi, dei quali il primo è capeggiato da Pietro, il secondo da Filippo e il terzo da Giacomo d’Alfeo. Il catalogo degli apostoli rappresenta una vecchia tradizione orale, anteriore ai vangeli scritti, e da Marco fu appena leggermente inquadrato nel racconto storico (cf. M. Dibelius, Formgeschichte des Evangeliums, II ed., Tubinga 1933, p. 227).






    Può darsi che i tre nomi che iniziano i tre gruppi dovessero indicare tre fonti della tradizione orale. In questo caso Giacomo d’Alfeo rappresenterebbe la tradizione di Maria, sua madre (Mc 15, 40; 16, 1; Mt 27, 56; Lc 24, 10), come testimone della risurrezione di Cristo. Nei diversi cataloghi i nomi degli Apostoli sono quasi sempre uguali. Solo Simone Cananeo (Mt 10, 4; Mc 3, 18) ha presso Lc 6, 15 il nome “Simone detto Zelota”, cioè il suo sopranome aramaico: “Cananeo” è stato tradotto in greco, mentre per il nome di Taddeo (Mt 10, 3; Mc 3, 18) si trova anche quello di Lebbeo, ma Lc 6, 16 (= At 1, 13) conosce per Taddeo il nome: Giuda di Giacomo.
    Oltre a questo più antico catalogo degli apostoli nei Vangeli canonici, esiste ancora un interessante catalogo nell’apocrifo Ordinamento ecclesiastico apostolico (prologo). La lista comprende i nomi di: Giovanni, Matteo, Pietro, Andrea, Filippo, Simone, Giacomo, Natanaele, Tommaso, Cefa, Baryolomeo e Giuda di Giacomo (cf. A. Harnack, Die Lehre der zwölf Apostel, Lipsia 1884, p. 225). Simile è la lista nella cosiddetta Epistula Apostolorum, cap. 2: Giovanni, Tommaso, Pietro, Andrea, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Natanaele, Giuda Zelota, Cefa.
    Caratteristiche di questi due cataloghi sono: il fatto che Giovanni sta a capo della lista; la presenza di Natanaele; la distinzione fra Pietro e Cefa. Si è cercata l’origine dell’elenco fornito da questi due scritti nel Vangelo secondo gli Egiziani (A. Baumstark, Alte und neue Spuren eines ausserkanon Evangeliums, in Zeitschrift für neutestamentl. Wissenschaft, 14 [1913], p. 232 sg.; cf. F. Hasse, ibid., 16 [1915], p. 106). Giovanni come capo dl catalogo degli apostoli si oppone probabilmente a un catalogo degli Ebioniti, con Matteo al vertice (Epifanio, Haer., XXX, 13, 3 e Ps.-Clemente, Recogn., I, 55 sgg.); cioè alla lista di Giudeo-cristiani che preferivano il Vangelo di Matteo fu opposto un elenco di nomi degli Apostoli basato sulla preferenza che fu data in Egitto al Vangelo di Giovanni. Ma questi cataloghi degli Ebioniti in Palestina e degli Egiziani si basano sull’esistenza di un Vangelo scritto, mentre il catalogo più anziano dei Vangeli canonici presuppone l’esistenza di una tradizione orale. Un catalogo degli Apostoli che ha caratteristiche tutte speciali, è infine quello inserito nel Canone della Messa [di rito Romano].


    Chi erano gli apostoli? | Lettere Paoline

  7. #7
    Super Troll
    Data Registrazione
    13 Oct 2006
    Messaggi
    59,182
    Mentioned
    522 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    ...grazie mille!

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  8. #8
    Moderato con i moderati
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Bolzano/Bozen
    Messaggi
    39,282
    Mentioned
    96 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    Come ho già letto, una donna, giunia, è indicata da paolo come ionsigne fra gli apostoli. E lo stesso paolo riferisce che durante le funzioni religiose le donne predicavano proprio come gli uomini, che profetizzavano addirittura. Nella lettera ai romani, prisca, è chiamata collaboratrice in cristo. Naturalmente sono nominate anche altre donne.

    E' ovvio che in seguito le cose mutassero, a seguito di un vero e proprio processo di repressione delle donne da parte della chiesa celibataria. Una vera e propria diffamazione che le vedeva opposte al sacro, come qualcosa di impuro. Come esseri di seconda categoria, insomma, con un discredito a loro carico da parte del clero maschislista, indegno del messaggio evangelico.

    Il resto lo conosciamo bene..... .:giagia: :gluglu:

  9. #9
    Baby Pensionato
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Località
    Purgatorio
    Messaggi
    38,604
    Mentioned
    58 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    CATALOGHI degli APOSTOLI.


    In Mt 10, 2-4; Mc 3, 14-19; Lc 6, 14-16 e At 1,13 si trova l’elenco dei nomi dei dodici apostoli. Questo catalogo di nomi è diviso in 3 gruppi, dei quali il primo è capeggiato da Pietro, il secondo da Filippo e il terzo da Giacomo d’Alfeo. Il catalogo degli apostoli rappresenta una vecchia tradizione orale, anteriore ai vangeli scritti, e da Marco fu appena leggermente inquadrato nel racconto storico (cf. M. Dibelius, Formgeschichte des Evangeliums, II ed., Tubinga 1933, p. 227).






    Può darsi che i tre nomi che iniziano i tre gruppi dovessero indicare tre fonti della tradizione orale. In questo caso Giacomo d’Alfeo rappresenterebbe la tradizione di Maria, sua madre (Mc 15, 40; 16, 1; Mt 27, 56; Lc 24, 10), come testimone della risurrezione di Cristo. Nei diversi cataloghi i nomi degli Apostoli sono quasi sempre uguali. Solo Simone Cananeo (Mt 10, 4; Mc 3, 18) ha presso Lc 6, 15 il nome “Simone detto Zelota”, cioè il suo sopranome aramaico: “Cananeo” è stato tradotto in greco, mentre per il nome di Taddeo (Mt 10, 3; Mc 3, 18) si trova anche quello di Lebbeo, ma Lc 6, 16 (= At 1, 13) conosce per Taddeo il nome: Giuda di Giacomo.
    Oltre a questo più antico catalogo degli apostoli nei Vangeli canonici, esiste ancora un interessante catalogo nell’apocrifo Ordinamento ecclesiastico apostolico (prologo). La lista comprende i nomi di: Giovanni, Matteo, Pietro, Andrea, Filippo, Simone, Giacomo, Natanaele, Tommaso, Cefa, Baryolomeo e Giuda di Giacomo (cf. A. Harnack, Die Lehre der zwölf Apostel, Lipsia 1884, p. 225). Simile è la lista nella cosiddetta Epistula Apostolorum, cap. 2: Giovanni, Tommaso, Pietro, Andrea, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Natanaele, Giuda Zelota, Cefa.
    Caratteristiche di questi due cataloghi sono: il fatto che Giovanni sta a capo della lista; la presenza di Natanaele; la distinzione fra Pietro e Cefa. Si è cercata l’origine dell’elenco fornito da questi due scritti nel Vangelo secondo gli Egiziani (A. Baumstark, Alte und neue Spuren eines ausserkanon Evangeliums, in Zeitschrift für neutestamentl. Wissenschaft, 14 [1913], p. 232 sg.; cf. F. Hasse, ibid., 16 [1915], p. 106). Giovanni come capo dl catalogo degli apostoli si oppone probabilmente a un catalogo degli Ebioniti, con Matteo al vertice (Epifanio, Haer., XXX, 13, 3 e Ps.-Clemente, Recogn., I, 55 sgg.); cioè alla lista di Giudeo-cristiani che preferivano il Vangelo di Matteo fu opposto un elenco di nomi degli Apostoli basato sulla preferenza che fu data in Egitto al Vangelo di Giovanni. Ma questi cataloghi degli Ebioniti in Palestina e degli Egiziani si basano sull’esistenza di un Vangelo scritto, mentre il catalogo più anziano dei Vangeli canonici presuppone l’esistenza di una tradizione orale. Un catalogo degli Apostoli che ha caratteristiche tutte speciali, è infine quello inserito nel Canone della Messa [di rito Romano].


    Chi erano gli apostoli? | Lettere Paoline

    nemmeno l' intervento divino e' bastato per rendere congruenti 4 testi relativi ai medesimi fatti.

    e questa e' solo una piccola parte delle incongruenze ...

    umano, troppo umano!

  10. #10
    Moderato con i moderati
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Bolzano/Bozen
    Messaggi
    39,282
    Mentioned
    96 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Rif: ... è possibile che vi fosse una donna tra gli apostoli?

    Citazione Originariamente Scritto da L'anticristo Visualizza Messaggio
    nemmeno l' intervento divino e' bastato per rendere congruenti 4 testi relativi ai medesimi fatti.

    e questa e' solo una piccola parte delle incongruenze ...

    umano, troppo umano!
    Evidentemente gli evangelisti davano le loro proprie versioni od interpretazioni su fatti di cui non erano stati testimoni. Se i vangeli fossero stati perfettamente identici, sarebbe stato molto più difficile giustificare l'esistenza di quattro evangelisti. Se poi pensiamo ai vangeli apocrifi, il quadro ben si completa, lasciando molti punti oscuri. :giagia: :gluglu:
    Ultima modifica di Scipione; 13-02-10 alle 08:36

 

 
Pagina 1 di 12 1211 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 15-06-08, 11:15
  2. E Se Fosse Donna
    Di CETTYNA nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 47
    Ultimo Messaggio: 09-01-08, 23:16
  3. Se fosse possibile cedereste napoli a qualche altro Stato?
    Di ME-NONE'SICILIA nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 10-06-07, 22:01
  4. A se fosse possibile!!!
    Di parmigiano (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 21-02-04, 16:25
  5. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 06-04-02, 22:04

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226