Mi scuso se fosse stato già postato...![]()
http://cblog.thule-italia.org/
An e Fiamma, due strade parallele. Il dialogo è possibile
di LUCA ROMAGNOLI*
Il 26 dicembre di sessantanni fa non erano ancora rimarginate le ferite della guerra civile. Alcuni, che della vicenda bellica e politica del fascismo erano stati, a più e vario titolo, attori, costituirono il Mo*vimento Sociale Italiano. Quel Partito che per de*cenni avrebbe rappresentato l'evoluzione e la con*tinuità delle tante prospettive riassunte dal movi*mento fascista, senza rinnegare né restaurare. Troppo spesso l'Msi fu confinato e stereotipato co*me il partito della protesta. Dodicianni fa, poi, la lquidazione del Msi e il sorgere di Alleanza naziona*le doveva servire, per alcuni, a recuperare al dibat*tito politico nazionale un consistente soggetto poli*tico, uscito pressoché indenne dalla liquidazione
delle ideologie e dalle vicende di tangentopoli. Così non fu.
Oggi si discute delle prospettive della destra, ma cos'è questa destra? È radicale? Rivoluzionaria? Reazionaria?E Alleanza Nazionale,che del simbolo originale del Msi fregia ancora il suo marchio, è stata ed è la continuità di quel partito?A mio giudizio Gianfranco Fini lo ha condotto nell'esatta direzione che volevano quanti archiviarono l'Msi, get*tandone alle ortiche le linee di vetta del progetto d'orìgine:Stato nazionale del lavoro,partecipazio-ne e socializzazione, "terza via" tra capitalismo di allora, oggi liberismo e comunismo. Questa era ed è la missione, quasi mistica, di quanti hanno inteso fare nel secondo dopoguerra la scelta più difficile: lottare democraticamente sotto le insegne del Msi.
Nel 1995 la maggioranza dell'allora Msi intese cambiare strada, cercare ulteriori successi elettora*li, non attraverso semplici rinunce formali. Mi do*mando: quanti credono che per affermare le idee cui si è accennato servano orbace e retorica nostal*gica? Sparute minoranze. L'obiettivo reale era il cambiamento delle finalità organiche del Partito, non più socializzatore e partecipativo,ma liberale e liberista. Non più in nome dell'interesse nazionale o tutto al più della civiltà europea, ma della globalizzazione e degli interessi transnazionali. Rispet*tiamo, oggi sì, perché sono passati anni sufficienti per accettare che la retorica del rinnegare è stantia e politicamente assurda, quanti hanno fatto la scelta di archiviare l'esperienza e gli obiettivi del Msi. Ri*vendichiamo però, come rivendicammo nel 1995,quell'eredità, e siamo fieri di affermarne validità e prospettiva. Riteniamo che An debba completare non lo strappo formale che altro ancora?Non sarà certo un simbolo che stravolgerà l'essenza, che or*mai non c'è più da oltre un decennio -, ma il conso*lidamento del suo originale progetto: partito con*servatore di destra liberale e, quindi, affatto sociale. Chi non vuole o non sa seguire Fini su questa stra*da, o non ha capito cosa ha fatto in An dal 1995 ad oggi, oppure ha una serìa incapacità nel comprendere cosa vuoi fare da grande. Per noi, i missini della Fiamma Tricolore, noi i continuisti, quelli del senza "se"e senza "ma", la sfida del Msi era ed è at*tuale. Non per testardaggine e orgoglio, ma per convinzione rivoluzionaria di servire un interesse superiore, quello della comunità di popolo. Per questo rivendichiamo identità e socialità del Msi.
* Segretario nazionale Fiamma Tricolore
[ liberamente tratto da Libero del 24 dic 2006 ]




Rispondi Citando
