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  1. #1
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    Predefinito Energia vitale, ioni positivi e ioni negativi

    Vorrei proporvi questa teoria che sto' sviluppando con dei miei amici e che vi posterò un po' per volta (perchè è abbastanza lunga).

    Le tematiche trattate sono:

    1) Energia celebrale

    2) Energie dell'atmosfera

    3) Caratteristiche ioniche

    4) Energie ioniche ed anbiente biologico (bioelettricità)

    5) Origine della vita

    6) Influenza degli ioni nell'evoluzione delle specie animali e dell'uomo

    7) Africa, centro America e continenti scomparsi (Atlantide, Mu, ect...)

    8) Considerazioni sociali, politiche e religiose

    9) Una teoria degli ioni negativi nella bioelettricità

    10) Il sole come stella depressionaria (ione negativo)

    11) Fenomeno Alfa

    12) Alfa positivi e Alfa negativi

    13) Utilità degli ioni negativi

    Il testo lo sto mettendo a posto con word, appena ho finito ve lo posto.....

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Energia Vitale

    In questi ultimi anni si è parlato spesso di estinzione della specie di alcuni animali; Quando si parla di estinzione il primo fattore che emerge è la situazione di debilitazione, forte crisi fisica degli ultimi esemplari, ma questo aspetto, che noi diamo facilmente per scontato non è molto logico dal punto di vista scientifico, infatti, durante il periodo di sviluppo di una specie vi è sempre una percentuale di esemplari costretti a superare eventuali difficoltà di sopravvivenza; Su 100 elementi, ad esempio 10 si trovano in questa situazione, su 1000 saranno 100 e così via.
    Con questo criterio una specie non dovrebbe mai estinguersi se non in mancanza di alimentazione.
    In effetti le cose vanno diversamente; man mano che il numero degli individui cresce la percentuale di quelli forti diminuisce, finché ad un certo punto non ce ne sono più, in oltre successivamente si riscontra pure un regresso fisico tale da portare alla incapacità riproduttiva.
    Non ci resta che constatare che l'energia vitale di una specie, si suddivide progressivamente in un numero sempre crescente di individui, facciamo un esempio: se dobbiamo suddividere una torta e siamo in otto a ciascuno toccherà un ottavo, se giunge l'amico di uno degli otto e questi gli cederà metà della sua parte, essi avranno un sedicesimo e così via.
    Man mano che il numero aumenta le parti diminuiscono di quantità, questo avviene per l'energia vitale che diviene talmente scarsa, ad un certo punto, da formare individui incapaci di riprodursi.
    La legge dell'estinzione che noi osserviamo in natura ci obbliga a riconoscere pure quella dell'esistenza di una quantità costante di energia vitale per ogni specie.
    Per avvalorare queste affermazioni consideriamo alcuni aspetti dell'evoluzione di alcune specie animali: periodicamente assistiamo all'invasione di certi territori da parte di insetti quali le cavallette, bruchi ed altro; Il loro numero raggiunge valori molto elevati ma ad un certo punto il fenomeno regredisce e si spegne da sè. Se non ammettessimo che l'energia vitale viene meno, essi sarebbero in grado di distruggere tutta la vegetazione del continente nel quale si trovano, non vi è una valida ragione perchè questo non debba accadere.
    Anche per i virus e i batteri vale la legge che in seguito ad una epidemia come quelle della peste, vaiolo eccetera, alla fase di violenta propagazione segue una lenta estinzione senza una ragione razionale, a meno che non si ammetta la stessa logica che vale per gli insetti.
    Infatti l'esistenza della specie rimane legata alle disponibilità alimentari, diviene addirittura improduttiva allorché queste disponibilità sono così abbondanti da permettere un incremento del numero di individui tale da provocarne l'estinzione; un apparente nonsenso.
    In effetti questa logica voluta dalla natura permette di garantire un fatto importantissimo, essenziale, la diversità delle specie e la vita.
    Se il virus della peste o di altre epidemie avesse potuto riprodursi all'infinito avrebbe distrutto la razza umana; Le cavallette avrebbero distrutto il regno vegetale ed alla fine si sarebbero distrutte tra loro,la vita sarebbe stata impossibile.
    Rimane da chiarire come mai alcune specie si estinguano mentre altre pare rimangano in un periodo di quiescenza per poi ripresentarsi.
    Se siamo rimasti convinti di questo discorso potremmo pensare di aver scoperto l'origine di tanti fenomeni sconosciuti ai quali sino ad ora non si sapeva dare spiegazioni ma disilludiamoci subito perchè così non è.
    Fortunatamente l'energia vitale rimane in un settore della vita che non appare tanto facilmente alterabile; Infatti se così fosse, dai tempi dell'esistenza del genere umano, qualcuno avrebbe senz'altro già trovato il modo di intervenire. Per millenni stregoni, maghi e fattucchiere hanno tentato in tutti i modi di strumentalizzare il fenomeno della vita, senza riuscirvi in modo permanente.
    Analizziamo ora alcuni elementi che possano aiutarci a delineare le caratteristiche di questa Energia:
    Innanzitutto emerge che non vi sono luoghi sulla Terra presso i quali si possa rilevare assenza dell'influenza vitale; Dai poli all'Equatore il concepimento avviene normalmente anche se potrebbe sembrare che per altre cause nei luoghi temperati esso avvenga più agevolmente.
    Dunque essa appare uniformemente distribuita su tutto il globo. Anche per quanto riguarda i tempi, non si conoscono nella storia periodi per i quali se ne sia constatata l'assenza.
    Gli esperimenti spaziali eseguiti dai russi riguardo a questo argomento, hanno dato esito negativo. Sembra che nello spazio il concepimento non avvenga ma ciò potrebbe essere dovuto ad altre cause che ne fanno parte. Sostanzialmente possiamo dire che con il diminuire dell'energia vitale gli esseri appartenenti ad una specie sono gradualmente più imperfetti sino a giungere all'impossibilità di riproduzione.
    L'imperfezione graduale non è facilmente riscontrabile poiché, probabilmente, si rivela in tempi molto lunghi e potrebbe tradursi in durata dell'età sempre più brevi prima che compaiano malformazioni evidenti.
    A questo punto dobbiamo formulare un'ipotesi che si divide in due.
    Supponiamo che la quantità di Energia vitale presente nella cellula influisca soltanto sulla formazione di questa membrana che si chiama ectoplasma. Se vi è più energia, l'ectoplasma è più spesso; di conseguenza, la formazione di nuove cellule sarà più lento ma questo andrà a favore di un più preciso trasferimento della materia dalla cellula madre alla cellula figlia.
    Avremo quindi, in tutto il successivo sviluppo, delle cellule e degli embrioni più perfetti.
    Con questo criterio si spiega anche perchè alcune forme di vita assumano una frequenza epidemica; Infatti il punto critico dell'estinzione viene superato perchè la grande quantità di energia che rientra in gioco dalla morte dei soggetti difettosi, va fortemente a rafforzare l'ectoplasma di quelli che si trovano in una particolare fase di formazione, arrestandone quasi completamente lo sviluppo.
    Questa fase potrebbe essere costituita dal periodo in cui l'embrione è ancora privo di parti solide e il suo processo vitale si avvicina sicuramente a quello di infinite specie del regno vegetale.
    Potrebbe essere questa la spiegazione per cui è difficile interferire su questa energia data l'impossibilità di intercettare o isolare proprio quella che interessa al fine di eventuali manipolazioni.
    Dunque possiamo concludere che l'energia vitale agisce nella primissima fase della riproduzione, cioè nella formazione dell'embrione, quando le leggi della natura iniziano la costruzione del nuovo essere nel modo in cui, accendendo il computer, per prima cosa vengono caricate le istruzioni per eseguire un dato programma, se per qualche ragione alcune di queste vengono omesse risulteranno mancanti alcune funzioni.
    Non siamo in grado di accertare in quale momento cessi l'influenza dell'energia vitale ma sicuramente l'inizio dell'alimentazione attraverso il cordone ombelicale costituisce una specie di pre-nascita, il momento in cui si passa dalla vita vegetale a quella animale o forse anche prima, cioè
    quando nell'embrione iniziano ad essere presenti parti solide.
    Superata la fase di formazione, l'influenza dell'energia vitale sembra terminare; In caso di abbondanza di alimentazione tutto continua regolarmente tanto da essere indotti a trascurarne l'importanza.
    Osservando specie di animali considerate in via di estinzione, eccettuati i panda, non si notano particolari sintomi di sofferenza o debilitazione o predisposizione alle malattie, dobbiamo anche tener presente che non si hanno lunghe esperienze in questo campo poiché ci interessa osservare l'estinzione a causa dell'eccessiva espansione, mentre ora assistiamo alla scomparsa di alcune specie a causa di modifiche ambientali.
    Ci sarebbe di grande aiuto poter conoscere con una certa precisione le caratteristiche umane allorché la specie iniziò a stabilizzarsi dopo il paleolitico; Purtroppo non abbiamo dati di come fosse l'uomo allorché, essendo ancora in numero esiguo, possedeva una ben maggior quantità di energia vitale.
    Sappiamo comunque che egli superò le grandi difficoltà costituite dalle ere glaciali e non sappiamo con certezza se quanto si afferma nella Genesi della Bibbia; Adamo visse 930 anni, Set 910, Enos 815, Tera madre di Abramo morì a 205 anni. Scientificamente non possiamo smentire aprioristicamente questi fatti né considerarli una prova di fede.
    Forse è possibile pensare che una abbondante energia vitale abbia portato alla formazione di embrioni tanto perfetti da giustificare una così lunga esistenza.
    Un'altra testimonianza degli effetti che potrebbero derivare dalla maggiore quantità di energia vitale che determinò la diversa costituzione, anche psichica, dei nostri antenati può trovarsi nella decisione di portare a termine opere assolutamente straordinarie e che oggi molti attribuiscono addirittura agli extraterrestri tanto sono lungi dalle nostre attuali possibilità, nonostante i mezzi spropositati dei quali disponiamo in confronto a loro.

  3. #3
    tenates
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    Sulla Dottrina Tradizionale della Spiritualità Primordiale
    Contributo alla discussione sui legami "spirituali"

    Estratto da PoliticaOnLine
    Scritto da Utente: white_rage

    I legami piu' forti sono quelli fra madre e figlio, fra amanti, e fra discepolo e maestro spirituale.
    Piu' rari ma possibili sono legami forti di tipo cameratesco fra amici - specialmente nel passato, rafforzati a volte da patti di sangue: ci si feriva e si mescolava il proprio sangue con quello del camerata, e si giurava di accorrere a soccorso dell'amico persino dall'oltretomba.

    Notevoli sono i legami fra amanti. Questi legami sono i piu' pericolosi per l'equilibrio psichico dei coinvolti. E' insegnamento tradizionale che il rapporto sessuale fra maschio e femmina origina un feto psichico anche quando non vi sia gravidanza. Un ente psichico nasce e viene nutrito da due fonti: l'una e' il potenziale emotivo coinvolto nella relazione, e la seconda e' l'emissione di sperma dell'uomo, che la tradizione cinese chiama jing ovvero essenza. La emissione del fluido orgasmico della donna e' invece riassorbita in via normale dallla fisiologia della donna stessa, per cui ha una portata minore seppure non nulla, nella creazione dell'ente psichico.

    L'ente psichico prende vita propria e detta ordiini a seguito del suo proprio impulso alla sopravvivenza.

    In tale situazione, quando avviene una rottura sentimentale, il partner che prende l'iniziativa della rottura ricopre la funzione di assassino dell'ente psichico, mentre il partner che subisce la rottura ricopre la funzione di vittima: ma la vera vittima rimane questo terzo ente psichico invisibile, e le sofferenze dell'amore deluso sono in realta' i rantoli di morte reali di tale bambino psichico. Si tratta in essenza di un aborto nel mondo sottile.

    Dato tale medio sottile, e' quindi comprensibile che si stabilisca una connessione invisibile fra due esseri. Cio' che e' nuovo, oggi, e' che certi fatti siano ignorati e non piu' percepiti dalla maggioranza abbrutita, come mostra la noncuranza delle loro relazioni sentimentali.




  4. #4
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    IONI POSITIVI


    Le recenti scoperte scientifiche riguardanti lo studio del cervello sono giunte alla conclusione che possiamo considerare la volontà come un generatore di energia manifestata attraverso l'apparato cerebrale. Potenziali ioni positivi attraverso un'attività che può essere di diverse forme quali il lavoro, il pensiero od altro, mutano e si traducono in una serie di sensazioni psichiche quali la tranquillità, la soddisfazione, la sicurezza, la gioia.
    Potremmo dire quindi che un progetto non ancora realizzato o un qualsiasi desiderio sono presenti nella nostra mente in forma di ioni positivi in attesa di mutamento.
    Ma non sempre riusciamo ad esaudire le nostre aspettative, a volte rinunciamo, cambiamo idea oppure la nostra esistenza si conclude lasciando qualche opera incompiuta.
    Prendiamo in considerazione quest'ultima circostanza: gli ioni positivi o l'energia del nostro cervello sicuramente non si spengono, dunque essi si liberano dal corpo e, seguendo le leggi caratteristiche dell'elettricità, vengono ben presto attratti ed assorbiti dall'umidità atmosferica ed in particolare dalle masse di vapore che costituiscono per essi delle autentiche spugne naturali.
    Allo stesso modo in cui un segnale elettromagnetico ci permette di sentire ora una canzone ora una sinfonia o il suono del violino, così gli ioni positivi lasciano in natura la traccia delle volontà dei desideri presenti al momento del trapasso.
    Potremmo paragonare gli ioni al comportamento dell'anima che, secondo le più comuni credenze, sale al cielo al momento del trapasso, anche se le persone più sensibili avvertono più facilmente il comportamento degli ioni piuttosto che quella dello spirito.
    Lo spirito o anima deve essere formato da un altro tipo di energia regolata da leggi superiori e che si identifica meglio con ciò che noi definiamo carattere.
    Il carattere, a sua volta, muove la volontà secondo il proprio impulso e questa ultima manifesta la sua energia attraverso gli ioni positivi.
    Gli eventi meteorologici, salvo casi particolari, non hanno nessuna relazione con gli ioni dei quali trattiamo poiché questi sono di natura bioelettrica, in particolare, la loro energia é data dalla forza di volontà, sono quindi portatori di una precisa caratteristica che potrà essere annullata soltanto attraverso il manifestarsi pratico di quell'impulso o da un eguale potenziale negativo cioé un corrispondente ione negativo.
    A proposito di ioni negativi, diversamente da quanto avviene nei fenomeni elettrici usuali, constatiamo che uno ione positivo della volontà, non si trasforma in ione negativo avente lo stesso potenziale, ma si annulla o, per meglio dire, si aliena.
    Questo perché la quantità di energia di cui sono composti gli ioni positivi é infinitesimale, dunque insufficiente a superare la soglia del livello zero e formare uno ione negativo.
    Non possiamo escludere comunque che ciò possa accadere in presenza di volontà particolarmente forti, dando luogo a quei fenomeni istantanei che alcune persone percepiscono sottoforma di luci nere.
    Queste constatazioni sono di importanza essenziale per cercare di chiarire, grazie alle recenti scoperte scientifiche, la dinamica degli eventi paranormali ed ogni esperienza può essere valida per ulteriori considerazioni.
    Vale la pena di aprire una breve parentesi per dare una spiegazione delle enormi quantità di energia che si sprigionano negli eventi atmosferici affinché le varie esperienze siano in grado di accertare se essa sia in qualche modo strumentalizzabile:
    Al tempo della sua formazione la Terra era una massa fusa omogenea; In seguito al raffreddamento si giunse alla distinzione attuale di una parte fredda chiamata mantello o crosta, formata di metalli leggeri, alluminio, rame ed altri minerali spinti all'esterno dalla forza centrifuga ed una interna più pesante formata da ferro e nichel.
    Man mano che i metalli si condensavano e si raffreddavano verso l'esterno si andava formando un nuovo corpo più leggero caratterizzato da una minore forza d'inerzia, cosicché la sua velocità di rotazione divenne inferiore rispetto alla massa interna. Non siamo in grado di stabilire l’entità di questa differenza, ma essa fa sì che la Terra si comporti come una dinamo, la quale é composta appunto da una massa di ferro interna che ruota in un avvolgimento di rame o di alluminio, producendo energia elettrica.
    Questa si raccoglie all'esterno e crea un campo magnetico con linee di forza che indirizzano l'ago della bussola.
    Ritorniamo ora al percorso degli ioni positivi, li abbiamo lasciati che avevano raggiunto l'umidità delle masse nuvolose le quali vengono poste in comunicazione tra di loro dalle correnti atmosferiche; Possiamo supporre che essi si spostino dall'una all'altra verso zone con una minore concentrazione di energia. Gli ioni, come sappiamo, si respingono tra loro e l'effetto complessivo che risulta é come la macchia d'olio sulla superficie dell'acqua.
    Gli ioni si spostano dunque sullo strato di atmosfera nel quale avviene la formazione delle nubi come se si trattasse della superficie di un condensatore muovendosi verso le zone di rarefazione.
    Questo avviene specialmente verso il centro dei grandi mari; quì, ad un certo punto, quando si é creata una certa differenza di potenziale tra lo strato atmosferico e la superficie del mare, certamente meno carica, avviene il passaggio su di essa degli ioni i quali iniziano così a rifluire verso le coste dando luogo ad una serie di fenomeni di una certa importanza.
    Giunti in prossimità della costa, infatti, gli ioni non proseguono verso la terraferma, essi trovano una maggiore facilità a spostarsi sulla acqua essendo questa migliore conduttrice elettrica del terreno.
    In conseguenza, verrà a formarsi una corrente di energia parallela alla costa di direzione opposta ai punti di rarefazione creata dalla dinamica dell'espansione a macchia d'olio.
    Facciamo un esempio pratico:
    se una corrente di energia proveniente dal pacifico giunge sulla costa occidentale dell'America probabilmente si dividerà in due rami in direzione nord sud, quella verso nord si perderà nel golfo dell'Alaska e comunque in zone scarsamente abitate, quella verso sud invece, superata la Terra del Fuoco, finirà nell'Atlantico e, proseguendo, incontrerà le coste africane ed europee le quali però sono ricche di grandi golfi.
    Una situazione più interessante può essere riscontrata nell'Oceano Indiano quando una corrente energetica si incanala nel Golfo Persico e nel Mar Rosso in direzione del golfo di Gerusalemme; Questa zona viene a trovarsi nell'area di ben tre confluenze di ioni positivi. Quella proveniente dal Mediterraneo é certamente meno forte di conseguenza essi proseguono in direzione di quello che forse non a caso si chiama mar Ionio il quale, con la sua forma e posizione appare molto adatto a concentrarli.
    In presenza di un golfo gli ioni si comportano praticamente come la pioggia in un imbuto; infatti, trovando il passo sbarrato dalla costa sui due lati, acquistano energia addensandosi e dirigendosi verso un unico punto focale nel ventre del golfo.
    La determinazione precisa di questo punto non é possibile infatti la sua posizione varia in base alla densità del flusso di energia proprio della corrente di ioni; cosicché se questa é forte, segue in modo più rettilineo l'andamento della costa e l'incontro delle due corrente avverrà sulla terraferma, superando l'effetto isolante del terreno.
    Se invece la corrente di ioni é debole seguirà più rigorosamente l'andamento della costa e l'incontro avverrà più facilmente in corrispondenza del litorale nel ventre del golfo.
    Tutto questo discorso non avrebbe alcuna importanza se non fosse perché stiamo trattando di una energia proveniente dal cervello che può, per un atto della volontà,in qualche modo alterare lo stato emotivo o psichico di coloro che si trovano in questi luoghi particolari.
    Non conosciamo ancora sufficientemente le caratteristiche di questo fenomeno ma presupponiamo che, in relazione al variare delle situazioni, possa influire ora su una ora sull'altra tipologia psichica lasciando gli interessati in balìa della propria situazione privi della possibilità di
    entrare in contatto con qualcun altro afflitto dai medesimi problemi.
    In linea di massima, comunque, si é soggetti a quello che in gergo si chiama “lavaggio del cervello” ma abitando per lungo tempo in questi luoghi, anche la psiche si adatta ad essi e con essa l'apparato cerebrale,
    in particolare la corteccia e le sue membrane che agiscono da schermatura contro le alterazioni esterne.
    Chi non é abituato all'ambiente può subire improvvisi cambiamenti di umore con il pericolo più grave della violenza incontrollata, del raptus, che costituisce un pericolo anche per le persone più equilibrate.
    Si sente, nel ventre del golfo, un'istintiva presenza di energia che favorisce l'attività e la vita ma non si tratta dell'energia vitale che regola lo sviluppo degli esseri viventi bensì della volontà di fare.
    Ricordiamo a questo proposito che la Bibbia si apre nel suo primo libro proprio con le parole 'La forza attiva di Dio si muoveva sulle acque.
    Da questo Testo Sacro sembra che gli uomini fossero i primi abitatori della Terra e dunque a diretto contatto con l'attività del Creatore dato che prima di loro nessun altro essere ha lasciato alcuna traccia.
    La scienza ha scoperto che l'uomo proviene da altri animali, di cui abbiamo accertato la dinamica dell'estinzione, proprio questo ci permette di affermare che anche se ai tempi della scrittura della Bibbia tanti avvenimenti non erano conosciuti, l'umanità ai primordi si trovò effettivamente a contatto con la “forza attiva di Dio” poiché l'energia vitale dei primi uomini era talmente forte che consentiva ad essi di essere esenti da eventuali alterazioni dovute ad altre forze che si trovassero nella circolazione degli ioni positivi.
    L'umanità conobbe probabilmente un periodo meraviglioso nel quale era assente la violenza, forse si viveva in pace per sei o settecento anni come Set o Enos, poi, con l'incremento del numero, per la legge dell'estinzione, le difese iniziarono ad indebolirsi e l'umanità cominciò ad essere preda di una violenza bestiale, incontrollabile periodica che si placava soltanto dopo sanguinosi massacri.
    Per arginare questo gravissimo fatto, in passato non vi era altro modo che controllare al massimo le nuove scoperte e tenere il popolo allo oscuro di quelle conoscenze che potevano essere pericolose, inventando alibi alla verità ed evitando interrogativi che potevano provocare tendenze pericolose.
    In questo ultimo secolo però, soprattutto a causa dell'enorme sviluppo dei mezzi di comunicazione e all'avvento dell'era atomica che costituisce una minaccia gravissima per il pianeta, é stata presa la decisione di trovare la soluzione a questa minaccia. Infatti, la grande mole di dati che ci é pervenuta dai vari studi della medicina, antropologia, archeologia ecc. e divulgati soprattutto grazie alla televisione e al cinema, ci ha permesso di risalire all'origine di questa grave sofferenza dell'umanità.
    Integrando il fenomeno dell'estinzione con la dinamica degli ioni positivi, possiamo concludere che, ad un certo punto del suo sviluppo, una parte dell'umanità iniziò a subire alcune tendenze rimaste sconosciute da tempi remoti e presenti nel ciclo degli ioni positivi.
    Eventi di estrema violenza si scatenarono in alcune specie animali prima della loro scomparsa. Consideriamo anche la circostanza che essi erano i portatori di tutta l'energia vitale che si sarebbe manifestata in seguito: dunque la vita si esprimeva probabilmente con una potenza che forse é stata rappresentata da qualche film fantascientifico o leggendario-mitologico.
    E' straordinario, e viene a conferma di queste conclusioni, che anche le antiche leggende abbiano sicuramente trovato quì l'ispirazione che ha permesso ai nostri predecessori di esprimersi nelle immagini alle quali ora possiamo dare una certa credibilità.
    Non ci rimane quindi che ripercorrere il sentiero della storia della vita e constatare se qualche avvenimento ha lasciato tracce pericolose nella memoria naturale costituita dagli ioni positivi.
    Tutti gli scienziati sono concordi nell'affermare che la vita iniziò dal mondo vegetale, in seguito comparve anche il mondo animale.
    Soffermarsi troppo per scoprire i meccanismi di questa trasformazione, significherebbe dilungarsi all'infinito; Ma possiamo tentare una spiegazione abbastanza semplice considerando il fatto che anche i vegetali sono in possesso di alcune facoltà particolari richieste dalla sopravvivenza.
    Le piante sono in grado di svilupparsi dirigendosi verso luoghi più luminosi od ossigenati; Se sono contrastate in questo, sviluppano una pur blanda tendenza a perfezionare i propri organi di movimento. Con l'andare dei millenni questa tendenza si accresce e ad un certo punto si manifesta con la comparsa di uno dei più semplici e quasi inspiegabili animali, la medusa.
    Dobbiamo concludere affermando che l'energia degli ioni positivi potrebbe essere la causa che ha determinato una mutazione delle cellule germinali nel sistema riproduttivo di alcune alghe, dando origine ad un essere in grado di muoversi con propri organi.
    Insieme alle meduse esistono altre infinite varietà di microrganismi e di animali monocellulari, i quali però, osservati al microscopio, appaiono dotati di una vitalità di grado superiore dati i loro frenetici movimenti.
    Siamo propensi a seguire lo sviluppo delle meduse anche perché di esse sono stati rinvenuti esemplari di grandi dimensioni, cosa che può rivestire una certa importanza nello studio che stiamo compiendo, poiché riteniamo che animali di piccole dimensioni non siano in grado di generare energie pericolose per l'uomo.
    Iniziamo il nostro cammino sulla spiaggia di una laguna abitata da una colonia di meduse che vivono nutrendosi dell'unica risorsa disponibile, alghe e lattuga di mare. Una laguna, diciamo, perché questo é il posto più adatto allo sviluppo della vita, per le acque tiepide, il riparo dalle in-
    temperie e la maggior possibilità di accumulo di sostanze nutritive.
    Con l'andare del tempo però queste iniziano inevitabilmente a scarseggiare compare così in quegli esseri un nuovo stimolo all'azione, la fame.
    L'istinto alla sopravvivenza può aver iniziato una tensione che spingeva le meduse, prive di cibo ed in gran numero, ad entrare in contatto tra di loro.
    I loro organi atti all'alimentazione richiedevano di entrare sempre più in azione con lo stimolo simile, forse, a quello dei neonati quando succhiano il ditino. Così quando alcune di esse risentirono maggiormente di questo impulso e si trovarono a contatto con il tentacolo di una vicina,
    iniziarono un'azione simile a quella dei neonati provandone un'immediata soddisfazione. Ma forse, nemmeno lontanamente, questo poteva considerarsi ancora un fatto antropofago.
    La tensione agli inizi era troppo scarsa e le meduse riuscivano appena ad alimentarsi normalmente; Ma questo fatto iniziava a delineare differenti comportamenti, una parte di esse risentiva maggiormente l'accrescersi delle difficoltà, rivelando una psiche diversa da quelle che invece sopportavano più facilmente o, per diversa costituzione fisica, riuscivano
    a superare i momenti difficili.
    Le prime, dunque, si avvicinavano alle ultime forse come alla ricerca di un aiuto più che per un'aggressione. Questi fatti ci portano alla conclusione che essi potrebbero essere la causa della distinzione tra i due sessi e dell'attività sessuale stessa.
    Possiamo fare ulteriori considerazione anche in merito al sistema di riproduzione delle meduse; esse si riproducono da un frammento del loro corpo. Supponiamo che durante i contatti che sopra abbiamo ipotizzato, una parte di tentacolo rimanesse nel corpo della medusa assalitrice, si realizzerebbe così, in modo potenziale, quanto poi sarebbe stato il sistema di riproduzione dei mammiferi in tutto il suo complesso, dal corteggiamento alla fecondazione ed al parto.
    Dunque, originariamente, l'apparato genitale corrispondeva ad organi che erano atti ad altre funzioni, di movimento nel sesso maschile, dell'apparato digerente in quello femminile.
    Possiamo ora con la nostra fantasia immaginare le situazioni che vennero a crearsi in tempi remoti tra gli animali primitivi e scoprire la sorgente dalla quale, forse, ebbero origine le più intense emozioni che muovono l'esistenza dell'umanità.
    Anche il piacere sessuale, prodotto dall'azione degli ormoni che gradualmente lo caricano, dovrebbe trovare una spiegazione logica solamente nell'unione con la persona verso la quale c'é un intenso rapporto affettivo. Non é da escludere dunque che gli eccessi dei sensi siano favoriti da
    tendenze naturali entrate nel circolo degli ioni positivi.
    Ritorniamo ancora alle nostre meduse, la situazione che forse ha creato una dinamica valevole anche per l'umanità, sta ora cambiando, con l'aumento della tensione che ormai possiamo chiamare fame la spinta al cannibalismo si fa sempre più forte; Ad un certo punto alcune meduse adulte
    assalgono e divorano quelle giovani.
    Questa azione determina una crisi nelle forme di vita consuete; La vita non si era mai trovata a combattere contro sé stessa, provoca l'istinto di conservazione, la violenza e il senso di colpa.
    Le prime due fanno parte della legge dell'esistenza che agisce a propria difesa ma darà pure luogo ad aspetti positivi come l'equilibrio ecologico che fanno parte della dinamica degli ioni positivi perché regolati dalla volontà, mentre il senso di colpa fa parte di un aspetto più profondo che riguarda la coscienza, non sappiamo però come fosse la psiche in un tempo precedente al senso di colpa.
    E' interessante notare come i nostri antenati, nella ricerca dell'origine del male, per darne una spiegazione plausibile, abbiano scelto un fatto tra migliaia di altri che l'ispirazione suggerì a chi scrisse la Bibbia, il quale si avvicina di molto al nostro asserto per certi aspetti, ci parla infatti di un peccato di gola per una cosa di forma sferica.
    Potremmo dire che essi hanno tradotto nel miglior modo, adattandolo alle loro conoscenze e alla loro situazione di vita, un messaggio riportato dalla memoria del tempo.
    L'energia vitale di esseri che furono i primi animali deve avere spinto la loro tensione a livelli inimmaginabili prima che questa sfociasse in un evento di drammatica violenza.
    La maggior parte delle meduse si distrusse reciprocamente ma probabilmente non avvennero lotte tra di loro perché la tensione accumulata era tale che non appena entravano in contatto si disintegravano producendo fenomeni luminosi e rumori paragonabili a quelli che notiamo quando si brucia una lampadina o avviene un cortocircuito.
    Col tempo il cibo tornò ad essere abbondante per le meduse rimaste, ma la fame le spinse allora a nutrirsi continuamente, cosicché subentrò un altro tipo di morte, aumentando di grandezza il loro corpo ad un certo punto si lacerava come nei funghi maturi; Esse però non possono estinguersi perché, come abbiamo già detto, si rigenerano da un proprio frammento.
    Successivamente a questi fatti che determinarono la formazione delle prime sensazioni psicologiche, la vita continuò a svilupparsi con un certo equilibrio senza lasciare tracce evidenti.
    Possono essere trascorsi due miliardi di anni per giungere dalle meduse ai dinosauri e perché le terre emerse, che all'inizio sembra costituissero un unico grande continente, iniziassero a formare i continenti attuali.
    Nella dinamica degli ioni positivi anche questo fatto é di una certa importanza perché un unico continente grossolanamente uniforme e privo di insenature non avrebbe permesso un accumulo di energia tale da favorire futuri sviluppi di vita, anche se le condizioni climatiche e i gas dell'atmosfera, che gradualmente andavano depurandosi, avrebbero potuto permetterlo.
    La scienza ci dice comunque che la vita si sviluppò dapprima nei mari e, a quanto pare, non abbiamo tracce negli ioni positivi di quanto accadde sotto alla superficie delle acque. Poi lo sviluppo passò nelle terre emerse con gli animali a sangue freddo, i rettili dinosauri che dominarono
    la Terra per 130 milioni di anni.
    Sono stati rinvenuti resti di moltissimi tipi di dinosauri,erbivori, carnivori, piccoli e grandi. Recentemente in Argentina un femore di dinosauro é stato scambiato per un albero fossile; Dalle dimensioni si é potuto risalire al peso dell'animale che avrebbe potuto raggiungere le 100 tonnellate.
    Ciò che più ha colpito gli scienziati é stata la limitata dimensione del cervello di questi animali in proporzione al resto del corpo ed il fatto che essi crescessero senza limiti, fino a quanto le possibilità ambientali lo permettevano.
    Alcuni film hanno riprodotto in modo abbastanza valido l'ambiente di vita e le caratteristiche di questi esseri, in modo particolare di quelli carnivori, rapportandole alla dimensione di quelli tutt'ora esistenti.
    Gli studi compiuti su questi animali negli ultimi tempi sono stati molto approfonditi; é stato possibile analizzare addirittura le loro cellule. Possiamo dunque essere pressoché certi delle affermazioni scientifiche.
    Questo fatto é molto importante specialmente per quanto riguarda lo sviluppo dei dinosauri poiché, se così fosse, questo avrebbe raggiunto un punto critico tale in seguito al quale si sarebbe creata una situazione di grave anomalia per i dinosauri prima della loro morte naturale.
    Essendo rettili a sangue freddo, infatti, essi necessitano del calore del Sole per vivere ma con il loro accrescimento questo ad un certo punto inizierebbe inesorabilmente ad essere insufficiente, creando nell'animale una esigenza continua di nuova energia. A conferma di ciò notiamo nelle loro mutazioni somatiche, la formazione di scudi atti ad intercettare il calore, ma é evidente che nessun mezzo avrebbe mai potuto risolvere questo problema, dato che le loro dimensioni aumentavano senza limite.
    Non ci resta che tentare di entrare nella natura di quegli animali per comprendere quali potevano essere le loro sofferenze prima della fine.
    Indubbiamente la necessità di calore li spingeva a desiderarlo con grande energia, ma non dimentichiamo che il loro cervello doveva avere una capacità piuttosto ridotta e questo poteva portarli a decisioni lontane da quelle di un essere umano.
    Un dinosauro forse considerava in modo analogo la luce ed il calore, poiché questi due elementi erano riuniti nella presenza del Sole, ma la vicinanza alle fiamme di un albero che brucia o al fuoco di un incendio poté aver dato una sensazione di benessere.
    Collegando queste esperienze e sotto la spinta di un inimmaginabile istinto di sopravvivenza essi possono essere giunti alla conclusione di risolvere il loro problema tentando di avvicinarsi al disco solare quando questo raggiungeva una certa altezza sull'orizzonte verso il tramonto.
    Un'illusione durata forse 130 milioni di anni, ed oltre all'illusione l'istinto di correre fino allo stremo delle forze.
    Questa tendenza durò un tempo pressoché illimitato, non possiamo escludere che ad un certo punto i dinosauri siano riusciti a realizzare il loro paradiso, una Terra con un clima tropicale dall'Equatore ai Poli.
    Recentemente in Antartide sono state rinvenute tracce di un tipo di palma. Questa mutazione climatica può essere avvenuta in un tempo lunghissimo con il variare dell'inclinazione dell'asse terrestre e dell'orbita intorno al Sole. Potremmo addirittura immaginare un giorno continuo senza
    notte nella zona dei poli se l'asse terrestre si fosse raddrizzato quasi del tutto.
    Oltre a ciò venivano a crearsi situazioni nell'ambito di questa dinamica che portavano altre componenti aggravanti, che avrebbero potuto dare ripercussioni future a causa degli ioni positivi.
    Immaginiamo cosa poteva accadere nel caso in cui un dinosauro o un branco di essi, quando presi nella loro corsa si trovavano il passo sbarrato da qualche ostacolo ad esempio un fiume o giunti sulla riva del mare.
    Altre forti tensioni si sprigionavano dal contrasto tra la realtà e l'istinto di sopravvivenza, sicuramente concitazione, violenza, impazienza ed altre reazioni nel corpo come possiamo osservare negli animali posti nelle medesime condizioni; Di qui l'inarcamento della colonna vertebrale a formare la gobba in alcuni, in altri l'infossamento del collo e della testa, specialmente nei volatili, il movimento ritmico di una gamba, caratteristico segno d'impazienza, eccetera; E non trascuriamo il desiderio che le acque si aprissero per proseguire la corsa.
    E forse, ad un certo punto, nella loro vita si insinuava l'immagine di quel punto nel cielo per cui la realtà circostante si allontanava sempre di più, perdeva importanza subissata da quella immagine.
    Forse questa fu la fine dei dinosauri, l'illusione, la corsa e la luce del Sole negli occhi. L'illusione e la luce, potevano raggiungere una forza tale da alterare gravemente il fotoplasma cioè l'energia prodotta dal complesso occhio-cervello ma che si produce anche nei movimenti dei muscoli, dei tendini e nei punti di attrito delle ossa. Se in esso entra la componente illusione possono manifestarsi altre gravi anomalie come la distrofia, le cisti, le desquamazioni ed altre più gravi non esclusa la lebbra.
    Durante il regno dei dinosauri si ebbero importanti evoluzioni nel regno animale, l'avvento dei carnivori e dei mammiferi.
    Possiamo presupporre che i primi rettili fossero erbivori; Essi si svilupparono in molte forme raggiungendo anche dimensioni ragguardevoli.
    E' evidente che ad un certo punto, come avvenne per le meduse, la mancanza di alimenti e l'istinto di conservazione ancora estremamente forte ponesse in crisi alcune specie, specialmente le più grandi.
    Si può dare per certo che questi esseri fornirono denti aguzzi e forti per aggredire e sopraffare più agevolmente i propri simili durante le lotte che si scatenavano sempre più frequentemente; E con il trascorrere del tempo questa tensione si acuiva e si perfezionava nei mezzi.
    L'esperienza umana non ci permette di calcolare quanto tempo sia necessario per realizzare una mutazione somatica ma questo problema é relativo considerando la durata della loro specie.
    Così può essere accaduto che in una femmina dei grandi erbivori nello stadio di formazione delle uova, prostrata dalla fame, per l'istinto di conservazione abbia fatto scattare quel meccanismo che realizza una tendenza a lungo accumulata e determina la nascita di esseri con nuove caratteristiche come i carnivori e la genesi dei tirannosauri.
    L'aspetto di questi animali dai resti rinvenuti può definirsi mostruoso e non é escluso che i nuovi nati, come avviene ancora in alcuni ragni, divorassero la propria madre.
    E' importante osservare che la genesi dei tirannosauri sprigionò in natura una violenza di particolare gravità che rimase legata ai nuovi nati ed agli esseri molto giovani. Essa può aver lasciato tracce negli ioni positivi che potrebbero essere la causa di quei fenomeni di violenza inspiegabile in bambini e adolescenti che venivano considerati posseduti dal demonio; Casi che quasi sempre si concludevano tragicamente poiché quasi mai né farmaci né esorcismi riuscivano a risolvere.
    Questo quadro favorisce la teoria degli ioni positivi; Infatti se essi sono cause della volontà e in qualche modo la rendono manifesta, il risultato fin qui constatato é probabilmente il frutto di quei cervelli ancora primitivi.
    A questi animali si deve l'inizio della stirpe della ferocia, la quale é facilmente riscontrabile nell'aspetto esteriore, nello scheletro e e nei luoghi abitati dai predatori carnivori.
    Rimane ancora un argomento da trattare per quanto riguarda i dinosauri, le dimensioni che riuscivano a raggiungere i loro corpi superano le possibilità di sopravvivenza con la quantità di calore disponibile, e ciò fa presupporre che almeno una parte di essi fosse riuscita a trovare una fonte alternativa di energia calorifica.
    Il periodo geologico in cui vissero, dopo il carbonifero, presentava probabilmente vaste regioni vulcaniche.
    L'aspetto della Terra doveva essere alquanto diverso da quello di oggi: i monti di forma conica, molti dei quali ancora in eruzione, potevano raggiungere forse i dieci o dodicimila metri. A quella altitudine le bocche dei vulcani attivi eruttavano in presenza dei fortissimi venti di alta quota che soffiano specialmente nelle fasce tropicali. Questi venti, scoperti recentemente, sono causati dalla velocità di rotazione della Terra, in prossimità dell'equatore infatti un punto si muove a più di milleseicento Km. orari dato che in un giorno percorre la sua lunghezza pari a circa quarantamila Km.; L'atmosfera invece ruota più lentamente di conseguenza si formano queste notevoli correnti aeree di velocità decrescente verso i poli, punti nei quali esse sono nulle.
    Le bocche vulcaniche in eruzione erano spazzate da questi venti che striavano il cielo bruno-rossastro di fasce grigie in direzione est-ovest. Sottovento, a ridosso delle catene montuose, si accumulavano gas caldi che oscuravano ulteriormente l'atmosfera.
    Laghi di fanghi caldi, come gli attuali campi flegrei o le terme di Abano dei colli Euganei, pendici vulcaniche con probabili ampie caverne e quanto altro si può immaginare o ritrovare negli ormai numerosi e fantasiosissimi film e soprattutto nelle antiche leggende.
    Proprio in questi territori i grandi rettili trovarono l'ambiente adatto al loro sviluppo.
    Così, grazie alla scienza che non é mai andata molto d'accordo con le leggende, questa volta esse possono darsi la mano. In questi ambienti gli animali trovarono in abbondanza quanto loro serviva, e questa abbondanza li portò a lottare fra loro con il risultato di scene da inferno dantesco di violenza, sangue, colate laviche, fango, vapori e tutto sotto un cielo rosso-grigiastro che riparava il territorio e i suoi abitanti come in una tiepida serra.
    Siccome vigeva la legge del più forte, i posti migliori erano abitati dai più feroci. Quanto di meglio era offerto dalla caverne in prossimità delle colate laviche così i loro inquilini crescevano, ma crescendo l'esigenza di calore aumentava allora si avvicinavano sempre più alla lava, la loro pelle si ispessiva e il loro aspetto andava sempre più assomigliando ai draghi delle nostre fiabe.
    Anche questa situazione va considerata con una particolare attenzione infatti, con il diminuire della temperatura, gli animali di grandi e medie dimensioni venivano a trovarsi in un punto critico per la loro esistenza, con la testa e la parte anteriore vicino alla fonte di calore mentre il resto del corpo rimaneva al freddo. Noi possiamo aver provato questa esperienza per qualche momento, d'inverno davanti alla stufa, ed abbiamo sicuramente constatato che subito dopo un'immediata sensazione di benessere si deve ritrarsi per permettere al calore di distribuirsi su tutto il corpo.
    A quegli animali però questo non era possibile cosicché il loro sistema nasale e respiratorio veniva posto a dura prova; Anche la parte inferiore della mandibola e del collo, le quali rimanevano congestionate da un eccessivo calore, dovevano provocare una notevole sofferenza; Questa potrebbe essere la causa di disfunzioni gravi come quelle della tiroide e della conseguente pericardite.
    Gli arti posteriori finivano con l'atrofizzarsi cosicché prima della estinzione essi furono costretti a trascinarsi penosamente con le sole zampe anteriori.
    Poi le perturbazioni atmosferiche iniziarono a superare la barriera di quella coltre calda, i dinosauri non trovando ripari a causa della loro mole, si inferocivano dando vita ad un nuovo quadro apocalittico con notti di fuoco. Molti dei più grandi cadevano vittime dei fulmini attratti dalle appuntite scaglie dorsali e dalla massa umida costituita dal loro corpo.
    Una sfida incredibile tra le leggi della vita e quelle supreme della natura, l'istinto di conservazione che scatenava l'odio dei rettili verso i temporali si contrapponeva alla potenza dell'energia che sembrava punire quella violenza.
    La vita dei dinosauri delle regioni vulcaniche deve essere stata dura nell'ambito della collettività, essendo essa composta di animali carnivori, la minaccia dei propri simili era continua. La lotta per appropriarsi dei luoghi migliori, l'attesa che il rivale soccombesse, la prepotenza dei più forti, la baldanza dei momenti più favorevoli, provocavano sentimenti che ad un certo punto diventeranno propri dell'umanità, trovarono forse origine qui i vizi capitali.
    La loro esistenza però non conosceva il tormento dei loro simili che vivevano all'esterno di queste zone e che probabilmente costituivano il loro alimento quelli che immaginiamo a loro agio nelle tiepide pozze fangose.
    Le loro dimensioni dovevano causare dei problemi non indifferenti per quanto riguarda la digestione e la riproduzione. Il corpo può funzionare bene fino a quando i movimenti interni ed esterni rimangono entro a certi limiti; L'elasticità dei tessuti infatti benché sia notevole, permette
    movimenti limitati che diminuiscono con l'età.
    Il tirannosauro alto quanto un edificio di quattro piani muoveva un passo di parecchi metri; Non sappiamo quale poteva essere l'estensione dei tendini della sua zampa poiché non sono state trovate altre impronte di animali così mastodontici, e dai loro scheletri si rilevano proporzioni normali in tutte le loro parti; Se essi si fossero adattati a procedere a piccoli passi le zampe sarebbero risultate di piccole dimensioni.
    La digestione doveva presentare non pochi problemi; Un intestino così lungo difficilmente poteva rimanere esente da ristagni che causano fermentazioni e infezioni. Le giunture delle ossa, come il ginocchio, dovevano possedere un particolare sistema di lubrificazione od altri tipi di tessuti per ridurre l'attrito dell'enorme peso in movimento. Non siamo in grado di immaginare l'entità del segnale che partiva dal cervello per mettere in moto la massa muscolare dell'animale. Oggi sappiamo che le torpedini si difendono con una breve scarica elettrica che può tramortire, segno che la natura biologica é in grado di produrre questa corrente ma riuscire a gestirla in un corpo per assicurarne le funzioni vitali non é semplice senza porla in relazione ad un sistema adeguato predisposto a questo scopo.
    In particolare la deambulazione doveva richiedere una notevole quantità di impulso elettrico. Come sappiamo, la corrente genera anche un campo magnetico circostante, in modo che se due o più animali venivano a trovarsi nelle vicinanze, erano costretti a sincronizzare i propri movimenti affinché questi potessero avvenire senza disturbo; Si potevano allora vedere gruppi di essi spostarsi a passo scandito come schiere in marcia, creando intense vibrazione al suolo e conseguente terrore per gli animali più pic-coli.
    Questo fenomeno, che potrebbe apparire del tutto fantasioso, é rimasto presente negli uccelli e nei pesci ed é ciò che forma lo stormo; Evidentemente essi seguono un capogruppo, probabilmente l'elemento più completo denominato alfa, e si sintonizzano talmente bene da eseguire istantaneamente i suoi movimenti muscolari.
    La balena azzurra od il capodoglio potrebbero fornirci spiegazioni ma la loro realtà é molto diversa da quella di detti animali. Essi infatti, vivendo nell'acqua, risolvono agevolmente il problema dello spostamento in assenza di peso, i loro movimenti sono lenti e con estensioni molto limitate.
    Dunque dobbiamo presupporre che l'organizzazione delle funzioni vitali di questi animali doveva essere paragonabile a quella che oggi c'é tra un'automobile ed una bicicletta; La natura costruiva esseri molto più perfetti dal punto di vista funzionale, anche se di aspetto rozzo, il che é
    coerente con la teoria dell'estinzione.
    Anche la deposizione delle uova da parte delle femmine doveva provocare dolorose lacerazioni ai tessuti nel momento della massima estensione, che veniva raggiunta soltanto alla successiva covata.
    Gli scienziati sono concordi nell'affermare che la Terra fu abitata per un lunghissimo periodo solo da questi rettili ovipari dal sangue freddo, rettili terrestri, anfibi e volanti in svariatissime specie, se é vero che le loro dimensioni aumentavano sempre ad un certo punto incontravano insormontabili problemi di esistenza.
    Così i dinosauri necessitarono di una cute più elastica, di un apparato per la riproduzione separato da quello digerente, più adatto a questo scopo e con il tempo, forse 130 milioni di anni come abbiamo già detto, scattò la molla di quel meccanismo che un giorno causò la mutazione delle cellule germinali e da qualche specie di questi rettili, alcuni di essi assomigliavano già ai cavalli, cominciarono a vedere la luce i primi mammiferi.
    Con l'avvento dei mammiferi la vita compie un notevole salto di qualità. Si riassumono in essi le tendenze delle primitive meduse riguardo alla riproduzione e alle esigenze dei dinosauri i quali a questo punto appaiono tristemente obsoleti, ciò presume che si siano lasciati estinguere ma sappiamo che la vita non si sarebbe mai arresa per un banale aspetto esteriore; Anche oggi coesistono specie di animali con diverso grado di evoluzione, ciò accadde probabilmente perché il loro numero aveva raggiunto la soglia critica della capacità di riproduzione. I mastodonti non poterono riprodurre la perfezione somatica del loro corpo e si estinsero.
    I mammiferi sono tutti animali a sangue caldo, sia erbivori che carnivori, questa distinzione deve essere avvenuta ancora nei rettili, ma non siamo in grado di indicare con assoluta certezza la circostanza di come ciò accadde.
    Forse fu un cambiamento lentissimo e più probabilmente avvenne nei dinosauri delle regioni vulcaniche, i quali trascorrevano la maggior parte del loro tempo nei tiepidi stagni fangosi sul bordo delle colate laviche o nei tunnel creati dalla lava. Lentamente questo calore entrò a far parte della loro realtà, ed é strano che oggi non vi siano rettili a sangue caldo o qualche mammifero a sangue freddo; Questo ci porta a concludere che quando cominciarono a comparire i mammiferi, generati dall'evoluzione dei rettili, essi avevano già il sangue caldo ma é difficile credere che ciò sia avvenuto per una loro particolare necessità.
    Attualmente vi sono alcuni rettili che portano sul ventre chiazze di colore arancione come le iguane di Comodo, alcune salamandre e tritoni che vivono sott'acqua o comunque in zone umide e tutt'altro che calde.
    Quei colori potrebbero essere la testimonianza di un antico stretto contatto con la lava incandescente e forse essi diedero origine ad animali a sangue caldo.
    Con lo studio dei dinosauri abbiamo potuto analizzare quasi tutte le problematiche della vita; In seguito, non il loro perfezionamento ma il migliore adattamento alle condizioni offerte dalla natura permise una condizione di esistenza più agiata agli animali.
    Così, mentre da un lato i rettili ridimensionano il loro predominio sul pianeta, dall'altro assistiamo allo sviluppo di una grande quantità di mammiferi carnivori ed erbivori, sia come specie che come numero.
    Sappiamo ormai che tutto questo si realizza grazie all'equilibrio ecologico che si crea tra prede e predatori, se aumentano le prime anche i predatori sono più numerosi ed efficienti nelle loro cacce.
    Possiamo allora immaginare quale fosse l'ambiente dei mammiferi e quanta abbondanza di vita abitasse le molte fertili pianure del globo, se tra i carnivori apparve la pantera dai denti a sciabola, un animale che, non potendo sbranare la preda affondando i denti, la dissanguava e si nutriva così solo del sangue. Di questi animali sono state trovate più specie, alcune marsupiali, altre della lunghezza di 8 metri. Anche la valle Padana ne conobbe la presenza.
    Le pantere sanguinarie dai denti a sciabola, a differenza dei tirannosauri i quali sono divenuti carnivori per necessità di sopravvivenza, rappresentano in assoluto l'eccesso dell'ingordigia e della sopraffazione, l'istinto che ha portato quegli animali a sviluppare le zanne che affondavano sul collo delle loro vittime per succhiarne il sangue, appare una depravazione, un sadismo demoniaco che oscura con la brutalità le altre infinite meraviglie della natura.
    Sono state rinvenute pantere sanguinarie con le zanne addirittura seghettate nella parte interna per rimanere più saldamente ancorate alla preda. Si può trovare una giustificazione alla loro presenza con un'abbondanza di cibo tale da permetterla su vasta scala, o che siano esse il frutto di una totale assenza di fame che permise il proliferare di mandrie infinite di bufali, bisonti, vacche e maiali?
    L'Europa si trovò, per un certo periodo, in un clima tropicale il quale favorisce enormemente lo sviluppo dei vegetali; Così fu possibile una moltitudine inusitata di mammiferi tanto da richiedere la presenza di animali feroci per evitare che il trionfo della vita si tramutasse in un caos pericoloso.
    Le pantere sanguinarie dai denti a sciabola evidentemente non avevano altri problemi che quello di non fare indigestione, se accadeva, era la loro fine poiché il sangue non digerito si coagulava nello stomaco e le soffocava nel tentativo di liberarsene con il vomito. Le feci prodotte da sangue dovevano avere un odore particolare che veniva riconosciuto dagli altri animali mettendoli in allarme così si abituarono a ricoprirle come fanno ancora oggi i gatti.
    L'animale che oggi assomiglia maggiormente alle pantere dai denti a sciabola potrebbe essere il leone di montagna o puma americano. Alcune parti del corpo come la testa e le zampe rimanevano spesso imbrattate dal sangue delle prede e ad un certo punto il loro mantello prese le caratteristiche del gatto siamese che dovrebbe essere un loro discendente generato nella fase di regresso, prima della loro scomparsa.
    Anche la specie dei leoni deriva dalle pantere dai denti a sciabola, la criniera esuberante e l'atteggiamento di dominio é il risultato di una alimentazione straordinaria, paragonabile ad una droga; La loro comparsa dovrebbe essere avvenuta nel momento del loro apogeo evolutivo.
    Ancora oggi i leoni, dopo aver azzannato la preda, sono portati ad assorbirne il sangue stringendo le guance.
    I leoni però non hanno le lunghe zanne delle pantere sanguinarie, essi derivano da una mutazione germinale, che quando si verifica avviene nell'embrione, creando una nuova specie. In questo caso le pantere sanguinarie avevano risolto il loro problema e non avevano in sé la tendenza di possedere quelle zanne, in natura infatti un animale che nasce in condizioni normali per fortuna non ha le zanne.
    D'inverno, se la temperatura scendeva sotto certi limiti, tutta la massa ossea dei lunghi denti si congelava e trasmetteva il freddo alla parte anteriore del cranio attraverso le profonde radici; Questo poteva procurare sofferenza agli animali, oggi ciò potrebbe ancora accadere ai trichechi.
    Possiamo ritenere che molte specie degli odierni felini derivino dalle pantere dai denti a sciabola. Osservando i loro sistemi di caccia non é difficile immaginare i loro assalti a branchi di bufali, cervi e altro durante l'abbeverata o in estate nei fiumi che si arrossavano abbondantemente come nei miracoli biblici.
    Può essere accaduto che una volta, durante l'assalto ad una mandria, la goccia abbia fatto traboccare il vaso ed i tori, alla vista delle loro femmine uccise in un lago di sangue, si siano infuriati a tal punto che, superata la paura, presero ad incornare le pantere mettendole in fuga.
    La violenza scatenatasi in quell'evento deve essere stata notevole; Forse le prede si erano abituate a subire la ferocia delle pantere dai denti a sciabola, così quel fatto accaduto forse in qualche vallata della penisola Iberica, rimase nella storia come la prima ribellione; Da allora i tori reagiscono alla vista del rosso.
    Alcune pantere cacciavano di notte creando il terrore dell'assassinio nel buio; Forse la storia del principe Nosferatu trae origine da questa lontana realtà.
    Il massimo sviluppo delle pantere vide sicuramente pantere nere dai lunghi denti, il mantello a sfumature bluastre, e le zanne madreperlacee; Un animale che potremmo definire di lusso, elegante e terribile, e ancora quelle grigie dalla testa tonda e le zanne più corte, altre di taglia più piccola e la testa dal muso allungato come alcuni gatti africani.
    Col tempo le risorse alimentari cominciarono a diminuire, le pantere sanguinarie cominciarono a sentire la fame e a desiderare il sangue.
    Questa può essere ritenuta la caratteristica più micidiale che si potrebbe ritrovare negli ioni positivi. Se qualcuno riuscisse a strumentalizzarla causerebbe la morte per stregoneria.
    Alcune leggende dicono che in certi luoghi furono trovati al mattino cadaveri di adulti o bambini completamente dissanguati. Ne conseguirono condanne capitali dei criminali più sospettati. Certo é che con l'accumularsi nei millenni di questa tendenza omicida nei luoghi dove essa si concentra, potrebbe provocare fatti incredibilmente funesti.
    Prima di estinguersi le pantere dai denti a sciabola forse si abituarono a non avere le zanne per poter ritornare a nutrirsi semplicemente di carne; Non sappiamo se con il tempo questa mutazione abbia potuto avere luogo certo é che verso la fine del loro dominio, apparve un animale che poteva sembrare la soluzione al problema, il machaurodus, il quale poteva aprire le fauci con un angolo tale da superare la lunghezza delle zanne.
    Per un certo periodo esso poté nutrirsi di carne, ma con l'allungarsi delle zanne, ciò divenne impossibile, così l'animale affamato, vedendo la preda e non potendo saziarsene, moriva colto da contrazioni nervose e muscolari simili alla crisi epilettica.
    In seguito il clima tropicale, che seguì i dinosauri, si mitigò lentamente, i fumi delle ultime eruzioni vulcaniche che trattenevano il calore si dissiparono, le disponibilità alimentari diminuirono per tutti e le pantere dai denti a sciabola si estinsero per lasciare il posto a quelli che
    sono gli odierni comuni predatori.
    I continenti intanto proseguivano nella loro espansione frazionandosi e lasciando spazio a mari interni e a profonde insenature. Il cielo era azzurro, la flora apparve nel suo completo sviluppo con ampie varietà di fiori, frutti, colori ed aromi. L'ambiente era pressoché idilliaco anche per gli animali ora che la prepotenza della vita aveva trovato un equilibrio tale da permettere anche momenti di serena convivenza.
    In questo quadro di grande equilibrio si aprono per tutti nuove esperienze, gli animali più evoluti, i mammiferi, probabilmente subirono sempre più l'incantesimo di questa nuova situazione.
    Dell'incantesimo si parlava prima soltanto nelle fiabe, con leggerezza e noncuranza ma per gli esperti c'é differenza tra magia ed incantesimo: l'incantesimo si basa su di una suggestione talmente profonda da provocare uno stato persistente di mancanza di tensioni, per cui chi viene incantato si trova in balìa della volontà altrui.
    Con la nostra immaginazione, sviluppata grazie a innumerevoli immagini offerte dai mezzi moderni, possiamo facilmente ricreare i momenti che gli animali vissero come sotto un incantesimo naturale, che provocò periodi di totale assenza di tensioni. Non é difficile capire sotto quale volere vivevano quei momenti, quale intenzione poteva invadere il loro essere.
    E' difficile pensare che un animale potesse giungere a progredire istintivamente fino a giungere allo stato umano attraverso l'azione degli ioni positivi per mezzo di mutazioni somatiche o germinali.
    Il divario tra l'uomo e l'animale più simile ad esso é ancora oggi abissale. Nei momenti di incantesimo fuori da ogni realtà poté entrare soltanto il disegno del Creatore che da cerve, renne, bufale, mufloni ed altre femmine che si trovavano in un particolare momento della formazione dell'embrione che portavano, provocò una mutazione genetica positiva che vide la comparsa dell'uomo.
    Non necessariamente l'uomo veniva soltanto dalla scimmia poiché la specie umana, man mano che si prosegue nella conoscenza della sua struttura, si rivela simile a molti altri animali. Di recente si é scoperto che gli organi più adatti ai trapianti sono quelli dei suini e l'apparato digerente umano é simile a quello dei mammiferi erbivori della nostra taglia.
    Possiamo escludere che l'uomo derivi dagli animali feroci anche se in seguito, per altre ragioni, ne sarà coinvolto.
    Questa mutazione poté avvenire, in un certo periodo, in tutti i luoghi della Terra, fino a quando la nuova situazione non divenne un fatto normale ma ancora oggi talune immagini della bellezza della natura provocano nell'uomo emozioni assai vicine all'incantesimo.
    Forse anche mammiferi inferiori generarono creature umane come si legge nelle fiabe, i boschi erano abitati dagli gnomi, i quali si trovarono nell'impossibilità di difendersi da un numero ben maggiore di predatori e si estinsero. Per contro sappiamo che sono esistiti anche i giganti ma in numero così esiguo da non poter perpetuare la loro specie.
    In pratica non appare facile che la razza umana potesse stabilizzarsi tanto presto, nonostante la quantità di energia vitale, le probabilità di superare la prima fase di vita non devono essere state molte anche se sappiamo che alcuni animali sanno proteggere adeguatamente la prole, quindi le nascite straordinarie devono avere avuto una certa frequenza per un periodo lunghissimo prima della formazione di una comunità o addirittura della prima famiglia che abbia visto un nato dal genere umano.
    Da questo tempo di passaggio trae alimento la fantasia di molte fiabe che conosciamo, tutto può essere stato possibile e non ci soffermiamo oltre.
    Anche gli animali carnivori o feroci possono aver subito l'incantesimo della natura; Un'orsa sazia in una radura fiorita di primavera potrebbe aver provato sensazioni originali nonostante le sue zampe dotate di unghie di dieci centimetri e la sua potente mascella.
    L'epoca della ferocia può dunque aver dato origine ad esseri simili agli umani ma le caratteristiche, come abbiamo già detto, sono ben identificabili.
    Di essi fu ritrovato qualche resto che li rese noti e i luoghi in cui abitavano testimoniano le loro abitudini al cannibalismo. Gli uomini che rappresentiamo con la clava e vestiti di pelli erano più probabilmente gli orchi delle fiabe, non i nostri progenitori e rimasero rappresentanti unici di una specie che non ebbe séguito.
    Gli orchi, se esisterono, avevano delle caratteristiche simili ai dinosauri delle regioni vulcaniche, vivevano nelle caverne, nel disordine e maleodoranti di orina e fumo, da esse uscivano per procurarsi il cibo.
    Con il favore di un clima cupo e nebbioso, osservavano gli umani e nell'intenzione di raggiungere il loro grado di sviluppo, li cacciavano per nutrirsi del loro cervello come é uso ancora oggi in alcune tribù primitive.
    Il loro grado di intelligenza potrebbe destare preoccupazione per quanto riguarda il loro odio nei confronti degli umani per non riuscire a costruire come loro.
    I resti dell'uomo di Neanderthal (100.000 anni fa), di Cro-Magnon dei pitecantropi, arcantropi (600.000), dell'Aegyptopthecus (30 milioni di anni) il quale aveva la dentatura della scimmia ma la forma del cranio voluminosa e arrotondata simile a quella umana e ritrovato in un terreno dell'oligocene presso Il Cairo, fanno parte probabilmente di questa specie.
    Il loro aspetto, dalla descrizione che abbiamo, permette di far risalire la loro origine alla stirpe della ferocia, troppo lontana dall'umano forte ma slanciato ed elegante che potrebbe essere derivato da una renna, da un cervo o da un equino.
    Gli umanoidi erano a metà tra gli animali e l'uomo, provenivano quasi sicuramente dagli orsi, dai rinoceronti lanosi e dai cinghiali, avevano un certo grado di intelligenza umano in più l'istinto degli animali che li dotava di una sensibilità verso i fenomeni naturali da avvicinarli facilmente a pratiche animiste.
    Così possono spiegarsi strani ritrovamenti avvenuti in Europa Occidentale e centrale ricollegabili al culto dell'orso; Entro grotte profonde venivano custoditi crani di orso in nicchie scavate nelle pareti. In Svizzera sono stati trovati cassoni rettangolari in pietre a secco contenenti
    crani di orso orientati tutti verso una precisa direzione; In Francia invece, otto crani d'orso erano orientati in direzione contraria.
    Tutto ciò potrebbe far pensare all'intenzione di chi ha compiuto queste opere, di convogliare energie naturali verso gli orsi di cui evidentemente avevano intuito l'origine e di tentare di favorire il proprio sviluppo per acquisire forza numerica.
    Probabilmente pensavano che anche l'origine dell'uomo fosse stata così. Per frenare le nascite frequenti di quest'ultimo, ponevano pietre al posto dei visceri delle renne femmine, come si é trovato nel lago fossile di Stellmoore in Germania.
    Data la quantità di scheletri ritrovati potrebbe anche essere accaduto che le numerose nascite di umani avessero acceso l'ira degli umanoidi che compirono una preistorica strage degli innocenti e delle loro madri naturali.
    L'uomo non viveva nelle caverne, anzi le evitava accuratamente perché esse erano il rifugio di tutti i suoi più pericolosi nemici per cui non é possibile trovarne tracce molto antiche; I morti venivano cremati perché non finissero in mano agli orchi, soltanto dopo la definitiva scomparsa degli orchi fu possibile l'inumazione degli uomini.
    Non é nemmeno possibile stabilire una data per questi avvenimenti, i mammiferi più evoluti si presentano facilmente nell'era terziaria o cenozoica quando i fenomeni vulcanici erano ancora imponenti e l'atmosfera offuscata. L'era quaternaria o neozoica conta un milione di anni fino ai giorni nostri, ed é caratterizzata dalle glaciazioni; E' possibile che a quel tempo siano iniziate le apparizioni degli umani e degli umanoidi i quali vissero fino a circa 15.000 anni fa.
    Come abbiamo già detto, probabilmente gli umanoidi non si riproducevano, perche, derivando da animali feroci che sono in numero molto inferiore a quelli erbivori, non facevano in tempo a conoscere loro simili del sesso opposto, essi con la loro struttura più robusta, avrebbero sicuramente sopraffatto gli umani. Sono stati ritrovati umanoidi insieme a quelli che potrebbero sembrare i loro piccoli ma questi forse erano solo individui più giovani.
    Il tempo di mezzo dunque, durò da quando vi fu la possibilità che qualche umano venisse alla luce cioè, dall'inizio dell'era quaternaria, fino al termine delle nascite degli ultimi umanoidi, 15.000 anni fa, quindi 985.000 anni; ma non sappiamo quando si formarono le prime famiglie che poi
    divennero le prime vere comunità.
    Questo periodo vede un primo tempo nel quale é assente ogni forma di organizzazione, quello che nella Bibbia potrebbe corrispondere al paradiso terrestre.
    Come abbiamo già detto in precedenza, questo fu probabilmente il più bel periodo che l'umanità abbia conosciuto; Per la teoria dell'estinzione ogni essere era così perfetto da giustificare un'esistenza vicina a quella del mondo vegetale, ottocento, novecento anni, il ché equivale ad una età come nella leggenda degli elfi abitatori delle foreste.
    L'uomo, inconsapevole delle proprie capacità, viveva senza alcun problema se non quello di procurarsi il cibo e difendersi dai predatori, tutto il suo ingegno era rivolto a questo e, se per qualche fortunata coincidenza riusciva a superare i primi anni di vita, non aveva poi alcuna esigenza.
    Ciascuno può farsi un'idea di quanto potesse essere difficile superare l'ostacolo. Migliaia, decine di migliaia di anni, in luoghi dove le probabilità erano più favorevoli, in qualche isola o vicino al mare, dove i predatori erano meno numerosi, riuscì a formarsi qualche famiglia ma non
    siamo in grado di dire quando.
    La Sardegna, la Corsica e le altre isole del Mediterraneo potrebbero essere state adatte a favorire lo sviluppo degli umani più che non le foreste del continente. Forse gli umani realizzavano costruzioni circolari come quelle rinvenute in pieno deserto del Sahara, le tombe solari, con l'aiuto dei giganti, i nuraghi della Sardegna, e Stonehenge in Inghilterra con i massi erratici trasportati dai ghiacci durante le ere glaciali.
    Proprio con lo stabilizzarsi della razza umana, nuovi problemi emersero, soprattutto quello di costruire, migliorare, adattare la realtà alle proprie esigenze e gestire ciò che era essenziale per tutti, il fuoco.
    Termina così l'era delle fiabe e l'uomo inizia quella della ragione.
    La violenza era assente, i più antichi ritrovamenti archeologici e i graffiti stessi trasmettono l'effetto di una esistenza tranquilla e creativa ma nessun segnale di aggressività.
    Sappiamo che gli uomini vissero su palafitte in riva ai fiumi e su terramare per difendersi dai predatori; Quasi sicuramente erano vegetariani almeno nella buona stagione dati i pochi mezzi di cui disponevano per la caccia alla quale erano costretti a ricorrere d'inverno quando terminavano
    le provviste accantonate.
    In queste comunità primitive alcune figure iniziarono ad assumere una certa importanza, i custodi del fuoco. Essi venivano designati a questo compito molto importante, per aver dato prova di capacità e fiducia.
    Il fuoco veniva conservato sempre acceso in un luogo sicuro e quando serviva ciascuno andava a prelevarlo evitando di doverlo accendere con lo strofinio di due bastoncini o con la pietra focaia, ma era ancor più prezioso quando lo si conservava dopo un incendio spontaneo o dai fulmini dei
    temporali. Oltre che per cuocere i cibi il fuoco serviva anche per la difesa dagli assalti notturni e diurni degli animali feroci. Esso era assolutamente indispensabile.
    Non avendo scuri o attrezzi di metallo per procurare la legna, si dovevano usare soltanto rami e cespugli di dimensioni ridotte, i custodi del fuoco erano quindi sempre intenti a procurare il legname o, se era la comunità a fornirlo, a spezzare legna con le mani.
    Mentre si occupavano di questo, essendo i più autorevoli, spesso erano anche consiglieri e maestri; Essi con rami e bastoncini indicavano e disegnavano sul terreno, poco dopo si vedevano realizzati vari lavori; Qualche ingenuo pensò che il potere di quella capacità dipendesse dall'attrezzo del custode del fuoco, la bacchetta magica.
    Non sappiamo quanto tempo l'umanità sia vissuta con questa struttura sociale, certamente millenni e millenni, forse la civiltà del fuoco é quella che ebbe la durata più lunga.
    Col tempo i custodi del fuoco formarono una classe di eletti i quali acquisirono attitudine a vivere sotto il controllo della comunità, così che si trovarono portatori di prerogativa e il peso delle responsabilità si fece più sopportabile. Quando l'età non permetteva loro di svolgere le mansioni di custodi, divenivano capi, giudici, sacerdoti od organizzatori di altre varie opere importanti.
    L'era del fuoco si concluse con la scoperta dei metalli i quali permisero la costruzione di armi efficaci per una difesa immediata.
    La possibilità che l'uomo giungesse alla scoperta dei metalli non fu tanto facile. Sicuramente il primo metallo ad essere trovato fu l'oro dei torrenti e nelle sabbie dei fiumi. Qualcuno un giorno decise di scoprire da dove provenissero certi sassolini o quei fili malleabili e brillanti, e risalendo i corsi d'acqua fino alla sorgente si addentrò nelle grotte, nelle rocce ove trovò le vene aurifere ed ebbe inizio così la mineralogia.
    Se non per i monili l'oro non presentava una grande utilità, inoltre per fonderlo bisogna raggiungere i mille gradi di calore come anche per il rame, cosicché la nuova tecnica dei metalli non ebbe un grande sviluppo: un coltello o una punta di freccia di rame costavano moltissimo sia per la estrazione dal minerale sia per la lavorazione ed avevano una durata limitata mentre con la selce si poteva ottenere quasi lo stesso risultato con poca fatica.
    Questo per dire che l'umanità poté avere un periodo di vita molto più lungo di quanto si creda nell'età del fuoco e della pietra scheggiata.
    I metalli fanno quasi parte dell'era moderna, la loro storia inizia con il lusso, di cui qualche uomo ha voluto fornirsi quando già la sua esistenza non aveva altri problemi. Chi si appassionò delle piante, chi della medicina, altri studiarono i metalli ma le probabilità che all'inizio questi potessero essere presi in considerazione per utilità razionali erano veramente scarse.
    Per il ferro la questione era ancora più difficile; Basti pensare che esso non fonde ma giunto intorno ai 1300ø di temperatura, assume l'aspetto di una pasta schiumosa e ribollente che produce scintille ma di scarsa consistenza, non adatta alla lavorazione se già non si conoscono le caratteristiche che essa assumerà trattandola in modo adeguato; Una difficoltà che avrà ritardato l'uso del ferro di chissà quanti millenni.
    Anche la possibilità di trovare il ferro in natura, come accade con il rame o l'oro era molto scarsa poiché esso si ossida in superficie formando uno spesso strato che nasconde il suo vero aspetto. Con il rame l'uomo aveva acquisito l'esperienza di produrre elevate temperature impresa non facile senza l'uso del carbonfossile.
    I meteoriti spesso sono composti di minerale ferroso; Può essere che durante il ritrovamento di un meteorite con la presenza del nucleo ferroso intatto, qualcuno abbia riconosciuto in esso le stesse caratteristiche di alcune rocce presenti in un determinato luogo e, proseguendo gli esperimenti, sia riuscito a riprodurre le noci piovute dal cosmo.
    Questa potrebbe sembrare una spiegazione un po’ fantasiosa, in realtà il ferro di origine meteorica é abbastanza comune, la maggior parte di esso ha una composizione simile a quello dell'interno del globo come ormai sappiamo, anticamente si usò minerale meteorico per ottenere il metallo puro.
    Il sistema più semplice per ottenere il ferro dai minerali ferrosi é quello di riscaldarli con l'aiuto di un mantice miscelandoli a carbone di legna.
    Per diminuire la dispersione di calore che deve raggiungere i 1500ø, questa fase di lavorazione viene eseguita in forni di terracotta scavati nel terreno (forno catalano), la successiva difficoltà é quella di diminuire la temperatura fino al punto di riuscire ad impastare la massa schiumosa prima che si raffreddi ed a formare quindi il lingotto di ferro.
    Non ci fu mai una vera e propria corsa al ferro anche perché, come a abbiamo già detto, la sua utilità non era indispensabile alla comunità; La lavorazione era difficile e faticosa; Fu il suo uso in campo bellico che obbligò ogni popolo a compiere ricerche per procurarlo al fine di non rimanere svantaggiati in caso di necessità.
    Questo metallo tanto utile, si legò nel tempo ad una storia di apprensione di paura di fatica e di violenza. Dove c'era il ferro l'ambiente era carico di quelle tensioni, poteva sembrare una nuova cacciata dell'uomo dal paradiso terrestre, se confrontato con i tranquilli villaggi della pietra scheggiata e della terracotta. All'inizio esso servì soltanto per uccidere più facilmente, sicuramente qualcuno lo maledisse o lo odiò come oggi avviene con l'energia atomica.
    Ormai però il dado era tratto, questo dono della natura non poteva rimanere relegato solo all'uso bellico, per redimerlo bisognava usarlo per fini più positivi questo avvenne con il tempo: il suo uso si diversificò e fu ben accetto dall'uomo.
    Evidentemente l'argomento dei metalli era così difficile che potrebbe essere paragonato all'astronautica di oggi e rimaneva quindi circoscritto a pochi esperti ed esploratori che venivano designati come si faceva con i custodi del fuoco per evitare che le energie della collettività si disperdessero pericolosamente.
    Si ritiene che le civiltà Cretese, Ittita ed Egizia furono le prime ad utilizzare il ferro intorno al secondo millennio a.C. come é riportato da alcuni testi ma la data può essere anticipata ampiamente; I blocchi di pietra per la costruzione delle piramidi devono aver richiesto l'uso di leve e scalpelli e i capi si erano subito accorti che il popolo era facilmente avido di punte aguzze e lame taglienti, perciò essi ne ostacolarono la conoscenza.
    Possiamo presumere che la razza umana abbia trovato più facilità a svilupparsi nella zona nord tropicale del globo dato che nell'attuale Sahara sono stati ritrovati graffiti che rappresentano animali e vegetazione, questo perché in Europa le ere glaciali periodicamente rendevano più difficile la sopravvivenza e cancellavano ogni segno di progresso eventualmente raggiunto.
    In Africa invece poté svilupparsi una civiltà notevolmente più avanzata della quale il deserto ha cancellato ogni traccia. Possiamo paragonare ad esso l'ambiente dell'attuale Centro-America che, ricco di pianure, fiumi, alture non troppo aspre, vegetazione rigogliosa si é ridotto a quella che oggi é la distesa di sabbie situate sul tropico oltre l'Atlantico.
    Qualcosa é rimasto ad accomunare questi luoghi, le piramidi.
    Non si può risalire con assoluta certezza al periodo di costruzione di questi monumenti, poiché potrebbero essere manipolazioni di opere precedenti, però possiamo formulare l'ipotesi che prende in considerazione l'energia vitale comune a tutta la razza umana e grazie alla quale possiamo affermare che la determinazione che spinge l'uomo a decidere di compiere opere così colossali deve essere sorta in tempi non troppo lontani gli uni dagli altri, presupponendo che le condizioni di vita dei due ambienti fossero simili.
    Non ci rimane che affrontare la difficoltà di ricostruire un periodo buio dell'umanità il quale contiene enigmi non ancora risolti dalla scienza. La scarsità di dati non ci consente di giungere a conclusioni definitive ma di dare soltanto una spiegazione un po’ più aggiornata.
    Ci riferiamo a tre argomenti legati ad un punto di domanda, l'Atlantide, il Centro-America con Maya, Inca e Aztechi, l'Egitto prima del deserto.
    Tra questi popoli gli Inca e gli Egiziani sono quelli che mostrano similitudini inspiegabili; I primi in un tempo remoto costruirono la città del Sole o degli déi, Machu Pichu;essi erano in grado di trasportare immensi blocchi di granito da una cava distante cinquanta chilometri senza conoscere l'uso della ruota e del ferro. Come gli egiziani costruirono le piramidi, anche i Maya e gli Aztechi costruirono opere prodigiose ma non così importanti.
    Nella città degli Inca non fu trovata alcuna iscrizione o disegno o tombe, i suoi abitanti sembrano essere scomparsi con tutto ciò che non era di pietra.
    La cosa essenziale é dare un significato logico alla necessità che spinse questi popoli a realizzare costruzioni che superano di gran lunga le normali esigenze di culto o di conoscenza. E' più facile credere che sia stata una necessità esistenziale ad obbligarli a tanto; Anche questo ci dimostra come l'energia vitale, e quindi l'istinto di conservazione, fosse ancora prepotentemente forte di fronte ad una minaccia di pari grado; Ciò dice che l'umanità deve aver corso un serio pericolo e che grazie ad uno sforzo di volontà si é riusciti a superarlo.
    Ci rimane di analizzare quali minacce potrebbero essere derivate dalle tendenze preistoriche incontrate nel corso dei millenni e rimaste nel ciclo degli ioni positivi.
    Oggi ciò potrebbe apparire poco significativo se immaginiamo come poteva essere la tensione provocata dalla fame delle pantere sanguinarie dai denti a sciabola 20.000 anni fa, quando il numero degli esseri umani iniziava a crescere e le difese ad indebolirsi, oppure l'illusione dei dinosauri a rincorrere continuamente il calore solare.
    Non dimentichiamo che, specialmente nei Maya e negli Atztechi, questi due elementi assolutamente predominanti nella loro religione, li condusse alla pazzia e li distrusse.
    Il grado di civiltà raggiunto, al massimo splendore, era uno dei più evoluti, ma come sempre ad un certo punto anche il loro equilibrio si incrina.
    I sacrifici umani offerti al dio Sole si contavano a decine di migliaia, i templi grondavano sangue. In fosse comuni si rinvennero centinaia di migliaia di teschi, basta documentarsi per convincersi; questo dimostra che anche la quantità di popolazione era ingente; Con quei sacrifici l'uomo, sempre più ossessionato da una sopravvivenza più sicura, alienava sia la fame delle pantere dai denti a sciabola che l'illusione dei dinosauri.
    In quei luoghi, che non a caso si trovano proprio nel ventre del golfo più caldo del mondo, nel quale si venne a creare una enorme concentrazione di ioni positivi, la razza umana dovette combattere una durissima lotta contro l'illusione che, come una droga annebbiava la ragione, e contro la ferocia che rende cinici e sanguinari. Così trovarono i Maya gli spagnoli e li annientarono come avrebbe fatto chiunque altro in presenza di una simile situazione di decadenza.
    Ma questi fatti accaddero soltanto 500 anni orsono e non sappiamo quale poteva essere la realtà precedente di 20.000 anni, l'epoca in cui il deserto del Sahara era abitato.
    Dobbiamo quindi riprendere in più attenta considerazione la questione delle situazioni preistoriche per vedere se qualche realtà derivante da esse sia stata la causa che ha mutato addirittura l'aspetto delle terre e del clima.
    Senza eccessiva difficoltà possiamo riferirci ad una situazione che conosciamo, la fame delle pantere dai denti a sciabola.
    Ricordiamo a questo proposito un fatto della Bibbia che può illuminare il problema: Geova, il Dio d'Israele, colpì gli egiziani con la morte di tutti i primogeniti ma salvando quelli del suo popolo e ordinando loro di segnare col sangue gli stipiti dei loro usci; La presenza di quel sangue
    avrebbe tenuto lontana quella piaga ma nella Bibbia si racconta di grandi stragi operate dall'Angelo sterminatore, cosa poteva avvenire ben 20.000 anni addietro e come potevano reagire gli uomini di fronte a simili esperienze?
    Ad essi non rimaneva che pensare di trovarsi di fronte ad un nemico dai poteri soprannaturali, dal quale era necessario trovare un modo per difendersi o cercare energie più forti di lui per tentare di sopraffarlo.
    Così i maghi, i druidi e gli stregoni di ogni luogo nel quale accadevano questi fatti iniziarono a studiare, chi sui sentieri del male, altri su quelli della difesa, per poter risolvere questo problema, spesso accusandosi a vicenda, scatenando vere guerre a livello religioso.
    Possiamo così ricostruire una realtà da saga esistente sulla fascia tropicale, il polo del centro-America e il Nord-Africa con una situazione ambientale assai simile. Da aggiungere anche l'Atlantide, della quale probabilmente sono rimaste soltanto le isole Azzorre nell'Atlantico.
    L'ambiente da fiaba si realizza in tutti gli aspetti se riteniamo di dover prendere in considerazione l'esistenza di un'energia menzionata da studiosi di antichissimi testi nei quali si afferma che essa consentiva il volo di navi in grado di trasportare anche 100 persone.
    Questa energia definita di origine esoterica o paranormale denominata 'vrill' non poteva trovare origine che nella tendenza preistorica dei dinosauri nella situazione di non poter proseguire la corsa verso il Sole; Per milioni di anni essa si accumulò manifestandosi in seguito sottoforma di spinta a superare un ostacolo come il mare, un fiume o un monte.
    Una difficoltà era costituita dal sistema di regolazione per poter comandare i mezzi di trasporto; Nei testi essi risultano costruiti con tre metalli, due bianchi, ad esempio ferro e zinco, uno rosso, rame od oro.
    Probabilmente, regolando la quantità di uno di questi ultimi, si stabiliva il grado di intercettazione dell'energia e quindi la velocità.
    Ritroveremo il medesimo criterio per liberare il corpo da eccesso di ioni negativi.
    Anche le piste di Nazca potevano essere effettivamente dei luoghi di partenza di simili velivoli infatti esse erano attraversate da fiumi ma la quantità di energia non permetteva il trasporto di più di un passeggero il quale cavalcava un mezzo simile ad una croce distesa provvista di numerose appendici, apparentemente estetiche, atte alla regolazione.
    Questi erano probabilmente di epoca successiva quando l'energia iniziava a venir meno. Che dire della scopa della fattucchiera e del tappeto volante? Ci fu un tempo tra realtà e fantasia.
    Il 'vrill' rimane tramandata come un'energia usata anche per il trasporto di interi eserciti, dunque per fini non pacifici; Vi é pure la descrizione di armi di distruzione che impiegavano energie caloriche sempre dipendenti da tendenze preistoriche.
    Da ciò che rimane possiamo comprendere che al culmine delle loro difficoltà i capi dei popoli di terraferma decisero di cercare aiuto o nuove energie nelle regioni del cosmo; i maghi dell'America centrale si isolarono concentrando tutti i loro sforzi a prezzo di fatiche sovrumane e costruirono Machu Pichu, gli egiziani superando simili difficoltà costruirono il sistema egizio, una serie di opere colossali ad imitazione di una parte del cielo nell'intento di trovarvi una qualche sintonia che potesse ritornare in loro aiuto.
    Se quest'ultimo intento avesse avuto successo potrebbe essere la causa dell'apocalisse avvenuta intorno a quel periodo e la ragione di tutti quegli enigmi ai quali non si é data spiegazione, la scomparsa degli abitanti di Machu Pichu, la fine di Atlantide, la desertificazione dell'Africa, la rapida fine dell'ultima era glaciale, il conseguente diluvio descritto nella Bibbia.
    Solo in tempi recenti abbiamo appreso che, fino ad un minimo di 8000 anni orsono, il continente europeo era coperto dai ghiacci, solo le cime più alte delle catene montuose emergevano da un immenso cuscino bianco. Così doveva apparire l'entroterra ad un osservatore in riva al mare, una pianura larga mediamente um centinaio di chilometri lo separava da esso; Il mare infatti influiva sul clima, mitigandolo, entro quella distanza.
    Si é potuto risalire a ciò osservando che i depositi lasciati dai ghiacciai iniziano in punti precisi più o meno a quella distanza. Le due immense calotte artica ed antartica privavano gli oceani di una considerevole quantità d'acqua e rendeva possibile l'esistenza di quei continenti dei quali l'esistenza é ancora dubbia come Atlantide e Mu.
    Da quanto ci riportano le antiche leggende ed il diluvio Biblico, possiamo dedurre che l'era glaciale terminò rapidamente infatti l'innalzamento improvviso della temperatura e il conseguente disgelo, causò un aumento della superficie di evaporazione e quindi un incremento della piovosità. Ma non fu questa la causa dell'inondazione globale.
    A causa del disgelo le acque salirono ad un livello inimmaginabile; Questo perché la crosta terrestre era gravata diversamente: sui continenti si trova l'enorme peso dei ghiacci mentre i bacini oceanici, oltre a contenere una minore quantità d'acqua, subivano una spinta verso l'alto dalla massa magmatica fluida sulla quale, come ormai sappiamo, galleggiano i continenti.
    Così ben presto le acque rifluirono nei bacini oceanici che acquisirono le profondità attuali.
    L'umanità abitava in una fascia più ristretta del pianeta ed infatti le antiche leggende parlano di avventure per mare mentre dell'interno dei continenti non si fa menzione come oggi ben raramente si parla della Groenlandia.
    Apriamo una breve parentesi a proposito delle ere glaciali: esse appaiono nel periodo quaternario con una periodicità e durata approssimativa che non può essere dovuta a cause astronomiche; Ora che abbiamo scoperto la caratteristica dei golfi e l'effetto di amplificazione che si verifica a causa dell'energia che si accumula, possiamo giungere ad una conclusione che può dare una spiegazione alla dinamica delle ere glaciali.
    Quando si formarono le catene montuose ed i mari ebbero insenature sufficientemente pronunciate come ad esempio le Alpi e il golfo padano, la energia degli ioni positivi si concentrava quasi sotto al monte Bianco e al monte Rosa tra ghiaioni e torrenti provenienti dai ghiacciai. Questo ambiente freddo influì in quel modo sul clima dando inizio alla prima era glaciale, le acque si ritirarono nella valle adriatica a causa delle precipitazioni nevose lasciando allo scoperto il fondo di rocce bianche, questo durò fino a quando i fiumi non mutarono il ventre del golfo rendendolo paludoso, ricco di vegetazione, humus e gas provenienti dalla fermentazione.
    Con questi elementi il clima iniziò a mitigarsi, lentamente le acque salirono e si ebbe un periodo più caldo fino a quando non si ritornò alla fase iniziale e si ebbe così la seconda glaciazione. Questo ciclo si ripeté per quattro volte, ora ci troviamo nella fase di riscaldamento e la situazione ambientale potrebbe confermare questa dinamica.
    Se vi furono antiche civiltà esse poterono svilupparsi con maggiore probabilità durante le ere glaciali nelle isole che emergevano al posto degli oceani al riparo dal pericolo dei predatori che dominavano le terre emerse durante i periodi caldi.
    Forse gli egizi non seppero ponderare opportunamente la potenza delle loro opere, avrebbero dovuto attendere più tempo prima di rafforzarle per ottenere il risultato sperato. L'energia, in un certo tempo, giunse dal cosmo ma distrusse tutto e non é escluso che sia ancora efficace.
    I suoi effetti però sono molto diminuiti a causa dello spostamento della volta celeste avvenuta nel tempo, come sappiamo le piramidi, furono orientate ad alcune note stelle e costellazioni.
    Anche la popolazione egizia scomparve, di essi non ne rimase un solo rappresentante infatti i geroglifici ci riportano figure che non possiamo attribuire ad alcuna specie attuale ma che consideriamo di un tempo anteriore al nostro di soli seimila anni.
    Ora, a concludere la nostra fiaba, non ci rimane di affermare che anche al ferro toccò la stessa sorte, scomparve con i suoi artefici creando un vuoto assurdo nella storia che si può colmare soltanto ricorrendo alla fantasia.
    Recentemente si sono rinvenuti pezzi di sabbia vetrificata in un punto tra il Nilo ed il Mar Rosso. Questi pezzi vetrificati sono del tutto analoghi a quelli che si formano in seguito alle esplosioni nucleari ma nessuno poteva darne una spiegazione valida data la grande quantità di calore necessaria a produrli.
    L'Atlantide, rispetto due contendenti inconsapevoli di essere minacciati dallo stesso nemico, godeva di una situazione di privilegio infatti in un'isola di tali dimensioni non potevano crearsi concentrazioni di ioni positivi pericolose, inoltre quel continente era ricco di metalli, anche unici come l'oricalco, cosa che invece mancava a egizi e Maya.
    I metalli sono essenziali per difendersi dalle tensioni ioniche e gli atlantidi ebbero modo di studiarle per difendersi e addirittura di usarle a loro vantaggio, divenendo un popolo predominante sugli altri grazie a ciò che tutti consideravano scienza ma che in realtà era lo sfruttamento di alcune tendenze preistoriche che provocavano situazioni di siccità e quindi carestia, in particolare operava l'illusione dei dinosauri che potenziava enormemente l'effetto solare.
    Non apparirebbe tanto semplice provocare intenzionalmente periodi di siccità ma purtroppo ciò iniziò ad essere possibile allorquando con il diminuire dell'energia vitale alcune di queste tendenze iniziarono ad invadere la mente di alcuni esseri umani. Gli atlantidi in qualche modo impararono a riconoscere queste persone e le eleggevano come alfa cosicché quella tendenza risultava amplificata e riviveva il clima desiderato dai dinosauri.
    L'Angelo sterminatore avrebbe potuto essere un comunissimo mortale inconsapevole di portare in sé la fame di una moltitudine di pantere dai denti a sciabola, questa la più temibile possibilità.
    Giuseppe, nella Bibbia, potrebbe averci dato una dimostrazione di come Atlantide assoggettava i popoli circostanti quando, riuscì ad ottenere credito per il suo popolo presso il Faraone.
    Anche l'Arca dell'Alleanza presuppone una conoscenza profonda sul modo di trattare gli ioni, le sue pareti in sottili lamine d'oro, costituiscono un condensatore che li cattura e li scarica attraverso le ali dei due angeli posti sopra di essa.
    Nell'Esodo (3,4) si parla di fatti miracolosi che Dio ordina di compiere a Mosé, essi richiedono l'influsso dell'illusione dei dinosauri nell'energia luminosa degli occhi che causa la lebbra, la fame delle pantere sanguinarie per trasformare l'acqua del Nilo in sangue e la genesi dei serpenti che fu causata dall'incantesimo dei dinosauri delle regioni vulcaniche, quando si riscaldavano di notte sulle rive dei torrenti di lava.
    Solo questi fatti straordinari potevano accadere ma non altri, infatti più avanti (7,22) la Bibbia riporta che anche i sacerdoti del Faraone compivano gli stessi prodigi ed altri in un duello a dimensioni ridotte che potrebbe darci l'idea dello scontro che avvenne prima tra Egitto e centro-america.
    Poste queste considerazioni, sembrerebbe che qualche superstite di Atlantide avesse deciso di aiutare il popolo d'Israele ma la storia continuò con la promessa da parte di Geova (Dio), di rendere giustizia sulla Terra e fare di Israele un popolo felice.
    Queste intenzioni si esemplificano bene nel Libro dell'Esodo (19-20) quando vi fu una prova della forza che le volontà potevano raggiungere in quel luogo. Gli atlantidi, infatti, conoscevano la scienza degli ioni come energia ma non le caratteristiche particolari di certi luoghi come nel caso dei golfi poiché su Atlantide probabilmente non ve ne erano di significativi come abbiamo già detto.
    Con la fine del loro mondo alcuni Atlantidi si trovarono nella condizione di vivere nelle zone in cui l'energia si accumulava, come per esempio nella terra di Israele; Essi notarono che certi effetti subivano una amplificazione a causa di questa situazione ambientale e subito i maghi iniziarono studi segreti nell'intento di realizzare quello che era il loro sogno di sempre, il dominio sulla Terra.
    Se la voce di Geova apparteneva ad uno dei superstiti di Atlantide, essi dovevano aver presagito anche che qualche fatto di grande importanza doveva accadere ma non poterono prevedere che l'aiuto cercato dal cielo dagli egiziani e dai popoli del centro-america a prezzo di sacrifici inauditi, si sarebbe realizzato con un evento così singolare ed affatto appariscente come la venuta di Cristo.
    In quel momento il mondo conosciuto si trovava sotto la dominazione romana, la quale fu portatrice di civiltà ma anche di violenza che più di ogni altra cosa dominava le tendenze ataviche le quali richiedevano sempre più stragi e ragioni di guerra.
    Gesù Cristo, rispettoso delle leggi di questa Terra, portò un nuovo discorso per tentare di stroncare la continua reincarnazione del male richiedendo una profonda mutazione interiore come unica soluzione definitiva.
    Allora questa difficoltà deve essere stata pressoché insormontabile e la ferocia dominava sovrana. Le conoscenze scientifiche di quei tempi non permettevano di giungere a conclusioni razionali riguardo all'origine del male. E' evidente che la sola fede nel Suo credo non poteva far leva su ogni coscienza ma ci ha dimostrato, ed acquisisce oggi la sua massima importanza, che la risposta violenta al male non é la risoluzione definitiva.
    La Sua missione fu rivolta a riportare alla luce le caratteristiche dell'umanità che andavano sempre più affievolendosi, la ragione ed i sentimenti che superano la logica animale.
    Il Suo messaggio fu inteso a ravvivare i sentimenti propri dell'umanità che andava lentamente ritornando alla sua origine a causa del riaffiorare delle antiche tendenze della stirpe della ferocia.
    Nel 1500 circa, quando Cort‚z giunse a Tenochtitlan, rimase inorridito dal nauseabondo odore di sangue proveniente dai sacrifici umani che continuamente si celebravano. Si tentò di rimediare con la conversione e molti si salvarono ma per la maggioranza la pazzia omicida era ormai giunta al culmine. Forse, senza il discorso Cristiano, anche il nostro mondo si sarebbe avviato, più lentamente ma inesorabilmente, verso la stessa fine se consideriamo che l'ultimo conflitto mondiale contò cinquanta milioni di vittime.
    Il problema non può dirsi ancora risolto ma la Sua presenza é e fu un aiuto continuo per molti nella fede e buona volontà. Ai nostri giorni la buona volontà si é manifestata nel massimo sforzo per raccogliere ogni dato utile a questo intento e quasi contrariamente ad ogni aspettativa, ha confermato le osservazioni dei nostri antenati riportateci come antiche leggende, passate ormai nell'incredibile, e molti fatti delle Sacre Scritture.
    La dinamica degli ioni positivi può definirsi il'Deus ex Machina' poiché consente di realizzare le volontà e anche i desideri dei viventi e per mezzo di essi la vita ebbe un'evoluzione, anche se in tempi molto lunghi poiché i tempi di Dio sono diversi dai tempi dell'uomo, come riportano le Sacre Scritture.
    Questo é a garanzia che le mutazioni siano veramente necessarie per la conservazione di un certo ordine delle cose ma che presenta aspetti pericolosi nel momento in cui l'istinto di sopravvivenza provochi necessità che vengono spinte da quella forza potente.
    Nella vita é difficile che si possano trovare, negli ioni positivi, sentimenti come l'operosità, il senso di giustizia, ecc. perciò é dovere di ciascuno ravvivarli quotidianamente, come propone il discorso di Cristo e di altre religioni.
    Non dovremmo stupirci se di fronte a questa difficoltà non sia stato necessario l'intervento diretto del Creatore.
    Nell'era moderna abbiamo avuto l'opportunità di conoscere meglio altri mondi e il centro della nostra galassia, dai quali la Terra potrebbe apparire come un paese del terzo mondo, dal quale giunse una richiesta di aiuto; O ad una fattoria alla periferia di una grande città dove il fattore e la sua famiglia ogni tanto si distraggono a curare troppo solo la vigna.
    Tutto questo lungo viaggio ci riporta ora al problema fondamentale di pagina 3, gli Atlantidi si erano accorti che in certi luoghi l'energia che si accumula agisce anche da amplificatore delle caratteristiche delle cose che si trovano in essi, dunque sarebbe necessario trovare un accordo sulla linea-etico sociale da stabilire in modo che non manchi nulla e nulla prevalga.
    In questo senso Venezia ci può essere di esempio, certamente in passato il problema dell'equilibrio era ben conosciuto e la presenza delle numerosissime opere di carattere religioso, che a quei tempi comportarono un prezzo elevatissimo, ci ricorda la buona volontà degli antichi Inca di Machu-Pichu e degli egiziani nell'intenzione di superare le loro difficoltà.
    Mentre in Europa le dinastie nascevano e finivano, la Serenissima durava portando pietra d'Istria per attenuare il deprimente effetto del fango e della foschia; Si realizzò così una città fiabesca nella quale non mancava certo bellezza e operosità. Ora purtroppo dopo mille anni non può più nascondere l'aspetto consunto dei suoi mattoni.
    Questo declino si riscontra ormai in molti altri luoghi del mondo e si comincia a sentire la necessità di un adeguato rinnovamento dei centri storici rispettandone le antiche caratteristiche, che forse meglio si adattano all'indole umana più del frenetico rinnovamento moderno.
    Le fattorie agricole, moltissime ormai scomparse, con la loro atmosfera serena ed operosa, si presterebbero bene ad essere collocate nei punti notevoli del vivere a ben rappresentare la storia dell'umanità.

  5. #5
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    Senti puoi mica fare un riassunto per capire se vale la pena di leggerla tutta sta' roba ???

 

 

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