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  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    XXX° Congresso Nazionale (staordinario) del Partito Sardo d’Azione

    Verbale del Consiglio nazionale svoltosi il 2 settembre 2006, presso la Torre Aragonese in Ghilarza.

    In data 02.09.2006, presso la Torre Aragonese in Ghilarza, si è svolto il Consiglio Nazionale del Partidu Sardu - Partito Sardo d’Azione con il seguente ordine del giorno:

    1. Adempimenti previsti dall’art. 6 del regolamento per lo svolgimento del Congresso Straordinario;
    2. Data svolgimento Congresso straordinario;
    3. Proposta temi tesi congressuali:
    4. Data presentazione tesi congressuali;
    5. Nomina Commissione Organizzatrice Congresso Straordinario;
    6. Varie ed eventuali.

    I lavori del Consiglio Nazionale sono incominciati intorno alle ore 18.00.

    Una volta verificato il numero legale il Presidente del Partito da la parola al Segretario del Partito per la sua relazione introduttiva.

    SEGRETARIO GIACOMO SANNA :
    Nella sua relazione iniziale il Segretario ricorda la necessità della celebrazione del Congresso Straordinario in tempi brevi affinché si possa portare il Partito ad un piano di discussione politica in vista degli adempimenti a cui si sarà chiamati nei prossimi anni. A tal riguardo si propone che il Congresso si svolga in due giornate (sabato e domenica) verso gli ultimi di novembre massimo i primi di dicembre del corrente anno in considerazione dei tempi tecnici necessari per la sua organizzazione.
    Si propone che il Congresso Straordinario abbia quale oggetto il rinnovo delle cariche e che lo stesso delinei chiaramente la linea politica del Partito in vista degli appuntamenti suddetti.
    Inoltre pur riconoscendo la necessità della revisione dell’attuale Statuto del Partito si porta a riflessione il Consiglio sulla delicatezza di questo argomento e che lo stesso impegnerebbe troppo tempo al dibattito politico. Infine si propone che i componenti la Commissione Organizzatrice del Congresso sia composta dai 4 membri effettivi rappresentanti delle Province storiche (Cagliari-Nuoro-Oristano-Sassari) e dai 4 membri supplenti dai rappresentanti delle 4 nuove Province (Medio Campidano-SulcisIglesiente-Ogliastra- Gallura) con l’impegno a che tutti vengano convocati e che tutti possano collaborare.
    Da ultimo si suggerisce di continuare con il metodo utilizzato in passato di votare per l’elezione dei delegati a Congresso presso le rispettive sedi delle federazioni.

    Il Presidente finita la relazione del Segretario apre il dibattito sul primo punto all’ordine del giorno.
    Sull’argomento intervengono:
    ANTONELLO GIUNTINI ,che condividendo la relazione del Segretario nei passaggi essenziali pone il problema della necessità di un nuovo Statuto del Partito proponendo che sia celebrato un congresso specifico in data precedente al congresso straordinario di cui si discute oppure si celebri il Congresso straordinario in 3 giornate in modo da dare maggiore spazio alla discussione politica. Inoltre si sottolinea il problema delle modalità per l’elezione dei delegati e si propone che la federazione possa stabilire più sedi nel territorio per garantire la partecipazione delle sezioni più lontane da ultimo si sottolinea il problema dei nuclei.
    M.TERESA VACCA,che condividendo la relazione del Segretario sottolinea l’esigenza di inserire nell’ordine del giorno del Congresso Straordinario la modifica dello Statuto del Partito quale esigenza fortemente sentita dalla base e appoggiando la proposta di Giuntini sulla possibilità che più sedi di votazione dei delegati al Congresso possano essere decise nel territorio della Federazione. Infine si sottolinea la necessita a che venga impedito che i nuclei possano votare presso qualsiasi sezione della federazione determinando di fatto un furto di voti e si propone che vi siano urne separate per i nuclei;
    ANDREA COCCO che riprendendo le tematiche sino a li svolte sottolinea in particolare che il luogo di votazione è un falso problema e che anzi sia del tutto improponibile al giorno d’oggi addurre quale giustificazione per più sedi di votazione il fatto che vi siano territori lontani dalla sede della federazione inoltre si propone per i nuclei urne diverse con un peso del 50%;
    FRANCESCO MANCA, che riprendendo il discorso si sofferma sul metodo per la distribuzione dei delegati che a suo parere deve avvenire sulla linea politica;
    ANTONELLO PILLONI, principalmente sottolinea l’esigenza che si vada a votare nelle sedi delle federazioni e per quanto riguarda i nuclei che questi votino nell’urna della sezione di appartenenza con valore dimezzato ;
    PAOLO MUREDDU, che riprendendo le tematiche sino a li svolte propone un urna per ogni nucleo con un quoziente del 50%;
    ITALO ORTU, che riprendendo le tematiche sino a li svolte sottolinea la debolezza del nostro partito alla partecipazione e appoggia l’esigenza a che i nuclei possano votare un’urna separata nel comune di appartenenza;
    BENIAMINO SCARPA, che riprendendo le tematiche sino a li svolte sottolinea la necessità a che nelle varie fasi preparatorie vengano considerati solo i tesserati del 2005 e tal proposito si richiede una risposta sulle motivazioni che hanno portato la federazione dei Sassari a non accettare più iscritti della sezione di PortoTorres;
    GIANNI PIA, che sviluppa oltre agli argomenti fin qui svolti, appoggiando chi ha proposto urne separate per ogni nucleo con un quoziente al 50%, introduce il problema di quali dati elettorali debbano essere presi in considerazione proponendo le ultime elezioni Regionali- Senato-Provincia.

    IL SEGRETARIO propone che venga lasciata massima autonomia alla federazione per decidere se stabilire le votazioni in un'unica sede oppure stabilire più punti territoriali, inoltre propone che urne separate per ogni nucleo con quoziente del 50%

    Si mettono ai voti le due proposte emerse dal dibattito:
    1. i nuclei votano in un'unica urna e si lasci libera la federazione di determinare la sede delle votazioni
    2. i nuclei votano ognuno in urne separate con un quoziente del 50% e si lasci libera la federazione di determinare la sede delle votazioni .

    All’unanimità passa la seconda proposta.


    PAOLO MUREDDU riprendendo il discorso sui dati elettorali che dovranno essere presi in considerazione precisa che il regolamento parla delle ultime tre elezioni con il simbolo del Partito e quindi si propone che vengano presi in considerazione soltanto Regionali-Provincia-Senato;
    GASPA continuando il discorso chiede l’inserimento delle Europee


    Si mettono in votazione le due proposte:
    1. Regionali-Provincia-Senato
    2. Regionali-Provincia-Senato- Europee

    Passa a maggioranza la prima proposta.

    Il Presidente terminato il primo punto all’ordine del giorno apre il dibattito sul secondo punto.

    Dopo un moderato dibattito il Consiglio vota all’unanimità di stabilire quale data del Congresso Straordinario del Partito il 2 e il 3 dicembre 2006 e che i delegati, così come per l’ultimo Congresso, siano in numero di 251.

    Il Presidente terminato il secondo punto all’ordine del giorno apre il dibattito sul terzo punto.

    Sull’argomento sono intervenuti:
    GESUINO MULEDDA che propone che il tema sia “LA SOVRANITA’”;
    IL SEGRETARIO GIACOMO SANNA richiama l’attenzione sul fatto che lo slogan verrà formulato dalla Commissione e questa data diventa importante stabilire che all’ordine del giorno vi sia la linea politica e si crei un dibattito su questa dove sicuramente si parlerà anche di SOVRANITA’;
    BENIAMINO SCARPA premettendo l’esigenza da parte di tutti che in congresso si apra un dibattito su una chiara linea politica del Partito nonché sull’organizzazione dello stesso, concorda sulla proposta di Gesuino Muledda sulla base del fatto che i consiglieri regionali hanno fatto passare in consiglio regionale l’emendamento che prevedeva la sovranità della regione sardegna ma che poi il Partito non si è espresso sulla polemica sorta in materia con il governo;
    GASPA precisa che ci si sta limitando ad un unico tema e che forse è meglio allargare il concetto e ripercorrendo la storia del Partito nei sui 85 anni affrontare un simile concetto ma soprattutto chiarire la nostra linea politica e specificare con quale alleati si arriverà alla sovranità poi la commissione organizzatrice avrà il compito di fare uno sintesi creando lo slogan:
    ITALO ORTU aggiunge che il dibattito congressuale dovrà delineare la via che il partito dovrà seguire per raggiungere il raggiungimento della sovranità regionale e si propone: Le vie e i contenuti per raggiungere la sovranità del popolo sardo;
    REMO ORTU suggerisce di aggiungere il diritto alla felicità.

    Il Presidente pone in votazione il tema proposto da Italo Ortu che passa all’unanimità.

    Terminato il terzo punto all’ordine del giorno il Presidente apre il dibattito sul quarto punto.

    Il Segretario propone quale termine ultimo per la presentazione delle mozioni il 15 ottobre.
    L’assemblea approva a maggioranza ( un astenuto).

    Il Segretario propone il seguente ordine del giorno:
    1. Linea politica
    2. Modifiche Statutarie
    3. Rinnovo organismi

    Dopo ampio dibattito in cui emerge l’esigenza della base del Partito a che si abbiano regole certe e chiare ma ci si rende conto che tale argomento porterebbe via tempo ed energie al dibattito politico.
    A sintesi di tale dibattito il segretario propone di inserire nell’ordine del giorno del Congresso Straordinario in vece di “Modifiche Statutarie” il seguente punto: Convocazione Assemblea dei delegati del 30° Congresso per modifiche statutarie” allo scopo di vincolare il Partito con un deliberato congressuale a che si proceda alla modifica dello Statuto.

    Il Presidente pone ai voti la suddetta proposta :

    1. Linea politica
    2. Convocazione Assemblea dei delegati del 30° Congresso per modifiche statutarie
    3. Rinnovo organismi

    La proposta passa a maggioranza con un voto contrario e un astenuto.

    Esaurito il quarto punto all’ordine del giorno si passa quinto.
    La proposta del Segretario è che i componenti effettivi facciano parte delle 4 province storiche e che i componenti supplenti appartengano alle nuove 4 province.

    Le federazioni propongono i seguenti nominativi:

    Componenti effettivi:
    1. Antonello Giuntini- Cagliari
    2. S. Medde – Oristano
    3. Giovanni Piras – Nuoro
    4. Gaspa – Sassari

    Componenti supplenti:
    5. Bruno Beccu – Sulcis
    6. Elio Casu – Gallura
    7. Andrea Cocco – Medio Campidano
    8. Molino - Ogliastra

    L’assemblea all’unanimità approva la commissione organizzatrice per il Congresso Straordinario.

    Da ultimo Muledda chiede al Presidente e al Segretario che si chiariscano le voci circa la riammissione di Effisio Serrenti nel Partito.

    Il Segretario chiarisce che la riammissione è frutto della sentenza che, dando ragione all’attore, annulla il provvedimento di espulsione di Effisio Serrenti. Sentito un avvocato in merito ha consigliato di ripristinare la situazione quo ante a tal proposito mette a disposizione copia della sentenza

    Il Presidente nel salutare i consiglieri nazionali ha sciolto l’Assemblea alle ore 21 circa.


    Letto confermato e sottoscritto

    Il Presidente del Consiglio Nazionale
    Silvano Cadoni
    Il Vice Presidente del Consiglio Nazionale
    Roberto Tola

    L’ufficio di Presidenza del Consiglio Nazionale
    Giorgio Murtas
    Vincenzo Urru
    M.Teresa Vacca

    Il Relatore
    M.Teresa Vacca

  2. #2
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    Predefinito Unione sarda, 03 set 06

    Il consiglio nazionale scrive le regole del confronto interno tra le anime sardiste


    Psd'Az, congresso a dicembre


    Il 2 e il 3 dicembre prossimi si terrà il congresso straordinario del Psd Az. Un appuntamento che, per l'aria che tira all'interno del partito, è forse uno dei più attesi. t forte la voglia di cambiamento, di rinnovamento e di chiarezza tra i Quattro mori. Esigenze che, sia pur tra le righe, sono emerse anche ieri pomeriggio durante il consiglio nazionale riunito nella Torre aragonese di Ghilarza.

    Un incontro fissato per stabilire paletti ben precisi proprio in vista del trentesimo congresso. Sono state decise le modalità tecniche per l'elezione dei 251 delegati: previste urne in ciascuna sezione e nei vari nuclei, il cui peso elettorale vale però la metà.

    L'obiettivo dei vertici del partito è quello di far partecipare anche la base del partito alle scelte.
    «Da qui a dicembre abbiamo tre mesi per preparare le tesi congressuali e il confronto interno - ha osservato il segretario Giacomo Sanna. Penso che questo tempo sia sufficiente, a patto che tutti ne abbiano voglia».
    Il tema del congresso dovrebbe ruotare quasi certamente intorno al concetto di "sovranità", problematica quanto mai attuale, con tutte le polemiche legate alla Consulta.

    Alla commissione organizzatrice il compito di trovare uno slogan efficace per esprimere l'idea di sovranità «ma il congresso non potrà certo esaurirsi così ha aggiunto Sanna, - è necessario che si faccia un dibattito attento sulla linea politica del partito». Su questo punto il segretario aveva già insistito nell'ultimo consiglio nel clima ancora caldo del post Politiche. Una parte del partito lo accusava per la candidatura con la Lega, qualcuno lo invitò alle dimissioni. Lui replicò punto su spunto, ma emergeva la voglia di una svolta netta, di un atto di discontinuità nella dirigenza. Umori che si sono affacciati timidamente anche ieri, ma che certamente sfoceranno da qui a dicembre.

    «Da questo congresso pretendo che scaturisca una precisa linea politica - ha ribadito il consigliere regionale Beniamino Scarpa, - una proposta efficace e una filosofia per il futuro. In più è necessaria un'organizzazione del partito, dobbiamo riuscire a portare nuove energie e a fare nuovi tesserati». Come dire che il tema della sovranità sarà centrale, ma non si potrà prescindere da questi aspetti. L'ordine del giorno del congresso dovrebbe quindi ruotare intorno alla definizione di una linea politica, alla riorganizzazione delle cariche interne e allo statuto. «Prima del congresso si riunirà e lavorerà anche la commissione per la modifica dello statuto - ha fatto sapere il presidente Silvano Cadoni, così si arriverà a dicembre già pronti».

    VALERIA PINNA

  3. #3
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Presentate le tesi congressuali.

    Sono state presentate le tesi per il XXX° Congresso Nazionale (staordinario) del Partito Sardo d’Azione, che si svolgerà il 2 e 3 dicembre prossimi.
    Il “tema” approvato nell’ultimo Consiglio Nazionale è il seguente:
    Le vie e i contenuti per raggiungere la sovranità del popolo sardo
    I documenti e le tesi di cui sono a conoscenza, sono quattro:
    SOBERANIA EST INDIPENDENTZIA” (tesi Mureddu, Federazione di Cagliari);
    AZIONISMO PATRIOTTICO (mozione di Chicco Frongia, Federazione di Cagliari);
    IN CAMINU PO S’INDIPENDENTZIA"(della Federazione di Oristano);
    PER UN SARDISMO COSTITUENTE - IDENTITA’, RIFORME E SVILUPPO”(di Giuseppe Atzeri).

    Ciascuna delle tesi dovrebbe essere accompagnata dalle cento firme richieste.
    Pertanto, già quattrocento iscritti al PSd’Az sono stati contattati, prima delle convocazioni per l’elezione dei Delegati.
    Le tesi sono state inviate, tramite e-mail, agli indirizzari dei sardisti in possesso di posta elettronica.

    Il dibattito tra gli iscritti nelle e tra le Sezioni e le Federazioni si sta facendo sempre più serrato.
    In questo “fermento” pre-Congressuale, sarebbe stato interessante sviluppare il confronto “orizzontale” fra i sardisti, utilizzando anche questo forum.
    Purtroppo, i pochi iscritti fino ad ora registratisi, lo renderebbe troppo parziale.
    Spero che al Congresso anche questo problema trovi un’eco.

  4. #4
    UNIDADE INDIPENDENTISTA
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    Coraggio Cumponidori sul forum stai facendo un ottimo lavoro utile non solo al tuo Partito ma anche all'intero movimento Sardista e Indipendentista.

    Auguro al Partidu Sardu un profiquo Congresso e di crescere rafforzando al suo interno la sua più autentica anima indipendentista.

    Forza Paris

  5. #5
    Consurta Comunista Sarda
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    Mi auguro con tutto il cuore che prevalgano le istanze genuinamente indipendentiste, una volta per tutte! Abbiamo bisogno di un PSd'Az indipendentista, ne ha bisogno la democrazia Sarda.
    CCS - SNI

  6. #6
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito L’Unione Sarda dell’11 novembre.


    La lunghezza dei documenti congressuali presentati, renderebbe pesante l’inserimento nel forum degli stessi, tuttavia ai sardisti che ne hanno fatto o ne faranno richiesta, sono stati o verranno inviati via e-mail.

  7. #7
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Venerdì 10 novembre si è svolta a Bosa, presso l’abitazione di Battista Columbu, un incontro tra i sardisti della zona ed i presentatori delle tesi congressuali, coordinato da Silvano Cadoni.
    E’ stata una riunione serena, grazie anche alla squisita ospitalità di un grande “maestro” sardista come Battista Columbu, il quale non poteva limitarsi a questo, ma ha fornito un prezioso contributo al dibattito precongressuale con un suo documento scritto di commento alle tesi presentate.
    Credo di fare cosa gradita ai sardisti “in rete” riportando tale documento.

    ****

    Considerazioni sulle quattro tesi presentate per il XXX°- Congresso straordinario nazionale del Partito Sardo d'Azione del 2 e 3 -12- 2006.



    Già da un primo frettoloso esame dei documenti presentati dalle Federazioni di Oristano: "IN CAMINU PO S'INDIPENDENTZIA" e di quella di Cagliari: "SOVERANIA EST INDIPENDENTZIA", è evidente l'omogeneità dei contenuti; anche se per il metodo espositivo quella di Cagliari: "SOVERANIA EST INDIPENDENTZIA ", si presenta quasi la vulgata della prima, appunto perché discorsiva e maggiormente fruibile dai meno adusi ad un linguaggio “politichese”. Ritengo tale circostanza per altro positiva, specie se convenuta tra gli estensori, perché la prima può essere rivolta ai politici più sofisticati all'interno e all'esterno del Partito; mente l'altra è esplicita, senza "doroteismi", usa il linguaggio "spicciolo", più mediatico . Le due tesi sono comunque complementari e unificabili e, se opportunamente integrate, possono rappresentare un grande messaggio di compattezza per il Partito e di chiara interpretazione del messaggio sardista al popolo sardo e alle forze politiche sane che vogliono operare seriamente per la soluzione delle diseconomie ed il progresso della Sardegna. Devo chiarire subito che quando affermo che le "tesi" non sono in contraddizione e che sono “complementari e unificabili”, voglio significare che sui principi fondamentali e sulle idealità del sardismo non sono in contraddizione e che le finalità strategiche vanno nella stessa direzione. Possono anche divergere nelle tattiche a secondo delle realtà " del dove e del come" si opera, ma ciò rientra nel normale esercizio della democrazia interna del Partito, e non deve "dividere", anzi rafforzare le garanzie del controllo interno per scongiurare eventuali prevaricazioni personali o di gruppi..

    Per quanto riguarda il concetto di “sovranità – soveranìa” , mi pare che l'analisi semantica debba avere ulteriori chiarimenti e precisazioni, proprio per la complessità dell'intreccio con gli altri due termini sussidiari "nazionalidade e indipendentzia". La "sovranità", nella connessione con gli altri due sostantivi, acquista un significato "dinamico" diverso. La "soverania" che noi intendiamo rompe la staticità del centralismo tradizionale dello Stato unitario Italiano. Il significato semantico ci porta in senso inverso, cioè alla fonte della sovranità che è il popolo, anche se la Costituzione repubblicana viene interpretata surrettiziamente e la coscienza popolare si è rivelata purtroppo ancora inadeguata e poco responsabile nel rivendicare questo fondamentale diritto; che secondo i nostri ideali si dovrebbe esplicitare, socialmente e politicamente, in quote di " sovranità delegata" nei vari gradi di rappresentanza politica e amministrativa di uno Stato Federale, democratico progressivo - progressista, come si configura nella strategia del Partito Sardo, che, senza presunzioni scioviniste, ritengo l'intuizione più avanzata della concezione federalista in Italia ed in Europa. Ciò per dire che la "sovranità" di un popolo-nazione non la si può frantumare né inglobare in un discontinuo e disorganico Stato dove solo i vertici storici del potere e della burocrazia centralistica governano. - Nello Stato realmente federale la "sovranità- soverania" è condivisa e permanentemente concordata ai vari livelli di funzioni e competenze, a partire dalle organizzazioni di base : dai Comuni , i Governatorati Territoriali federati, fino al Presidente della Repubblica, al vertici delle Federazioni o Confederazioni soprannazionali.- Lo Stato Federale è costituito a pari dignità e sovranità nelle competenze territoriali da tutte le Istituzioni ai vari livelli che lo rappresentano, o non è Stato Federale.. La Sardegna per merito del P.S.d'Az. può vantare una marcia in più delle altre Regioni italiane concorrenti: può rivendicare a pieno diritto per autodeterminazione di costituirsi "stato-nazione". La questione "soveranìa" diventa pertanto più pressante e perentoria per rivendicare più ampi e inconfondibili limiti di "soveranìa e indipendentzia", quali nessun'altra regione italiana può vantare in prospettiva di un vero e compiuto Stato Federale.


    Altro punto cruciale da definire con chiarezza, tra quanti condividono le convinzioni del Partito Sardo, è la strategia, da stabilire a breve e a lungo termine, per conseguire gli scopi che il Partito si propone ed i mezzi e gli strumenti per conseguirli. A questo punto il dibattito diventa complesso e articolato, anche perché in passato e nel presente ancora sussistono contrastanti ipotesi, e purtroppo anche lacerazioni, che si trascinano da decenni e a volte si sono rivelate insanabili…In democrazia i dibattiti e i contrasti sono fisiologici, purché non avvalorino il pregiudizio del "pocos locos y male unidos ", che è stato il cruccio ancestrale dei sardi e purtroppo molte volte anche il guaio del nostro Partito!.. Eppure è rimasta fondamentale l'istanza dell’unità del popolo sardo" nelle nostre norme statutarie e nel moto storico Forza paris!.. Riflettendo sulle motivazioni che sono a fondo di questo comportamento schizofrenico, mi sovvengono i famosi "idola" del filosofo Francesco Bacone, che nel suo “Novum Organum” indicava le principali alterazioni che deviano la nostra percezione della realtà.- Elencava quattro “IDOLA”( o complessi d'inferiorità):
    -a)"Idola tribus" (della tribù umana), che inducono e abbagliano gli umani a vedere maggior ordine e eguaglianze di quelle che non ci sono nelle cose e nelle persone- (Nel Partito Sardo si è più volte manifestato questo "complesso" di cercare alleanze e omologazioni con governi che facevano a pugni con la propria identità politica, illusi di trovare solidarietà);
    -b) "Idola specus" ( idoli della spelonca), che indicano la deformazione della conoscenza per opera del particolare temperamento di ciascuno di noi e del proprio punto di vista.-( Quante volte nel Partito sono prevalsi " i personalismi", l'intrigo del più astuto, del più potente come clientela ?)
    -c) “Idola fori” ( idoli del mercato), che indicano i luoghi dove avvengono gli scambi e i mezzi del mercanteggiare, la comunicazione e la pubblicità delle idee, scambi che si realizzano tramite i linguaggi diversi che può essere fonte di errori e di falsità- (Per il Partito Sardo basta rilevare che non ha un organi propri di stampa e di comunicazione adeguati alla Sua lotta politica e che è andato quasi sempre mendicando spazi dove prevalevano voci di ben altri padroni.. Tuttora il Partito vivacchia sul volontariato dei militanti e comunica solo con l'amico della porta accanto).
    -d) “Idola teatri” (idoli del teatro), che indicano le deformazioni della teorie speculative e ideologiche, che illudono la schietta osservazione della realtà effettiva.- ( Per noi Sardisti basta pensare a quanti mistificano e strumentalizzano oggi a fini di potere e di persuasione occulta le istanze sardiste e si camuffano di sardismo, classificandoci nel “non luogo: destra o sinistra? “progressista – riformista” - "liberista - centralista ".. e altri nominalismi ormai senza senso univoco o in via di smitizzazione nei linguaggi dei movimenti politici!).
    E’ chiaro che gli "idola", come complessi psicosociali profondi, non riguardano solo i sardisti e i sardi, ma sono applicabili a livello generale delle deformazioni del sistema politico e sociale che domina, e non solo in Sardegna. E' anche chiaro però che l'analisi "baconiana" ci può indicare il metodo per superare la "pars destruens" (la fase negativa, come Bacone la qualifica) per una giusta impostazione operativa della rinascita di un Partito Sardo moderno, adeguato alla realtà della Sardegna - nazione dei Sardi di oggi. -La "Pars construens"( la Parte costruttiva, operativa), per seguire nella metafora baconiana, la troviamo espressa egregiamente con diverse tonalità nelle quattro "Tesi congressuali" finora presentate, che, oltre all' analisi puntuale dei comportamenti politici contradditori sulla realtà effettuale della questione politica sarda, ci danno le linee essenziali e fondamentali per un' azione sardista che sia coerente e adeguata a una rinascita vera del Partito e della Sardegna. - In concreto si tratta soprattutto di ricomporre le file delle nostre forze intellettuali e operative: preparare culturalmente e politicamente i giovani, con particolare attenzione al mondo femminile, e mobilitarli in attività sociali e culturali specifiche “a ritmo permanente” su programmi coordinati da una Segreteria e Direzione Nazionali, gestite lealmente con spirito collegiale, e composte da validi sardisti militanti e qualificati , delegati a guidare le diverse attività settoriali e a seguirne gli sviluppi nelle Sezioni Territoriali del Partito.
    E' chiaro che per una tale azione occorrono tempo e danaro, e che bisognerà risolvere il grosso problema dell'autofinanziamento. A tale questione il Partito dovrà dedicare una delle prime riunioni del nuovo Direttivo Nazionale... Nell'immediato bisognerebbe ricreare come "metodo e clima" lo spirito dello storico " Congresso Permanente" di trentacinque anni fa, che ci aveva visto mobilitati ogni fine settimana per vari mesi nei diversi luoghi dove esistevano Sezioni del Partito che ci offrirono "ospitalità gratuita alla sarda" e soprattutto solidarietà ed entusiasmo.. Ma da quel Congresso di "disobbedienti", inizialmente osteggiato anche dalla Direzione del Partito, derivarono i successi elettorali di quella fortunosa "spallata della base" portarono il Partito a oltre il 13% del consenso elettorale : 12 Consiglieri Regionali, 2 Deputati e 1 Senatore al Parlamento Italiano, 1 Parlamentare Europeo, il Presidente della Regione Sarda... Poi tutto andò scemando proprio per l'omologazione della nostra azione politica al parlamentarismo italiano ed ai giochi e le ambizioni delle scalate al potere: per un posticino in Giunta, un favore di sottogoverno.. Bisogna avere il coraggio di fare autocritica di tutto ciò e tornare alla vera vocazione del Partito e alle Sue ispirazioni profonde che si trovano solo negli strati profondi del nostro popolo e della realtà della nostra Terra.

    - Solo in un secondo tempo ho potuto leggere la tesi congressuale: "PER UN SARDISMO COSTITUENTE: IDENTITA, RIFORME E SVILUPPO", di cui non conosco ancora né l'estensore né i proponenti, e che ha contribuito a rafforzare maggiormente la convinzione fin qui espressa per le altre due: cioè. della sostanziale unitarietà di veduta ideologica e strategica del Partito e del Sardismo, come istanza di indipendenza e di rinascimento della Sardegna e dei Sardi. Soprattutto in questa ho trovato spunti uno autocritici per certi atteggiamenti che tendono a omologare il Partito con gli intendimenti dei partitismo italiano nella interpretazione semantica di termini, come "progressismo", "sinistra e destra", che il PSD'Az. già dai Congressi di Carbonia e poi di Portotorres interpreta e intende in tutt'altro contesto e fini diversi . Ciò vuol dire che il Partito Sardo può sì fare alleanze di governo coi partiti così detti progressisti, ma per portare avanti le nostre istanze vere di progresso e di libertà per la Sardegna e per il popolo sardo. Il "progresso" si adegua ad un territorio e ad una gente che lo abita, non ad una “ideologia”!

    Infine è esplicito il riconoscimento dell'unità del Partito, quando dice: alla pag. 18:- " Ciò che può dividerci fa parte della normale dialettica democratica di un partito nobile come il nostro. Ma ciò che ci divide è assolutamente poco rispetto a ciò ci unisce"...

    Con questi quattro documenti penso che il Partito possa arrivare al Congresso con un bagaglio di riflessioni e di argomenti per un serio e sereno dibattito. Ma soprattutto potrà dare il via ad una nuova politica costituente della nazionalità sarda anche tra le altre forze inquadrate in schieramenti italiani ed europei... La "questione sarda" potrà diventare finalmente, come aveva intuito Bellieni, una questione di diritto internazionale con la crisi degli Stati-nazione ed il nascere della grande Unione Europea che oggi sta per diventare realtà.

    Per ultima è arrivata anche "la bozza di tesi congressuale AZIONISMO PATRIOTTICO", estensore Chicco Frongia, che affronta con cruda razionalità la situazione di crisi politica del Partito e ipotizza le prospettive di rilancio a breve e a lungo termine dell"'azionismo" operativo che ha caratterizzato nei tempi migliori il rinascere del sardismo nel porsi in posizione antagonista sia agli schieramenti di destra sia a quelli di sinistra dei partiti e movimenti italianisti. L'essere di sinistra non significa per i sardisti essere alleato dei partiti storici italiani di sinistra; ma " oggi si misura di più sui temi ambientali e la qualità della vita; sulla distribuzione equa del reddito; sulla coesione nord-sud del mondo; sul rispetto delle minoranze e delle diversità culturali e sociali. E in questo senso che il sardismo vince!.." ( p. 4- p. 6). -"Ma il Partito Sardo non può galleggiare in eterno su percentuali irrisorie e modeste. Il percorso democratico verso l'indipendenza nazionale ed il federalismo necessita dell'affermazione e del radicamento del Partito nella società e nelle istituzioni in modo determinante".. Questo il pesante interrogativo che ci impone una strategia " a lungo termine", come ipotizza Frongia, in quanto non oggi "non ci sono consentite convergenze che contemplino convergenze a tutto campo".. Questo è un altro punto da meditare seriamente e da ponderare in tutti gli aspetti organizzativi e operativi che si impongono a misura dell'evolversi delle situazioni e degli eventi politici e sociali a cui saranno esposti la Sardegna, i Sardi ed il Partito. -" Abbiamo tanti spazi- scrive Frongia- per dimostrare l'azionismo patriottico. Si facciano o non si facciano le alleanze, e perché i motivi devono essere chiari all'elettorato e ai sardisti. Così pure se l'alleanza si rompe, perché l'inaffidabilità va denunciata e motivata per tempo".. E più avanti: - “Ogni sardista è dunque un patriota e, con la collaborazione fraterna degli altri militanti, si impegna alla preparazione continua e progressiva delle condizioni per l'indipendenza della Sardegna ... Dunque "nuovo azionismo”.

    Come si può constatare le "tesi" non si scostano, se non nello stile di intrecciare i contenuti nel discorso generale, e nelle varianti strategiche - tattiche del come promuovere il "nuovo azionismo" del Partito.
    Con questi quattro documenti pervenuti penso che il Partito possa arrivare al Congresso sufficientemente attrezzato di un bagaglio di riflessioni e di argomenti per un serio e sereno dibattito. Soprattutto potrà dare il via ad una nuova “politica costituente” della nazionalità sarda, stimolando anche le altre Forze convergenti nell'ALE per nuove prospettive che ci consentano di uscire dal "circolo vizioso" che imprigiona nella politica italiana... La " questione sarda" potrà diventare finalmente, come aveva intuito Bellieni, "una questione di diritto internazionale" con la crisi degli stati-nazione e il nascere della grande Federazione Europea".

    Nella eventualità di non poter partecipare di persona al dibattito precongressuale della nostra Sezione Territoriale, ho creduto opportuno inviare queste mie riflessioni scritte per stimolare il dibattito ed invogliare alla partecipazione in questo momento particolarmente delicato per il Partito e per la Sardegna.

    Forza paris!

    Bosa,30 ottobre 2006

    Battista Columbu

  8. #8
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    Predefinito Convocazione Consiglio nazionale.

    Cagliari 15 novembre 2006


    Al Segretario Nazionale del P.S.d.’AZ
    Ai Consiglieri Nazionali
    Ai Membri di diritto
    LORO SEDI


    E’ convocato per sabato 18 novembre 2006 alle ore 16.00, presso la sala convegni dell’Hotel Carlo Felice Km. 103 a Tramatza

    IL CONSIGLIO NAZIONALE
    del Partito Sardo d’Azione, con il seguente ordine del giorno:


    1) Organizzazione del 30° Congresso Straordinario del PSd’AZ.
    2) Varie ed eventuali.



    Il Presidente
    Silvano Cadoni

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Su Componidori Visualizza Messaggio
    Cagliari 15 novembre 2006


    Al Segretario Nazionale del P.S.d.’AZ
    Ai Consiglieri Nazionali
    Ai Membri di diritto
    LORO SEDI


    E’ convocato per sabato 18 novembre 2006 alle ore 16.00, presso la sala convegni dell’Hotel Carlo Felice Km. 103 a Tramatza

    IL CONSIGLIO NAZIONALE
    del Partito Sardo d’Azione, con il seguente ordine del giorno:


    1) Organizzazione del 30° Congresso Straordinario del PSd’AZ.
    2) Varie ed eventuali.



    Il Presidente
    Silvano Cadoni

    ...speriamo non piova...

  10. #10
    Sardista po s'Indipendentzia
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    ... ...anche se dovesse piovere, ci arrangeremo, il Consiglio nazionale non è poi così numeroso...

 

 
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