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    Predefinito Regolarizzazione dei PRECARI e modernizzazione del Paese




  2. #2
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    Finanziaria: l’intervento di Oliviero Diliberto alla Camera

    Roma 21 dicembre 2006

    Signor Presidente, onorevoli colleghi, i Comunisti Italiani voteranno a favore della fiducia sulla legge finanziaria. Una finanziaria che è servita a risanare le casse dello Stato, ma che avrebbe potuto essere gestita meglio e che in alcune parti va, a nostro avviso, anche seriamente corretta nel prosieguo dell'attività del Governo. Il malessere esiste e non mi riferisco certo alle proteste della Confindustria, che viceversa dovrebbe ringraziare per la quantità di risorse che riceve. Mi riferisco invece al malessere di quanti, tra i ceti meno protetti, si attendevano ben altre misure a loro vantaggio.
    Dopo cinque anni di governo delle destre, nei quali sono stati «stracciati» diritti e protezioni sociali, sono aumentati vertiginosamente il precariato e l'insicurezza sociali, sono state varate leggi sulla giustizia, sull'informazione, sugli assetti degli interessi economici, sempre a favore dei più ricchi e dei più potenti; bene, dopo cinque anni di tale natura, il nostro popolo nutriva aspettative molto alte. Penso ai pensionati con i redditi più bassi, ai lavoratori salariati, ma penso anche a categorie particolari, quali gli insegnanti, le donne e gli uomini di cultura, che si aspettavano ben altro da questa finanziaria. Vi è insoddisfazione, forse anche per una carenza di informazione, vera e univoca su quanto è stato fatto, ma non solo per problemi di informazione. Penso alla delusione di vasti strati di opinione pubblica, anche su temi diversi da quelli della legge finanziaria, penso ai temi della laicità dello Stato, o al tema, annoso, della legge sul conflitto di interessi, che era stata posta al centro del programma e che ancora non vi è.
    Esistono, dunque, sacche di delusione e sarebbe dannoso, oltre che inutile, negarlo, perché c'è, per fortuna, il tempo per intervenire, per riconquistare consensi, per convincere. Nella finanziaria vi sono misure che noi giudichiamo davvero importanti. La lotta all'evasione fiscale sembrava impossibile; la lotta all'evasione fiscale è cominciata davvero: 33,8 miliardi di euro in più sono entrati nelle casse dello Stato. Una prima redistribuzione, timida, ma una prima vera redistribuzione di reddito può iniziare a partire dalle nuove aliquote fiscali. Inoltre, misure importanti e che aprono prospettive nuove sono state inserite per la regolarizzazione dei lavoratori precari della pubblica amministrazione, dalla scuola agli altri comparti ministeriali e per i precari degli enti locali. Siamo orgogliosi, lo dico davvero con orgoglio, che tali misure siano frutto dell'opera certamente di tutta la maggioranza, ma soprattutto dell'azione, alla Camera ed al Senato, del gruppo dei Comunisti Italiani. Allo stesso modo, sempre per i precari, si riconoscono i diritti alla maternità ed all'assistenza sanitaria e, per la prima volta, si interviene anche sul precariato nei rapporti di lavoro privato, vera piaga sociale, incentivando solo le aziende che assumono con contratti di lavoro a tempo indeterminato, cioè stabile e sicuro.
    Molto c'è da fare; certo, un primo passo, serio è stato compiuto e salutiamo con favore l'assunzione di 400 nuovi ispettori del lavoro, per provare a mettere fine o, almeno, a limitare la tragedia degli infortuni sul lavoro. Esistono tuttavia - come dicevo - anche ombre, non lievi, che chiediamo al Governo di dissipare, di rimuovere.
    Onorevoli colleghi, se la maggioranza parlamentare scopre all'ultimo momento che nella legge finanziaria vi è una sanatoria per i processi contabili, bene - anzi, male - essa va cancellata immediatamente; se la medesima maggioranza, ossia noi, scopre, sempre all'ultimo momento, che sono stati parificati gli istituti universitari privati a quelli pubblici - e vorremo sapere chi ha inserito, all'ultimo momento, questa norma in finanziaria, è un autentica vergogna -, chiedo, in quest'aula, al ministro Mussi ed a tutto il Governo di cancellare tale norma, che è in aperta violazione del patto tra noi, ma soprattutto in aperta violazione della Costituzione italiana. Credo che, a proposito di università, dovremmo intervenire per reintegrare a pieno, ed a nostro giudizio anche aumentare, proprio i fondi dell'università pubblica «tagliati».
    Sento parlare di «fase due», di rinnovato slancio riformatore; non sono affatto interessato ad un dibattito nominalistico, non so nemmeno cosa voglia dire «fase due», ciò che mi preme è che, invece, il Governo, che noi lealmente e convintamente sosteniamo e sosterremo, si caratterizzi, ora che la finanziaria diventa legge, ora che le risorse ci sono - sono entrati i soldi dell'evasione fiscale - da un lato, per politiche nette a favore dei ceti più deboli e, dall'altro, per un massiccio investimento sulla cultura, che rappresenta il futuro di questo paese (lavoro e scuola). Le risorse ci sono ed allora noi chiediamo interventi coraggiosi sulle condizioni di vita materiali di donne e uomini: salario, pensioni, sanità pubblica, servizi sociali, trasporti, politiche abitative, il sostegno per la non autosufficienza, gli anziani, la scuola e l'università, un programma sociale, insomma, perché il mondo del lavoro si attende da un Governo di centrosinistra questo genere di misure.
    Sarà così che potremo recuperare il consenso e la fiducia del nostro popolo. Il programma che abbiamo sottoscritto deve rimanere la bussola per il nostro orientamento. Sarebbe incomprensibile - lo dico ai signori del Governo, del nostro Governo - che come risposta al disagio sociale, che si è manifestato e che, ripeto, è recuperabile, il Governo ritenesse di aumentare l'età pensionabile, perché il disagio aumenterebbe, invece di ridursi.
    Signor Presidente del Consiglio, signori del Governo, noi vogliamo che questo Governo e questa maggioranza tengano, e tengano per cinque anni, senza modificazioni di rotta in direzione di versanti moderati, quando non apertamente conservatori. L'equilibrio, la sintesi - lo voglio dire - anche i necessari compromessi li abbiamo trovati quando abbiamo costruito questa nostra coalizione e quando abbiamo sottoscritto tutti quanti un programma condiviso. Noi confidiamo - ne siamo sicuri - che il Presidente Prodi continui ad essere il garante di quell'accordo, che abbiamo sottoscritto di fronte agli elettori, non di altri accordi. Noi sosterremo il Governo Prodi con la lealtà che da sempre ci caratterizza, anche eventualmente con i rilievi critici, quando li riterremo necessari, ma sempre per il bene del Governo. È una sfida per ciascuno di noi e, quindi, ciascuno di noi deve fare la sua parte, è il cimento dei prossimi anni.





    Vedete, cambiare il paese si può, e anche modernizzarlo. Sento da più parti parlare della necessità della modernizzazione del paese, ma in tutta la storia occidentale modernizzare significa dare più diritti, più protezione sociale, più Stato sociale, più cultura. Questo vuol dire modernizzare! Se la direzione di marcia sarà questa, come io confido, i Comunisti italiani avranno il coraggio riformatore; se la direzione è quella, il Governo può contare che avrà i Comunisti italiani sempre dalla sua parte (Applausi dei deputati del gruppo Comunisti Italiani - Congratulazioni).

  3. #3
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    Finanziaria e precari. Ce l'abbiamo fatta!

    di Manuela Palermi

    pubblicato su La Rinascita del 22 dicembre 2006

    «Per la copertura si potrebbero utilizzare i conti dormienti», disse Giorgio Sala, un compagno dell'ufficio legislativo dei comunisti del senato fin dai tempi del Pci.

    Era la prima volta che li sentivo nominare. Giorgio prese in mano la finanziaria di Tremonti e mi indicò la norma in cui si legiferava il loro utilizzo per risarcire i risparmiatori dei grandi crack finanziari, tipo Cirio e Parmalat. Solo che poi Tremonti s'era dimenticato di definire il regolamento attuativo. Così il Consiglio di Stato aveva espresso parere negativo e la norma era rimasta lì, dormiente come quei conti che da anni e anni giacciono nelle banche senza che nessuno ne abbia mai fatto richiesta. Circa 16 miliardi, secondo le associazioni dei risparmiatori; da 5 a 10 per Bankitalia.

    Non la faccio lunga. Scrivemmo l'emendamento. Chiedevamo l'istituzione di un fondo attraverso cui assumere a tempo indeterminato tutti i precari delle pubbliche amministrazioni; per coprire la spesa indicavamo una percentuale delle plusvalenze dei dividendi di società dello stato, come l'Eni, e i cosiddetti conti dormienti. Approntammo il regolamento attuativo: si potevano usare solo i conti che già avevano 15 anni "di sonno" (si dice proprio così), andava spedita una lettera al proprietario e se questi, nel giro di 180 giorni, non si fosse fatto vivo, quel conto sarebbe stato considerato utilizzabile. Di più: se il correntista si fosse fatto vivo più tardi, sarebbe stato comunque ed immediatamente rimborsato. Un decreto del Consiglio dei ministri avrebbe istituito il "Fondo per la stabilizzazione dei precari delle pubbliche amministrazioni". Si sarebbe avviato un confronto tra sindacati, ministeri ed enti interessati per individuare i criteri di assunzione. Il tempo per arrivare alla sanatoria veniva indicato in tre anni.

    Inizialmente al Senato ci guardavano come dementi. Tutti: destra, sinistra e centro. Ci spiegavano saccenti che la cosa non si poteva fare, inutile insistere. Gli altri neanche perdevano tempo a parlarne.

    La Finanziaria arrivò in commissione Bilancio. L'Unione decise di mettere in piedi una "cabina di regia" (si fa sempre), e cioè un tavolo composto dai gruppi della coalizione e dal governo, in cui sarebbero stati esaminati tutti gli emendamenti, uno per uno. Per essere accettato, un emendamento doveva avere il placet del governo. Fu una faticaccia. Si iniziava a lavorare alle sette di mattina e si finiva alle tre di notte. Con Tibaldi facevamo i turni, da sola non ce l'avrei fatta. Io ero quasi entrata in paranoia, pensavo solo a quell'emendamento, parlavo solo di quello, tentavo di convincere tutti quelli che mi capitavano a tiro. Tibaldi mi affiancava e in più pensava a tutto il resto: avevamo presentato emendamenti che andavano dal contrasto agli incidenti sul lavoro, al diritto alla malattia per i co.co.co., al diritto allo stipendio minimo previsto dal contratto nazionale della categoria di riferimento per tutti i precari. Quegli emendamenti sono tutti passati. Sullo stipendio minimo, il Sole 24 Ore, il giornale di Confindustria, ha scritto due pagine di insulti affermando che avevamo scardinato la legge 30. Non vi dico la soddisfazione.

    Sui conti dormienti cercammo disperatamente alleati. Ne parlammo con la sinistra ds, con Rifondazione, ma senza risultato. Erano tutti convinti che il governo non avrebbe mai accettato: stavamo perdendo tempo e loro non avevano intenzione di perderlo con noi. Alfiero Grandi, sottosegretario alle Finanze, un compagno che conosco da vent'anni, da quando era segretario della Cgil dell'Emilia, mi consigliò di lasciar perdere: «I soldi dei conti dormienti non si possono utilizzare, perché insisti?».

    Insistevo perché non capivo, insistevo perché nessuno mi spiegava per quale ragione in Spagna e in Inghilterra si accingessero a farlo e da noi fosse tabù, insistevo perché se Tremonti non si fosse dimenticato il regolamento attuativo parte di quei soldi avrebbe già risarcito i risparmiatori truffati. Però qualche incertezza cominciava a rodermi. Vai avanti, diceva Diliberto. Vai avanti, insisteva Marino.

    La mattina in cui Sartor, sottosegretario all'Economia, uomo di Padoa Schioppa in cabina regia, disse che il governo aveva studiato l'emendamento, che lo considerava interessante ed aveva deciso di accettarlo, Tibaldi ed io, stremati dal lavoro e dalle notti insonni, restammo tramortiti. Dovemmo però riprenderci in fretta perché nel giro di pochi minuti eravamo circondati da quelli che ci avevano ignorato o irriso o sconsigliato, che non avevano voluto sottoscrivere l'emendamento e che ora - un po' rabbiosi ed indispettiti - erano interessatissimi a farlo proprio.




    Il resto è cronaca. Quel che abbiamo ottenuto è un grande risultato. Per lealtà devo dire che il governo ci ha aggiunto, di suo pugno, che a quelle amministrazioni che man mano stabilizzano i lavoratori utilizzando il Fondo è fatto divieto di assumere precari per cinque anni. Un rafforzamento, la fuoriuscita dalla precarietà. E siccome il mondo non vive in compartimenti stagni, ne verrà contaminato anche il settore privato. Questo Confindustria l'ha capito. Il suo presidente s'è detto disgustato dall'emendamento e incredulo che il governo l'avesse accettato. La destra s'è scatenata ("esproprio proletario", l'ha definito quel galantuomo di Cicchitto), Diliberto è stato insultato per giorni da Europa, il quotidiano della Margherita, Fassino continua a dire che «è immorale assumere tutti i precari senza prima aver fatto la riforma della Pubblica Amministrazione». Ma la dolcezza della vittoria è tale da renderci refrattari agli insulti.

  4. #4
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    Stabilizzazione precari: il testo dell'emendamento in Finanziaria

    Dal comma 417 al 420: Stabilizzazione dei rapporti di lavoro delle Amministrazioni Pubbliche


    Roma 21 dicembre 2006



    417.
    132-bis Al fine di concorrere alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, oltre alle specifiche misure di stabilizzazione previste dal presente articolo, è istituito un "Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici" finalizzato alla realizzazione di piani straordinari per l’assunzione a tempo indeterminato di personale già assunto o utilizzato attraverso tipologie contrattuali non a tempo indeterminato.


    418.
    132-ter Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le riforme e l’innovazione nelle pubbliche amministrazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, previo confronto con le organizzazioni sindacali, da adottare entro il 30 aprile 2007, sono fissati i criteri e le procedure per l’assegnazione delle risorse disponibili alle amministrazioni pubbliche che ne facciano richiesta. Nella definizione dei criteri sono, altresì, fissati i requisiti dei soggetti interessati alla stabilizzazione e le relative modalità di selezione.


    419.
    132 - quater. E’ fatto divieto alle Amministrazioni destinatarie delle risorse di ricorrere a nuovi rapporti di lavoro precario nei cinque anni successivi all’attribuzione delle stesse. L’inosservanza di tale divieto comporta responsabilità patrimoniale dell’autore della violazione.


    420.
    132 – quinquies. Per il finanziamento del Fondo di cui al comma 417 è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007. Il medesimo fondo può essere, altresì, alimentato da:

    a) una somma pari al risparmio di interessi derivanti dalla riduzione del debito pubblico, conseguente al versamento, al Fondo di cui all’articolo 2 della legge 27 ottobre 1993, n. 432 e successive modificazioni, di una quota fino al venti per cento delle somme giacenti sui conti di cui all’articolo 1, comma 345, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, a seguito della definizione del regolamento prevista dal medesimo comma;

    b) una somma pari al risparmio di interessi derivante dalla riduzione del debito pubblico, conseguente al versamento, al Fondo di cui all’articolo 2 della legge 27 ottobre 1993, n. 432 e successive modificazioni, di una quota fino al 5 per cento dei versamenti a titolo di dividendi derivanti da società pubbliche, eccedenti rispetto alle previsioni ed alla realizzazione degli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, definiti nel documento di programmazione economico finanziaria.


  5. #5
    W.P.
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    in bocca al lupo astigiano

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da vainer Visualizza Messaggio
    in bocca al lupo astigiano
    Grazie vanier, piacere di conoscerti....grazie anke per l'"in bocca al lupo"....

    Ci vuole proprio un GRANDE IN BOCCA AL LUPO data la scarsa voglia di fare e parlare di POLITICA, dato ke ogni volta ke si aprono thread con dei contenuti, si preferisce intervenire laddove di contenuti non ce ne sono, ma le solite trite e ritrite parole riguardo la divisione di quello piuttosto ke l'annessione di quell'altro a quell'altro fantomatico partito....i problemi non sono i CONTENITORI ma I CONTENUTI, e con i provvedimenti ke ho cercato di portare a conoscenza dei forumisti, si fa POLITICA (dato ke anke in tv si sente tutt'altro ke POLITICA-CONTENUTI).....probabilmente a molti non interessa perke' hanno il culetto al caldo...2 genitori ke lavorano stabilmente, la casa o le case di proprietà, i soldi per pagarne le spese e poi spassarsela e dopo parlare di tutt'altro ke di POLITICA....

    Eh come servirebbero le SCUOLE DI PARTITO.....il problema è ke se non ci sono manco piu' i partiti come si fanno a fare la scuole!?

    Un saluto!

  7. #7
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    Io non capisco perchè per essere riformisti si debba essere liberisti all'americana, comunque...a me non pare immorale assumere i precari prima della riforma della P.A., a me pare immorale lasciarli in mezzo a una strada in attesa che il governo metta mano. E credo proprio di non poter essere definito comunista, o massimalista... Per il resto, onore ai comunisti italiani per questa ottima azione... mi auguro però che siano "aperti" quando bisognerà metter mano alla riforma della legge 30, senza chiederne la cancellazione in toto ma una riforma seria (dove con seria si intende svedese, inglese o danese, non americana )

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Io non capisco perchè per essere riformisti si debba essere liberisti all'americana, comunque...

    E non lo capisco neppure io(ed è infatti l'anomalia italica).....ma come dimostrato con piu' Sinistra "Radicale" al Governo si ottengono queste cose...senza o con poca Sinistra "Radicale" al Governo no............................................non senza problemi e battaglie interne da non dormire la notte come scritto nell'articolo della Compagna Manuela Palermi.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da asti_sinistra Visualizza Messaggio
    E non lo capisco neppure io(ed è infatti l'anomalia italica).....ma come dimostrato con piu' Sinistra "Radicale" al Governo si ottengono queste cose...senza o con poca Sinistra "Radicale" al Governo no............................................non senza problemi e battaglie interne da non dormire la notte come scritto nell'articolo della Compagna Manuela Palermi.

    e poi c'è chi vuole la Sinistra Radicale fuori dal governo per aprire ai centristi...bah...

 

 

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