Retroscena/ Bossi si smarca da Berlusconi. E torna a dialogare con i Ds...
Giovedí 21.12.2006 163
Silvio Berlusconi si prepara a rientrare in Italia per le feste di Natale e si dice pronto alla battaglia, ad andare avanti come prima e più di prima. Soprattutto sul progetto di federazione tra Forza Italia, An e Lega, definita dallo stesso Cavaliere - dal letto dell'ospedale di Cleveland, dove gli è stato impiantato un pacemaker - "un'operazione da portare a termine entro questa stagione politica". Ma oltre alle rose ci sono anche le spine. Se da Gianfranco Fini infatti è certo che arrivi un via libera convinto, malgrado l'opposizione interna di Francesco Storace, qualche problema potrebbe arrivare dall'alleato più fedele dell'ex premier, Umberto Bossi.
Dopo un primo, sostanziale, sì, il segretario federale del Carroccio ha rivisto la propria posizione, preoccupato dai mugugni della base, contraria in gran parte a unirsi con Forza Italia e An, e dall'opposizione più o meno velata di diversi esponenti di spicco. Il Senatùr sa perfettamente che la federazione è l'unico modo per evitare di sparire dalla scena politica, nel caso in cui dovesse passare il referendum sulla legge elettorale; che, di fatto, spingerebbe l'Italia verso un bipolarismo all'americana. Ma diversi sondaggi realizzati negli ultimi giorni, e finiti sul tavolo di Via Bellerio, mostrano chiaramente come la Lega, da sola, prenderebbe circa due punti percentuali in più che se si presentasse unita agli altri partiti della Casa delle Libertà.
Ed è anche per questo motivo che gli emissari padani hanno intavolato un dialogo fitto con il ministro delle Riforme Vannino Chiti, proprio nel tentativo di trovare un accordo sulla legge elettorale, evitando la mannaia del referendum. Secondo quanto risulta ad Affari, la Lega sarebbe orientata ad appoggiare il sistema in vigore per le Regionali, che conserva il bipolarismo e l'indicazione del candidato premier ma permette alle singole forze politiche di mantenere un buon livello di autonomia. Però se questa strada non fosse praticabile, come pare, il Carroccio sarebbe disposto ad accettare l'uninominale a doppio turno (modello francese), da sempre pallino dei Ds e in particolare di Massimo D'Alema. Una svolta quella di Bossi, che potrebbe incrinare i rapporti con Berlusconi e Fini, ma necessaria per placare i malumori interni e per non finire nell'angolo




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