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  1. #1
    kalashnikov47
    Ospite

    Predefinito Golpe usraeliano in Palestina.

    UN GOLPE IN PALESTINA?




    Nel suo discorso di Sabato mattina alla Muqata, a
    Ramallah, il
    presidente palestinese Abu Mazen ha convocato nuove
    elezioni
    parlamentari e presidenziali a data da destinarsi.
    L'annuncio
    giunge dopo giorni di scontri armati tra i militanti
    di Hamas e
    Fatah, che hanno lasciato sul campo molte vittime, tra
    cui donne e
    bambini. Nella legge elettorale dell'ANP, varata nel
    2005, non è
    previsto il ricorso a elezioni anticipate: il
    presidente ha il
    dovere di indire nuove elezioni a tre mesi dalla
    scadenza naturale
    del mandato legislativo. Di conseguenza, il governo
    Hamas non ha
    riconosciuto la chiamata alle urne e dichiarato che
    non si
    presenterà alle elezioni. Questo inaspettato
    accavallarsi di
    eventi nei Territori Occupati ammette d'altra parte
    una possibile
    spiegazione, se collocato all'interno della situazione
    mediorientale e in particolare dello schiacchiere
    iracheno. Ma
    torniamo prima ai fatti.

    Dopo mesi di tensioni e scontri quotidiani nella
    Striscia di Gaza,
    la situazione precipita negli ultimi giorni, durante
    la visita del
    primo ministro palestinese Haniyeh (Hamas) a Teheran.
    L'efferata
    esecuzione dei tre figli di un funzionario di Fatah, a
    Gaza City,
    e la spirale di violenza che ne segue, spinge Haniyeh
    ad
    anticipare il suo rientro nei Territori. Giunto al
    confine di
    Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza, Haniyeh viene
    respinto alla
    frontiere dall'esercito israeliano (anche se alcuni
    funzionari di
    Fatah rivendicano questa responsabilità), che gli
    vieta l'ingresso
    a Gaza con i trentacinquemilioni di dollari in
    contanti, che il
    premier aveva ricevuto in Iran. Dopo ore di
    trattative, Haniyeh
    lascia i soldi in Egitto e attraversa il confine, ma
    dall'altra
    parte avviene uno scontro a fuoco tra il convoglio di
    Hamas e i
    militanti di Fatah: viene ferito il figlio di Haniyeh,
    il quale
    accusa Fatah, nella persona di Mohammed Dahlan, uomo
    forte di
    Abbas a Gaza, di aver cercato di assassinarlo. La
    tensione cresce
    nei giorni seguenti, quando poliziotti fedeli ad Abu
    Mazen sparano
    sulla folla a Ramallah, durante una manifestazione di
    Hamas.
    L'escalation continua con un attentato al ministro
    degli esteri
    Zahar (Hamas) e un colpo di mortaio alla residenza di
    Abbas a
    Gaza. Dopo i continui appelli alla calma di Haniyeh e
    del leader
    di Hamas a Damasco, Khaled Mash'al, un comunicato di
    tutte le
    fazioni palestinesi annuncia domenica sera la
    cessazione delle
    ostilità tra bande rivali.

    Dopo aver cercato di rovesciare Hamas in tutti i modi,
    il
    presidente Abu Mazen ha infine deciso il tutto per
    tutto
    dichiarando nuove elezioni, senza tuttavia
    specificarne la data
    (alcuni funzionari dell'OLP indicano Giugno). Nel
    frattempo,
    domenica, uomini della guardia presidenziale hanno
    cominciato a
    occupare militarmente vari ministeri a Gaza, mentre
    Hamas urlava
    al colpo di stato. A prima vista, la scelta così
    drammatica e
    radicale di Abbas sembra senza sbocchi, dal momento
    che la
    popolarità di Fatah è bassa, come durante le elezioni
    dello scorso
    Gennaio. In un sondaggio reso noto domenica, Haniyeh e
    Abbas si
    contenderebbero la presidenza dell'ANP con un testa a
    testa,
    mentre nelle elezioni legislative Fatah sarebbe
    leggermente
    avanti. Tuttavia, alle scorse elezioni, mentre Fatah
    era dato in
    vantaggio nei sondaggi, Hamas vinse di larga misura.
    Quindi la
    scelta di Abbas di indire elezioni contrariamente al
    dettato
    costituzionale sembra dettata dalla disperazione. A
    meno che la
    mossa del leader di Fatah non sia stata studiata
    d'accordo con
    Israele, che da sempre cerca di rafforzare la
    leadership moderata
    e liberarsi del movimento islamico. E' evidente che,
    quando Abbas
    afferma che il governo Hamas non riesce a far fronte
    ai problemi
    palestinesi e che il parlamento non riesce a
    funzionare, si
    riferisce al fatto che Israele ha sequestrato ministri
    e
    parlamentari di Hamas, da cinque mesi ormai detenuti
    come merce di
    scambio per Gilad Shalit, il caporale dell'IDF ancora
    nelle mani
    di Hamas. Una possibile spiegazione della chiamata
    alle elezioni
    potrebbe essere un accordo tra Abbas e Olmert per il
    rilascio di
    Marwan Barghouti, giovane e popolare leader di Fatah
    imprigionato
    in Israele. Da alcune settimane infatti il governo
    israeliano
    discute della possibilità di liberare Barghouti, per
    rafforzare
    Abbas, in un ipotetico accordo per il rilascio di
    Shalit. Non si
    spiega altrimenti l'annuncio di Abbas, anche perché
    nel sondaggio
    di domenica Barghouti risulta largamente in vantaggio
    su tutti gli
    altri candidati (sia di Hamas che di Fatah) alla
    presidenza
    dell'ANP.

    Che la mossa di indire nuove elezioni, destituendo il
    governo
    democraticamente eletto di Hamas, sia stata concordata
    con Israele
    e Stati Uniti è supportato da numerose altre
    considerazioni.
    Innanzitutto dal frenetico susseguirsi di contatti tra
    Abbas,
    Condoleezza Rice e funzionari israeliani dei giorni
    scorsi.
    Inoltre, in un viaggio lampo di due giorni in
    Medioriente, Blair
    ha lodato il discorso di Abbas per la sua moderazione,
    mentre
    risulta chiaro che chiedendo le elezioni Abbas metteva
    in conto lo
    scoppio della guerra civile nei Territori. La scelta
    dei tempi
    nella strategia della tensione, da parte di Abbas, si
    può
    attribuire all'ultima possibilità di bloccare Hamas
    prima che sia
    troppo tardi. L'argomento principale che Abbas oppone
    ad Haniyeh è
    l'embargo internazionale che, a causa della vittoria
    elettorale di
    Hamas, ha prosciugato i fondi dell'ANP e sta portando
    i
    palestinesi verso una catastrofe umanitaria. Tuttavia,
    negli
    ultimi mesi Hamas stava riuscendo a creare un canale
    parallelo di
    finanziamenti da parte dei paesi arabi, bypassando il
    blocco
    occidentale. Pagando gli stipendi dei dipendenti
    statali, infatti,
    il governo aveva in parte messo fine ai continui
    scioperi. Nel suo
    viaggio diplomatico, Haniyeh era finalmente riuscito
    ad ottenere
    una grossa donazione dall'Iran di Ahmadinejad, con una
    promessa di
    trecentocinquanta milioni di dollari di aiuti in
    contanti. A
    questo punto, Abbas probabilmente ha temuto il venir
    meno del
    ricatto monetario che pende su Hamas e ha deciso di
    giocare il
    tutto per tutto.

    La drammatica decisione di Abbas, oltre che da
    Israele, è
    attivamente appoggiata dagli Stati Uniti. Domenica
    Israele ha reso
    noto che cercherà di realizzare lo spostamento di una
    brigata
    speciale di Fatah (la brigata Bader) dalla Giordania a
    Gaza e
    contemporaneamente la Rice ha chiesto al Congresso
    americano un
    finanziamento straordinario di alcuni milioni di
    dollari per
    rafforzare Abbas. Questo si aggiunge al continuo
    rifornimento
    americano di armi agli uomini della Forza 17, la
    guardia
    presidenziale palestinese. E' chiaro che Olmert e Bush
    vedono come
    fumo negli occhi la possibile alleanza tra Iran e
    Hamas, anche se
    per ora soltanto economica e non politica, che
    rafforzerebbe
    ancora di più la proiezione del regime di Teheran su
    Israele, già
    minacciato a nord da Hizbullah. Nonostante la
    differenza religiosa
    tra l'Iran sciita e Hamas sunnita, il consolidamento
    di potenza
    regionale del primo e l'assoluta necessità di rompere
    l'embargo
    del secondo potrebbero portare infatti ad una nuova
    fase del
    conflitto mediorientale. Queste considerazioni si
    situano
    all'interno della crescente difficoltà americana in
    Iraq e del
    rifiuto da parte dell'amministrazione Bush di
    implementare il
    rapporto Baker, che suggeriva una trattativa con Siria
    e Iran per
    superare il disastro iracheno. Nella visione neo-con e
    israeliana,
    una guerra civile nei Territori porterebbe dunque
    considerevoli
    vantaggi. Da una parte, metterebbe fine all'egemonia
    di Hamas,
    riportando il controllo del territorio nelle mani
    dell'alleato
    Abbas. In secondo luogo, indebolirebbe l'altro attore
    regionale,
    la Siria, che ospita Khaled Mash'al, leader di Hamas e
    artefice
    della linea dura del movimento islamico. Il presidente
    siriano
    Assad da alcuni mesi propone l'apertura di una
    trattativa senza
    precondizioni con Israele, mentre Olmert ripete che,
    finché
    Damasco darà asilo a Mash'al, non sarà possibile alcun
    dialogo. La
    settimana scorsa, Assad ha rilasciato un'intervista ad
    un
    quotidiano italiano, ribadendo la volontà di aprire la
    trattativa.
    Non è un caso infatti la scelta dell'Italia, dal
    momento che fra
    alcuni mesi il comando italiano subentrerà a quello
    francese sulla
    missione UNIFIL in Libano, terreno in cui si gioca
    l'altra guerra
    sporca tra Stati Uniti e Siria-Iran.

    La situazione nei Territori Occupati dunque si fa più
    difficile e
    intricata di giorno in giorno. Gli israeliani
    continuano le
    operazioni militari in West Bank, arrestando e
    uccidendo
    quotidianamente militanti palestinesi. Olmert ha dato
    ordine ai
    ministri di non rilasciare dichiarazioni su quanto sta
    accadendo,
    poiché "è una questione interna palestinese." Da più
    parti ci si
    chiede se stia per deflagrare una guerra civile
    fratricida tra
    Hamas e Fatah. Per il momento, gli scontri armati
    giornalieri
    assomigliano più a una guerra tra clan per il
    controllo del
    territorio: la gran parte della popolazione subisce la
    violenza,
    senza prendere parte per l'uno o per l'altro
    schieramento.
    Tuttavia, in questi mesi Hamas è andato accumulando a
    Gaza
    tonnellate di armi, in previsione di una guerra
    civile, mentre
    dall'altra parte Fatah riceveva armi da Israele e
    Stati Uniti. Il
    ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza della fine di
    novembre
    sembra a questo punto quasi sospetto, dal punto di
    vista della
    tempistica. Pare che gli israeliani abbiano voluto
    farsi da parte
    per qualche tempo, aspettando di vedere il cadavere
    del nemico
    scorrere non lungo il fiume, ma lungo le coste della
    Striscia.

  2. #2
    kalashnikov47
    Ospite

    Predefinito

    Tu vinci le elezioni democraticamente? Questo non conta un cazzo se ai Pupari non piaci.
    Questa è la democrazia, bellezza!

  3. #3
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio
    Tu vinci le elezioni democraticamente? Questo non conta un cazzo se ai Pupari non piaci.
    Questa è la democrazia, bellezza!
    Ma infatti, dopo Algeria, Venezuela, Ucraina, Filistin etc etc., è empiricamente dimostrato che le elezioni sono democratiche solo se le vincono i democratici (cioè i servi di quelli che Tu chiami Pupari).

    Carino anche lo sviluppo delle elezioni amministrative in Iran . Il partito di Rafsanjani aumenta alle elezioni amministrative, a danno di quello di Ahamdinejad ? Ciò dimostra che quest'ultimo è odiato dal popolo iraniano (dunque l'esito delle amministrative ha un valore decisivo). Pochi mesi fa le elezioni politiche e presidenziali erano state stravinte dall'Ing. Ahmadinejad, con Rafsanjani in tracollo ? Ciò dimostrava che in Iran non c'era una vera merdocrazia.

    Ciò prova che i fessi siamo noi, che ancora diamo mente a questa farsa merdocratica, ci incomodiamo ad andare a votare, paghiamo le tasse etc etc. Adesso è il periodo natalizio ; se mio cugino mi invita ad una tombolata in famiglia, magari ci vado. Se però quando vince lui la tombola è valida, mentre se vince un altro vuol buttare la partita a monte, io a giocare da lui non ci torno più.

  4. #4
    kalashnikov47
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    Citazione Originariamente Scritto da Decima Regio Visualizza Messaggio
    Ma infatti, dopo Algeria, Venezuela, Ucraina, Filistin etc etc., è empiricamente dimostrato che le elezioni sono democratiche solo se le vincono i democratici (cioè i servi di quelli che Tu chiami Pupari).

    Carino anche lo sviluppo delle elezioni amministrative in Iran . Il partito di Rafsanjani aumenta alle elezioni amministrative, a danno di quello di Ahamdinejad ? Ciò dimostra che quest'ultimo è odiato dal popolo iraniano (dunque l'esito delle amministrative ha un valore decisivo). Pochi mesi fa le elezioni politiche e presidenziali erano state stravinte dall'Ing. Ahmadinejad, con Rafsanjani in tracollo ? Ciò dimostrava che in Iran non c'era una vera merdocrazia.

    Ciò prova che i fessi siamo noi, che ancora diamo mente a questa farsa merdocratica, ci incomodiamo ad andare a votare, paghiamo le tasse etc etc. Adesso è il periodo natalizio ; se mio cugino mi invita ad una tombolata in famiglia, magari ci vado. Se però quando vince lui la tombola è valida, mentre se vince un altro vuol buttare la partita a monte, io a giocare da lui non ci torno più.
    Già. Quello che mi fa incazzare e che la gente queste cose non le capisce. Ragiona attraverso le categorie (buono-cattivo) che gli vengono propalate dai media e dalla politica. Che tristezza.
    Ora intanto a Gaza potrebbe scoppiare la guerra civile fra palestinesi. Sono convinto che per evitare un "bagno di sangue" gli israeliani interverrebbero "umanitariamente" per portare la pace (eterna per Hamas)) fra Fath e Hamas.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio
    Già. Quello che mi fa incazzare e che la gente queste cose non le capisce. Ragiona attraverso le categorie (buono-cattivo) che gli vengono propalate dai media e dalla politica. Che tristezza.
    Ora intanto a Gaza potrebbe scoppiare la guerra civile fra palestinesi. Sono convinto che per evitare un "bagno di sangue" gli israeliani interverrebbero "umanitariamente" per portare la pace (eterna per Hamas)) fra Fath e Hamas.
    ma no .. ogni " intervento" a favore dell' agonizzante fatah favoririrebbe solo la vittoria finale di hamas.. Questo golpe e' una mossa sostanzialmente disperata perche' :
    1) chi e' rimasto nel gulag palestinese lo fa solo per volonta' etnopoliticoreligiosa ..( Gli " intelligenti" e i " moderati" che volevano una vita migliore sono gia' scappati tutti qua in " occidente" ...)

    2) non puo' avvenire che i " moderati" vincano se israele non concede niente di politico .. l' idea che questi disperati si arrendano solo per RIAVERE un tozzo di pane oltre che disumana e' cretina

    3) l' idea che nella guerra civile si ammazzino tutti lasciando solo un pugno di collaborazionisti che " sottoscriva" la scomparsa totale della palestina araba e' ancora piu idiota . Sara' solo tanto altro sangue da una ferita' che rimmarra' aperta e che GIA' comporta ogni giorno la cancrena dello stesso stato ebraico .. Ad esempio perche' israele non ci da piu' le trionfalistiche statistiche delle immigrazione ebraica in israele? ...
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio
    Ad esempio perche' israele non ci da piu' le trionfalistiche statistiche delle immigrazione ebraica in israele? ...
    Il governo olmerd ha lanciato una imponente campagna pubblicitaria mondiale a favore del turismo in israele; proprio in questi giorni in radio e su parecchi giornali si possono vedere i loro orrendi spot pubblicitari. Ma per quanto si sforzino, israele e i prodotti israeliani risultano sempre agli ultimi posti come gradimento, a causa dell'impresentabilità strutturale del paese e dell'orrore che è associato universalmente alla stella di davide. In fondo (a parte coloro che intendono boicottare consapevolmente l'entità sionista) i potenziali clienti o acquirenti di prodotti israeliani, associano istintivamente il marchio dello stato ebraico e dunque i suoi prodotti, agli orrori di cui sono stati imbevuti in anni di addestramento olocaustico.
    Insomma, finchè si tratta di piagnucolare per ottenere consenso ideologico e politico, il condizionamente funziona; quando si tratta di venderti pure il dentifricio israelita però, la gente comune non vuol saperne di lavarsi i denti con qualcosa che ha a che fare con la morte, il terrore, la guerra, cupi rabbini salmodianti che pregano danzando attorno ai carriarmati, ecc...

  7. #7
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da aprile crudele Visualizza Messaggio
    Il governo olmerd ha lanciato una imponente campagna pubblicitaria mondiale a favore del turismo in israele; proprio in questi giorni in radio e su parecchi giornali si possono vedere i loro orrendi spot pubblicitari. Ma per quanto si sforzino, israele e i prodotti israeliani risultano sempre agli ultimi posti come gradimento, a causa dell'impresentabilità strutturale del paese e dell'orrore che è associato universalmente alla stella di davide. In fondo (a parte coloro che intendono boicottare consapevolmente l'entità sionista) i potenziali clienti o acquirenti di prodotti israeliani, associano istintivamente il marchio dello stato ebraico e dunque i suoi prodotti, agli orrori di cui sono stati imbevuti in anni di addestramento olocaustico.
    Insomma, finchè si tratta di piagnucolare per ottenere consenso ideologico e politico, il condizionamente funziona; quando si tratta di venderti pure il dentifricio israelita però, la gente comune non vuol saperne di lavarsi i denti con qualcosa che ha a che fare con la morte, il terrore, la guerra, cupi rabbini salmodianti che pregano danzando attorno ai carriarmati, ecc...
    Invece mi sembra che vada a gonfie vele il business sicurezza..con i vari aggeggi tecnologici..
    Vuoi mettere un manganello israeliano .di che humus propagandistico dispone..?
    e avere agenti israeliani..richiesti anche nella metropolitana di Roma..?
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Invece mi sembra che vada a gonfie vele il business sicurezza..con i vari aggeggi tecnologici..
    Vuoi mettere un manganello israeliano .di che humus propagandistico dispone..?
    e avere agenti israeliani..richiesti anche nella metropolitana di Roma..?
    Ottima osservazione, caro testadiprazzo. In effetti l'industria della violenza e della guerrra funzionano benissimo in israel, ed è un prodotto che si esporta a meraviglia.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da aprile crudele Visualizza Messaggio
    Il governo olmerd ha lanciato una imponente campagna pubblicitaria mondiale a favore del turismo in israele; proprio in questi giorni in radio e su parecchi giornali si possono vedere i loro orrendi spot pubblicitari. Ma per quanto si sforzino, israele e i prodotti israeliani risultano sempre agli ultimi posti come gradimento, a causa dell'impresentabilità strutturale del paese e dell'orrore che è associato universalmente alla stella di davide. In fondo (a parte coloro che intendono boicottare consapevolmente l'entità sionista) i potenziali clienti o acquirenti di prodotti israeliani, associano istintivamente il marchio dello stato ebraico e dunque i suoi prodotti, agli orrori di cui sono stati imbevuti in anni di addestramento olocaustico.
    Insomma, finchè si tratta di piagnucolare per ottenere consenso ideologico e politico, il condizionamente funziona; quando si tratta di venderti pure il dentifricio israelita però, la gente comune non vuol saperne di lavarsi i denti con qualcosa che ha a che fare con la morte, il terrore, la guerra, cupi rabbini salmodianti che pregano danzando attorno ai carriarmati, ecc...
    Si, in questi giorni è rientrato in Italia un mio amico e camerata che lavora in Cina a Shenzen e mi ha raccontato di essere rimasto sorpreso dal virulento odio antisionista del popolo cinese, a tutti i livelli. Isramerda è detestato dai figli dell'Impero di mezzo, incomparabilmente più degli U$A .

    Ciò mi diverte, poichè i salmodianti amano ululare che ciò che essi definiscono odio antisemita scaturisce dai precetti degli Imperatori romani dei Flavi, ovvero dall'antigiudaismo papista d'antan del Vaticano, o dai discendenti del nazifascismo ... e sono tre cose che a Shenzen (ove oltretutto non esiste alcuna consistente comunità aliena ) non dovrebbero aver peso.

  10. #10
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    Quante sciocchezze!

 

 
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