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Anche se io supporto Chavez ed il bolivarismo in funzione antiamericana, non vedo perchè non si possano muovere critiche al presidente venezuelano ed alle sue politiche. E' vero che Chavez ha raggiunto grandi risultati per quanto riguarda le politiche sociali, ma allo stesso tempo l'economia venezuelana va molto meno bene di quanto ammetta il governo di quel paese, con molti nodi economici ancora da risolvere, inoltre nel paese resta alta la tensione politica, che Chavez, forte dell'appoggio delle masse indigene, non sembra aver nessun interesse a stemperare, così come la criminalità, autentica piaga sociale. Il Venezuela è e resta un paese del terzo mondo, affetto da tare pesantissime, e non mi sento nè di invidiarlo nè di auspicare un "modello venezuelano" per l'Italia.
Già già...peccato che il socialismo "mussoliniano" rimase lettera morta e che mai si realizzò. A meno che non consideri tale il Regime...
Per quanto riguarda Marx ti voglio ricordare che è stato proprio Benito Mussolini ad essere uno dei più grandi studiosi di Marx di quel tempo.
Au revoir
Assolutamente no. La Rsi però fu una reazione, un tentativo nobile, ad una guerra persa per cercare "La bella morte".
La legge sulla Socializzazione, dato che immagino che ad essa fai riferimento, tra l'altro mai si realizzò(se non in pochissimi casi ed aziende) ma doveva essere un segnale, una Via da intraprendere.
Mussolini ebbe l'occasione di trasformare l'Italia in una Repubblica Socialista, non la realizzò. E questa è storia purtroppo.
Una sinistra fascista che,infatti,durante il Regime mai ebbe spazio e che fu confinata ad un tentativo "culturale" su :<<ciò che dovrebbe essere e non è>> e nel post-1945, il Neofascismo - nonostante le belle parole e i bellissimi slogan - non fece altro che essere una continuazione post-Regime: vicino al padronato e ai golpe militari.
Rodolfo, non prendiamoci per il culo, che stupido non sei. Sai benissimo perchè il "socialismo" fascista mussoliniano non si realizzò, o si realizzò minimamente, dato che Mussolini, a differenza di Hitler, doveva dare conto ad altre istituzioni che non erano così sensibili alla realizzazione di un progetto di quel tipo, tra cui la monarchia.
Grazie per la sua consideazione verso di me, il mio "non essere stupido, la ringrazio per la considerazione:D
In ogni caso,entrando nel merito, l'errore - genetico direi- del Fascismo fu proprio questo: scendere a compromessi con quelle istituzioni.
Ciò che fa di una possibile rivoluzione un tentativo che si potrebbe anche definire "socialdemocratico".
Per quanto riguarda Hitler ed il regime nazionalsocialista me lo definisci un regime socialista? :fru
Per quanto riguarda il nazionalsocialismo, io non vi nutro molte simpatie, resta il fatto che per molte cose ha attinto ad una visione socialista.
Tornando al Fascismo, è vero, bisogna ametterlo che il limite fu il fatto che Mussolini non era "solo" e doveva accettare dei compromessi, ciò non toglie che passi come l'accordo con la Chiesa furono d'obbligo per il contesto in cui si trovava l'Italia...a mio avviso il vero e unico problema era la monarchia, che attinge storicamente dai ceti nobili e dalla borghesia, piuttosto che tra il popolo a cui un sano socialismo dovrebbe richiamarsi (e qui entra in gioco Marx e il suo socialcomunismo, che è quanto di più lontano da una visione aristocratica del socialismo mussoliniano).
Rodolfo, ma che sei diventato, antifascista?