La Margherita con Giuliana.
Passa l’ordine del giorno anche su nomadi e piazza Dante
Ex Zuffo, l’aula dice sì allo sgombero
Spaccata nella notte al negozio del consigliere della Fiamma. «Uno strano tempismo»
TRENTO.Sgombero immediato dell’ex Zuffo occupato dal Centro sociale Bruno. Più vigilanza e repressione dello spaccio in piazza Dante. Interventi nelle zone abusivamente occupate dagli zingari. L’ordine del giorno del consigliere della Fiamma Tricolore Emilio Giuliana, approvato giovedì dal consiglio comunale, diventa un caso. La mozione passa grazie ai voti della Margherita, tra lo sconcerto del resto della maggioranza. Qualche ora dopo ignoti hanno spaccato la vetrina del negozio di Giuliana in via XXIV Maggio. «Strano tempismo», accusa il consigliere.
Il caso è finito sulle pagine del Manifesto di domenica. Titolo: «Via i nomadi. La Margherita vota con i fascisti». In realtà su due punti (controlli in piazza Dante e nomadi) l’ordine del giorno (firmato anche dai consiglieri di Forza Italia, Antonio Coradello di An, Vittorio Bridi della Lega e Paolo Monti del Patt) ha incassato anche il voto del sindaco Alberto Pacher, che si è invece astenuto sullo sgombero dell’area Zuffo.
Una votazione in ordine sparso dopo che il sindaco aveva giudicato «non condivisibile» il linguaggio del documento.
L’ordine del giorno.Nella mozione si parla dell’«occupazione abusiva della palazzina nell’area Zuffo, dove gli artefici di tale illegalità si giustificano con la demagogica esigenza di uno spazio libero da autogestire», del parco di piazza Dante «trasformato in un ricettacolo di immigrati clandestini, nulla facenti, spacciatori e delinquenti», delle «frequenti risse in città che il più delle volte vedono implicati immigrati», della «massiccia presenza di zingari che occupano illegalmente spazi pubblici e privati con disagio per i residenti e problemi igienico-sanitari».
Un taglio che la maggioranza non condivide. Ma con una mossa a sorpresa il capogruppo di Forza Italia Giorgio Manuali propone di stralciare la premessa e di votare il dispositivo per punti separati.
Il voto.Si va alla conta. E il responso è il seguente. Sullo sgombero dell’ex Zuffo: 20 a favore, 7 contrari, 6 astenuti (tra cui Pacher). Sconcerto tra i banchi della sinistra, i consiglieri di Trento democratica o hanno deciso di non votare (come il capogruppo Marchesi) o hanno votato contro. Si va avanti. Piazza Dante: 27 sì (tra cui il sindaco), 4 no, un astenuto, 7 non votanti. Zingari: 23 sì (con Pacher), 4 contrari, 2 astenuti, 10 non votanti.
Non passa il terzo punto sulla droga, quello che chiede vigili urbani e operatori sociali davanti alle scuole per reprimere lo spaccio. In questo caso la Margherita si sfila, Manuali si infervora e applaude sarcastico la maggioranza: «Bravi, complimenti!». Il clima in aula si scalda, il presidente Pattini deve richiamare il consiglio alla calma.
Le reazioni. La frittata per la maggioranza è fatta. «La portata di quell’ordine del giorno è stata sottovalutata - ammette Marchesi - si tratta di temi che vanno affrontati in modo serio, non solo come un problema di ordine pubblico. Qui invece si è proposta un’accozzaglia di questioni disomogenee trattate con un approccio puramente repressivo che per noi non era accettabile, senza preoccuparsi delle ragioni sociali che stanno dietro a certi fenomeni, a certe fragilità».
Diversa la lettura di Giovanna Fadanelli, capogruppo della Margherita: «La premessa dell’ordine del giorno era pesante e inaccettabile - spiega - ma è stata tolta». Sul dispositivo invece nessun dubbio: «Il rispetto delle regole non è né di destra né di sinistra, è giusto chiedere di ripristinare la legalità all’ex Zuffo e di vigilare su fenomeni che creano insicurezza nei cittadini». E sul Centro sociale va oltre: «Questi ragazzi non possono avere un trattamento privilegiato, è una questione di equità verso chi rispetta le regole».
La spaccata contro Giuliana.Il protagonista del caso difende il suo ordine del giorno: «Ci sono problemi che non sono patrimonio di una parte politica, a Bologna Cofferati l’ha dimostrato». La spaccata subita giovedì notte nel suo negozio di abbigliamento in via XXIV Maggio però lo inquieta: «Le mattonate sono arrivate quattro ore dopo la fine della seduta del consiglio, guarda caso tra tante vetrine è stata colpita solo la mia». «Uno strano tempismo tra il mio intervento e questo atto intimidatorio, e visto che in consiglio non erano presenti giornalisti mi chiedo chi ha portato fuori dall’aula con tanta tempestività questa notizia?». Il consigliere ha presentato denuncia-querela. Venerdì in consiglio, esprimendogli «solidarietà», il sindaco ha parlato di un «atto incivile» ma ha aggiunto che al momento non ci sono elementi che facciano pensare ad un collegamento con l’attività politica di Giuliana.
Intanto al consigliere comunale arriva la solidarietà di Gioventù Nazionale, organo giovanile della Fiamma Tricolore: «Contro di lui - denuncia - una ritorsione di stampo politico».(27 dicembre 2006)
http://espresso.repubblica.it/dettag...bero/1463287/6





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