Giovedi 21 dicembre, si terrà a Roma l'ennesima manifestazione/provocazione contro l'Iran e contro il popolo iraniano. Organizzano l'abboccamento i giovani ebrei italiani, con la partecipazione trasversale delle organizzazioni giovanili di moltissimi partiti, geneticamente divisi su tutto, quando si tratta di mandare avanti il paese e di LAVORARE, miracolosamente uniti quando si tratta di eseguire le direttive di israele (ricordiamone alcuni: Associazione giovanile degli studenti iraniani, Forza Italia giovani, Sinistra giovanile, Azione giovani, Giovani della Margherita, Federazione dei giovani socialisti, Giovani dell’Italia dei valori, Giovani dell’Udeur, Partito radicale transnazionale, Giovani delle Acli, Federazione universitaria dei cattolici italiani, Movimento degli studenti cattolici e Giovani musulmani d’Italia).
Protestano per l'azione disciplinare (si badi bene, disciplinare) intrapresa dall'Università di Teheran contro un gruppetto di contestatori del presidente Ahmadinejad: l'apposizione di alcune stellette nel registro universitario come nota di demerito. Insomma, ora ci mettiamo ad esportare la democrazia anche negli atenei stranieri...
Eppure, dopo la protesta inscenata dagli studenti iraniani, il presidente Ahmadinejad aveva reagito con moderazione: si era detto tutto sommato felice per il fatto che gli studenti potessero pubblicamente protestare (a differenza di quanto avveniva sotto lo shah), aveva perfino organizzato un incontro con i contestatori, che non si sono presentati all'appuntamento perchè esigevano un incontro privato....
DUnque, questa ennesima provocazione inscenata in Italia da gruppi di irresponsabili, a cosa dovrebbe servire? cosa sortirà?
Ad infastidire il governo iraniano democraticamente eletto, è certo. A migloirare le condizioni degli studenti di Teheran? ridicolo. A deteriorare ulteriormente la situazione diplomatica tra Italia ed Iran? certamente. A preparare il terreno per l'imminente aggressione israeliana all'Iran? di sicuro.
Io dico che è ora di far sentire la voce di quelli che non apprezzano questo genere di provocazioni.




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