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  1. #1
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    Predefinito Kenia: Forum Sociale Mondiale 2007


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  2. #2
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    Comincia domani.
    Immagini e materiale audiovisivo sul sito:
    www.worldsocialforum.tv

  3. #3
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  4. #4
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  5. #5
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    L’Italia si candida per il prossimo Forum Sociale Mondiale del 2009
    di Mauro Sarti

    Dopo la pausa prevista per il 2008, qundo – tutti d’accordo – non si terrà un vero e proprio forum ma verranno organizzate iniziative comuni a tema in tutto il mondo, Flavio Lotti della Tavola della Pace lancia la proposta di fare in Italia la prossima assemblea delle organizzazioni del mondo. E perché no? In Europa il Forum non si è mai tenuto, l’Italia quest’anno è stata in prima fila per numeri e supporto all’organizzazione, e allora perché non pensare all’Italia per un altro grande Forum che metta insieme diversità e progetti internzionali? Dalla sala da pranzo dell’Hilton di Nairobi trasformata in grande e affollata assemblea della delegazione italiana, arriva la proposta di pensare all’Italia come sede del prossimo Forum: c’è chi pensa che sia la cosa giusta, chi storce il naso, chi replica che “il posto non è importante, contano i contenuti”, chi teme un impatto troppo politico. Ma la proposta è lanciata, e la Tavola della Pace ha intenzione di portarla avanti e aprirne una discussione. Su www.nairobi2007.it il dibattito è aperto.

  6. #6
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  7. #7
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  8. #8
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    Bell'articolo sull'atmosfera del forum:

    Seconda giornata: incontro e dialogo
    www.nigrizia.it/doc.asp?id=9097&IDCategoria=127

  9. #9
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    Marina Senesi alla celebrazione della Santa Messa a Korogocho
    di Marina Senesi, Caterpillar, Radio 2

    Korogocho, sto partecipando alla messa nella comunità di padre Moschetti. Si intonano canti, si balla, si battono le mani tutti insieme. E' tutto bellissimo davvero, però fa caldo e poi siamo qui da ore e poi ho la pressione bassa… insomma mi defilo per qualche minuto. Cammino fino all'ombra del muretto rosso , mi siedo, chiudo gli occhi, forse mi sto per addormentare. D'un tratto: "Ma-ri-na, "
    Spalanco gli occhi. La vocina che ha pronunciato il mio nome ha il volto di un bambino africano mentre legge il pass del Social Forum che porto appeso al collo. E uno dei bambini della comunità: sa leggere. Per niente turbato dal mio soprassalto mi porge un foglio di carta con scritto il suo nome.
    Farfuglio: "Addì ?… Eddy? " E lui si sganascia.
    Incasso lo smacco come farei con mio nipote che ha più o meno la sua età .
    Adì e' un bel bambino vestito dignitosamente. Probabilmente fa parte di quei bambini che la comunità accoglie e accudisce insieme alla madre. Evidentemente ha deciso che gli sono simpatica, mette la sua manina nella mia e non la stacca nemmeno quando il caldo comincia a farla scivolare nel mio palmo sudato. Non posso fare a meno di pensare che io da piccola, figuriamoci se tenevo la mia mano nella mano sudaticcia di qualcuno. Nemmeno da grande, eh. Ma Adì lo fa in maniera così naturale che viene naturale anche a me. Altri bambini stanno arrivando verso di noi così mi alzo e sempre con la mano di Adì rigorosamente nella mia torniamo a Messa . Passano i minuti, allento la presa perché lui si senta libero, e lui stringe ancora di più. Finisce la messa, la gente sfolla, i bambini si rincorrono per gioco. Ora, penso io, si staccherà, andrà con loro. Invece no. Mi dirigo con lui verso il gruppo del mio pullman e vedo venirmi incontro Francesco Cavalli con una macchina fotografica a tracolla. Vuole farmi uno scatto, mi esorta con un gesto delle braccia a radunare intorno a me i dieci, venti bambini che ora ci stanno correndo incontro. Mi metto in posa con tutti i bambini che si accalcano e per un attimo mollo la presa di Adì. Un attimo solo prima di sentire di nuovo la sua manina che si stringe alla mia. Francesco ci fa una, due, tre foto. I bambini ridono. Io premo segretamente sulla mano di Adì in segno complicità e lui ricambia la mia pressione. Solletico le sue dita e lo sento ridere. Dico lo sento perche' adesso siamo in posa per la foto e lui sta con la schiena contro la mia pancia. Sento che si appoggia. Ride ancora di più quando accenno una specie di solletico e metto le mie mani sul suo petto. Lo sento reagire all'abbraccio, sento il suo cuore che batte forte e siccome gli altri bambini si stanno allontanando mi chino e lo giro verso di me per concludere il mio abbraccio. Solo in quel momento mi accorgo che il bambino non e' Adì.
    Capisco che Adì aveva lasciato la presa e un'altra manina si era insinuata nella mia senza che mi accorgessi del cambio. Questo e' un bambino lacero, sporco di una sporcizia che mi sgomenta. E' un bambino randagio che si e' avvicinato per cercare cibo. Un bambino malato: punture di insetti, croste sulle labbra , gli occhi impastati di materia gialla. Un gattino in una discarica di rifiuti. L'avrei preso, l'avrei curato e poi avrei detto a tutti: "Avete visto com'e' bello? Sapeste in che condizioni l'ho trovato! " Un gattino, dico. Lui no.
    Lui - potendo ragionare prima - non l'avrei toccato, non mi sarei neanche avvicinata, semmai avrei chiamato qualcuno. Ma ormai e' fatta e ora non posso, non voglio negargli quest'abbraccio. Ci provo ma lui proprio come un gattino malato si spaventa del mio gesto forse irruento, si divincola e scappa via.

  10. #10
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    ForumSociale: Sentinelli e i movimenti, io una di voi
    di Agnese Malatesta, inviata Ansa al FSM di Nairobi

    (ANSA) - NAIROBI, 22 GEN - E' il suo quinto Forum sociale mondiale, ma il primo nelle vesti di rappresentante del governo. Per il viceministro degli esteri, Patrizia Sentinelli, l'arrivo a Nairobi dove è in corso il confronto fra i movimenti sociali di tutto il mondo, è un bagno di consensi, di saluti e di abbracci.

    Usa la loro stessa lingua e ci tiene a sottolinearlo: "parlo come militante dei movimenti e come rappresentante del governo. Noi dobbiamo usare la stessa lingua". Annuncia, passando da seminario a seminario, che "la cooperazione internazionale deve cambiare, che le decisioni devono essere prese dai governi ma insieme ai movimenti e alla società civile". La politica della donazione non funziona, è meglio diventare partner dei paesi in via di sviluppo.

    Sull'Africa, la posizione di Sentinelli è più esplicita. "Vanno impostati nuovi programmi basati su un principio: i beni comuni come l'acqua, l'energia e il cibo sono della popolazione e non delle multinazionali. Basta con le politiche che portano via le risorse. A volte gli aiuti servono solo alle organizzazioni che lavorano e non alla popolazione". Ma il contributo maggiore da parte italiana deve essere quello di favorire la società civile ad organizzarsi.

    Poi un riferimento alla legge sull'immigrazione: "l'Italia la cambierà perché reprime i diritti dei migranti" ed anche "l'intera Europa deve modificare la sua politica. Le frontiere sono aperte per le merci ma non per le persone. In Europa si preferisce la repressione". Ecco perché "dovrebbero anche essere rivisti anche i trattati che ora sono iniqui".
    Il forum oggi è entrato nel vivo. Sono aumentate le presenze e la partecipazione ai seminari. A fronte di un evidente ed ingente sforzo organizzativo, restano alcune defaillance, sia per i delegati (come i cambi di programma all'ultimo momento e le traduzioni possibili solo per la disponibilità di volontari nel pubblico) sia per i numerosi giornalisti (la sala stampa è una sauna, è insufficiente e manca il collegamento internet).
    Nella delegazione italiana è sorta una polemica sulla proposta della Tavola della pace di candidare l'Italia a prossima sede del forum. Alcune organizzazioni (come l'Arci, Fiom-Cgil, Libera) sono contrarie e propendono per una città del sud del mondo. Il dibattito è aperto e deciderà nei prossimi giorni il Consiglio Internazionale.

    Intanto, i partecipanti del forum sono invitati a fare un giro negli slum della città (ce ne sono 199 dove vivono 2 milioni e mezzo di persone in estrema povertà); lo fa Kutoka, una rete di operatori locali che vuole far vedere loro la vita reale della miseria.
    Nel dibattito generale, tante le testimonianze degli africani, in particolare sull' esperienza migratoria e sul problema della terra. Un nodo critico resta quello del commercio che penalizza l'Africa. E' allo studio l'avvio di una campagna per rilanciare l'Onu; fra i promotori 'United for peace and justice', la rete pacifista Americana.

    Qualche dubbio sta avanzando nel movimento sul ruolo delle ong, considerate da alcuni (soprattutto per gli interventi sull'agricoltura) non positive per lo sviluppo locale ma portatrici, anche per via dei fondi pubblici che ricevono, di interessi estranei. Curiosa la performance di Terre des hommes per parlare di Aids: ha presentato un'esposizione di autoritratti, a grandezza naturale, di una ventina di giovani africani sieropositivi che fissano sulla tela in una parte del corpo in conflitto con la malattia come un cuore spezzato, delle braccia incatenate, un utero sofferente.
    Il comboniano padre Kizito Sesana, intanto, ha aperto una nuova casa alla periferia di Nairobi, chiamata 'Ndugo-ndogo', destinata ai bambini da strada. Ringraziamo l'Agenzia Ansa per la collaborazione.

    (ANSA).

 

 
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