SALERNO - Le cordiali voci degli operatori del servizio 187 di Telecom Italia erano state il bastone della vecchiaia del povero Emiliano Pignacanzo. Il settantacinquenne, residente a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, si era proprio affezionato a quei giovani che, sempre pronti ad accogliere le sue goliardate telefoniche e i suoi numerosi reclami, gli avevano tenuto compagnia per più di due anni.
Talvolta però accade che, quando tutte le linee di un call center sono occupate, al posto dei giovani gentili ci sia una voce incisa su nastro che ripete frasi come "Attenda in linea, la sua chiamata verrà trasferita ad un operatore" oppure "Telecom Italia - La preghiamo di attendere in linea". E la tragedia è dietro l'angolo.
Se sia stata l'iterazione continua dei succitati messaggi, o il timbro metallico della voce che gli ha risposto, a portare Emiliano Pignacanzo, privato di quelle voci così umane che erano state un punto di riferimento negli ultimi tempi, alla tragica conclusione che delle macchine umanoidi semoventi avevano preso possesso del pianeta, non è dato saperlo.
Fatto sta che il povero Pignacanzo, convinto di un'invasione di robot, si sia lasciato andare alla disperazione più totale.
Il sistema nervoso dell'anziano signore, già messo spesso a dura prova dagli atteggiamenti provocanti delle giovincelle che solevano passeggiare sotto il suo domicilio e dai malvagi tiri mancini del parroco di Nocera Inferiore è presto caduto vittima di un terribile attacco di ipertensione (durante il quale i vicini lo hanno sentito urlare strascichi di preghiere in latino misti alla frase "Le macchine pensanti, sono le macchine pensanti che stanno venendo a prenderci!"), seguito da uno degli eventi medici più sconvolgenti negli ultimi due secoli: un autentico caso di explosio corpi integrale, o esplosione corporea.Il terribile fenomeno - riscontrato per l'ultima volta a Berlino nel 1735 in una forma limitata alle aree dello scroto della trachea - resta un vero mistero per la scienza: nessuno è mai riuscito a scoprirne le cause, che in passato sono state spesso ricondotte, senza alcun riscontro effettivo, agli accumuli eccessivi di gas nelle sacche intestinali combinati ai rilassamenti involontari e ripetuti dei muscoli.
Fabrizio Sagra, il medico che si è occupato dell'autopsia di ciò che rimaneva del corpo di Pignacanzo, inizialmente ha dichiarato che il Pignacanzo in realtà era composto da una decina circa di nani che fingevano di essere un uomo normale.
Smentita subito dopo questa prima analisi, il dottor Sagra ha ipotizzato che l'esplosione del povero settantacinquenne di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, possa essere stata causata da una reazione tra gli acidi di una ricotta avariata che il Pignacanzo aveva consumato il giorno prima e le speciali proteine contenute nei fagioli in salsa di pomodoro Heinz che sono stati ritrovati nel suo frigorifero. Tale reazione avrebbe generato un liquido estremamente infiammabile che, depositatosi in prossimità delle sacche intestinali di Emiliano Pignacanzo, avrebbe preso fuoco a contatto con le microonde emanate da un elettrodomestico di proprietà della vicina di casa del defunto, la vedova De Guidi.
Ma questa versione dei fatti non sembra affatto credibile.
E se Emiliano Pignacanzo ci avesse visto giusto? Se Telecom Italia stesse davvero cominciando a considerare l'impiego di tecnologie che potrebbero rivelarsi dannose, per non dire letali, per l'umanità? Nella comunità di Nocera Inferiore il signor Pignacanzo godeva di una reputazione di persona seria e assennata, vigile e sana nonostante l'età avanzata: il suo è stato davvero il delirio di un vecchio reso folle dalla solitudine?
A conferma dei nostri dubbi e delle nostre opinioni c'è il parere dello scienziato americano Mark Dickens della AMA - American Medical Association - che ha giudicato poco plausibile il referto medico del dottor Sagra, promettendo di indagare sul misterioso decesso di Emiliano Pignacanzo al più presto possibile e giudicando "non del tutto improbabile" l'ipotesi che i robot abbiano effettivamente invaso la terra.

NO ALL'INVASIONE!