In contravvenzione al diritto statunitense ed internazionale, al fine di sviluppare illegali armi batteriologiche d'attacco, l'amministrazione Bush sta spendendo più denaro (e nel contesto di inflazione) rispetto ai 2 miliardi di dollari spesi nella Seconda Guerra Mondiale nel Progetto Manhattan per produrre la bomba atomica.
Così dice Francis Boyle, il professore di diritto internazionale che ha scritto il Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989, approvato dal Congresso. Egli dichiara che il Pentagono "si sta ora preparando a combattere e 'vincere' una guerra biologica" in conformità con due direttive di strategia nazionale adottate "con conoscenza e revisione pubblica" nel 2002.

Il programma di difesa chimica e biologica del Pentagono fu rivisto nel 2003 per implementare quelle direttive, sostenendo l'attacco "preventivo" con armi chimiche e biologiche (chemical and biological weapons, CBW) in guerra, afferma Bolyle, il quale insegna all'Università dell'Illinois, a Champaign. Definendola "la proverbiale pistola fumante", Boyle ha detto che la missione del controverso programma CBW "è stata alterata per permettere lo sviluppo di una capacità offensiva nelle armi chimiche e biologiche".

Le stesse direttive, accusa Boyle nel suo libro Biowarfare and Terrorism (Clarity Press), "incostituzionalmente, usurpano e rendono nulli il diritto e il potere del Congresso degli Stati Uniti di dichiarare guerra".

Per gli anni fiscali 2001-2004, il Governo Federale ha stanziato 14.5 miliardi di dollari "apparentemente solo per per il lavoro relativo alla guerra biologica 'civile' ", una somma "davvero sbalorditiva", ha scritto Boyle. Altri 5.6 miliardi di dollari sono stati votati per " il cosiddetto 'Progetto BioScudo' ", in base al quale la Sicurezza Nazionale sta accatastando vaccini e medicinali per combattere l'antrace, il vaiolo e altri agenti di bio-terrorismo, ha scritto Boyle. La protezione della popolazione civile, ha detto, è "uno dei requisiti fondamentali per intraprendere con successo una guerra biologica".
Il Washington Post ha riportato il 12 dicembre che questo mese entrambe le camere hanno fatto passare la legislazione, "considerata da molti uno sforzo per recuperare il Progetto BioSfera, il quale ha ormai due anni ed è stato contrassegnato da ritardi e problemi operativi". Quando il Presidente Bush lo renderà legge, esso allocherà un altro miliardo di dollari nei prossimi tre anni per una ricerca addizionale "in modo da pompare altro denaro nel settore privato al più presto".
"Le enormi quantità di denaro" dedicate, così si dice, alle "difesa civile", che sono ora spese "in modo drammatico e crescente", scrive Boyle, "tradiscono lo sforzo di quest'amministrazione per essere in grado di intraprendere campagne offensive usando armi biologiche". Travasando enormi somme nei laboratori dell'università e del settore privato, ha accusato Boyle, la spesa federale ha cooptato e convertito l'industria biotecnologica statunitense alla guerra biologica.

Secondo il biologo molecolare Richard Ebright dell'Università Rutgers, oltre 300 istituzioni scientifiche e 12.000 individui hanno accesso ad agenti patogeni adatti alla guerra biologica e al terrorismo. Ebright ha scoperto che il numero di licenze dell'Istituto Nazionale di Salute per la ricerca su malattie infettive con un potenziale di guerra biologica è aumentato da 33 nel periodo 1995-2000 fino a 497 oggi.

La partecipazione accademica nella guerra biologica che comporta l'abuso dell'ingegneria genetica è diventata "palesemente ovvia" a partire dalla fine degli anni '80", ha detto Boyle. "Le università statunitensi hanno una lunga storia di volontà a permettere che le loro agende di ricerca, i ricercatori, gli istituti e i laboratori siano cooptati, corrotti e pervertiti dal Pentagono e dalla CIA". "Questi deprecabili scienziati della morte hanno armato il Pentagono con le unità componenti necessarie a produrre un'enorme serie di armi biologiche basate sull'ingegneria molecolare".
In una postfazione al libro, Jonathan King, un professore di biologia molecolare al Massachusetts Institute of Technology, ha scritto: "i crescenti programmi inerenti il bio-terrorismo rappresentano un significativo pericolo emergente alla nostra popolazione" e "minacciano i rapporti internazionali tra nazioni". Mentre tali programmi "sono sempre chiamati difensivi", ha detto King, "con le armi biologiche, i programmi difensivi ed offensivi si sovrappongono quasi completamente".
Boyle sostiene che gli Stati Uniti siano "in contravvenzione" sia delle convenzioni sulle armi biologiche e chimiche che del diritto penale interno degli Stati Uniti. Nel febbraio 2003, per esempio, gli Usa si sono garantiti un brevetto su una granata biologica a lungo raggio.

Boyle ha detto che altri paesi si rendono conto delle implicazioni militari dei processi di guerra batteriologica e risponderanno di conseguenza. "Il mondo testimonierà presto una corsa de facto agli armamenti biologici tra i principali stati bio-tech sotto la guisa della 'difesa', e questo nonostante i requisiti della convenzione sulla guerra biologica (Biological Warfare Convention, BWC)".

"La proliferazione incontrollata di tecnologie, strutture, scienziati e tecnici per la guerra biologica in tutti gli Stati Uniti, cortesia dell'amministrazione neo-conservatrice di Bush Junior, trasformerà un incidente nel contesto della guerra biologica o del bio-terrorismo in una certezza statistica", ha avvertito Boyle.

Nel settembre 2001, secondo un articolo del New York Times intitolato "U.S. Pushes Germ Warfare Limits", i critici erano preoccupati che "la ricerca si avvicinasse a violare il trattato del 1972 che proibisce tali armi". Quel trattato proibisce di sviluppare armi che diffondano malattie come l'antrace, considerate "ideali" per la guerra batteriologica. Il Pentagono non ha risposto alle accuse di Boyle in questo articolo.

Sherwood Ross è uno scrittore della Virginia. Può essere contattato qui: [email protected].