Domenica postavamo la pubblicità di un libro sulla relazione epistolare fra gli osservatori presenti sul fronte dell’est e Mussolini. L’introduzione alla lettura di quel libro (“Dalla Russia a Mussolini”) ci ha però insospettito perché lasciava trapelare un livore antifascista e antitedesco davvero malcelato.
Così siamo andati a controllare la scheda dell’autore di detto libro. Eccola:
“Aldo Giannuli, barese, classe 1952, è una vera e propria enciclopedia vivente per quel che riguarda la storia delle trame eversive in Italia. Laureato in Scienze Politiche, è ricercatore di Storia contemporanea presso l’Università di Bari. Consulente delle Procure di Bari, Milano (strage di Piazza Fontana), Pavia e Brescia (strage di Piazza della Loggia), ha appena terminato una consulenza per la Procura di Palermo. Dal 1994 al 2001 ha collaborato con la Commissione Stragi ed è salito alla ribalta delle cronache giornalistiche quando, nel novembre 1996, ha scoperto una grande quantità di documenti non catalogati dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno, nascosti nell’ormai rinomato «archivio della via Appia». Autore di numerosi testi tra cui «Lo stato parallelo» (insieme a Paolo Cuc-chiarelli) e «Storie di intrighi e di processi», Aldo Giannuli è diventato un punto di riferimento per tutti coloro, magistrati, storici o giornalisti che si occupano delle trame eversive, terroristiche e mafiose, che hanno insanguinato la storia dell’Italia repubblicana. Attualmente collabora con il settimanale «Avvenimenti» e con il mensile «Libertaria».”
Va da sé che il libro in questione non può essere né obiettivo né interessante quindi NON compratelo!. La sua redazione s’inserisce, evidentemente, in quel processo di pseudo-fiancheggiamento alla cultura storica e ideale della Rivoluzione Italiana da parte delle destre conservatrici (laiche o confessionali pari sono) allo scopo di contraffare e mistificare l’anima del Ciclo Eroico per trasformarne gli ignoranti e presuntuosi auto acclamati presunti eredi della destra radicale in valletti della reazione globale, infarciti di luoghi comuni agiografici delle pattumiere inglese, monarchica, massonica e clericale.
L’operazione va avanti da un pezzo e fa leva soprattutto sul bricolage confuso di ideologie che i mille e mille solisti della d.r. fanno ronzare volubilmente nelle proprie teste e trasmettono poi – complice il net – in modo acefalo e acritico.
I mali che affliggono questo mondo stanno nella democrazia accolta appieno, nell’assenza di ponderazione, nella scarsità culturale, nell’assenza di una precisa Weltanshauung e nello smarrimento del concetto di gerarchia (da non confondersi minimamente con il vigente rassismo che è di segno opposto).
Insomma questo mondo si è ridotto a un insieme di troie e di cavalli di Troia.
Va rimesso un po’ d’ordine e, soprattutto, va tolta la parola a chi conciona opinando, ché nulla è soggettivo ma tutto corrisponde, sempre, a un’orchestra di cause ed effetti.
Chi oggi si maschera da fascista o filo-fascista dovrebbe definire sempre e chiaro che è antifascista e allora ci troveremmo finalmente meglio. Ma il gioco consiste appunto nel confondere i parametri. Sicché i baldi militanti da tastiera, che magari a tempo perso frequentano circoli laici o parrocchiali dove sono folgorati dalla presenza di “straordinari fascisti” che non esitano a riproporre loro la storia ad uso e consumo delle singole ideologie di riferimento, sono i principali vettori della confusione disgregante.
Lunga e triste è la notte.
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