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  1. #1
    Cuore Nero
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    Predefinito abolire la tassa di ricarica sui cellulare

    Dal blog di Beppe Grillo: Un cittadino italiano ha finalmentedeciso che gli fa troppo male Pagare la tassa di ricarica suicellulari e ha chiesto alla Commissione Europea l'abolizione deicosti di ricarica che esiste """solo""" in Italia. Una di tanteinnovazioni che ci rende (inconsapevol mente) poveri. Lo hanno preso sul serio e la Commissione Europea ha contattato L'Authority, bastano 800.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sullaRicarica. Firmate la petizione! Cogliamo questa opportunità efacciamone un'arma, anche per altre Piccole battaglie. Andate al link e sottoscrivete, è un vostro dovere !!!

    http://www.petitiononline.com/costid...tion-sign.html

    PS: per favore,fatela girare, questa e' seria...

  2. #2
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    Predefinito

    speriamo che venga abolita

  3. #3
    elettrica
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    Predefinito

    TELEFONINI D' ORO

    Troppo care le ricariche dei cellulari

    Authority e Antitrust accusano

    Quella piccola tassa che paghiamo ai gestori telefonici ogni volta che acquistiamo una ricarica per il nostro cellulare costa troppo. Lo hanno detto l'Autorità per le Comunicazioni e l'Antitrust, che bocciano quei costi, applicati soltanto in Italia.

    ROMA - 15 novembre 2006 - Quella piccola tassa che paghiamo ai gestori telefonici ogni volta che acquistiamo una ricarica per il nostro cellulare costa troppo. Lo hanno detto l'Autorità per le Comunicazioni e l'Antitrust, che bocciano quei costi, applicati soltanto in Italia. Le Autorità, come scrive la "Repubblica", ipotizzano la possibilità di cancellare questo costo fisso, da cui i gestori incassano 1,7 miliardi all'anno. I ricavi dovuti proprio a questo aggravio sono saliti negli ultimi tre anni del 30,2%. E a fare le spese di questo costo aggiuntivo sono soprattutto le fasce deboli, visto che i 5 euro di ricarica valgono tanto per i 50 euro dello studente quanto per i 250 euro del manager. Ancora peggio va a chi compra le ricariche mini, quelle che comprendono tre euro di telefonate e un euro di costo. Chi ricarica il telefono con 250 euro spendendone 5 di "tassa" versa soltanto il 2% in più, chi si ferma a tre euro più uno versa addirittura il 33% in più per questo costo "fittizio". E quello che sottolineano le due Authority è anche il fatto che solo in Italia siamo costretti a pagare questa gabella aggiuntiva. Così, nel documento redatto per segnalare questa situazione, si arriva a ipotizzare addirittura la cancellazione di questo costo. Inoltre, se guaridamo agli ultimi sconti sui costi di ricarica lanciati in questi ultimi tempi da alcuni operatori, si nota che vanno ad agevolare soprattutto chi spende tanto, quindi ancora una volta i ricchi. Tutte situazioni che vengono rimarcate da Antitrust e Authority per sottolineare le anomalie del caso italiano. Non convince l'arringa di difesa di Tim, Vodafone, Wind e Tre, che hanno ricordato che il servizio di ricarica a loro costa, in quanto devono pagare sia l'edicolante che vende le loro tessere, sia le banche che vendono il traffico telefonico via bancomat. Ma i costi arrivano a 769 milioni, molto meno dei ricavi effettivi. E ancora, resta il fatto che le ricariche vengono pagate in anticipo, assicurando quindi un certo vantaggio finanziario ai gestori.

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Due strade, un obiettivo: eliminare lo scalino

    Previste regole vincolanti anche sulla comunicazione delle tariffe

    Le nuove norme sulle ricariche dei cellulari saranno varate con un provvedimento dell'Authority; in alternativa con ddl del governo


    ROMA - Sarà l'Autorità garante per le telecomunicazioni a proporre un provvedimento per la riduzione dei costi di ricarica per la telefonia cellulare. Ma se la stessa Authority non fosse in grado di individuare una soluzione condivisa per il superamento del problema, della questione si farà carico direttamente il governo con un disegno di legge che sarà poi vagliato dal Parlamento. È quanto emerso oggi dopo che martedì sera, nel corso di Ballarò, il ministro Pierluigi Bersani aveva anticipato l'intenzione dell'esecutivo di porre rimedio a quella che considera una «tassa ridistributiva a rovescio» perché di fatto, con il meccanismo del costo fisso di ricarica indipendentemente dal taglio della ricarica acquistata - penalizza chi consuma meno.

    «TASSA A ROVESCIO» - «E' un meccanismo che va eliminato» aveva spiegato Bersani durante la trasmissione di Giovanni Floris. Lo stesso ministro ha poi precisato che le autorithy coinvolte - ovvero il garante per le comunicazioni e l'Antitrust - stanno valutando se hanno la possibilità di apportare correzioni. «Altrimenti - ha detto il responsabile dello Sviluppo economico - proporremo al Parlamento una norma, all'interno del prossimo pacchetto sulle liberializzazioni, che superi questa tassa ridistributiva a rovescio che colpisce soprattutto i giovani. Fosse per me - ha aggiunto il ministro - un provvedimento del genere lo farei subito, anzi ieri. Ma tali misure vanno vagliate dalle Camere».

    «ANOMALIA ITALIANA» - La stessa Authority aveva avuto modo di definire una «anomalia italiana» il meccanismo di ricarica, con il suo «scalino» di 5 euro che penalizza il consumatore in maniera inversamente proporzionale al costo della ricarica. E proprio il suo superamento è considerato uno dei punti essenziali delle nuove norme, assieme all'imposizione ai gestori di maggiore trasparenza nella comunicazione di costi e tariffe. Già lo scorso novembre il presidente dell'autorità garante, Corrado Calabrò, aveva annunciato il varo di «regole vincolanti». Il provvedimento dovrebbe essere varato a giorni e publicato sia sulla gazzetta ufficiale sia sul sito web dell'Authority. Una volta pubblicato sarà in consultazione pubblica per 30 giorni e in questo intervallo aziende e consumatori potranno presentare le proprie osservazioni. Passati i 30 giorni, il provvedimento sarà votato dal consiglio dei ministri.

    10 gennaio 2007

 

 

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