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    Predefinito Mettere in ordine e coreggere, non significa censurare !

    Cammino neocatecumenale: prove tecniche di ''controllo web''/1



    diStefano Caredda/ 19/12/2006


    Forum scomparsi nel nulla, chat disattivate, portali di informazione in procinto di cambiare nome e dominio, siti internet sospesi: acque agitate nelle realtà digitali neocatecumenali. Tre settimane di "annunci" e "incontri", in attesa che.....



    ROMA – Qualcuno ha istantaneamente chiuso baracca, qualcuno si è fermato ad aspettare, qualcun altro continua ad avanzare a vista, un piede sul freno e uno sull’acceleratore; e altri ancora vanno avanti per la loro strada, come se niente fosse. Fatto sta che la navigazione del Cammino Neocatecumenale si è fatta tutt’un tratto meno agevole di prima, e mentre i giorni passano, ancora si fatica a capire la reale portata di atti, parole ed intenzioni.

    No, questa volta non c’entra l’approvazione degli Statuti o del Direttorio Catechetico, non c’entra il Pontificio Consiglio per i Laici né gioca un ruolo la Congregazione per il Culto Divino, le cui disposizioni in materia liturgica le comunità dell’itinerario di formazione fondato da Kiko Argüello e Carmen Hernández stanno gradualmente (e molto, molto lentamente) mettendo in atto. Se su tutto questo interessanti novità si preannunciano nel corso del mese di gennaio – quando potrebbe essere scritta una nuova pagina dei rapporti fra la Santa Sede e l’équipe responsabile del Cammino – a destare la curiosità di alcuni è in queste settimane uno strano virus che ha colpito il versante “digitale” del Cammino Neocatecumenale, quello presente su internet: una “comunità virtuale” piuttosto folta, fatta di siti amatoriali e vere e proprie agenzie di stampa, di blog personali e di interi archivi musicali, di chat, forum e luoghi di incontro telematico. Da tre settimane le acque sono particolarmente agitate: ci sono siti internet che chiudono, forum scomparsi nel nulla, chat disattivate e perfino portali di informazione internazionali che cambiano pelle modificando nome e dominio. Una piccola rivoluzione nel breve arco di quindici giorni, che ancora deve definirsi in modo preciso e dalla quale dipenderà il futuro della presenza sul web del Cammino Neocatecumenale. Il tutto mentre il sito ufficiale del Cammino rilancia la stessa, statica, immobile e fissa immagine di sempre: quella di uno spazio web che da mesi e da anni rimane per forma, aspetto e (soprattutto) contenuti, sempre identico a se stesso.

    I fatti hanno la loro origine nei giorni fra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, quando in due distinti momenti diventa evidente l’esistenza di una “questione internet” interna al Cammino: protagonisti sono Kiko Argüello e Carmen Hernández, che affrontano di petto la situazione in un incontro a Madrid con i gestori di Camineo.info (agenzia di stampa assai conosciuta e particolarmente vicina al Cammino) e con un intervento sul tema all’interno di quella particolare forma di catechesi orale trasmessa da Kiko (il cosiddetto “Annuncio dell’Avvento”) che, “riportata” dai singoli catechisti, ha poi raggiunto nel corso dei giorni successivi le comunità del Cammino sparse nelle nostre città e nel mondo intero.

    Alla base di tutto, evidentemente, una riflessione sul ruolo di internet e sulle novità che all’interno delle singole realtà del Cammino Neocatecumenale essa ha portato negli ultimi anni. Il Cammino – val la pena chiarirlo, per poter comprendere la posta in gioco - è un itinerario di formazione della durata di decenni, regolato da tappe ben precise, basato sulla gradualità e sull’affidamento ai catechisti, caratterizzato dalla trasmissione orale della predicazione e delle catechesi, con la determinazione di modalità e tempi specifici nei quali vivere e compiere le singole fasi e i passaggi fra uno stadio del percorso e il successivo: una prassi questa consolidatasi lungo tre decenni. Internet, al livello del singolo appartenente al Cammino, ha almeno potenzialmente cambiato molto di tutto ciò: la rete mette a disposizione di tutti una infinita quantità di documenti e materiali sul Cammino, tali che – secondo alcuni - potrebbe risultare pregiudicato il percorso pedagogico sul quale esso si basa.


    Uno dei siti non interessati alle dinamiche di questi giorni: un portale di servizio che fornisce alcune informazioni - ancora per lo più vaghe - circa la partecipazione delle comunità neocatecumenali alla prossima GMG di Sydney.


    Per spiegarsi: fino alla comparsa di internet un neocatecumenale non aveva alcuna possibilità di conoscere il contenuto di una catechesi di Kiko, o gli spunti essenziali di un ritiro spirituale (“convivenza”, secondo il linguaggio neocat), o le modalità di gestione dei momenti di passaggio fra una fase e l’altra del Cammino. Oggi invece può farlo. Di più: può discuterne non solo con la sua piccola cerchia di conoscenze, ma con i suoi “fratelli” di tutta Italia e di tutto il mondo. In una chat o in un forum frequentato da neocatecumenali può confrontare la sua esperienza con quella di migliaia di altre persone, può verificare differenze e diversità di giudizio, può proporre dubbi o semplicemente chiedere e chiedersi il perché delle cose. Può leggere le esperienze di chi è già giunto ad una tappa successiva, essendone influenzato; può cantare e imparare “prima del tempo” tutti i canti del Cammino (canti che nel percorso tracciato dovrebbero invece essere “consegnati” -e dunque conosciuti- solo una volta giunti alle relative tappe); può cercare e trovare on line risposte a dubbi, incomprensioni, malintesi, insicurezze, interrogativi che finora venivano indirizzati solamente ai catechisti o ai responsabili di comunità.

    Naturalmente, tutte queste cose poteva già farle prima, senza internet, con parenti, amici e conoscenti, ma la portata della rivoluzione del web sta soprattutto nella facilità d’uso e nell’annullamento di ogni confine spazio-temporale: la vastità delle nuove opportunità createsi con la rete non ha davvero precedenti per ampiezza e intensità. Ecco dunque la preoccupazione di alcuni: che la “comunità virtuale” possa avere un impatto negativo nei confronti della comunità reale, quella fatta di persone in carne ed ossa che ogni settimana, più volte a settimana, si incontrano e si riuniscono per fare esperienza della Parola e per vivere la celebrazione eucaristica. Una preoccupazione alla quale non sono secondari alcuni fenomeni costitutivi del web, o comunque assai comuni negli ambienti virtuali, come la difficoltà di definire l’attendibilità e la correttezza di un’informazione (con una certa confusione di ruoli fra gli interlocutori) e la tendenza alla diffusione e anche alla commercializzazione di gadgets, audio, video e altro materiale relativo alla vita neocatecumenale. Il tutto – e non è particolare secondario – in un contesto di forte presenza in rete di siti apertamente ostili al Cammino, curati e gestiti anche e soprattutto da ex appartenenti allo stesso.



    Kiko Argüello, iniziatore del Cammino: la gran parte dei canti in uso nelle comunità neocatecumenali sono stati da lui stesso musicati. Ora è arrivato un chiaro "no" al loro sfruttamento commerciale, totalmente abusivo e illegale.



    L’ANNUNCIO DI AVVENTO – E’ sapendo tutto questo che – nell’Annuncio di Avvento – Kiko Argüello ha chiesto di alzare il livello di guardia, ricordando che il metodo del Cammino non comprende né richiede internet e invitando a farne un uso moderato e intelligente. Chi ha potuto ascoltarlo con le proprie orecchie riferisce che la sua condanna esplicita si è rivolta soprattutto alla commercializzazione di gadgets del Cammino: icone, magliette, cd con i canti, dvd con le immagini dei grandi incontri internazionali (Colonia 2005 e Valencia 2006 i più recenti) delle comunità neocatecumenali. Tutti oggetti sui quali non vige alcun copyright e che di tanto in tanto vengono invece messi in vendita in rete.

    Ma non solo di questo ha parlato Kiko, in quello che – onesto precisarlo – è stato pur sempre un rapido passaggio all’interno di una riflessione dal sapore spirituale sul tempo di Avvento: il riferimento infatti si è esteso alle dinamiche dei gruppi e dei forum frequentati dagli appartenenti al Cammino. Ecco dunque toccati i temi della divulgazione dei testi delle catechesi – riservate “di diritto” solamente ai catechisti che le porgono alle loro comunità – e la diffusione su blog e forum di testimonianze personali e singoli casi concreti, anche riguardo ai cosiddetti “scrutini”, le delicate fasi di passaggio che segnano il confine fra una tappa e l’altra del Cammino. Le dinamiche "di rete" che sorgono "in rete" sono giudicate da alcuni alquanto pericolose e comunque potenzialmente negative: il consiglio standard di fronte a domande delicate è quello di rivolgersi ai propri catechisti ma non sempre e non tutti hanno fatto così. E problemi e/o malumori non sono mancati.



    La schermata apparsa a molti appartenenti al Cammino iscritti a forum o gruppi frequentati da neocatecumenali. "Impossibile trovare la pagina": il forum o il gruppo è stato eliminato dal gestore, i messaggi tutti cancellati e perduti.


    Le parole di Kiko, seppur non esplicite sotto questo punto di vista, hanno sortito immediati effetti, e numerosi forum, con vivo apprezzamento di alcuni e vivace disappunto di altri, sono stati eliminati dall’oggi al domani. Molti, ma non tutti: e chi continua lo fa rivendicando la buona condotta (“mai diffuso catechesi”, “mai anticipato le fasi di passaggio”, “mai scavalcato i singoli catechisti”, ecc.) e sottolineando i frutti positivi che la presenza su internet ha portato a tanti appartenenti al Cammino.

    Catechesi ed esperienze, dunque, ma anche i canti, neppure essi esenti dalle prese di posizione in corso. Come noto, quelli in uso nelle comunità del Cammino sono stati composti in larga parte da Kiko (certamente abile a musicare con la sua chitarra i testi tratti dalla Sacra Scrittura) e non si limitano affatto a svolgere la mera funzione di accompagnamento ritmato della liturgia. Secondo la pedagogia del Cammino, infatti, i singoli canti vengono “consegnati” ai membri delle comunità in precisi momenti del tempo neocatecumenale, preceduti da catechesi profonde e attentamente spiegati e presentati. Cantarli significa dunque “possederli”, cioè averli interiorizzati, vivendo nella vita quotidiana ciò che quelle parole vogliono significare e trasmettere. Bene: nella “galassia” neocatecumenale sul web c’è un sito internet di grande successo, gestito da un membro del Cammino capace negli anni - con un immane lavoro di ricerca – prima di archiviare i file audio di decine e decine di canti e poi di metterli in rete a disposizione di tutti, ovviamente in forma gratuita. Un servizio apprezzatissimo dal popolo neocatecumenale, a tal punto che attualmente Google, il famoso motore di ricerca, alla richiesta “Cammino Neocatecumenale” rimanda questo sito al secondo posto fra i risultati, preceduto solamente dal sito internet ufficiale.




    Ebbene, come vedete, su quella pagina un tempo affollata di canti e cliccatissima ora compare questa dicitura: “Perugia, 4 dicembre 2006. In attesa dell'annuncio dell'Avvento, in cui sapremo in maniera precisa la volontà degli iniziatori del Cammino circa i siti internet, la pagina dei canti è sospesa a tempo indeterminato. Giovanni Moroni”. Il motivo del contendere è, appunto, solamente uno: l’opportunità di rendere disponibili tutti i canti del Cammino, permettendo ai neocatecumenali di conoscerli “prima del dovuto”. E ciò non perché sia “proibito” cantarli, ma perché si perde – o risulta depotenziato – il percorso pedagogico che da prassi consolidata vede la “consegna” di un canto solo al “momento opportuno”. Mentre i commenti al riguardo, nella base neocatecumenale, si sprecano, il tempo di Avvento è ormai agli sgoccioli e Natale è alle porte. La schermata - al momento in cui scriviamo - continua però a non cambiare: evidentemente perché al riguardo - anche a questo riguardo - è particolarmente arduo capire “in maniera precisa la volontà degli iniziatori del Cammino”...

  2. #2
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    Cammino neocatecumenale: prove tecniche di ''controllo web''/2


    diStefano Caredda/ 20/12/2006


    Con i forum scomparsi e le chat disattivate, anche un'agenzia di notizie "invitata" a cambiare nome e dominio: tutti gli occhi puntati sulla galassia dei siti web non ufficiali. Ma tutto questo, quale strategia comunicativa anticipa?


    ROMA - Internet e Cammino: no alla commercializzazione dei gadgets e massima attenzione ai forum e alle chat, forti dubbi sul destino dei canti, ad iniziare dal sito più cliccato in Italia fra i tanti della galassia neocatecumenale. Ma quale la sorte invece dei siti informativi dedicati al Cammino e gestiti da suoi appartenenti? In fondo non va poi così male: potranno continuare ad esistere a patto che rendano chiara ed esplicita la loro natura di “siti paralleli”. Dal punto di vista grafico e dal punto di vista dei contenuti, cioè, non devono essere assimilabili ad un sito internet ufficiale, né con questo possono essere confusi.

    In verità, essere confusi con il sito internet ufficiale del Cammino è alquanto improbabile, e certamente poco auspicabile: quest’ultimo è costituito dalla bellezza di ben cinque pagine, oltre alla home page, con in evidenza solamente il testo dello Statuto approvato ad experimentum nel giugno 2002 e alcuni documenti ad esso correlati. La rassegna stampa è “aggiornata” all’ottobre 2002, e se vi si trovano le parole rivolte al Cammino da parte di papa Paolo VI e di papa Giovanni Paolo II, non una sillaba – una sola sillaba – è attribuita a papa Benedetto XVI, che pure ha incontrato più volte i responsabili e concesso udienza alle comunità ormai quasi dodici mesi fa. Insomma, il sito ufficiale del Cammino Neocatecumenale è – naturalmente per scelta volontaria dei responsabili – abbandonato a se stesso, e l’unica pagina relativamente recente è quella che, sotto il titolo “Novità ed eventi”, riporta in quattro lingue il testo dell’intervista concessa a Zenit.org il 1° gennaio 2006 da Giuseppe Gennarini, “incaricato per le relazioni con la stampa” del Cammino Neocatecumenale. Tema: le disposizioni in tema di liturgia trasmesse a nome del papa dalla Congregazione per il Culto Divino nella famosa lettera firmata dal cardinal Arinze; lettera della quale, naturalmente, non vi è sul sito traccia alcuna.

    La "intro" del sito internet ufficiale del Cammino Neocatecumenale. In alto, scorrono le parole pronunciate a suo tempo da Giovanni Paolo II: "Riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valido per la società e per i tempi odierni".

    Che il Cammino Neocatecumenale, dunque, abbia scelto (almeno fino ad ora) di non avere di fatto un sito internet ufficiale, è cosa evidente. Intanto però si muove – del tutto legittimamente – perché non sembri che gli altri (quelli non ufficiali) lo siano. E fra tutti gli altri, la palma d’oro spetta senza dubbio allo spagnolo Camineo.info, “agenzia cattolica di notizie” in lingua spagnola e italiana, con alcune migliaia di accessi giornalieri e oltre due milioni di contatti in un anno e mezzo di vita. Come tante altre realtà minori, anche italiane, Camineo.info è gestito a titolo personale da appartenenti al Cammino, e si configura come portale di informazione: veicola notizie riguardanti il mondo della Chiesa, ma soprattutto segue la vita del Cammino Neocatecumenale, ospita esperienze e testimonianze, raccoglie in autonomia notizie sugli spostamenti di Kiko Argüello e Carmen Hernández, sui loro viaggi, sulle loro parole, sulle visite alle comunità di questo o di quel continente. Naturalmente le fonti sono le più disparate, fra agenzie di stampa internazionali, quotidiani o periodici locali, siti internet, e così via. Anche se non vengono affatto divulgate “notizie riservate”, il risultato è quello di offrire ai lettori un panorama aggiornato della vita del Cammino, con la conseguenza che i singoli membri delle comunità neocatecumenali sono informati delle “novità” proprio attraverso questi siti internet, e non tramite quella prassi “ufficiale” che dovrebbe vedere la trasmissione orale attuata dal singolo catechista (modalità organizzativa, questa, che richiede tempo, molto tempo). Sintomatico quanto accaduto riguardo alla lettera del cardinale Arinze: ci vollero mesi prima che fosse presentata ufficialmente dai singoli catechisti alle singole comunità, e quando ciò avvenne tutti sapevano già tutto, e forse pure qualcosa di più.

    Ad ogni modo, lo scorso 5 dicembre è apparso sulla home page di Camineo.info un comunicato rimasto integralmente visibile per qualche giorno e oggi raggiungibile solamente dagli utenti registrati: in esso si precisano alcuni punti e si annuncia niente meno che il cambio del nome e del dominio (particolare di non poco conto, per chi ormai si è fatto conoscere e apprezzare sul web). Tutte decisioni prese in seguito ad un incontro, faccia a faccia, fra i responsabili del sito e Kiko Argüello in persona. Nei dettagli il comunicato, seppur prolisso, è molto interessante. “Di fronte alla valanga di domande che abbiamo ricevuto” e per “chiarire possibili dubbi”, viene precisato che “Camineo.info è una agenzia cattolica di notizia diretta da membri appartenenti alle comunità neocatecumenali” spinti unicamente dalla volontà di diffondere il Vangelo “tramite i moderni mezzi di comunicazione”. “Recentemente” – si legge nella nota – “proliferano in rete numerose pagine che, in buona o cattiva fede, realizzano servizi di informazione sul Cammino Neocatecumenale, danneggiando in larga misura l’immagine dello stesso e diffondendo inoltre, senza espressa autorizzazione, documenti e notizie”. Per questo motivo – continua il comunicato – “per chiarire ogni polemica” e "difendere gli interessi della nostra Agenzia e lo spirito del Cammino Neocatecumenale, lo scorso 1° dicembre 2006 una rappresentanza dello staff di Camineo.info (fra cui il responsabile, il direttore dei contenuti e i responsabili della redazione di Madrid) si sono incontrati con gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale Kiko Argüello e Carmen Hernández a Madrid per chiarire alcune discrepanze e cercare di risolvere ogni problema con la maggior chiarezza possibile”.


    La home page di Camineo.info in lingua spagnola. In primo piano il "comunicado especial" sull'incontro con gli iniziatori del Cammino. Nell'intestazione, fa bella mostra di sé anche un sorridente Benedetto XVI: l'aggiornamento delle news è ricco, costante e quotidiano. Tutt'altra musica rispetto al sito ufficiale...

    Da quella riunione sono emersi con chiarezza “una serie di punti” preliminari e “alcuni cambiamenti” da attuare nel concreto, “con l’intenzione di svincolare il portale da ogni relazione con il Cammino Neocatecumenale”. Viene chiarito che “Camineo.info è una agenzia cattolica di notizie e non un sito del Cammino Neocatecumenale, con il quale non esiste alcun tipo di relazione ufficiale” (esso “dispone già del suo sito ufficiale”); viene spiegato che pur essendo formato da neocatecumenali esso non ha stretto alcun vincolo di tipo professionale con il Cammino; viene garantito che l’agenzia non ha scopo di lucro, che vive di autofinanziamento anche grazie alla pubblicità e che “non ha divulgato e non divulgherà documenti, video, registrazioni, esperienze o altri contenuti privati che non siano di dominio pubblico, accessibili a qualunque altro mezzo di comunicazione”. Il tono è a dir poco conciliante: “Mai Camineo.info ha voluto danneggiare l’immagine del Cammino, volendone al contrario sempre mostrare l’attuazione, la funzione e lo spirito con il massimo rigore possibile. Nell'ipotesi che qualche membro del Cammino Neocatecumenale si sia sentito danneggiato dal nostro lavoro informativo chiediamo pubblicamente perdono, benché nella nostra coscienza non avessimo intenzione di suscitare alcuna polemica”.

    E a questo punto si passa alle decisioni prese “per evitare ogni possibile danno al Cammino” e alle quali – è specificato - potranno in futuro anche aggiungersene di nuove, se l’equipe del Cammino lo riterrà necessario. La prima decisione è quella più importante: “Nel momento in cui le modifiche al software permetteranno il funzionamento di un nuovo portale, Camineo.info cambierà il nome del suo dominio con un altro che lo svincoli semanticamente e foneticamente dal Cammino Neocatecumenale, e che non possa relazionarlo con lo stesso”. Non solo una questione di nome, però, perché “ci impegniamo” – scrivono i responsabili dell’agenzia – “a divulgare le notizie riferite al Cammino che siano di dominio pubblico” – nonché, dopo il dovuto ok, “quelle che per le loro caratteristiche necessitino di una autorizzazione speciale da parte dei responsabili del Cammino Neocatecumenale o delle persone indicate dagli stessi”. Infine, per rispetto alla “tradizione orale” attraverso la quale si realizza abitualmente la comunicazione all’interno del Cammino - conclude la nota prima dei ringraziamenti di rito finali - “saranno eliminati dal nostro sito tutti i forum che trattano temi legati al Cammino Neocatecumenale”.

    Una soluzione a dir poco netta, quella voluta da Argüello e Hernández, che tiene banco su quegli stessi forum ormai in via di chiusura: sono molti gli utenti spagnoli di Camineo.info che inviano messaggi di solidarietà ai gestori del sito, sottolineando che “solo Dio non sbaglia mai” e che deve però essere osservata la dovuta “obbedienza” agli iniziatori del Cammino. Non viene contestato loro il tentativo di fare chiarezza sugli strumenti di comunicazione ufficiali del Cammino, quanto piuttosto quella sorta di diffidenza profonda verso internet e ciò che essa comporta. C’è chi segnala che già cinque anni fa – in coincidenza con i mesi che precedettero l’approvazione degli Statuti - si volevano chiudere tutti i siti neocatecumenali, e che la storia si ripete proprio ora che si avvicina il termine dei cinque anni fissato per la sperimentazione degli stessi. C’è chi scrive che ergere un muro contro internet rasenta la follia e costituisce una battaglia persa in partenza, perché se ha un senso mantenere una sufficiente riservatezza sull’essenza del percorso formativo, improponibile è pensare invece che tutte le notizie sulla vita del Cammino debbano essere trasmesse in forma orale dai catechisti, magari con settimane o mesi di ritardo. Qualcuno ricorda che l’obbedienza è dovuta alla Chiesa e al papa, e non a Kiko, e qualcun altro allarga il discorso ricordando i numerosi siti contrari al Cammino Neocatecumenale sorti negli ultimi anni: chiudere quelli dei membri del Cammino potrebbe non rivelarsi, tutto considerato, un buon affare. Ancora, c’è chi ricorda che il vero problema è la piena applicazione delle norme liturgiche, e c’è anche chi non si fa troppi problemi, affermando che in fondo un forum dove discutere di tutto si troverà sempre, finché internet sarà libera.

    Le considerazioni fin qui spese si applicano anche alla situazione italiana, laddove non esiste una realtà digitale così affermata come Camineo.info, ma che ha ugualmente visto negli ultimi anni alcune interessanti esperienze telematiche. Una di esse è senza dubbio Catechumenium.it, “sito personale di carattere ecclesiale” curato da un appartenente al Cammino: sorto sul web poco più di un anno fa, si è col tempo imposto all’attenzione generale per i temi trattati e la costanza dell’aggiornamento. Ebbene, non è sfuggito agli occhi dei più attenti l’approfondimento che dalle pagine di questo sito è stato proposto sul rapporto fra la Chiesa e internet come mezzo per la nuova evangelizzazione. La tesi di fondo è quanto mai limpida, a giudicare dal titolo e sottotitolo dell’ultimo intervento sul tema: “Internet e la nuova evangelizzazione. Ovvero: di che cosa ha paura il Cammino Neocatecumenale?”.


    La home page (recentemente interessata da un rinnovo grafico) di Catechumenium.it, "sito personale di carattere ecclesiale", in lingua italiana. Fino ad alcuni giorni fa vi era presente anche un forum, che è stato disattivato.

    Ecco dunque ciò che accade in questi giorni a forum, chat e siti internet di ispirazione neocatecumenale. Eppure, al di là della volontà di mantenere la coerenza del percorso formativo e al di là della necessità di garantire certezza riguardo alle modalità di comunicazione fra l’equipe responsabile e la base neocatecumenale (giacché i singoli membri, in quanto persone adulte e vaccinate, comunicheranno fra loro come e quanto vorranno), resta il grande punto interrogativo sulla strategia globale degli iniziatori del Cammino riguardo al mondo della comunicazione. L’ipotesi che gli spostamenti tattici di questi giorni facciano da apripista al lancio di un sito internet ufficiale finalmente gestito in forma professionale è - e al momento resta - solo un’ipotesi. La decisione importante è da prendersi a monte ed è una sola: essere parte attiva anche nel mondo della comunicazione o trincerarsi in un cupo silenzio comunicativo? Ai posteri (o forse a Kiko…) l’ardua sentenza.

    Fonte: http://www.korazym.org/news1.asp?Id=20559

  3. #3
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    sarò sintetico e forse troppo crudo

    Kiko e la hernandez sbagliano e molto.

    mi spiace niocatt, ma ti sbagli. questa è né più che meno una censura. Internet è libera. se uno vuole fare un sito è libero di farlo, e nessuno può VIETARE o far CHIUDERE chicchessia.

    al massimo si può chiedere di intervenire se un sito X effettua opera di disturbo e turbativa, ma non credo che un sito che mette a disposizione i canti turba il cammino.

    quello che colgo io è il bisogno di controllare tutto, anche il momento in cui si deve imparare il canto XX. ed è chiaro che internet permette di essere liberi dal controllo.

    e poi vorrei sapere una cosa: ma se uno non chiude un forum o un sito e dice "grazie per il parere, ma non sto facendo nulla di male, per cui lo tengo aperto", che cosa fa? commette un peccato e lo deve confessare? viene emarginato nella sua comuinità?

    è davvero un comportamento quantomeno discutibile

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    PURTROPPO LA STRUMENTALIZZAZIONE DEI SITI DEL CAMMINO SIA SUL PIANO PURAMENTE COMMERCIALE CHE SU QUELLO PURAMENTE DI: ITINERARIO DI FORMAZIONE (quindi di un percorso che prevede delle tappe in tempi stabiliti) QUINDI, CHI E' IN CAMMINO DA POCO TEMPO, NON PUO' PUO' CERTO CAPIRE IL LINGUAGIO DI UNO CHE LO HA FINITO.

    SENZA CONTARE LE DISTORSIONI ALTERATE E FALSIFICATE DI ADERENTI AD ALTRI SITI CATTOLICI, FARISAICI, PUBBLICANI, IGNORANTI IN MATERIA, CON POCO SPIRITO CRISTIANO, NOI LI CHIAMIAMO GIUDA (per convertirli devi dare il sangue come Giuda) PER GETTARE FANGO SU UN'OPERA DELLO SPIRITO SANTO. COME E' SUCCESSO ANCHE QUI DA PARTE DI UN FORUMISTA.

    COMUNQUE TUTTO NELLA VERITA' E ALLA LUCE DEL SOLE. QUESTA VUOLE ESSERE UN'INFORMATIVA AL DI SOPRA DELLE PARTI, SE QUALCUNO NON SARA' DACCORDO NON SO' CHE FARCI.


    CON L'OCCASIONE AUGURO CHE LA NASCITA DI NOSTRO SIGNORE GESU' CI RENDA UN PO' PIU' CARITATEVOLI VERSO IL NOSTRO PROSSIMO

    BUON NATALE
    A TUTTI I FORUMISTI

  5. #5
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    bottero ti ho risposto in PVT

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    Buon Natale a tutti i forumisti , anche a neocatecumenali .

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    Buon Natale a tutti i forumisti , anche a neocatecumenali .
    Anche......?

 

 

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