Cammino neocatecumenale: prove tecniche di ''controllo web''/1
diStefano Caredda/ 19/12/2006
Forum scomparsi nel nulla, chat disattivate, portali di informazione in procinto di cambiare nome e dominio, siti internet sospesi: acque agitate nelle realtà digitali neocatecumenali. Tre settimane di "annunci" e "incontri", in attesa che.....
ROMA – Qualcuno ha istantaneamente chiuso baracca, qualcuno si è fermato ad aspettare, qualcun altro continua ad avanzare a vista, un piede sul freno e uno sull’acceleratore; e altri ancora vanno avanti per la loro strada, come se niente fosse. Fatto sta che la navigazione del Cammino Neocatecumenale si è fatta tutt’un tratto meno agevole di prima, e mentre i giorni passano, ancora si fatica a capire la reale portata di atti, parole ed intenzioni.
No, questa volta non c’entra l’approvazione degli Statuti o del Direttorio Catechetico, non c’entra il Pontificio Consiglio per i Laici né gioca un ruolo la Congregazione per il Culto Divino, le cui disposizioni in materia liturgica le comunità dell’itinerario di formazione fondato da Kiko Argüello e Carmen Hernández stanno gradualmente (e molto, molto lentamente) mettendo in atto. Se su tutto questo interessanti novità si preannunciano nel corso del mese di gennaio – quando potrebbe essere scritta una nuova pagina dei rapporti fra la Santa Sede e l’équipe responsabile del Cammino – a destare la curiosità di alcuni è in queste settimane uno strano virus che ha colpito il versante “digitale” del Cammino Neocatecumenale, quello presente su internet: una “comunità virtuale” piuttosto folta, fatta di siti amatoriali e vere e proprie agenzie di stampa, di blog personali e di interi archivi musicali, di chat, forum e luoghi di incontro telematico. Da tre settimane le acque sono particolarmente agitate: ci sono siti internet che chiudono, forum scomparsi nel nulla, chat disattivate e perfino portali di informazione internazionali che cambiano pelle modificando nome e dominio. Una piccola rivoluzione nel breve arco di quindici giorni, che ancora deve definirsi in modo preciso e dalla quale dipenderà il futuro della presenza sul web del Cammino Neocatecumenale. Il tutto mentre il sito ufficiale del Cammino rilancia la stessa, statica, immobile e fissa immagine di sempre: quella di uno spazio web che da mesi e da anni rimane per forma, aspetto e (soprattutto) contenuti, sempre identico a se stesso.
I fatti hanno la loro origine nei giorni fra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, quando in due distinti momenti diventa evidente l’esistenza di una “questione internet” interna al Cammino: protagonisti sono Kiko Argüello e Carmen Hernández, che affrontano di petto la situazione in un incontro a Madrid con i gestori di Camineo.info (agenzia di stampa assai conosciuta e particolarmente vicina al Cammino) e con un intervento sul tema all’interno di quella particolare forma di catechesi orale trasmessa da Kiko (il cosiddetto “Annuncio dell’Avvento”) che, “riportata” dai singoli catechisti, ha poi raggiunto nel corso dei giorni successivi le comunità del Cammino sparse nelle nostre città e nel mondo intero.
Alla base di tutto, evidentemente, una riflessione sul ruolo di internet e sulle novità che all’interno delle singole realtà del Cammino Neocatecumenale essa ha portato negli ultimi anni. Il Cammino – val la pena chiarirlo, per poter comprendere la posta in gioco - è un itinerario di formazione della durata di decenni, regolato da tappe ben precise, basato sulla gradualità e sull’affidamento ai catechisti, caratterizzato dalla trasmissione orale della predicazione e delle catechesi, con la determinazione di modalità e tempi specifici nei quali vivere e compiere le singole fasi e i passaggi fra uno stadio del percorso e il successivo: una prassi questa consolidatasi lungo tre decenni. Internet, al livello del singolo appartenente al Cammino, ha almeno potenzialmente cambiato molto di tutto ciò: la rete mette a disposizione di tutti una infinita quantità di documenti e materiali sul Cammino, tali che – secondo alcuni - potrebbe risultare pregiudicato il percorso pedagogico sul quale esso si basa.
Uno dei siti non interessati alle dinamiche di questi giorni: un portale di servizio che fornisce alcune informazioni - ancora per lo più vaghe - circa la partecipazione delle comunità neocatecumenali alla prossima GMG di Sydney.
Per spiegarsi: fino alla comparsa di internet un neocatecumenale non aveva alcuna possibilità di conoscere il contenuto di una catechesi di Kiko, o gli spunti essenziali di un ritiro spirituale (“convivenza”, secondo il linguaggio neocat), o le modalità di gestione dei momenti di passaggio fra una fase e l’altra del Cammino. Oggi invece può farlo. Di più: può discuterne non solo con la sua piccola cerchia di conoscenze, ma con i suoi “fratelli” di tutta Italia e di tutto il mondo. In una chat o in un forum frequentato da neocatecumenali può confrontare la sua esperienza con quella di migliaia di altre persone, può verificare differenze e diversità di giudizio, può proporre dubbi o semplicemente chiedere e chiedersi il perché delle cose. Può leggere le esperienze di chi è già giunto ad una tappa successiva, essendone influenzato; può cantare e imparare “prima del tempo” tutti i canti del Cammino (canti che nel percorso tracciato dovrebbero invece essere “consegnati” -e dunque conosciuti- solo una volta giunti alle relative tappe); può cercare e trovare on line risposte a dubbi, incomprensioni, malintesi, insicurezze, interrogativi che finora venivano indirizzati solamente ai catechisti o ai responsabili di comunità.
Naturalmente, tutte queste cose poteva già farle prima, senza internet, con parenti, amici e conoscenti, ma la portata della rivoluzione del web sta soprattutto nella facilità d’uso e nell’annullamento di ogni confine spazio-temporale: la vastità delle nuove opportunità createsi con la rete non ha davvero precedenti per ampiezza e intensità. Ecco dunque la preoccupazione di alcuni: che la “comunità virtuale” possa avere un impatto negativo nei confronti della comunità reale, quella fatta di persone in carne ed ossa che ogni settimana, più volte a settimana, si incontrano e si riuniscono per fare esperienza della Parola e per vivere la celebrazione eucaristica. Una preoccupazione alla quale non sono secondari alcuni fenomeni costitutivi del web, o comunque assai comuni negli ambienti virtuali, come la difficoltà di definire l’attendibilità e la correttezza di un’informazione (con una certa confusione di ruoli fra gli interlocutori) e la tendenza alla diffusione e anche alla commercializzazione di gadgets, audio, video e altro materiale relativo alla vita neocatecumenale. Il tutto – e non è particolare secondario – in un contesto di forte presenza in rete di siti apertamente ostili al Cammino, curati e gestiti anche e soprattutto da ex appartenenti allo stesso.
Kiko Argüello, iniziatore del Cammino: la gran parte dei canti in uso nelle comunità neocatecumenali sono stati da lui stesso musicati. Ora è arrivato un chiaro "no" al loro sfruttamento commerciale, totalmente abusivo e illegale.
L’ANNUNCIO DI AVVENTO – E’ sapendo tutto questo che – nell’Annuncio di Avvento – Kiko Argüello ha chiesto di alzare il livello di guardia, ricordando che il metodo del Cammino non comprende né richiede internet e invitando a farne un uso moderato e intelligente. Chi ha potuto ascoltarlo con le proprie orecchie riferisce che la sua condanna esplicita si è rivolta soprattutto alla commercializzazione di gadgets del Cammino: icone, magliette, cd con i canti, dvd con le immagini dei grandi incontri internazionali (Colonia 2005 e Valencia 2006 i più recenti) delle comunità neocatecumenali. Tutti oggetti sui quali non vige alcun copyright e che di tanto in tanto vengono invece messi in vendita in rete.
Ma non solo di questo ha parlato Kiko, in quello che – onesto precisarlo – è stato pur sempre un rapido passaggio all’interno di una riflessione dal sapore spirituale sul tempo di Avvento: il riferimento infatti si è esteso alle dinamiche dei gruppi e dei forum frequentati dagli appartenenti al Cammino. Ecco dunque toccati i temi della divulgazione dei testi delle catechesi – riservate “di diritto” solamente ai catechisti che le porgono alle loro comunità – e la diffusione su blog e forum di testimonianze personali e singoli casi concreti, anche riguardo ai cosiddetti “scrutini”, le delicate fasi di passaggio che segnano il confine fra una tappa e l’altra del Cammino. Le dinamiche "di rete" che sorgono "in rete" sono giudicate da alcuni alquanto pericolose e comunque potenzialmente negative: il consiglio standard di fronte a domande delicate è quello di rivolgersi ai propri catechisti ma non sempre e non tutti hanno fatto così. E problemi e/o malumori non sono mancati.
La schermata apparsa a molti appartenenti al Cammino iscritti a forum o gruppi frequentati da neocatecumenali. "Impossibile trovare la pagina": il forum o il gruppo è stato eliminato dal gestore, i messaggi tutti cancellati e perduti.
Le parole di Kiko, seppur non esplicite sotto questo punto di vista, hanno sortito immediati effetti, e numerosi forum, con vivo apprezzamento di alcuni e vivace disappunto di altri, sono stati eliminati dall’oggi al domani. Molti, ma non tutti: e chi continua lo fa rivendicando la buona condotta (“mai diffuso catechesi”, “mai anticipato le fasi di passaggio”, “mai scavalcato i singoli catechisti”, ecc.) e sottolineando i frutti positivi che la presenza su internet ha portato a tanti appartenenti al Cammino.
Catechesi ed esperienze, dunque, ma anche i canti, neppure essi esenti dalle prese di posizione in corso. Come noto, quelli in uso nelle comunità del Cammino sono stati composti in larga parte da Kiko (certamente abile a musicare con la sua chitarra i testi tratti dalla Sacra Scrittura) e non si limitano affatto a svolgere la mera funzione di accompagnamento ritmato della liturgia. Secondo la pedagogia del Cammino, infatti, i singoli canti vengono “consegnati” ai membri delle comunità in precisi momenti del tempo neocatecumenale, preceduti da catechesi profonde e attentamente spiegati e presentati. Cantarli significa dunque “possederli”, cioè averli interiorizzati, vivendo nella vita quotidiana ciò che quelle parole vogliono significare e trasmettere. Bene: nella “galassia” neocatecumenale sul web c’è un sito internet di grande successo, gestito da un membro del Cammino capace negli anni - con un immane lavoro di ricerca – prima di archiviare i file audio di decine e decine di canti e poi di metterli in rete a disposizione di tutti, ovviamente in forma gratuita. Un servizio apprezzatissimo dal popolo neocatecumenale, a tal punto che attualmente Google, il famoso motore di ricerca, alla richiesta “Cammino Neocatecumenale” rimanda questo sito al secondo posto fra i risultati, preceduto solamente dal sito internet ufficiale.
Ebbene, come vedete, su quella pagina un tempo affollata di canti e cliccatissima ora compare questa dicitura: “Perugia, 4 dicembre 2006. In attesa dell'annuncio dell'Avvento, in cui sapremo in maniera precisa la volontà degli iniziatori del Cammino circa i siti internet, la pagina dei canti è sospesa a tempo indeterminato. Giovanni Moroni”. Il motivo del contendere è, appunto, solamente uno: l’opportunità di rendere disponibili tutti i canti del Cammino, permettendo ai neocatecumenali di conoscerli “prima del dovuto”. E ciò non perché sia “proibito” cantarli, ma perché si perde – o risulta depotenziato – il percorso pedagogico che da prassi consolidata vede la “consegna” di un canto solo al “momento opportuno”. Mentre i commenti al riguardo, nella base neocatecumenale, si sprecano, il tempo di Avvento è ormai agli sgoccioli e Natale è alle porte. La schermata - al momento in cui scriviamo - continua però a non cambiare: evidentemente perché al riguardo - anche a questo riguardo - è particolarmente arduo capire “in maniera precisa la volontà degli iniziatori del Cammino”...









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