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    Predefinito Si Dimette Per Protesta L'alto Commissario Anticorruzione

    SI DIMETTE PER PROTESTA L'ALTO COMMISSARIO ANTICORRUZIONE


    ROMA - Con una lettera inviata al presidente del Consiglio, l' Alto Commissario per la lotta alla corruzione, Gianfranco Tatozzi, si è dimesso. Una decisione che lo stesso Tatozzi definisce "irrevocabile" e che avrà corso a partire da domani, quando spiegherà i motivi del suo atto di protesta con una conferenza stampa che ha indetto alle 12 nella sede di piazza San Lorenzo in Lucina, a Roma.

    Tatozzi, che guida dal 2004 l'ente nato per prevenire e contrastare la corruzione nella pubblica amministrazione, ha inviato una lettera di dimissioni a Prodi di poche righe, senza spiegare i motivi del suo gesto: "Le spiegazioni - si limita a dire all' Ansa - le darò all' opinione pubblica", nel corso della conferenza stampa di domani durante la quale farà anche un bilancio della sua attività.

    Ma i motivi dello scontento dell' alto commissario Anticorruzione si comprendono da quanto sostenuto appena due giorni fa, quando - in coincidenza con le polemiche suscitate dalla norma contenuta nel maxi-emendamento alla finanziaria che avrebbe comportato una sorta di 'colpo di spugna' per i reati contabili - Tatozzi lamentava una "insensibilità alla lotta alla corruzione" e metteva in guardia dal rischio di chiusura dell' organismo da lui guidato.

    Tatozzi ha più volte puntato l'indice contro "i reiterati e ostinati tentativi" di arrivare alla soppressione dell' alto commissario Anticorruzione. Un primo tentativo, poi fallito, era riconducibile al ddl Nicolais sulla semplificazione che prevedeva la cancellazione della struttura guidata da Tatozzi. Ma il rischio imminente di chiusura è ora rappresentato - ha più volte lamentato Tatozzi - dall' art.29 del decreto Bersani, che prevede la chiusura degli enti che entro il prossimo 4 gennaio non provvedono a un riordino con Dpr. "Non c'è sicuramente tempo per noi - aveva detto all' Ansa Tatozzi - questo è un tentativo silente e surrettizio per cancellare l'alto commissario Anticorruzione".


    ma guarda un po, non c'e che dire...l'ONESTÁ DELLA SINISTRA
    Syntax error.

  2. #2
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    Certo, come no?
    Un commissario anticorruzione fatto dal buon Silvio "esperto del settore" era proprio una garanzia.

  3. #3
    Repubblica
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    Chi sapeva dell'esistenza di questo commissario?

  4. #4
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    TATOZZI E SILVIO

    Già il fatto che nasca, presso la Presidenza del Consiglio, un Alto Commissariato Anticorruzione, è una notizia che mette di buonumore. L'unico premier al mondo imputato per corruzione giudiziaria si autoincarica per legge di combattere la corruzione (altrui, si presume). Vengono in mente le battute di Benigni su Dracula presidente dell'Avis o sul mostro di Firenze primario di ginecologia. Ma questa non è una battuta. È una legge dello Stato, la n.3 del 16.1.2003, "Disposizioni in materia di Pubbliche amministrazioni", che all'art.1 recita: «E istituito l'Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, alla diretta dipendenza funzionale del Presidente del Consiglio dei ministri». Come dire: Billy the Kid sceriffo al posto di Pat Garrett. L'idea di creare un'Authority anticorruzione era stata, nella scorsa legislatura, del centrosinistra, che poi naturalmente non l'aveva convertita in legge. Ora la legge c'è. E, da dieci giorni, c'è pure l'Alto Commissario in carne e ossa. E Gianfranco Tatozzi, 64 anni, magistrato abruzzese di nascita e romano di adozione, esponente della corrente "centrista" di Unicost, già membro del Csm (dove si segnalò soprattutto per il voto contro Giovanni Falcone all'Ufficio istruzione di Palermo), fino all'altro giorno capo del dipartimento Affari di Giustizia del ministero di Via Arenula retto dall'ingegner Castelli. Ma soprattutto, secondo i bene informati, vicinissimo a Cesare Previti, di cui sarebbe amico e frequentatore da lunga data. Forte di queste credenziali, oltre a un lungo cursus honorum al ministero prima sotto Alfredo Biondi e Filippo Mancuso (come capogabinetto nel 1994-'95), poi chez Castelli (dal 2001), Tatozzi ha sbaragliato concorrenti a prima vista più titolati a occuparsi di corruzione: l'ex procuratore di Napoli Agostino Cordova, il procuratore di Asti Sebastiano Sorbello e Salvatore Sfrecola, leader dell'Associazione magistrati della Corte dei conti ma soprattutto capogabinetto del vicepremier Gianfranco Fini. Nessuna toga rossa, anzi. Cordova, ultimamente, è difeso a spada tratta dal centrodestra contro il Csm che l'ha trasferito da Napoli, come se non fosse l'autore della celebre inchiesta sulla massoneria deviata. Sorbello, oltre ad aver indagato a Torino sulle tangenti rosse, è il consulente della commissione Telekom Serbia che ha scritto per Trantino & C. la relazione finale contro Prodi, Fassino e Dini. Quanto a Sfrecola, oltre alla vicinanza con Fini, era pure sponsorizzato da Gianni Letta, preoccupato dalle prevedibili polemiche sulla nomina a sceriffo anticorruzione di un amico di Previti (condannato in tribunale, Previti, a 16 anni per corruzione). Ma Cordova e Sorbello sono due "cavalli pazzi", incontrollabili, iperattivi fino ad attirarsi l'accusa di "bulimia investigativa". Pericolosissimi. Sfrecola, provenendo dalla Corte dei Conti, minacciava di conoscere fin troppo bene i conti su appalti e sperperi pubblici. E poi Berlusconi non ha sentito ragioni: «Quel posto l'ho promesso e il premier sono io». Così prima Fini, poi Letta han dovuto abbozzare (Letta, in cambio, ha ottenuto la promozione della sua amica giudice Augusta lannini, moglie di Bruno Vespa, al posto di Tatozzi). Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare: e Previti, a differenza degli altri, è un duro. II vero ministro della Giustizia, per le cose che contano, è lui. E 'l'atozzi è una garanzia: ai tempi di Biondi, non fece una piega quando il ministro varò il decreto salvaladri, poi bocciato per manifesta incostituzionalità dalla stessa maggioranza. E non mosse un sopracciglio quando, nell'ottobre-novembre '94, gli passarono sotto il naso l'incredibile ispezione contro il pool di Milano in piena inchiesta Fininvest, e soprattutto i dossier dell'assicuratore Giancarlo Gorrini contro Antonio Di Pietro, inoltrati in via Arenula grazie ai buoni uffici di Previti e Paolo Berlusconi per provocare l'inchiesta ispettiva top secret che portò il pm di Mani Pulite alle dimissioni. Né, in questi tre anni di devastazione dello Stato di diritto e della Costituzione a suon di leggi ad personam, Tatozzi risulta aver fatto sentire la sua voce. Il silenzio, in certi casi, è d'oro.

    La sua nomina in Consiglio dei ministri è passata alla chetichella, fra il lusco e il brusco, senz'alcuna discussione (si parlava di legge finanziaria, e la faccenda non era neppure all'ordine del giorno), alle 23.30 del 29 settembre, mentre Berlusconi festeggiava il suo 68' compleanno e gl'italiani la liberazione delle due Simona. I poteri dell'Alto Commissario sono imponenti: il comunicato di Palazzo Chigi parla di "sorveglianza e monitoraggio (indagini conoscitive, elaborazione e analisi dei dati, controllo su procedure contrattuali di spesa e su comportamenti conseguenti) dell'attività amministrativa della Pubblica amministrazione". Poteri che, nelle mani giuste, consentirebbero davvero di incidere sulla piaga della corruzione. In mani sbagliate, potrebbero diventare un cavallo di Troia per le interferenze politiche nelle indagini giudiziarie. L'Alto Commissario, infatti, ha libero accesso a tutti i documenti che ritenga utili alle proprie indagini, eccetto quelli coperti dal segreto di Stato. Sui processi di Milano, per esempio, può chiedere ciò che vuole. Su Villa La Certosa, per dire, nulla.

    MT

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica Visualizza Messaggio
    Chi sapeva dell'esistenza di questo commissario?
    Quelli che l'hanno istituito: corrotti e corruttori.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    ecco , un amico di Cesare Previti, nientemeno, che a suo tempo voto' contro Falcone.
    Tipo Caselli, insomma.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero Visualizza Messaggio
    Tipo Caselli, insomma.
    Ecco.
    Ma, magari sarebbe utile CONOSCERE il perchè Caselli espresse voto sfavorevole.

    Giancarlo Caselli:
    La soluzione del caso in esame, quando sia riferita alla specificità del caso concreto, ha un percorso obbligato: deve puntare su un uomo del pool antimafia, deve puntare sulla struttura che a questo pool fa capo. Il pool di magistrati dell'ufficio istruzione di Palermo ha saputo attrezzarsi (prima di tutto culturalmente) realizzando così una struttura nuova affiatata, che ha diffuso professionalità. Non bisogna infatti dimenticare che si è trattato di una struttura aperta, nel senso che ha formato professionalmente magistrati che, prima di entrare a far parte del pool, di questi problemi non si erano mai occupati e che viceversa, grazie al pool, hanno conseguito livelli di capacità decisamente di grande rilievo. Alla fine, operando in questo modo, il pool di giudici istruttori del tribunale di Palermo ha ottenuto risultati di grande rilievo, basati sulla individuazione dei caratteri della nuova mafia. I primi risultati, dopo anni, decenni e decenni di sostanziale impunità.
    In alcuni interventi si è parlato di premio, in particolare di premio al protagonismo, come di un criterio da non seguire, e la storia del protagonismo e un po' come la storia di quando le donne portavano il velo. A quel tempo le donne erano tutte belle, ma quando il velo cadde si cominciarono a constatare delle differenze. Un po' la stessa cosa è successa per la magistratura. Quando i giudici non davano «fastidio», quando non erano scomodi, erano tutti bravi e belli. Ma quando hanno cominciato ad assumere un ruolo preciso, a dare segni di vitalità, a pretendere di esercitare il controllo di legalità anche verso obiettivi prima impensati, ecco che è cominciata l'accusa di protagonismo.
    Mentre quei giudici che si tirano indietro (ed è successo sia a Torino in occasione del processo d'Assise ai capi storici delle BR, sia a Palermo, in occasione dei processo d'Assise alla mafia da poco concluso) non rischiano proprio nulla e nessuno si leva a protestare o levar critiche nei loro confronti. In altri interventi si è parlato di premio nel senso di carriera che correrebbe lungo corsie «privilegiate» per quei giudici che abbiano fatto determinate esperienze professionali.
    Ma è inconcepibile, perfino un po' scandaloso,. che si parli di privilegio con riferimento ai giudici di Palermo che vivono nelle condizioni a tutti note; che semmai rappresentano una pesante penalizzazione.
    Nel caso della lotta alla mafia, questi interessi sono gli interessi della democrazia, ciò che rende questa seconda visione (non settoriale) del tutto giustificata. Per questi motivi esprimo avviso contrario alla proposta della commissione.


    Peccato che lo espresse CONTRO Meli ...

  8. #8
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    No, dico, ma i maldestri si rendono conto di chi hanno votato nel 2001 per tenere 5 anni al governo?
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da bianconero Visualizza Messaggio
    Tipo Caselli, insomma.


    Dling, dlong!

    Il Consiglio passa alla votazione per appello nominale della proposta della commissione relativa al conferimento dell'ufficio direttivo di consigliere istruttore, presso il tribunale di Palermo, a sua domanda, al dott. Antonino Meli magistrato di Cassazione nominato alle funzioni direttive superiori, attualmente presidente di sezione della Corte di appello di Caltanissetta.

    Votano a favore di Meli i consiglieri: Agnoli, Borrè, Buonajuto, Cariti, Di Persia, Geraci, Lapenta, Letizia, Maddalena, Marconi, Morozzo Della Rocca, Paciotti, Suraci e Tatozzi.

    Votano contro i consiglieri: Abbate, Brutti, Calogero, Caselli, Contri, D'Ambrosio, Gomez d'Ayala, Racheli, Smuraglia e Ziccone.
    Si astengono i consiglieri: Lombardi, Mirabelli, Papa, Permacchini e Sgroi.
    Il consiglio approva con 14 voti favorevoli, 10 contrari e 5 astensioni.


    Che facciamo?
    Lo avverti tu Jannuzzi o l'avverto io?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    Grande MisterB
    Non io; Caselli:

    I primi risultati, dopo anni, decenni e decenni di sostanziale impunità.
    In alcuni interventi si è parlato di premio, in particolare di premio al protagonismo, come di un criterio da non seguire, e la storia del protagonismo e un po' come la storia di quando le donne portavano il velo.
    A quel tempo le donne erano tutte belle, ma quando il velo cadde si cominciarono a constatare delle differenze.
    Un po' la stessa cosa è successa per la magistratura.
    Quando i giudici non davano «fastidio», quando non erano scomodi, erano tutti bravi e belli.
    Ma quando hanno cominciato ad assumere un ruolo preciso, a dare segni di vitalità, a pretendere di esercitare il controllo di legalità anche verso obiettivi prima impensati, ecco che è cominciata l'accusa di protagonismo.


    Profezie?

 

 
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