Fonte: Mario Bocchio Blog



Questo libro è dedicato al “popolo della Destra”, soprattutto a quello che ha vissuto sulla propria pelle questi sessant’anni di storia dal 1946 al 2006, e a quanti senza pregiudizi intendono conoscere la Destra di ieri per capire quella di oggi.
La prima dedica non era obbligatoria, ma mi sono chiesto: “Chissà cosa dirò ai miei figli quando mi chiederanno di raccontare loro la storia d’Italia?”. Ecco, la pubblicazione vuole essere un tentativo di rispondere a quella domanda. Oltre al racconto di cosa è stato il Msi in Italia e in provincia di Alessandria, la pubblicazione è anche una cronologia, vista da Destra, della storia italiana, dalla nascita della Repubblica e del Msi fino ai giorni nostri, con l’eredità maggiore transitata in Alleanza Nazionale. Un modestissimo contributo per giungere ad una storia condivisa,o per lo meno accettata. Di cronologie, infatti, in libreria se ne trovano diverse, ma proprio perché consultate, ho riscontrato lacune e omissioni, quasi tutte nei confronti della storia della Destra. E ai miei figli non potrò raccontare una storia dimezzata (come nei libri scolastici) che magari dimentica tanti episodi della storia italiana. Penso ad esempio ai morti del 1945 e del 1946 o alle vittime di Trieste del 1953, per non parlare di foibe, e quant’altro.
Ignorando taluni episodi, talune vicende come è possibile capire la Destra di oggi? Per molti italiani la Destra sembra essere una meteora piovuta all’improvviso negli anni Novanta, ma non è affatto così. Fino ad allora la Destra era emarginata, praticamente bandita dalla Rai e dalla stragrande maggioranza dei giornali. Non a caso nel 1989 una trasmissione televisiva, “Telefono Giallo” di Corrado Augias, dedicò una puntata a ricostruire l’omicidio di un ragazzo di Destra, Paolo Di Nella, un dirigente del Fronte della Gioventù colpito alla testa a Roma nel 1983 da estremisti di Sinistra mentre affiggeva manifesti per il verde pubblico. Oggi sarebbe normale, ma nel 1989 no, e difatti la puntata di “Telefono Giallo” con cui per la prima volta la Rai si occupava in maniera equilibrata di un “morto di Destra” venne salutata da un editoriale in prima pagina sul “Secolo d’Italia”. Oggi potrebbe far sorridere, allora no. Allora, siamo sempre nel 1989, il Pci di Occhetto, D’Alema e Veltroni non si sedeva nemmeno ad un pubblico dibattito con la Destra e se qualcuno, come l’ex deputato Antonello Trombadori lo faceva, qualche altro arrivava a chiederne l’espulsione dal partito.
La seconda dedica è al “popolo della Destra”, un popolo più ampio di quello missino, sia perché in tanti guardavano a Destra, tranne che al momento del voto, sia perché in tanti da giovani hanno militato nella Giovane Italia o nel Fronte della Gioventù, lasciando la politica una volta divenuti adulti. Un popolo che ha pagato il prezzo più alto, fatto non solo di morti e feriti (alcuni dei quali rimasti per sempre invalidi), ma anche di tantissimi che hanno dovuto cambiare scuola, studi universitari, lavoro. Molti avrebbero avuto una vita diversa (probabilmente migliore, sicuramente più facile) se non avessero scelto di schierarsi a Destra e di restarvi anche nei momenti più difficili.
Si ricordano le pagine belle e quelle brutte, dalle vittorie alle sconfitte elettorali, dai congressi unitari a quelli molto animati, fino alla scissione di Democrazia Nazionale ed altri episodi discussi e controversi. C’è la storia della Destra, anzi delle Destre: la Destra di Evola e quella di Guareschi, la Destra di Prezzolini e quella di Adriano Romualdi, la Destra di Almirante e quella di Michelini, la Destra di Lauro, quella di Covelli, di Pino Rauti e la Destra moderna di Alleanza Nazionale e di Gianfranco Fini.
Anno per anno è sembrato doveroso ripercorrere la storia, non solo tramite la politica nazionale, ma anche e soprattutto attraverso il quadro locale, quello della nostra provincia, Alessandria.
Ecco allora la Destra di gente della prima ora come,che quasi si riuniva nelle cantine, i Mussi ed i Pucci, quella di uomini del calibro del Generale Pagliano, di Colla, di Remotti, Sodani, la Destra del Dottor Carpignano, di Paolo Chiarenza e dei vari, Quattordio, Sburlati e Sandro Guaschino, la Destra di Giancarlo Perla e dell’ ultimo Msi, quello di Massimo Griffini. Passando attraverso la Destra di Aldo Rovito, la cui anima antica è tuttora presente nella Destra moderna di Alleanza Nazionale, che ad Alessandria è fiorita sotto l’attuale “Federale” Marco Botta, primo alessandrino a diventare Capogruppo al Parlamento regionale del Piemonte.
E accanto all’opera di queste persone, il quotidiano impegno di tanti tanti altri personaggi che minori certamente non furono e non sono. Uomini e donne come le sorelle Danesini, Zappella e Carbonero, tanto per citarne alcuni
Le notizie riguardano Msi, Cisnal, organizzazioni giovanili e culturali, giornali locali, sino ad Alleanza Nazionale. Spesso si tratta di notizie commentate, come anche le schede dei personaggi non sono le tradizionali schede biografiche, ma si è cercato di fornire un’interpretazione del personaggio, ricorrendo anche a qualche citazione.
Con questo davvero non si può affermare che si tratta di un lavoro esaustivo. E’ impossibile riuscire a raccontare tutta la storia. Si è ben consci che sicuramente qualche episodio è sfuggito (anzi sin d’ora saremo grati a quanti ce li vorranno segnalare), e che ci sarebbe stato bisogno di più schede (ma lo spazio è tiranno), come anche è possibile che ci sia qualche data da correggere o da specificare meglio (in diversi casi viene indicato solo il mese). Attendiamo dunque collaborazioni perché questo libro è solo un tentativo per non far dimenticare la storia della Destra, una specifica storia della Destra, perchè, bella o brutta, riguardante la “peggiore o migliore gioventù”, è anche questa storia d’Italia, storia della nostra provincia.

"Storia della Destra in Piemonte. Alessandria, cinquant'anni di passioni"
di Mario Bocchio
edizioni "NovAntico"
pagg. 208, illustrato, formato 17x24
Euro 20.