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    Predefinito La sinistra vuole la dittatura!

    tratto da La Voce Repubblicana domani in edicola



    La sinistra vuole la dittatura!

    Fa un certo effetto leggere, dopo anni in cui si accusava Berlusconi di volere un regime e di instaurare una dittatura, di eminenti editorialisti vicini al centrosinistra che consigliano a Prodi di assumere i panni del dittatore. Come ha scritto Eugenio Scalfari su "Repubblica" di mercoledì, di “dittatore di salute pubblica”. E subito è un coro di consensi. Bocca lo si può capire, Foa lascia perplessi, e perfino Salvati, che la ritiene una “esagerazione”, ma pur sempre “efficace”. Scalfari ha scomodato precedenti illustri: “Nell’antica Roma era prassi legale quando bisognava risolvere problemi gravi ed urgenti. Durava sei mesi, massimo un anno non rinnovabile. L’errore di Cesare fu di chiederlo e ottenerlo a vita”. Un salto siderale nella storia che appare stordente. Cerchiamo allora di ragionare. E’ vero: la Repubblica (romana) quand’era minacciata, ricorreva alla dittatura. Cincinnato, ad esempio, che poi tornò al suo aratro. Ma qui chi minaccia la Repubblica? Forse i barbari che scendono in piazza contro la legge Finanziaria? Difficile una situazione del genere nell’antica Roma, dove la minaccia era rappresentata dall’esterno, ed il Senato si sforzava di interpretare i bisogni dei cittadini, non di contraddirli. E’ chiaro allora - e Scalfari non ne fa questione - che la minaccia alla stabilità è tutta interna, dovuta allo stato conflittuale che agita la coalizione. Come scrive Salvati, “non è possibile andare avanti con un ministro che dice una cosa e l’altro che lo contraddice”, una prassi comune del governo, per la verità. D’altra parte, va dato atto al presidente Prodi di essersi posto il problema fin dalla campagna elettorale, quando in una conferenza stampa disse che si doveva discutere finché si poteva, ma che era chiaro che ad un dato momento sarebbe spettato a lui - in qualità di presidente del Consiglio - di prendere le decisioni, e agli altri di “ubbidire”. Questo il termine usato. Apriti cielo. La reazione di Bertinotti non fu, diciamo, molto accondiscendente. Se adesso lo è diventata, se Rifondazione è pronta ad ubbidire, è una novità di cui si può prendere atto volentieri. Ma Prodi si limitava a pensare ad un premierato forte, non ad una dittatura. Le parole non sono casuali. Scalfari chiede la dittatura “per salvare la res publica dallo sfarinamento e dal dominio delle lobby”. Benissimo. Poi aggiunge che occorre anche “il ridimensionamento del clan prodiano che ha procurato più danni che vantaggi”. Strana chiosa. I partiti e le lobby minacciano la res publica ed anche il clan personale del futuro dittatore. E quando mai un dittatore non ha un clan personale - visto che non ha un partito che lo sostiene - un clan che chiede più potere? Come fa Scalfari ad immaginare un dittatore che esercita il suo potere senza nessuno che lo sostenga? Una tale contraddizione dovrebbe essere sufficiente a far cadere una tale ipotesi e a rivelarne l'inconsistenza. Quali poteri demiurgici si riconoscono mai a Prodi per riuscire in una tale impresa? Noi temiamo che qualcuno abbia perso la testa. Anche perché Prodi, lo dice Scalfari, non è Cesare, piuttosto, scrive, “dà l’immagine di un curato di campagna”. E allora, ci perdoni Scalfari, ma come può un curato di campagna assumere il ruolo di un dittatore? Non vorremmo che da una parte si sottovalutasse Prodi e dall’altra lo si sopravvalutasse, per cui egli non ha il carisma del dittatore ma deve esercitarne il mandato - e deve esercitarlo non solo contro i partiti che lo sostengono e lo imprigionano, ma anche contro il suo clan. Ma nemmeno Bonaparte fu capace di tanto e, se Prodi non è Cesare, tantomeno è Bonaparte. Tutto è talmente confuso che crediamo finisca e cada da sé, e che ci si misuri realisticamente con i problemi di una coalizione divisa ed ingovernabile. Il nostro timore è che, incominciando ad invocare la figura di un dittatore, un dittatore vero si possa alla fine far arrivare. E questo, state certi, che del parroco di campagna avrà ben poco.

  2. #2
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    La sinistruzza "intellettuale" italica è sostanzialmente illiberale, non è una novità. Il suo disprezzo per il "popolo bue", per le classi lavoratrici (a cui chiede il consenso, il voto....) appare ormai evidente, visto che non viene più neppure mascherato dalle costruzioni ideologiche del "marxismo-leninismo" ortodosso o dell'azionismo resistenzial-social-pseudoliberale.
    Eugenio Scalfari ha iniziato la sua carriera di scribacchino nella redazione di "Roma Fascista", negli anni cinquanta su "l'Espresso" profetizzava sulla fine del libero mercato e sul prossimo trionfo dell'economia pianificata collettivista; è stato nel PSI quando era un partito di ispirazione marxista, ha abbandonato il PSI quando i cattivi quarantenni hanno cercato di liberalizzare un tantino il partito e di portarlo su posizioni più moderne e meno ideologiche; per questo ha combattuto mortalmente Craxi su questioni tutt'altro che morali (sì però tartufesche). Giorgio Bocca fu autore di articoli filo-nazisti e antisemiti su la "Provincia Granda", pubblicati non molto tempo prima della caduta del Regime, dopo la quale improvvisamente si scoprì antifascista e "salì in montagna" a fare il "partigiano". Ha scritto nei primi anni novanta libelli sui meridionali di tal fatta da far impallidire Borghezio e il senatore Boso. La democrazia liberale per lui, in fondo, è solo quella di Robespierre, Marat, delle ghigliottine, delle gogne pubbliche, del moralismo "falso e cortese" da "piemontese" scontroso e lontano da ogni autentica sensibilità democratica moderna.
    Quanto alla natura della "dittatura" invocata da siffatti "soloni" dell'intellighentsia sinistroide, bhe potrei suggerire a cotanti "intellettuali" di rileggersi per bene le opere di Carl Schmitt, il filosofo del diritto della destra clerico-fascista tedesca. Sulla "dittatura" scrisse anche un'opera, ove insistette sulla distinzione fra "dittatura sovrana" e "dittatura commissaria".
    Ma che Scalfari, Bocca e compagnia danzante capiscano, però, davvero una riga, che è una riga, del pensiero di Schmitt è davvero da escludersi non sarebbero ex (?) fascisti diventati sinistruzzi radicalchic (con la costante dell'assoluta estraneità alla cultura della democrazia liberale).
    In ogni caso questi signori invocano la "dittatura" alla Roman[o] per proteggere la "salute pubblica"........dai "barbari "che sono nella stessa maggioranza, nello stesso governo che sostengono. Una "dittatura" contro la litigiosità e l'incocludenza della "coalizione" che ha la maggioranza parlamentare (ma sicuramente non più quella del paese). Una provocazione "intellettuale" e iperbolica...assai infelice e sciocca, che denuncia da un lato quanto la sinistruzza stia sgovernando agli occhi dei suoi stessi "grandi elettori", e dell'altro di quanto questi "grandi elettori" siano, in ultima analisi, ben peggiori dei loro stessi eletti. Sul piano intellettuale, intellettivo, culturale, etico........e della comunicazione.

    Saluti liberali

  3. #3
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    Straordinario dubbio. Ci siamo persi l'occasione della dittatura illuminata col governo precedente (e sì che molti tentativi sono stati pur fatti) ed adesso siamo qui a discutere dell'eventualità che un 'curato di campagna' possa metterci la zampata catartica. E' vero che il dna dell'italiota medio richiede altro che dittature illuminate. Meglio il manganello punitore cui anelavano tutte le Magde e le Magdalene d'Italia, e 'principiavano desiderare invulvarselo' (Gadda, Eros e Priapo). Ce lo vedete voi il 'curato' dotato di manganello punitore? E Fassino? E Hrutelli?
    Temo che Scalfari si riferisse ad altro, tipo equilibri interni alla maggioranza. Non abbiamo nulla da preoccuparci, noi liberali (liberali? liberali??? Guzzanti liberale???), ahimè! Questi della sinistra non sanno nemmeno mettere sotto controllo il TG1.
    Salud!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da gigionaz Visualizza Messaggio
    Ce lo vedete voi il 'curato' dotato di manganello punitore? E Fassino? E Hrutelli?

    certamente non ce li vedo. sarebbe troppo da uomini impugnare il manganello.
    ma li vedo dietro una scrivania comodamente e vigliaccamente seduti a dar ordini tramite telefono.

  5. #5
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    Non so' cosa voi intendiate per dittatura o democrazia,personalmente avendo vissuto negli USA per 20 anni,questa situazione Italiana, dove se qualcuno esorta i giudici a LAVORARE invece di RESIStERE viene condannato a pagare 50.000euri, mi sa molto di dittatura gia' in atto.

  6. #6
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    Eugenio Scalfari è evidentemente non solo nostalgico ma soprattutto fautore di 100-1000-centomila fascismi che gli hanno formato il carattere nella giovinezza.
    Dovrebbe scrivere e parlare sommessamente per quel suo "peccato originale" ma la sua natura è incomprimibile e allora gli diano un dittatore ma sotto casa sua o nel suo Palazzotto.

  7. #7
    Senza perdere la tenerezza...
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    Salve a tutti!Vorrei dire che nessuno in Italia ci tiene a fare una dittatura secondo me...non è fattibile...Verrebbe fuori una rivoluzione,sia che la dittatura sia di destra o sinistra...Abbiamo imparato da Mussolini cos'è una Dittatura...Io dico Viva la Repubblica!E comunque credo che se si instaurasse una dittatura ognuno di noi,me in primis,andrebbe a fare resistenza,anche armata!L'unico modo x governare bene uno stato è discutere e confrontarsi..Non fare manifestazioni ogni giorno!Il parlamento si chiama così xkè ci si può parlare e decidere!Parliamoci Chiaro!

  8. #8
    De intellectus emendatio
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    La Rochefoucauld: "Maestà, il popolo di Parigi marcia su Versailles". Luigi XVI:"Si tratta dunque di una rivolta". La Rochefoucauld:"No, sire, è una rivoluzione".
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    Citazione Originariamente Scritto da FuoriTempo Visualizza Messaggio
    certamente non ce li vedo. sarebbe troppo da uomini impugnare il manganello.
    ma li vedo dietro una scrivania comodamente e vigliaccamente seduti a dar ordini tramite telefono.
    E da donna cosa sarebbe? Farti notare lo squallore del post che hai scritto?
    Oppure no, mica si può pretender da tutti di accendere il cervello prima di scrivere.

  9. #9
    Più mercato (del pesce)
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide Visualizza Messaggio
    Eugenio Scalfari è evidentemente non solo nostalgico ma soprattutto fautore di 100-1000-centomila fascismi che gli hanno formato il carattere nella giovinezza.
    Dovrebbe scrivere e parlare sommessamente per quel suo "peccato originale" ma la sua natura è incomprimibile e allora gli diano un dittatore ma sotto casa sua o nel suo Palazzotto.
    ciao. tu lo leggi abitualmente Scalfari? Io ogni domenica. Questa dei '100-1000-centomila ecc' è una perla come non ne leggevo da molto.
    Anche mio bisnonno buonanima aveva il carattere formato da quel periodo. Glielo formavano con l'olio di ricino, al fortunello. E votava, poi, 'edera' (PRI).

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da gigionaz Visualizza Messaggio
    ciao. tu lo leggi abitualmente Scalfari? Io ogni domenica. Questa dei '100-1000-centomila ecc' è una perla come non ne leggevo da molto.
    Anche mio bisnonno buonanima aveva il carattere formato da quel periodo. Glielo formavano con l'olio di ricino, al fortunello. E votava, poi, 'edera' (PRI).

    Scalfari l'olio di ricino non lo prendeva, faceva parte della redazione di "Roma Fascista", quindi se proprio aveva a che fare con quell'olio era fra coloro che davano, non che prendevano.

    (leggere Scalfari ogni domenica è un bell'esercizio, un fioretto, un segno di stoicismo, complimenti)

    Shalom

 

 
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