In Somalia si sta consumando un’ennesima vittoria della democrazia e di quelli che Tony Blair definisce , in un’intera pagina sul Corriere della Sera, sempre meno giornale e sempre più megafono, i “valori occidentali”.

A vincere, con una “strepitosa” avanzata in territorio somalo è ovviamente l’esercito etiope sostenuto da Washngton. Dalla capitale Addis Abeba, il governo locale ( e dittatoriale) ha definito la guerra come atto di legittima difesa.

Aveva dunque la Somalia attaccato l’Etiopia? Nemmeno per idea. Ma neanche l’Iraq aveva attaccato gli Stati Uniti, ma è chiaro a tutti che gli USA, più deboli e intimoriti avevano dovuto occupare l’Iraq. 650.000 iracheni sono stati ammazzati da allora, per legittima difesa ovviamente, ma Saddam sarà finalmente impiccato.

Neanche il Libano aveva attaccato Israele, ma lo pensava e l’esercito ebraico , dotato solo di poche centiniaia di testate atomiche illegali, minacciato nella sua sopravvivenza, si è debolmente difeso, come tutti sanno.

Gli americani avevano già tentato di occupare la Somalia per imporvi i valori occidentali alla Tony Blair , ma la sorprendente resistenza dei somali li aveva costretti a tornare a casa con la coda fra le gambe. Non che ovviamente la Somalia potesse battere gli USA, ma non avendo petrolio non rendeva una costosa occupazione. Ma ora, grazie all’Etiopia, la Somalia potrà essere sistemata.

Ecco cosa ne dice Maurizio Blondet, sempre informato e brillante commentatore dei fatti nascosti dell’Occidente liberale, democratico e pacifista:





“L’Etiopia annuncia: abbiamo «spaccato la schiena» alle Corti islamiche.


Il dittatore di Addis Abeba governa su un Paese il cui prodotto lordo pro capite è sui 439 dollari l’anno, poco più di un dollaro al giorno ed ha spaccato la schiena ai governanti di un Paese il cui PIL si aggira sul mezzo dollaro a testa.


E il peggio è che l’Etiopia ha attaccato su mandato di Washington, da cui riceve aiuti sostanziali in armi.


Ha un esercito di 150 mila uomini sperimentati (dalla trentennale guerra con l’Eritrea) che ha lanciato contro un’accolita di forse diecimila guerriglieri male armati.


Un «intervento di auto-difesa», dice Addis Abeba: evidentemente ha imparato la terminologia da Israele (che aggredisce «per autodifesa»), e dai suoi consiglieri militari.


In difesa, aggiunge, del «governo legittimo» somalo, un governo che nessuno in Somalia vuole, ma che ha l’appoggio della ben nota «comunità internazionale»: quella stessa che sostiene il «legittimo» governo Siniora in Libano, il fantoccio Karzai in Afghanistan, il ridicolo regime collaborazionista in Iraq.


L’Occidente sionista, insomma, il promotore della democrazia globale dettata dall’alto.








Il fatto è che i somali hanno scelto un loro governo: è quello delle Corti islamiche.


I saggi islamisti somali hanno messo fine a decenni di caos, insicurezza, scontri ripugnanti tra signorotti della guerra, criminali comuni più che politici, con le loro bande di persecutori e taglieggiatori.


Le Corti islamiche hanno portato una qualche misura di pace e di giustizia.


Sono - come è spesso l’Islam nel «buco nero» disperante che si chiama Africa - una realtà civilizzatrice.


Dicono che sono i Talebani di Somalia.


Sono fondamentalisti, ma a differenza dei Talebani - importati dal Pakistan - questi sono somali, nati e cresciuti in Somalia.


E’ un regime nazionale che non deve niente alle potenze straniere.


La propaganda noachica dice, ovviamente, che sono sostenuti da «Al Qaeda».


Quella Al Qaeda che in Iraq non alza un dito contro l’invasore, ma massacra a centinaia gli sciiti?


Quella che appare a scadenza regolare quando serve a Bush, in video accuratamente Made in Usa?


Il fatto è che la «vittoria» etiopica promette di essere simile alla «vittoria» del cosiddetto Occidente in Afghanistan.


Là i Talebani sono alla riscossa ed avanzano.


Per le Corti islamiche, la guerra è solo cominciata.


L’Eiopia, ubbidiente, s’è cacciata nel prossimo pantano di tipo iracheno.




Il sostegno reale della popolazione per il regime musulmano assicura decenni di guerriglia e infinite sofferenze per una popolazione sempre sull’orlo della denutrizione e della miseria.

Non solo quella somala.

Metà della popolazione etiopica è sotto il pur minimo «livello» della povertà del Paese.Che l’Etiopia possa occupare stabilmente la Somalia - terreno difficile, vastissimo ed infido, semi-desertico - è escluso.

«E’ una vittoria limitata, non si può immaginare quale obbiettivo concreto abbia», ha detto anche David Shinn, ex ambasciatore americano ad Addis Abeba.


L’obbiettivo in realtà è quello ordinato dall’asse americano israeliano, «contenere l’avanzata dell’islamismo nel Corno d’Africa».


A questo scopo il Pentagono ha stanziato almeno 1.500 uomini a Gibuti dal 2002 e numerosi consiglieri militari e fornitori di intelligence ad Addis Abeba.


Ma sarà una vittoria di Pirro. (1)


L’evidente sostegno americano agli etiopici è per sé una propaganda a favore dell’islamismo militante nell’area.”




Ora, se l’Iran desse vita anche ad una modesta sparatoria con un qualche paese vicino,israeliani, fantocci europei e americani si straccerebbero le vesti gridando al nuovo Füher iraniano, spietato aggressore. I giornali e i giornalai urlerebbero di sdegno. Una guerra atomica sarebbe vicina.

Ma ad attaccare è un amico degli americani, allora lo fa in nome di principi condivisibili e condivisi. Non sarà impiccato nella future Norimberga. A meno che qualcuno prima non impicchi Bush, Olmert e i loro complici e alleati come criminali di guerra. E’ solo una questione di prospettiva.

Ricapitolando gli immortali principi.

Ci sono dittatori filo americani ( buoni) e anti americani ( da abbattere)

Israele ha atomiche illegali e nessuna sanzione ONU

L'Iran vuole centrali atomiche (legali e pereviste dai trattati internazionali) e viene sanzionato dall'ONU (per atomiche che non ha.)

L'Iraq di Saddam invade l'Iran ( nemico degli USA) e viene aiutato

L'Iraq di Saddam invade il Kuwait ( amico degli USA) e viene massacrato

L'Etiopia invade la Somalia ( nemica degli USA) e viene aiutata ( senza neppure mezza sanzione)

Potremmo continuare ma se qualcuno non ha ancora capito ed è in buona fede allora deve avere il quoziente intellettuale medio degli americani