

ne avevi qualche dubbio? in questo modo ilgoverno prodi cerca di mangiarsi tutti i comuni e avere soprattutto il controllo su tutte le nomine delle varie aziente e dei vari enti comunali... per metterci roba loro.


Non mi sembra corretta come interpretazione.
Ma Ne abbiamo già parlato: se la città metropolitana serve a dare più agibilità (e forza contrattuale in sede istituzionale) ai sindaci dei grandi comuni, a semplificare le procedure amminsitrative, a meglio rappresentare le istanze dell'hinterland e se si salvaguarda - o si istituisce - l'autonomia dei "municipi" (quindi con grande beneficio delle attuale circoscrizioni), sembra una riforma positiva.
Certo: è una medicina che va somministrata con la necessaria cautela e badando di non estenderla oltre il raggio della metropoli, coinvolgendo comuni ad essa socialmente, economicamente e culturalmente estranei.


Le città metropolitane hanno lo scopo in seconda battuta di assorbire, conglobare o associare di forza i comuni limitrofi.
In tale modo si creano dei mostri che creeranno delle sperequazioni tali verso i comuni singoli da fagocitarli.
Questo fa parte del disegno di uccidere la civiltà mitteleuropea e specialmente padana.
Un sistema per annullare gli ultimi resti della civiltà dei comuni.
La globalizzazione, per raggiungere il suo disegno di dominio totale, ha necessità, attraverso le sue due figlie predilette chiamate Destra e Sinistra, di uccidere la cultura dei popoli.
La cultura dei popoli del terzo mondo è già stata stravolta , quella dei popoli aventi un minimo di struttura grazie alla spina dorsale è in fase di smantellamento.
Le aree metropolitane sono un altro passo.
Aree metropolitane mai.
Al massimo federazione contrattuale ( non istituzionalizzata) dei servizi


Ma scusate. Un comune come Milano non vi sembra già un mostro che ha già fagocitato il tessuto sociale ed economico dei comuni limitrofi? Che poteri hanno mai esercitato questi comuni per "resistere" alla metropolizzazione di fatto? Vi sembra plausibile che la sola Milano possa disporre del potere di introdurre il ticket per penalizzare i "milanesi di giorno"?
Capitolo civiltà dei comuni: l'altro nome delle città metropolitane è città-stato. A me sembra un rafforzamento dei comuni. Che civiltà esprime la "polvere" di piccole realtà non più in grado di rispondere ai bisogni complessi, fra cui quelli di mobilità, dei propri cittadini?
Non confondiamo poi la civiltà dei comuni medievali con il comune come cellula amministrativa dello Stato italiano.
La città metropolitana mi sembra un buon passo verso l'autonomia: unisce ciò che è già strettamente interrelato per rinforzare le prerogative dell'autonomia locale e acquisire forza contrattuale nei confronti dello Stato.
In una città-stato i prefetti - di qui a breve - non avranno più ragione di esistere, ad esempio. E sarà difficile per Roma negare nuove forme di auto-governo a realtà che concentrano in sé una mole di risorse e di potenzialità da rendere ridicolo il modello amministrativo napoleonico.


ineccepibile;
il progetto è molto chiaro e la crescita caotica e malgovernata
delle città capoluogo, diventa la manifestazione visibile della
spaventosa megalopoli padana in formazione, che tutto inghiotte e amalgama.
le splendide città medievali padane, sono state stravolte da
una cascata di cemento e asfalto che le hanno svuotate dei loro
specifici riferimenti artistici, architettonici e antropologici.
si sta preparando il "non luogo", dove vivrà il "cittadino del mondo";
apolide e senza anima, così come lo vuole la dottrina mondialista;
la città metropolitana appunto, che non può accettare nessun
collegamento e vincolo con la storia, simboli e nomi che definirono
e plasmarono per secoli, popoli e territori.
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Le città metropolitane trasformate in virtuali città Stato non sono un rafforzamento dei comuni ma una negazione della identità di tutti.
La polvere delle piccole realtà invece è il sale della libertà di non essere omologati e non fagocitati dal più forte.
Guai considerare le piccole realtà polvere.
Se non le rispettiamo seguiamo la via della globalizzazione.
Il disprezzo dei piccoli è peggiore della dittatura .
Le città metropolitane sono la strada inversa per raggiungere l’autonomia, esse sono solo dei moloch usati dal potere centrale per uccidere la vasta zona che li circonda
Esse diventano un buco nero che assorbe la vita, la libertà la dignità degli altri comuni.
Questi si sono formati nei secoli perchè gli uomini vogliono sentirsi parte di qualcosa non polvere del nulla.
Far passare le città metropolitane come un passo per togliere i prefetti è uno specchietto per le allodole.
La autonomia dei comuni non si cambia per una ventilata sparizione dell’autorità prefettizia: (tanto questa è destinata a terminare perché rappresenta una forma di potere fittizio necessario per i governi centralisti).
Non si cambia una civiltà millenaria dei comuni per la sparizione di un potere artificiale creato a tavolino.
Il potere contrattuale con il governo centrale si ottiene consultando i cittadini di cui si rispetta la identità, non sopra la loro testa.




Ci possono esere casi in cui la città metropolitana risulti utile: penso a Trieste, che, se diventa area metropolitana, vede scomparsi i vecchi motivi d' attrito con il Friuli, in quanto non ne sarebbe più la "Napoli", ma un' entità esterna.
Lo stesso potrebbe valere per Bolzano, ormai colonizzata dagli italiani, in contrapposizione al territorio, ancora tirolese.
A Venezia il mostro è già nato d un pezzo, unendo la gloriosa Capitale della Serenissima a quel puttanaio sporco, cementificato ed inquinante di mestre in un unico comune.
Genova mi sembra invece piuttosto adatta alla funzione di città metropolitana: centro storico sporco, sì, ma ragionevolmente conservato, con carattere spiccatamente urbano, in confronto a dintorni, specialmente ad est, con connotazione turistico-balneare.
Su Milano scrivo solo che, se diventa città metropolitana, mi chiedo a cosa serva la provincia di Monza.
A Bologna vedo la città metropolitana come assolutamente inutile, visto che iconfini del comune coincidono bene con quelli della Bologna storica.
Per Firenze, stesso discorso che per Milano: a che serve la provincia (per me idiota) di Prato?
Non conosco Torino e quindi non posso dire nulla.
Dell' estero non parlo.


trieste, bolzano, milano, torino, bologna, padova, treviso firenze, prato.......
ripeto il concetto;
tutte queste città, a cui sono associate delle
peculiarità uniche e incomparabili, stanno per essere fagocitate
nella loro fisicità, dalla marea marea montante della megalopoli
terzomondiale, che non lascerà integra nessuna traccia del loro antico
e nobile retaggio.
il cancro e la metastasi che divorano gli ultimi brandelli
di verde - confine ideale tra una realtà territoriale e l'altra - è la
fase conclusiva di un processo che hanno visto prevalere
lo "sviluppo", il "progresso", "l'espansione infinita",
rispetto ai classici valori espressi
dalla tipica città e borgo medievale padani.
non rimarrà più niente di questi capolavori,
al punto che verrà meno l'afflizione del come ripartire
territorialmente e amministrativamente, una terra che
assumerà una tragica omogeneità:
quella della discarica,
materiale e spirituale.
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