Figo: «Inter, lasciamoci alla grande»
«Il mio non è un addio a questa squadra, ma al calcio ad alti livelli. Sarò ancora più convinto di far bene se vincerò qualcos'altro: chiudere così sarebbe il massimo».
Perché, Figo?
«Perché arriva un momento in cui si sente di voler smettere con il calcio ad alto livello: per me è arrivato quel momento».
Sicuro che questo sia il momento giusto?
«Penso proprio di sì. E ne sarò ancora più convinto se vincerò qualcosa, il più possibile, con l'Inter».
Quando ha preso questa decisione?
«Quando mi sono accorto — più di una volta — di non essere contento per come andavano le cose a livello personale. Di non contare più per quanto avrei voluto. E quando è cresciuto il desiderio della mia famiglia di trasferirsi definitivamente a Madrid, dove abbiamo deciso di vivere».
Ha detto «non contare»: intende non giocare le partite che contano?
«Anzitutto quello, e nei mesi scorsi mi è successo quasi sempre. Io ho bisogno di sentirmi importante: sono fatto così, e non posso cambiare a 34 anni. Come non cambia il mio rispetto per le decisioni dell'allenatore, che io sia d'accordo o meno. E' vero, mi sono arrabbiato. Però i calciatori sono egoisti, ognuno di noi pensa sempre che potrebbe giocare di più. Come Mancini pensa di prendere le decisioni migliori: i risultati gli stanno dando ragione».
A volte avrebbe potuto decidere o comportarsi diversamente con lei?
«Forse sì, ma questo è quello che penso io. E soprattutto sono cose passate: ora bisogna guardare avanti».
Moratti ha detto che, se ci ripensa, per lei un contratto è sempre pronto.
«L'ha detto anche a me... Io e Moratti parliamo spesso. Solo lui sapeva dell'Al Ittihad e ha sempre saputo tutto, per primo: le mie riflessioni, la mia decisione».
Irrevocabile?
«Io non ho deciso di lasciare l'Inter: ho deciso di lasciare il grande calcio. Se avessi scelto di continuare a giocare ad alti livelli, non lo avrei fatto neanche con lo Sporting Lisbona: l'ultima mia maglia nel calcio che conta dev'essere quella dell'Inter».
C'è stata la possibilità, o la sua volontà, di andarsene dall'Inter già adesso?
«Le rispondo così: l'affetto e la stima che ho per Moratti e la voglia che ho di vincere con l'Inter, alla fine hanno prevalso su tutto il resto».
Hanno spinto soprattutto con i soldi: Figo mercenario, si è detto.
«La gente ama parlare, io invece amo parlare molto poco: mi interessa solo il ricordo che lascerò alle persone a cui tengo e alla gente dell'Inter. E grazie a Dio, ho guadagnato abbastanza per non aver bisogno di un ultimo contratto».
Fonte: Gazzetta dello Sport