UE: DA 25 A 27, MA CRESCE 'FATICA' DA ALLARGAMENTO
Dal primo gennaio 2007 l'Europa si allarga per la quinta volta e arriva alle sponde del Mar Nero, ma l'affaticamento da allargamento si fa sentire e dagli ultimi sondaggi condotti fra i cittadini europei questo emerge chiaramente, se, come ha segnalato l'ultimo rilevamento di Eurobarometro, il 42% degli europei si dice contrario e solo il 46% favorevole all'allargamento nei prossimi anni.
Con l'ingresso di Sofia e Bucarest e trenta milioni di nuovi cittadini europei, il baricentro dell'Unione europea si sposta ancora di più ad Est, dopo la grande ondata di adesioni del maggio 2004, quando entrarono dieci nuovi paesi, otto dei quali appartenenti all'ex blocco comunista. I due nuovi paesi portano in dote tassi di crescita invidiabili dal punto di vista della 'vecchia Europa', attestandosi fra il 5 e il 6%. Ma i problemi rimangono, soprattutto in alcuni settori come la lotta alla corruzione, la gestione dei fondi agricoli e strutturali, gli standard di sicurezza alimentare per l'export di latte e carne e per quanto riguarda la Bulgaria del trasporto aereo.
E' per questo motivo che la Commissione europea nel decidere di non ritardare di un anno l'ingresso di Romania e Bulgaria, nella sua raccomandazione di settembre ha di fatto messo i due paesi sotto osservazione, prevedendo, così come avvenne per i dieci precedenti, la possibilità di adottare clausole di salvaguardia fino a tre anni dall'adesione, che possono arrivare anche alla sospensione del trasferimento del fiume di fondi europei, nel caso in cui venissero riscontrate "irregolarità endemiche". Dal 2007 al 2013, il periodo del prossimo bilancio Ue, potrebbero affluire ai due paesi fino a 35 miliardi di euro.
A preoccupare non poco i Venticinque c'é anche la sindrome dell'idraulico polacco, considerando che i due nuovi entrati saranno i paesi più poveri del club, con un reddito medio equivalente ad un terzo di quello europeo. Nonostante la rassicurazioni della Commissione Ue sull'inesistenza del temuta invasione da Est dopo l'allargamento del 2004, molti paesi hanno deciso di fare ricorso alla possibilità, prevista dal trattato di adesione, di imporre restrizioni al libero ingresso dei lavoratori romeni e bulgari per un periodo transitorio. Dei Venticinque solo dieci, in gran parte nuovi, hanno deciso di aprire completamente le loro porte ai nuovi arrivati. Si tratta di Polonia, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania, Cipro, Repubblica ceca, Slovenia, Finlandia e Svezia.
Degli altri paesi, alcuni hanno deciso l'applicazione di quote di ingresso, come Gran Bretagna e Irlanda, che in occasione dell'allargamento del 2004 avevano invece deciso di non adottare misure restrittive. Altri, come Olanda, Danimarca, Spagna, Belgio, Grecia, Austria, Lussemburgo prorogheranno di due anni misure analoghe già adottate in occasione del precedente allargamento. La Francia, ha optato per un via libera all'ingresso in un numero ben definito di settori, come l'agricoltura, l'edilizia, il commercio. L'Italia ha deciso di optare per il regime transitorio che stabilisce l'apertura immediata per i settori del lavoro dirigenziale e altamente qualificato, di quello agricolo e turistico-alberghiero, del lavoro domestico e di assistenza alle persone, edilizio e metalmeccanico oltre al lavoro stagionale. Superata la boa dei 27, ora l'Ue non si affretterà con nuove adesioni. Il segnale è arrivato chiaro dall'ultimo vertice nel quale i leader europei hanno sancito che il ritmo di allargamento deve tenere conto della capacità di assorbimento.
http://www.ansa.it/opencms/export/si...056429580.html




Rispondi Citando
