BUON COMPLEANNO PADANIA E AUGURI
GIANLUIGI PARAGONE
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Dopo quasi due anni lascio la direzione della Padania. Tanto o poco che sia, credo che in questo tempo ho dato, abbiamo dato, il massimo. E per questo resterà un periodo unico. Siamo stati insieme quasi quotidianamente, in un rapporto diretto fatto di articoli, lettere, risposte. Qualcuno ha condiviso le mie posizioni, qualcun altro meno.
Lascio poco prima di una importante festa di compleanno: dieci anni per un giornale di partito sono evento raro, soprattutto in questo periodo difficile per l'editoria. Dieci anni di Padania in edicola significano dieci anni di battaglie forti, senza compromessi. Dieci anni di impegno e di sacrificio. Dieci anni che vanno dedicati a Umberto Bossi perché l'idea del giornale è sua. Lui ne è il nerbo e la testa. È lui che ha voluto il giornale così come lo prendete in mano ogni giorno; non un foglio leggero, di soli commenti, ma un quotidiano che comprendesse la politica, l'economia, la cronaca, le pagine estere, la cultura, gli spettacoli, lo sport.
So che in questi casi i ringraziamenti rischiano di essere una questione formale; vi giuro che non è così e lo dimostrano i miei articoli scritti in due anni. Umberto Bossi mi ha lasciato grande libertà di espressione e di manovra, consentendomi di interpretare il giornale di partito non in senso ortodosso. Non volevo che la Padania fosse solo un organo del movimento: volevo che partisse dalla Lega ma che lì non si esaurisse; volevo prendere altre voci soliste anche se non sempre in sintonia col Movimento.
Massimo Fini e Maurizio Blondet, per esempio; i quali ringrazio per avere accettato di collaborare con noi.
So che questa mia libertà di movimento (per qualcuno eccessiva) ha qualche volta comportato dei problemi, ciò nonostante il Senatur non mi ha mai chiesto di abdicare dall'essere innanzitutto giornalista. Ed è proprio perché altre strade professionali si sono aperte che lascio questo giornale, sebbene con il dispiacere che si prova quando si salutano i compagni di classe.
Lascio la Padania, certo; ma non lascio le mie idee: quelle se ne verranno sempre con me, le esprimerò e le difenderò come ho fatto qui, con la stessa forza.
Sono stati due anni difficili per il Capo, due anni in cui s'è ripreso la vita e la politica. Chi parlava di successioni in via Bellerio, s'era fatto male i calcoli. La politica è in evoluzione e chi sbaglia le mosse finisce fuori gara: Bossi guiderà anche stavolta la Lega mettendola sulla strada giusta. Ecco perché proprio in questi mesi di cambiamento del centrodestra, serve un leader che sia riconosciuto come tale. Che abbia il carisma e visione politica. Nessuno, secondo me, ne ha quanto Bossi.
Nel tempo della mia direzione ho avuto modo di confrontarmi con i dirigenti e il popolo della Lega, i nostri lettori. Li ringrazio, vi ringrazio.
Ringrazio il responsabile dei media, Stefano Stefani; il presidente Giuseppe Leoni e i membri del cda dell'Editoriale Nord, il direttore generale, Roberto Mura.
Ringrazio Dodo Boriani, che da oggi firmerà il giornale, la sua esperienza ha reso meno burrascosa la mia navigazione. È un grande professionista ed è un amico. Abbracciare infine la redazione, è per me doveroso: nessun successo nasce per caso. Se il giornale che ogni giorno ci siamo e vi siete ritrovati in mano - e continueremo a farlo - ha una forma compiuta, è perché ci sono ragazzi e ragazze in gamba che danno molto di più di quello che gli viene richiesto. Sono loro riconoscente. Dico grazie ad Ambrogio e a tutti i poligrafici: quante volte gli ho fatto cambiare le pagine all'ultimo momento. E grazie a Mari, Paola, Anna, Simonetta e tutto il personale amministrativo dell'Editoriale Nord.
Di solito, gli articoli di commiato finiscono con pistolotti strappalacrime. Di Via col vento ce n'è uno solo. Quindi mi basta dire: grazie. Buon compleanno Padania, ci vediamo per spegnere le candeline.
(Ps. Auguri di buon Natale e di buon anno, ci attende un 2007 intenso)
[Data pubblicazione: 19/12/2006]




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