
Originariamente Scritto da
nuraddeis
Riporto da una recensione e invito al commento. Il testo è preso da "Turin DAMs Review"
Sul banco dei cattivi
Contro alcuni scrittori “alla moda”: un libro di Giulio Ferroni, Massimo Onofri, Filippo La Porta, Alfonso Berardinelli.di Armando Petrini
...Il sardo Niffoi, argomenta Onofri, si richiama a una tradizione e a un folclore locali “da cartolina anticata”, con l’obiettivo di gratificare uno “snobismo di massa” (p.35). La sua diventa così una lingua vernacolare falsa, “degradata ai livelli del kitsch della società di massa” (Ibidem). Il che rende in realtà caricaturale l’attaccamente di Niffoi alle tradizioni locali e, trasformando quell’attaccamento in una semplice merce “esotica”, lo rovescia nel suo opposto. Scrive ancora Onofri: “Lo dico chiaro: se fossi un orgoglioso leader dell’indipendendentismo sardo, vedrei nello scrittore di Orani il peggior nemico della Sardegna, uno che lavora in gloria dei colonizzatori, ad autorizzare un’immagine dell’isola a uso facile –ed estetizzante- dei continentali, così come oggi, mutatis mutandis, fanno con l’Occidente, quanto alla propria cultura, certi famosi scrittori arabi d’esportazione che scrivono in francese” (pp.35-36). Cos’è dunque la “retorica del sublime basso”? Risponde Onofri: “è l’impiego alto -diciamo pure sul mercato dei prodotti di lusso- d’una materia bassa. E’, nel caso di Niffoi, la commercializzazione di una Sardegna agro-pastorale, arcaica e tragica, autorizzata da un marchio prestigioso ed esclusivo come quello di Adelphi” (p.36)...