I cingoli sono silenziosi, il cannone non ha ancora cominciato a sparare, ma lo spostamento d’aria è ben percepito da chi bazzica i campi di battaglia del potere. Cari compagni e care compagne, si è rimesso in moto il carrarmato D’Alema. E’ l’obiettivo da abbattere si chiama Partito Democratico, il progetto di Rutelli e Fassino (che altrimenti viene cannibalizzato come accaduto sulla partita dei ministri) sposato opportunamente da Veltroni e (obtorto collo) da Prodi.
(Massimo D'Alema - Foto U.Pizzi)
Il presidente Ds sta mettendo in fila tutte le sue strategie per far naufragare il progetto americano dei suoi "alleati". Altro che Pd, Baffino sta costruendo tutt’altro. Mattone dopo mattone sta prendendo forma il suo progetto alternativo: il Partito dei Democratici e Socialisti Italiani. Altro che alleanza con la Margherita, l’obiettivo è dare finalmente vita alla famigerata “Cosa 3”. I “super Ds”, come li chiama già qualcuno in Transatlantico, che metteranno dentro oltre agli ex comunisti anche i socialisti rimasti su piazza, qualche rudere liberale, personaggi indipendenti e quinte colonne popolari che stanno dentro i Dl ma rispondono direttamente alla Farnesina.
Per prima cosa, Maximo ha dato ordine ai suoi fedelissimi di impedire il blitz lampo che voleva liquidare Via Nazionale già dalla prossima primavera. Angius, Caldarola e soci della terza mozione stanno impedendo nei fatti lo scioglimento dei Ds, in tandem con il Correntone di Mussi (tornato in perfetto feeling con Massimo, come ai tempi di Pisa). Il Pd? Forse, boh, non so, vediamo più avanti.
Come seconda mossa, ha iniziato a mettere in campo i contatti per rimpolpare il partito e giungere all’ennesimo cambio di nome. I pontieri dalemiani da tempo corteggiano il Nuovo Psi di De Michelis. Sembra che in ottobre Mauro Del Bue, fedelissimo del buon Gianni, abbia preso contatti diretti con l’entourage dalemiano per negoziare candidature sicure alle europee del 2009.
E ieri è arrivata l’ufficializzazione del corteggiamento. Barbara Pollastrini, ministra fedelissima di D’Alema (per informazioni, chiedere al marito, il banchiere Pietro Modiano) ha detto: “Per noi è dirimente l’immediata apertura del percorso non solo allo Sdi di Boselli, ma a tutti i gruppi e alle associazioni socialiste”. Bobo Craxi è già in quota D’Alema da tempo. Il cespugliame socialista è importante non soltanto per i punti percentuali che porterebbe in dote, ma anche perché legittimerebbe definitivamente i post-comunisti a chiamarsi socialisti.
Sul fronte liberale è nata una non meglio specificata “Sinistra liberale per il partito democratico”, legata a doppio filo a Via Nazionale. Ma D’Alema sarebbe speranzoso di fare proseliti anche tra gli ex-popolari della Margherita, in particolare l’area che gravita intorno al capogruppo ulivista alla Camera Dario Franceschini, pronto a fare da gregario al disegno del ministro degli Esteri.
D’altronde a confermare che i diessini facciano oramai esclusivamente riferimento al presidente del partito e non più al segretario (costretto ad attaccare frontalmente Prodi e il governo sulla Fase 2 nella speranza di spostare l’attenzione dalle beghe interne al partito) lo ha confermato anche un’indiscrezione raccolta sabato sul Corriere della sera. Il pezzo era di Francesco Verderami, anche se a causa dello sciopero delle firme risultava non firmato, e riportava una frase di Anna Finocchiaro, dalemissima capogruppo al Senato, rivolta ai suoi compagni di corrente scontenti perché all’oscuro rispetto alle mosse del loro leader: “Ricordatevi che Massimo è la nostra unica risorsa”.
(Piero Fassino e Francesco Rutelli - Foto U.Pizzi)
E la risorsa sta lavorando ventre a terra per presentare alle europee del 2009 la sua nuova creatura. Nel frattempo Clemente Mastella, saldissimo nel rapporto con l’ex premier da quando lo mandò a Palazzo Chigi nel 1998, lavora al fianco destro la Margherita, stringendo accordi con Marco Follini. Per quanto riguarda i rapporti finanziari del nuovo partito, a riperimetrare gli interlocutori e superare definitivamente i vecchi azionisti di riferimento (le Coop) ci ha pensato il vice premier in persona, con la kermesse di Sesto san Giovanni.
Una volta costruito il suo personalissimo partito della sinistra democratica e socialista, potrà veleggiare verso una nuova legge elettorale maggioritaria a doppio turno e prendersi il banco. C’è ancora qualcuno, però, che crede alla favola di D’Alema che si occupa solo di politica estera…
Dagospia 18 Dicembre 2006




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