
Originariamente Scritto da
Silvioleo
per "smontare" l'esperimento libertario in Somalia, si sentiva parlare sempre di signori della guerra (che ovviamente, lungi dall'essere parte integrante dell'esperimento, lo combattevano)...ora che c'è un governo e si bombarda, di cosa parliamo, di signori...?come vogliamo definirli? un governo si è messo in mezzo e la situazione è subito degenerata, tanto che si corre il rischio di coinvolgere un'area vastissima dell'africa in un conflitto di grandi dimensioni...senza un governo invece, questa era la Somalia:
"Immemori di aver contribuito per decenni ad affamare il continente nero esaltando i “socialismi africani” più tirannici e sanguinari, i contestatori terzomondisti continuano a proporre, per risolvere i problemi del terzo mondo, le stesse ricette stataliste basate sull’intervento pubblico, l’assistenzialismo occidentale, e la chiusura dell’economia ai mercati internazionali (l’odiata “globalizzazione”). Sfortunatamente per le loro teorie, l’unico paese di quel disastrato continente che da alcuni anni sta vivendo una fase di miracolo economico è la Somalia, che ha fatto esattamente il contrario. Questa nazione del Corno d’Africa si trova infatti in una situazione unica al mondo: dopo la cacciata del tirannico dittatore Siad Barre nel 1991, l’intero apparato dello Stato è stato smantellato, e da allora la popolazione vive senza alcun governo centrale, senza amministrazione pubblica, senza alcun corpo di polizia statale, e senza un esercito permanente. Falliti i tentativi iniziali di alcuni ex generali e colonnelli dell’esercito di Barre, i “signori della guerra”, di imporre con le armi un proprio governo, e fallito disastrosamente il tentativo dell’ONU di ricostituire uno Stato centrale con la missione Restore Hope (i 34000 caschi blu si ritirarono nel 1995 con gravi perdite e senza aver ottenuto alcun risultato), i somali sono tornati al proprio sistema decentralizzato tradizionale, basato sulla confederazione dei clan e sul diritto consuetudinario. La caratteristica del diritto somalo è quella di presentare numerose similitudini con il diritto naturale della dottrina liberale, perché protegge la persona e la proprietà privata dalle aggressioni, e garantisce ad ogni individuo la libertà di muoversi, intraprendere, e commerciare. Dopo trent’anni di statalismo rapinatore, i somali si sono resi conto che l’attuale sistema - che alcuni hanno definito kritarchia, cioè governo dei giudici - finora non ha condotto al caos o all’anarchia, e che la mancanza di un governo centrale ha i suoi vantaggi: “In assenza della burocrazia governativa e degli aiuti esteri, l’economia sta avendo un boom”, intitolava un articolo uscito nel maggio 2001 sulla prestigiosa rivista Atlantic Monthly. Libera da intralci governativi, regolamentazioni, e tasse, l’economia somala sta funzionando secondo un modello di liberismo quasi puro, e i risultati si vedono! Il porto di Bosaaso è in grande espansione, e oggi la Somalia esporta cinque volte di più rispetto al 1989; non esistono dazi doganali per l’entrata di merci nel paese, salvo il pagamento di una piccola tariffa per la gestione delle operazioni portuali; il mercato principale del centro di Mogadiscio è pieno di merce di ogni genere e provenienza. Pur essendo collassati tutti i servizi pubblici dopo l’estinzione dello Stato, il settore privato ha supplito efficacemente, e in poco tempo sono sorte cinque compagnie aeree in concorrenza tra loro; tre compagnie telefoniche, che hanno tariffe tra le più basse del mondo (un dollaro e mezzo al minuto per le telefonate internazionali); almeno due grandi fabbriche di pasta; 45 ospedali privati; 55 fornitori di energia elettrica; 1500 ditte di import-export; e numerose scuole private. Oltre al trasporto aereo e alla telefonia, un altro settore in travolgente sviluppo è quello delle telecomunicazioni: le società private che operano in questo campo lavorano nella più assoluta libertà, senza essere sottoposte ad alcuna regolamentazione e senza versare imposte a nessuno. Chi possiede un televisore in Somalia può già scegliere tra 28 canali non sottoposti ad alcuna censura o controllo governativo. Anche la moneta risente positivamente dell’assenza della gestione governativa: l’inflazione è bassissima, lo scellino somalo è liberamente convertibile sul mercato, e i tassi di cambio con le altre valute sono tra i più stabili dell’intera Africa. Incapaci di comprendere l’attuale realtà somala con le categorie politiche occidentali, negli ultimi anni i governi dei paesi ricchi si sono tenuti alla larga da questo paese privo di un interlocutore politico. A dispetto degli slogan terzomondisti, il fatto che neanche un dollaro di aiuti internazionali sia entrato nelle casse di un qualche governo locale ha rappresentato un’autentica benedizione, perché meno aiuti pubblici “allo sviluppo” hanno significato meno potere statale, meno conflitti politici per l’accaparramento dei fondi, meno corruzione, meno burocrazia, meno parassitismo; e, di conseguenza, più libertà, più responsabilità personale, più società civile, più intraprendenza, più mercato. Gli stessi somali sembrano soddisfatti della loro situazione, e per questo motivo non hanno riconosciuto il governo nazionale di Abdiqassim Salad Hassan che, a seguito di forti pressioni internazionali, è stato nominato nell’agosto del 2000 durante una conferenza nel Gibuti: “Quando c’era lo Stato - ha dichiarato Ahmed Abdisalam Adan, direttore della prima radio-televisione somala, rispecchiando l’opinione della grande maggioranza dei suoi connazionali - tu potevi diventare ricco un giorno, e povero il giorno dopo, in base a quello che decideva il governo. Oggi invece viene premiato solo chi ha più creatività ed chi è disposto a correre rischi imprenditoriali”. Esemplare è anche la storia di Hussein Abdullahi, il quale era emigrato in Canada nel 1991 a fare il taxista, ma che dopo qualche anno ha deciso di ritornare in patria dopo essersi accorto, con sua grande sorpresa, che gli amici che erano rimasti in Somalia se la passavano meglio di lui. Ora Abdullahi gestisce una fiorente fabbrica di pasta e una clinica medica."