“ IL PREGIUDICATO DANIELE FARINA
MONSIGNOR DELLA CASA DI MONTECITORIO”
Per i cittadini è un onore e un piacere avere come Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera Daniele Farina, con un passato glorioso di leader del Leonkavallo, ragazzi per bene, onesti che non farebbero male ad una mosca. Se qualche volta spaccano qualche vetrina, occupano case, lasciamo perdere, lo fanno solo perché si sentono Robin Hood, colui che aiutava i poveri. E loro, poveri cocchi di mammà, sono poveri, indi si devono mantenere come possono.
Le male lingue imputano, a quel bravo uomo di Farina, diversi reati: diciassette tra denunce e segnalazioni, condanna per porto e detenzione di una molotov, resistenza a pubblico ufficiale e per tentate lesioni volontarie, produzione e traffico di sostanze stupefacenti e fabbricazione e detenzione di esplosivi. Vogliamo proseguire? Guerriglie urbane con bastoni, spranghe, bulloni e sampietrini con i suoi protetti leoncavallini, con volti coperti da caschi e fazzoletti. Un po’ vigliacchetti …direi. Non hanno, proprio, il coraggio delle proprie azioni.
Però diamo a Cesare ciò che è di Cesare, il Signore lasciamolo da parte per non essere contaminato. Che fanno i “ cari angioletti” del Leonkavallo e non dobbiamo ringraziare il leader Farina per le spese negli ipermercati senza pagare il dovuto? La spesa gratis è un diritto per i no-global e centri sociali e nessuno è mai intervenuto per frenare questa prassi anomala. Indi tutti possono andare a fare spesa gratis, senza incorrere in sanzione alcuna. Se lo fanno loro, lo possiamo fare anche noi, giusto?
Il grande, magnifico Bertinotti, leader di Rifondazione Comunista, che di comunista non ha nulla, non frequenta i proletari, di estrazione troppo bassa per lui, che si è fatto operare in una clinica di lusso e si dice abbia speso oltre 30mila euro per ricovero e operazione, un bel giorno decide di fare deputato il suo amico no-global e arrivare poi alla carica che detiene.
Sarà forse per i preservativi che distribuiva in Parlamento, nel mese di marzo 2006, se a pagamento o gratis questo non si sa?
Ma la più grande boutade è arrivata fresca, fresca in questi giorni: Bertinotti, preso da dubbio amletico, decide di insignire del titolo di Monsignor della Casa di Montecitorio Daniele Farina, per sapere sino a che punto si può spingere la libertà di espressione di un parlamentare. Veramente nell’art. 68 della Costituzione è già scritto: “ I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. Ma, Bertinotti, previdente, si chiede: e se il parlamentare non fosse in Parlamento? Se un deputato dicesse …censura…ad altro deputato o a un giornalista o ad una persona qualsiasi sarà perseguibile o meno? Dell’idea geniale viene investita la giunta per le autorizzazioni a procedere, quella che da il via libera all’autorità giudiziaria, la quale a sua volta investe tre parlamentari, tra cui il pregiudicato Daniele Farina.
Ora ci si chiede: come può scrivere delle regole un leoncavallino, un violento, uno spacciatore di droga, uno che è stato condannato alla pena di 10 mesi di reclusione per aver inscenato guerriglie urbane, insomma un delinquente. Che ne sa lui di bon ton e di come ci si deve comportare? Quello che uscirà dalle leggi di questo moderno Monsignor della Casa saranno o amenità bizzarre all’eccesso o, molto più probabile, vergognose leggi che si aggiungeranno alle tante che già ci sono state elargite con prodigalità.
LILLINA
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