Visualizza Risultati Sondaggio: Un camerata può essere "eretico"

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Risultati da 1 a 10 di 33
  1. #1
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    Predefinito Un camerata può essere "eretico" ?

    Figlioli, vedo spesso su questo forum l'utilizzo del termine "camerata eretico" di cui mi sfugge la logicità.
    Un camerata non può , per definizione, essere eretico, in quanto l'eresia è il demone che divide gli animi che combattono la buona battaglia, colui che si frappone cioè con dubbi , doppiogiochismi, tra coloro che sentono il dovere della giusta pugna.
    Chiederei quindi la vostra opinione.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    Semplice reverendo, pretendono di essere camerati, invece sono semplicemente degli svitati
    Se fosse ancora vivo LUI, li prenderebbe a calcioni nel posteriore
    Ultima modifica di globulonero; 13-02-10 alle 14:00
    Non ti curar di lor, ma passa e sputa

  3. #3
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    nel cattolicesimo è eretico chi tra i cattolici sostiene cose diverse da quanto affermato dalla Chiesa, suprema autorità nel cattolicesimo.
    tra i camerati è eretico chi sostiene cose molto diverse dalla dottrina mussoliniana?
    bisogna capire eretico rispetto a cosa. :giagia:

  4. #4
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    nel cattolicesimo è eretico chi tra i cattolici sostiene cose diverse da quanto affermato dalla Chiesa, suprema autorità nel cattolicesimo.
    tra i camerati è eretico chi sostiene cose molto diverse dalla dottrina mussoliniana?
    bisogna capire eretico rispetto a cosa. :giagia:
    Io credo che in qualsivoglia consesso umano eretico sia colui che volontariamente afferma propositi solo per cercare , dall'interno , di svuotare il contenuto e la sostanza di un qualsiasi impianto di pensiero, con bislacche teorie e artefatte panzane creando la divisione delle schiere , per conseguire altri e vari obiettivi.

    Non è un caso che nell'iconografia cristiana il simbolo dell'eresia sia il picchio, che svuota dalla linfa l'albero.

    Pur tuttavia, dato che appunto è su questo forum che ho trovato la definizione "camerata eretico" prima di tutto sarebbe il caso di capire cosa vuol dire e cosa vogliono questi supposti "camerati eretici"
    Ultima modifica di Bernard Gui; 13-02-10 alle 14:19

  5. #5
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    Citazione Originariamente Scritto da globulonero Visualizza Messaggio
    Semplice reverendo, pretendono di essere camerati, invece sono semplicemente degli svitati
    Se fosse ancora vivo LUI, li prenderebbe a calcioni nel posteriore
    Mi ispiri simpatia e ti voglio bene ma quando si tocca il tasto religione non andiamo proprio d'accordo

    Ma LUI non aveva reso il cattolicesimo religione di Stato :mmm: ?.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Bernard Gui Visualizza Messaggio
    Io credo che in qualsivoglia consesso umano eretico sia colui che volontariamente afferma propositi solo per cercare , dall'interno , di svuotare il contenuto e la sostanza di un qualsiasi impianto di pensiero, con bislacche teorie e artefatte panzane creando la divisione delle schiere , per conseguire altri e vari obiettivi.

    Non è un caso che nell'iconografia cristiana il simbolo dell'eresia sia il picchio, che svuota dalla linfa l'albero.

    Pur tuttavia, dato che appunto è su questo forum che ho trovato la definizione "camerata eretico" prima di tutto sarebbe il caso di capire cosa vuol dire e cosa vogliono questi supposti "camerati eretici"
    ma non si tratta di dare alle parole il significato che più ci piace, il significato delle parole è quello stabilito dai dizionari.

    [e-re-Sì-a]
    Etimologia
    Dal lat. haere°si(m) nel sign. eccl., che è dal gr. háiresis 'presa, conquista', poi 'scelta' (da hairêisthai 'fare la propria scelta') e nel gr. cristiano 'eresia'
    Definizione
    s. f.
    1 dottrina contraria a una verità di fede proposta dalla chiesa cattolica come rivelata da Dio: l'eresia monofisita

    2 (estens.) affermazione o idea contrastante con le dottrine ufficiali o con l'opinione accettata comunemente

    3 (fig.) sproposito, affermazione assurda: ma non diciamo eresie! | esagerazione inaudita: una cifra così alta per quell'oggetto è un'eresia!.


    secondo il dizionario ho ragione io.
    a questo viene conseguente chiedersi quale sia la dottrina "ufficiale" del fascismo. E allora parliamone.

    COSA E' "FASCISMO"?

    Un certo pensiero in Europa tende a far coincidere il concetto di fascismo esclusivamente con il fascismo storicamente realizzato, nello specifico quello Mussoliniano, che ebbe rilievo nella prima parte del Novecento, prendendo il potere in Italia dal 1922 al 1945.
    Il termine fascismo fu inizialmente sviluppato dal regime Mussoliniano e poi da quello Franchista ma nel corso dei decenni è divenuto termine generico per indicare un tipo particolare di concezione politica. Il fascismo è in estrema sintesi una teoria filosofico-politica che si basa su alcuni principi: nazionalismo, autoritarismo, combattentismo, patriottismo, identitarismo etico, vocazione sociale per il benessere dei lavoratori (in genere tuttavia viene usato il termine fascista anche senza considerare quest'ultima caratteristica).
    Ricordiamo alcune citazioni che aiutano a comprendere degli aspetti caratteristici della concezione fascista, in questo caso coincidenti con il fascismo Mussoliniano:

    «Il Fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Parliamo schietto: Non importa se il nostro programma concreto, non è antitetico ed è piuttosto convergente con quello dei socialisti, per tutto ciò che riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro Paese. Noi agitiamo dei valori morali e tradizionali che il socialismo trascura o disprezza, ma soprattutto lo spirito fascista rifugge da tutto ciò che è ipoteca arbitraria sul misterioso futuro.»
    (Benito Mussolini, 19 agosto 1921 - Diario della Volontà)

    Fra le innumerevoli interpretazioni successive del fascismo si riportano le seguenti di Lelio Basso (1961):
    «Il fascismo è stato un fenomeno più complesso, in cui hanno confluito e si sono incontrate componenti diverse, ciascuna delle quali aveva naturalmente le sue radici nella precedente storia d'Italia per cui è assurdo parlare del fascismo come di una parentesi che bruscamente interrompe il corso della nostra storia, ma neppure si può affermare che esso sia semplicemente il logico punto d'approdo di questo corso precedente. Se il fascismo trova indubbiamente le sue origini nel nostro passato risorgimentale, se le componenti (...) sono venute maturando attraverso il tempo talché si può dire che costituiscano dei filoni ininterrotti tuttavia ciò che determinò il loro incontro in una sintesi nuova fu la guerra mondiale e la crisi del dopoguerra che, virulentando i germi preesistenti, fece esplodere in forma acuta quelle che erano state fin allora delle malattie croniche del nostro organismo. Ci sono quindi nel fascismo elementi di continuità ed elementi di novità e di rottura rispetto alla storia precedente: gli elementi di continuità sono appunto quelle malattie croniche, quegli squilibri tradizionali che in parte affondano le loro radici nei secoli passati e in parte sono un portato del processo risorgimentale, del modo cioè come l'Italia giunse ad essere uno Stato unitario e moderno, mentre l'elemento di novità è la virulentazione sopravvenuta con la guerra e il dopoguerra che, mettendo in crisi i precari equilibri precedenti, fa scoppiare tutte le contraddizioni e precipita la situazione italiana fino al punto di rottura, determinando una sintesi nuova, un equilibrio nuovo, un fenomeno nuovo che appunto s'è chiamato fascismo.»

    e quella recente (2002) dello storico Emilio Gentile:
    «un fenomeno politico moderno nazionalista rivoluzionario antiliberale antimarxista organizzato in un partito milizia con una concezione totalitaria della politica e dello Stato con un’ideologia attivistica e antiteoretica, a fondamento mitico, virilistica e antiedonistica, sacralizzata come religione laica, che afferma il primato assoluto della nazione, intesa come comunità organica etnicamente omogenea, gerarchicamente organizzata in uno Stato corporativo, con una vocazione bellicosa alla politica di grandezza, di potenza e di conquista mirante alla creazione di un nuovo ordine e di una nuova civiltà.»

    Il fascismo si percepisce come movimento nazionalista, il cui obiettivo finale è "una più grande Italia". Secondo i pensatori fascisti e lo stesso Mussolini, questo obbiettivo si inquadra in una visione della storia di tipo conflittuale, nella quale società a base più o meno nazionale si incontrano, concorrono fra loro e - se necessario - si scontrano. E - per necessità darwiniana - in questo scontro sopravvivono solo le nazioni compatte al proprio interno, da cui discende la necessità di trovare una sintesi hegeliana della lotta di classe e delle esigenze dello stato, tramite l'obbligo per ciascun cittadino (prestatore d'opera o capitalista) a concorrere ad una concordia nazionale nel nome della produzione (industriale, agricola, bellica, etc., fonte di ricchezza per l'intera comunità nazionale e di potenza per lo Stato).

    «Noi abbiamo respinto la teoria dell'uomo economico, la teoria liberale, e ci siamo inalberati tutte le volte che abbiamo sentito dire che il lavoro è una merce. L'uomo economico non esiste, esiste l'uomo integrale che è politico, che è economico, che è religioso, che è santo, che è guerriero.»
    (Benito Mussolini, Discorso del 14 novembre 1933, in "Tutti i discorsi - anno 1933")

    Fondamentalmente il fascismo rifiuta la democrazia, proprio in virtù delle consapevolezze sopra espresse. Il fascismo non si considera una "crociana" esigenza temporanea, ma un sistema politico a se stante a tutti gli effetti: la "Terza via" contrapposta tanto alla destra reazionaria quanto alla sinistra marxista.
    «Nessuno vorrà gabellare per "rivoluzionario" il complesso dei fenomeni sociali che si svolgono sotto i nostri occhi. Non è una rivoluzione quella che si attua, ma è la corsa all'abisso, al caos, alla completa dissoluzione sociale. Io sono reazionario e rivoluzionario, a seconda delle circostanze. Farei meglio a dire -se mi permettete questo termine chimico- che sono un reagente. Se il carro precipita, credo di far bene se cerco di fermarlo; se il popolo corre verso un abisso, non sono reazionario se lo fermo, anche con la violenza. Ma sono certamente rivoluzionario quando vado contro ogni superata rigidezza conservatrice o contro ogni sopraffazione libertaria. I peggiori reazionari in questo momento sono, per il Fascismo e per la storia, coloro che si dicono rivoluzionari, mentre i Fascisti, tacciati cretinamente di "reazionari", sono in realtà, coloro che eviteranno all'Italia la terribile fase di un'autentica reazione. Chiunque in Italia abbia il coraggio di fronteggiare le degenerazioni della sovversione e non, corre il pericolo di essere bollato come reazionario; ma poiché tali degenerazioni esistono e poiché il coraggio di fronteggiarle lo abbiamo dimostrato seminando anche di nostri morti le piazze d'Italia, noi abbiamo la spregiudicata disinvoltura di sorridere se ci chiamano reazionari. Io non ho paura delle parole. Se domani fosse necessario, mi proclamerei il principe dei reazionari. Per me tutte queste terminologie di destra, di sinistra, di conservatori, di aristocrazia o democrazia, sono vacue terminologie scolastiche. Servono per distinguerci qualche volta o per confonderci, spesso»

    (Benito Mussolini, dal discorso tenuto al senato il 27 novembre 1922)

    Fascismo - Wikipedia

    ----------------------------------------
    ----------------------------------------
    Ritornando sulla questione iniziale, esistono due significati di fascismo: un significato stretto e uno esteso. La questione è molto simile ad altri termini che individuano concezioni politiche: ad esempio anche col termine comunismo, si può intendere in senso lato un certo tipo di sistema sociale, oppure si può fare riferimento alla manifestazione storica più importante di questa concezione, il periodo dell’Unione Sovietica.
    Tuttavia in Occidente e soprattutto in Italia, la sinistra ed i democratici che hanno preso il potere nella seconda metà del Novecento, hanno e tuttora cercano di allontanare le idee a loro sgradite mostrificando e squalificando la teoria politica fascista: del resto la storia la scrivono i vincitori e sono i vincitori che poi determinano la nuova egemonia culturale.
    Elementi di questa visione propagandista sono per esempio il fatto che ogni volta che si parla di fascismo debbano contare solo i crimini e gli errori commessi (spesso ingigantiti) dal fascismo Mussoliniano o Franchista, mentre per i comunisti (e per gli altri) vale sempre il discorso "ma ci sono comunisti e comunisti", “ci sono democratici e democratici”, cercando quindi di tracciare una linea immaginaria tra ciò che riguarda la teoria politica e la sue infinite modalità di realizzazione storica. Con il fascismo no, non vogliono che si parli di concezione fascista come teoria politica ma semplicemente come i crimini e gli errori realizzati.
    Senza considerare la solita enorme ipocrisia sul fatto che la democrazia è migliore perché si è tutti liberi ed uguali: nei regimi democratici la legge consente di essere solo democratici; sono ammesse varie visioni politiche ma sempre e solo che si rifanno al pensiero democratico, gli altri sono fuorilegge perché sovvertono l'ordine dello Stato. Allo stesso modo nei regimi fascisti la legge consente di essere solo fascisti; si possono avere diverse visioni politiche ma che si rifanno al pensiero fascista.
    Dove sta dunque tutta questa enorme differenza? Il fascismo è più autoritario e allora?
    La verità è quindi che il fascismo è una teoria politica che può determinare infinite modalità di realizzazione di se stessa, cosi come tra i democratici ci possono essere numerosi punti di vista e allo stesso modo tra i comunisti.
    In Europa la sinistra ha cercato e cerca di attuare un vero e proprio lavaggio del cervello, teso a tappare la bocca ai propri avversari in maniera subdola e ipocrita. Una grande differenza tra fascisti e sinistra è proprio questa, l’ipocrisia: il fascista dice chiaramente che nel fascismo solo i fascisti hanno piena libertà di discutere e partecipare alla vita politica, mentre la sinistra interpreta la parte dei paladini dell’uguaglianza e delle libertà ma poi sono i primi a dire che i fascisti non hanno piena libertà di discutere e partecipare alla vita politica, per non parlare degli atteggiamenti di persecuzione "antifascista" verso chiunque non la pensa in linea con loro.
    Tra i fascisti difatti non ho mai trovato due persone che la pensassero allo stesso modo sul come intendere il fascismo: c’è chi sostiene un regime laico e chi un regime teocratico, chi vuole un fascismo ad economia capitalista e chi vuole le corporazioni, chi vuole un fascismo basato sull'individualismo e chi invece preferisce un fascismo collettivista simile al leninismo-stalinismo, chi preferisce un fascismo come autoritarismo della maggioranza popolare oppure chi preferisce un fascismo come autoritarismo di una elite di migliori, chi vuole un fascismo razzista e chi invece non lo vuole, chi si dichiara Mussoliniano e chi invece ritiene Mussolini una persona che ha fatto troppi errori, chi sostiene l’autoritarismo e chi il totalitarismo, eccetera.
    Come dicevo, l'unica vera differenza certa con la democrazia è solo nell'aspetto autoritario più accentuato.
    Nel suo significato esteso ci sono stati e ci sono innumerevoli regimi ispirantisi alla concezione fascista, solo per citare alcuni esempi: l’Impero Romano, la Russia Zarista, lo Stato Pontificio, la Spagna di Franco, il Cile di Pinochet, il Venezuela di Chavez, l’Iraq di Saddam Hussein, l’Iran di Ahmadinejad, e persino è possibile definire fascisti la Francia di De Gaulle e gli Usa di Mc Carty.
    A riguardo di Mc Carty, sui quali molti probabilmente avranno storto il naso a vederlo considerato fascista, ricordiamo questa considerazione di Eleanor Roosevelt sul Maccartismo:
    «È stata una vera e propria ondata di fascismo, la più violenta e dannosa che questo paese abbia mai avuto.»
    Maccartismo - Wikipedia
    Addirittura non è infrequente trovare alcuni capi di regimi comunisti, come Lenin, Stalin o Mao definiti anche come “fascisti rossi”.
    Tutti sono esponenti di regimi autoritari molto diversi ma che hanno una stessa radice ideologica: la concezione autoritaria, identitaria, patriottica e nazionalista dello Stato.
    Il fascismo non è una tirannia personalista di uno su tutti. Il fascismo è un sistema autoritario che ha spesso sistemi collegiali per le decisioni, per la selezione dei capi, sistemi di considerazione della volontà popolare, come anche le elezioni a suffragio universale.
    Nel caso del fascismo di Mussolini per esempio, il Duce ebbe un consenso documentato indiscutibile, provato da trasversali prove storiche, della larga maggioranza degli Italiani al punto che, dopo il 1948, il nuovo regime liberaldemocratico-sinistrorso ha dovuto stabilire leggi antifasciste, perché sapeva benissimo che il popolo era in larga parte ancora fascista, sebbene magari non sostenesse più Mussolini.
    Senza l'invasione angloamericana, in Italia il fascismo sarebbe continuato ma molto probabilmente ci sarebbe stato un successore di Mussolini, un nuovo Duce che avrebbe determinato un nuovo indirizzo politico al fascismo italiano. Esattamente come in Urss si sono succeduti vari leader, vari Duci, che ogni volta hanno cambiato in poco o in tanto l'indirizzo politico del comunismo russo.
    Attualmente, per evitare equivoci e non rischiare di farsi identificare erroneamente come sostenitori del Ventennio Mussoliniano, si preferisce usare altre etichette, come "nazionalisti autoritari e identitari" ma ciò non cambia che la concezione sia appunto fascista.
    La sinistra europea e Occidentale spesso cerca di giocare sul significato dei termini: in certi casi vuol far credere che "fascismo" voglia intendere semplicemente il fascismo Mussoliniano realizzato e quindi cercano di far credere che tutti coloro che si dicono fascisti devono necessariamente sostenere per filo e per segno quanto è stato il regime Mussoliniano. In altri casi usa il termine esteso di fascismo, quando ad esempio accusa di fascismo leader di destra avversari, che non hanno nulla a che vedere con le idee realizzate nel Ventennio; insomma tanta furbizia ed ipocrisia solo per poter tappare la bocca agli avversari in nome delle leggi di reato di apologia di fascismo.
    Ultima modifica di Odissea; 13-02-10 alle 14:31

  7. #7
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Bernard Gui Visualizza Messaggio

    Pur tuttavia, dato che appunto è su questo forum che ho trovato la definizione "camerata eretico" prima di tutto sarebbe il caso di capire cosa vuol dire e cosa vogliono questi supposti "camerati eretici"
    Fondamentalmente significa essere omosessuali, in senso materiale e metafisico, tutto il resto è conseguenza.
    Ultima modifica di Martesano; 13-02-10 alle 14:27

  8. #8
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    In pratica, l'emblema del "cameratta eretico" è Gianfranco Fini
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  9. #9
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    Citazione Originariamente Scritto da Odissea Visualizza Messaggio
    ma non si tratta di dare alle parole il significato che più ci piace, il significato delle parole è quello stabilito dai dizionari.


    secondo il dizionario ho ragione io.
    a questo viene conseguente chiedersi quale sia la dottrina "ufficiale" del fascismo. E allora parliamone.
    Figliolo!
    Il dizionario ce l'ho anche io a casa!
    La mia interpretazione del termine, dato che la duttilità di una lingua, fa si che per essere viva, il termine, in funzione del senso della frase , possa adattarsi, in questo caso non vede nell'eretico la funzione religiosa, ma bensì quella più ampia adattata non ad uno schema di pensiero religioso (per cui vanno bene le tue definizioni) ma quelle, appunto , in relazione ad un impianto ideologico.
    Cerca di essere più elastico nei tuoi pensieri, il dizionario da i significati delle parole, non dei pensieri!
    "Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi " - Arnaud Amaury

  10. #10
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    Predefinito Rif: Un camerata può essere "eretico" ?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    In pratica, l'emblema del "cameratta eretico" è Gianfranco Fini
    Non scherziamo per favore, Fini è eterosessuale.

 

 
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