Storace ad Affari: "Ho il timore che si voglia fare di An un comitato elettorale. Azzerare ogni disaccordo non è democratico..."
Martedí 26.12.2006 150
"Ho il timore che si voglia fare di An un comitato elettorale fino a quando serve". Lo afferma ad AffariFrancesco Storace, senatore di Alleanza Nazionale e capo dell'ala minoritaria del partito, convinto che la fondazione Farefuturo, appena costituita da Gianfranco Fini, sia un viatico per sostenere la sua futura leadership della CdL. A tal proposito dichiara: "Vorrei che Fini diventasse il leader della Casa delle Libertà. Però prima di candidarsi ad essere il traino della coalizione di Centrodestra, deve rendersi riconoscibile come leader di destra appunto. Senza accantonare l'identità. Un ragione di più per andare a congresso subito". E sulla vicenda Santanchè: "Non si può considerare minoranza anche un bisbiglio. Azzerare ogni minimo disaccordo non è democratico".
Senatore, in un'intervista ad Affari l'on. Gasparri ha affermato che non c'è una relazione strategica tra la fondazione voluta da Fini e il partito. E' d'accordo?
"Spero che l'amico Gasparri abbia ragione ma temo che la questione sia più profonda. C'è una singolare coincidenza con il fatto che Fini in persona abbia speso il proprio nome, firmando un editoriale a tal proposito sul Secolo d'Italia".
Quale obiettivo c'è dietro FareFuturo?
"Ho il timore che si voglia fare di An un comitato elettorale fino a quando serve".
Un comitato per la candidatura di Fini a futuro leader del Centrodestra? Lei sarebbe d'accordo con questa ipotesi?
"Vorrei che Fini diventasse il leader della Casa delle Libertà. Però, prima di candidarsi ad essere il traino della coalizione di Centrodestra, deve rendersi riconoscibile come leader di destra appunto. Senza accantonare l'identità. Quando mi sono candidato alla presidenza della Regione Lazio ero riconoscibilissimo come uomo politico di destra. Per questo occorre un congresso subito. Fini si faccia riconfermare senza mimetizzarsi".
Però Fini ha detto che per il momento di congresso non se ne parla...
"Non lo può decidere lui così come non lo posso decidere io. E' scritto nello statuto. Non avrebbe avuto senso, allora, riconoscere l'esistenza di una minoranza all'interno del partito. Sarebbe un riconoscimento solo a parole. Non si capisce altrimenti quale dovrebbe essere il ruolo della minoranza e quale il luogo in cui riuscirebbe a trovare una sua rappresentanza. Ancora prima non si capisce a quale concetto di minoranza ci si riferisce".
Che cosa intende?
"Non credo che possa essere considerata minoranza anche un bisbiglio. L'esperienza dell'on. Santanchè lo dimostra".
Perché Fini ha deciso di azzerare il Dipartimento Pari Opportunità guidato dalla Santanchè?
"Questo bisognerebbe chiederlo a lui. Di certo Daniela Santanchè non può essere ascritta alla minoranza. All'assemblea nazionale ha votato a favore della relazione di Fini. Fini ha commesso un errore. E mi limito a parlare di errore. Così si azzera l'opinione divergente, anche il minimo disaccordo. Credo che un partito non si gestisca in questa maniera se si è democratici".
Un altro punto forte di disaccordo tra voi è la possibilità di entrare nel Partito Popolare Europeo...
"Io non sono un negazionista del dinamismo della politica ma, mi chiedo, quanta destra c'è nel Partito Popolare Europeo? Perché Alleanza Nazionale, che è un partito di destra, dovrebbe entrare nel PPE se Martens, che ne è il presidente, in Italia sarebbe stato un esponente del Centrosinistra? E questo lo ha detto Fini".
A proposito del futuro del Centrodestra, come valuta le mosse di Casini? L'Udc deve rimanere nella coalizione o è meglio lasciarlo andare?
"Se l'Udc non starà nel Centrodestra, allora prepariamoci a prenotare piazza San Giovanni per i prossimi dieci anni. Ma non è questo che vuole il nostro elettorato. Dobbiamo tornare al governo".
Patrizia Notarnicola




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