
Originariamente Scritto da
Giò91
Da "Libero" del 16 Dicembre 2006
“Tanti auguri vecchio MSI, non ti manderemo in pensione”
di Gianni Alemanno
Domani si celebrerà una sessione della Direzione nazionale di AN di particolare importanza.
Saranno discusse, infatti, alcune significative modifiche statuarie che rappresentano una ulteriore apertura del nostro partito verso l’esterno e un aumento di democraticità nella formazione degli organismi dirigenti. Eleggere il coordinatore regionale, favorire l’adeguata rappresentanza delle minoranze interne, garantire la partecipazione attiva di giovani e donne, sono alcuni aspetti decisivi di questo cambiamento.
Ma soprattutto sono importanti le modifiche statuarie che garantiranno a tutti i cittadini la possibilità di aderire al nostro partito, senza il diaframma di vecchie pratiche di selezione pregiudiziale e discrezionale.
Alleanza Nazionale, insomma, prosegue il suo cammino per una Destra aperta, includente, capace di rappresentare un ponte di partecipazione tra società civile e istituzioni.
Proprio nel sessantesimo anniversario della fondazione del Movimento Sociale Italiano, siamo chiamati ad individuare un nuovo equilibrio fra modernizzazione e identità, attraverso una attualizzazione dei nostri valori che devono essere costantemente liberati da incrostazioni ed appesantimenti ereditati dal passato.
Nelle diverse epoche storiche, anche nel ghetto in cui eravamo rinchiusi durante la prima repubblica, queste sono state le migliori aspirazioni che hanno animato il nostro agire politico.
Un movimento politico che, anche durante il periodo missino, ha saputo raccogliere le suggestioni culturali del futurismo e del tradizionalismo, dell’umanesimo del lavoro e della dottrina sociale cattolica, non può tendere ad altro che ad una costante “rivoluzione conservatrice” dell’identità nazionale.
Allo stesso modo va respinta qualsiasi contrapposizione tra apertura e identità: ci si può aprire agli altri solo se si è forti nei propri valori, se non si rinuncia alla propria identità.
Proprio nei nostri valori fondamentali si trovano motivi di superamento, di confronto e di unità fra tutti gli Italiani.
Ma nei tempi più recenti c’è qualcosa di più: i principi della destra stanno trovando un riscontro molto più ampio del previsto tra gli elettori e tra i cittadini più lontani ad ogni forma di politicizzazione. È quella “destra sommersa” che fino ad ora Alleanza Nazionale è riuscita solo in parte ad intercettare nei suoi consensi elettorali e ancor meno nella sua base militante.
L’apertura di AN, sancita con il documento presentato da Fini e recentemente approvato da quasi tutto il partito, proprio questo significa: non rinunciare all’identità ma cercare di modernizzarla e di spiegarla in termini più chiari a tutti gli elettori, per aggregare la destra sommersa e farne il motore del rilancio del centrodestra.
La “Federazione delle Libertà” che dovrà legare insieme AN, Forza Italia e Lega (e, speriamo presto, anche UDC) non deve essere una sommatoria di partiti e non deve contenere le contraddizioni che hanno frenato in passato la nostra azione di governo.
Questa federazione deve avere un’anima di cambiamento e una radice d’identità popolare che non potranno derivare da un generico moderatismo.
Sta ad Alleanza Nazionale completare il suo percorso di apertura e di modernizzazione per essere il motore di questa nuova fase politica del centrodestra.