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    11 Mar 2005
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    Predefinito Il fascismo tra potenziali ispirazioni pagane e concordato con la 'secta'

    Esprimo la mia profonda ammirazione per Arturo Reghini, maestro di vita e di pensiero.

    Tuttavia mi permetto di esprimere un parere un pò meno critico nei confronti della politica del Dittatore fascista nei confronti della Chiesa.

    Nel 1929 Mussolini chiuse la "questione romana".
    La stragrande maggioranza degli italiani era allora strettamente legata al dogma cattolico e alla figura del papa. Il concordato fu uno strumento realistico per far sì che questi italiani (la quasi totalità) si sentissero conciliati nella loro coscienza di cittadini e di credenti.

    Certo, le concessioni furono altissimo. Anche parecchi soldi furono estorti alle casse dello stato. Tuttavia va detto che allora gli sprechi assistenziali erano assai limitati, per cui il maxi-tributo annualmente pagato alla Chiesa non danneggiava in maniera irreparabile l'erario.

    Mussolini è stato accusato di aver ceduto una porzione della città di Roma, capitale dello Stato, luogo sacro per tutti gli spiriti gentili alla Chiesa Cattolica.
    Anche questa accusa va ridimensionata. Tutti sanno che la Città del Vaticano è uno stato fittizio: la sua extra-territorialità è simile a quella delle ambascite estere. Anzi è inferiore. Se accade un delitto all'interno dell'ambasciata iraniana, la polizia italiana è ben lungi dall'intervenire. Se invece scoppia qualche delitto in Vaticano (tipo qualche bella guardia svizzera, forse incappata in una relazione pericolosa con qualche "dama" di rosso vestita...) ad indagare - e ad insabbiare - è comunque la questura di Roma.

    D'altra parte incassato il consenso della Chiesa Mussolini continuò ad operare per una decisa romanizzazione delle coscienze.
    Strappò i bambini d'Italia all'azione cattolica. E li educò secondo valori virili.
    Affermò il primato dello spirito di caserma (e magari di bordello) rispetto allo spirito della chiesa e alla sacrestia...
    Le estreme conseguenze del razzismo - come ben intesero padre Tacchi Ventura e Pio XII - rischiavano di minare le stesse basi semite del cristianesimo cattolico.

    Insomma il compromesso del '29 fu una operazione "machiavellica" nel senso superiore del termine.
    Se fossi vissuto nel 1929, da pagano, avrei approvato quella operazione di Mussolini. Appunto perchè al tavolo della contrattazione non vi era un Prodi, un Andreotti, un Moro. Ma appunto un Mussolini.
    Tutti gli anni Trenta furono ben altro che una "restaurazione dello stato pontificio...". La patria non ci fu rubata nel 29.

    Questo è il mio personale parere.

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  2. #2
    ulfenor
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    Eugenio Chiesa:
    da "La verità sulla situazione politica, finanziaria ed economica in Italia" (1929)
    L'Italia data in balia del clericalismo

    Se questo non fosse sufficiente a qualificare la moralità dell'attuale capo del governo italiano, non sarà inutile ricordare le sue convinzioni dal punto di vista religioso.
    Non si è dimenticato che nel 1919, dopo la guerra, Mussolini pubblicò sul Popolo d'Italia un programma politico, in cui chiedeva fra l'altro la soppressione del bilancio dei culti e l'espropriazione delle mense episcopali.
    Ed ecco che questo mangiapreti, arrivato al governo, si prosterna davanti agli altari e chiede l'aiuto della Chiesa e, per mantenere i suoi sudditi docili come un gregge di pecore, introduce il catechismo obbligatorio nelle scuole, i preti nell'esercito, e in tutte le cerimonie civili e militari. Egli poi fa legittimare il suo matrimonio - uno dei suoi matrimoni - in chiesa, e fa battezzare i suoi figli. Con quale sincerità di convinzioni, è facile immaginare.
    Così, quando in uno dei suoi ultimi discorsi, Mussolini declama che tutte le sere si raccoglie dinanzi all'Onnipotente per ispirarsi da lui, è permesso di dire che si tratta di una disgustosa commedia.
    Disgraziatamente, non è solo una commedia personale che Mussolini recita all'occasione. E' anche una tragedia per l'Italia. Perchè siamo arrivati - noi che veniamo dalla rivoluzione, la quale ha saputo abolire il potere temporale del papa, nemico dell'indipendenza del nostro paese, ove il papato ha chiamato 32 volte gli stranieri - a essere costretti a vedere la restaurazione del papa - che per 1.750.000.000 di lire ha stipulato il compromesso con Casa Savoia, riconoscendole il regno d'Italia, purché la nazione fosse interamente data in balla dell'influsso clericale.
    La situazione fatta in Italia alla Massoneria è l'antro di Trofonio, l'architetto del tempio di Delfo a Lebadea in Beozia, di cui si diceva che chiunque vi fosse disceso non poteva più ridere: non poteva se non piangere.
    Ma ricordare la situazione di questa istituzione in Italia, significa anche dire come le disgrazie della Massoneria sono pure le disgrazie e i dolori di tutte le istituzioni libere, di tutte le libertà che vi sono state soffocate dal terrore, di tutti gli uomini che in Italia conoscono la peggiore delle ironie, di cui Diderot diceva: « Essere chiamati cittadini quando si è degli schiavi ».
    Più di mille erano le officine e le Camere superiori massoniche in Italia, e costituivano una delle migliori organizzazioni d'Europa: in quella grande Famiglia tutto è stato sconvolto dal fascismo. Le devastazioni delle Logge sono state innumerevoli, nelle grandi città come nelle piccole, a Milano come a Firenze, a Pisa, a Lucca, a Lucera e altrove: da per tutto si è saccheggiato.
    Gli assalitori si adornavano, in segno di dileggio, degli emblemi massonici, mentre si buttavano nella strada mobili delle Logge, ove si bruciava tutto.
    In parecchi luoghi le insegne furono messe all'asta in segno di scherno.
    Le case di parecchi dignitari furono in particolare oggetto di saccheggio. Parecchi massoni, fra i più segnalati, furono banditi con le loro famiglie dalla città in cui abitavano.
    Il saccheggio non fu sempre cieco. Parecchie volte erano veri furti, come quello in casa del Sovrano Gran Commendatore del Gran Consiglio Ettore Ferrari, che contava 83 anni, il grande statuario di Giordano Bruno a Roma, di Garibaldi a Venezia. del monumento nazionale di Mazzini.
    La casa di Ettore Ferrari fu interamente distrutta: oggetti d'arte d'avorio, d'argento. d'oro scomparvero per opera e alla presenza dei capi fascisti.
    A Firenze, dopo l'assassinio del deputato Pilati, mutilato di guerra, medaglia d'oro, ucciso nel suo letto, dinanzi alla moglie e ai bimbi, come abbiamo detto poc'anzi, le medesime canaglie, dirette da vili sbirri, invasero le case dei fratelli conosciuti e le devastarono spaventosamente.
    Il palazzo Giustiniani, sede centrale della Massoneria a Roma, fu preso d'assalto varie volte: è l'antico edificio di pietra che ha resistito.
    Una volta gli assalitori erano circa tremila, comandati da due deputati fascisti e da parecchi ufficiali della milizia, con un carro d'assalto: il Gran Consiglio era in seduta. Ferrari, che presiedeva, non volle che si interrompesse la seduta e la seduta continuò, mentre il Gran Maestro Torrigiani e il Generale Capello, Vice Gran Maestro, organizzavano la difesa radunando un gruppo di difensori.
    Quel giorno i saccheggiatori - che avevano cominciato a staccare le persiane del primo piano, salendo con scale a piuoli sino alle finestre e sino ai balconi - furono allontanati dai soldati che erano stati mandati dal Distretto. Ma giunse l'ora in cui la Massoneria dovette capitolare dinanzi alle pressioni del Governo e dinanzi all'occupazione militare.
    Il palazzo in seguito fu espropriato a un prezzo irrisorio e pagato solamente per il fatto che le azioni della Società proprietaria erano in possesso di una Banca straniera.
    Di tutti i saccheggi, nessuno ebbe neppure il seguito di un'azione giudiziaria. In una Loggia, « Cola da Rienzi », si era fatta una fotografia ove gli assalitori, camicie nere, figuravano sulle colonne. La fotografia circolò. Si poterono riconoscere parecchi degli invasori: il giudice Occhiuto, in seguito a una richiesta dei saccheggiati, acconsentì ad occuparsi della faccenda: fu destituito immediatamente!

    Il fratello, Generale Bencivenga, essendo presidente dell'Associazione della Stampa, vide la sede della società invasa, sebbene il palazzo sia nel centro di Roma, a Piazza Colonna. vicino alla Camera dei Deputati e al Ministero degli Affari Esteri: una inchiesta, che egli volle ordinare in seguito alla pubblicazione di lettere false attribuite alla Massoneria, fu il pretesto per l'invasione.
    Quando apparvero i decreti fascisti contro il diritto di associazione, ai termini dei quali per ogni società bisognava ottenere il « beneplacito » dell'autorità, comunicando i nomi di tutti i soci e tutte le informazioni che piacesse a ogni poliziotto di chiedere, la vita della Massoneria diventò impossibile ed essa fu violentemente disciolta.
    Lo stato di servizio porta al quadro d'onore gli infelici grandi fratelli che sono sempre sottomessi alla più dura delle persecuzioni:
    - L'Avv. Domizio Torrigiani, Gran Maestro del Grande Oriente; attualmente deportato all'Isola di Ponza;
    - Il Generale Luigi Capello, antico comandante della 2^ Armata durante la grande guerra, attualmente in reclusione, condannato a 30 anni, a Soriano sul Cimino; egli non si chiama neppur più col suo nome; è diventato un numero, il forzato 32643.
    - Il Generale Roberto Bencivenga - antico capo di Stato Maggiore del Generale Cadorna durante la guerra, attualmente deportato anch'egli all'isola di Ponza.
    Non daremo pubblicità ad altri nomi fuorché a questi anche troppo noti, purtroppo, ma vi è un gran numero di deportati, che non è bene designare all'odio nemico più di quanto già non lo siano.
    Nonostante tutte queste precauzioni, i giornali fascisti continuano a braccare la Massoneria, e ultimamente il giornale L'Impero, di Roma, stampava: « Il fascismo ha vinto la Massoneria come fatto materiale; si è impadronito di tutte le sue Logge, di tutte le sue carte, ma non si può dire che si sia impadronito parimenti di tutti i massoni. Infatti la Massoneria non è morta, in Italia, perchè molti massoni sono più vivi che mai. Bisogna dunque agitare a fondo il problema massonico.»

    Tutte le violenze perpetrate da quattro anni a questa parte contro la Massoneria non bastano, dunque! Ancora, ancora, poiché non ci si è potuti impadronire dell'anima di quegli uomini!
    Al monumento di Garibaldi sul Gianicolo, a Roma, ove la sua figura di bronzo sembra dominare con l'occhio il Vaticano, in basso, si sono strappati gli emblemi massonici: sono stati rubati per mettervi i segni usurpatori dei fasci!
    Da tempo si parla anche di abbattere il monumento a Giordano Bruno, eretto sulla piazza istessa ove il grande ribelle alla Chiesa Romana fu bruciato dall'Inquisizione.
    Siamo forse tornati a quei tempi?
    In questo momento una campagna di stampa consiglia al Governo di Roma di cancellare dalle strade i nomi che glorificano gli antichi patrioti della democrazia e della Massoneria per dare alle vie i nomi delle vittime fasciste, come il Vice Console Nardinil
    E ancora il giornale estremista del fascismo esclama: « Noi sappiamo che la giustizia francese è appestata dalla Massoneria!
    «Sì, la lotta non è finita; ma il filosofo Senofonte diceva: "Gli uomini di fango non resistono più degli uomini di neve.»
    Ciò che v'è di confortante da constatare, per affermazione degli stessi fascisti, è che, nonostante tutto, lo spirito degli uomini liberi vive attraverso la persecuzione.
    In ciò che avverrà anche ora che il fascismo sta per dare l'Italia in balia delle congregazioni religiose, le scuole alle confraternite, il diritto civile alla supremazia del diritto canonico; i beni diventati proprietà dello Stato alla mano morta della Chiesa: la reazione necessariamente invoca la reazione; non si può credere che una nazione si possa ricondurre al Medio Evo.


    Bah io dopo aver letto questo articolo preso dagli archivi del R.S.I (rito simbolico italiano) mi trovo a dover criticare mussolini per la prima volta,roma che era la capitale fu umiliata da quel vile conpromesso firmato nel 1929 da mussolini e dal cardinal gasparri, quando vi fu gente che lo avviso di non stipulare quel patto demoniaco con la chiesa...cattolica apostolica.....di romano non niente quella setta..






  3. #3
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da teodoro Visualizza Messaggio
    Esprimo la mia profonda ammirazione per Arturo Reghini, maestro di vita e di pensiero.

    Tuttavia mi permetto di esprimere un parere un pò meno critico nei confronti della politica del Dittatore fascista nei confronti della Chiesa.

    Nel 1929 Mussolini chiuse la "questione romana".
    La stragrande maggioranza degli italiani era allora strettamente legata al dogma cattolico e alla figura del papa. Il concordato fu uno strumento realistico per far sì che questi italiani (la quasi totalità) si sentissero conciliati nella loro coscienza di cittadini e di credenti.

    Certo, le concessioni furono altissimo. Anche parecchi soldi furono estorti alle casse dello stato. Tuttavia va detto che allora gli sprechi assistenziali erano assai limitati, per cui il maxi-tributo annualmente pagato alla Chiesa non danneggiava in maniera irreparabile l'erario.

    Mussolini è stato accusato di aver ceduto una porzione della città di Roma, capitale dello Stato, luogo sacro per tutti gli spiriti gentili alla Chiesa Cattolica.
    Anche questa accusa va ridimensionata. Tutti sanno che la Città del Vaticano è uno stato fittizio: la sua extra-territorialità è simile a quella delle ambascite estere. Anzi è inferiore. Se accade un delitto all'interno dell'ambasciata iraniana, la polizia italiana è ben lungi dall'intervenire. Se invece scoppia qualche delitto in Vaticano (tipo qualche bella guardia svizzera, forse incappata in una relazione pericolosa con qualche "dama" di rosso vestita...) ad indagare - e ad insabbiare - è comunque la questura di Roma.

    D'altra parte incassato il consenso della Chiesa Mussolini continuò ad operare per una decisa romanizzazione delle coscienze.
    Strappò i bambini d'Italia all'azione cattolica. E li educò secondo valori virili.
    Affermò il primato dello spirito di caserma (e magari di bordello) rispetto allo spirito della chiesa e alla sacrestia...
    Le estreme conseguenze del razzismo - come ben intesero padre Tacchi Ventura e Pio XII - rischiavano di minare le stesse basi semite del cristianesimo cattolico.

    Insomma il compromesso del '29 fu una operazione "machiavellica" nel senso superiore del termine.
    Se fossi vissuto nel 1929, da pagano, avrei approvato quella operazione di Mussolini. Appunto perchè al tavolo della contrattazione non vi era un Prodi, un Andreotti, un Moro. Ma appunto un Mussolini.
    Tutti gli anni Trenta furono ben altro che una "restaurazione dello stato pontificio...". La patria non ci fu rubata nel 29.

    Questo è il mio personale parere.
    padre tacchi ventura il gesuita che compilò le liste proscrizione contro gli imperialisti pagani...
    il duce ahi fece l'errore di prendere con se i nazionalisti al governo che altri non che il paravento dietro il quale si nascondeva la potente compagnia di gesù

  4. #4
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    Predefinito In difesa di Benito Mussolini

    Nel corso di tutti gli anni Trenta, la figura carismatica di Benito Mussolini offusca sia quella del Re sia quella del Papa: i rappresentanti istituzionali delle due tendenze fondamentali della nazione - quella patriottica-risorgimentale e quella cattolica-guelfa.

    Fino alla disfatta militare il compromesso che Mussolini stabilì con la Monarchia nel 1922 e il compromesso che egli contrasse con la Chiesa nel 1929 videro Mussolini stesso come parte forte e vincente.

    I fatti.

    Nel 1929 lo Stato fascista paga un pesante tributo alla Chiesa Cattolica perchè da essa fosse riconosicuta. Evvabbene.... qui ci stanno tutte le critiche e tutte le recriminazioni "risorgimentali". Però invito ancora una volta a ricordare la realtà storica: la Chiesa non era una truppa di occupazione unna, era il punto di riferimento della stragrande maggioranza degli italiani. Della quasi totalità dei ceti popolari....

    Ma vediamo cosa accade dopo.

    Per tutti gli anni Trenta il consenso al Fascismo è altissimo. Mussolini lascia che i ragazzi italiani siano educati in sacrestia? No, li mette in camicia nera e li educa "romanamente".

    Dopo la conquista dell'Etiopia i soldati italiani si mettono a fare i "missionari cattolici". Pare proprio di no, e le loro intenzioni si capiscono dal successo clamoroso di una canzoncina godereccia: "Faccetta Nera".

    Italo Balbo è nominato governatore della Libia. E Balbo che fa? Il nunzio apostolico? Affatto. Come un bravo proconsole traccia strade, riempie la Libia di opere, nella massima tolleranza di mussulmani e anche di ebrei.
    Quando Mussolini arriva in Libia, non distribuisce santini. Ma sfodera la spada dell'Islam! Un patto "lateranense" con Maometto...

    All'inizio degli anni Trenta la Chiesa cerca di riconquistare il primato sull'educazione degli italiani. Il regime risponde con mazzate sull'Azione Cattolica...

    A metà degli anni Trenta il Vaticano si oppone frontalmente a Hitler. Il regime stringe un patto d'acciaio con Hitler...

    Il Papa dice "siamo spiritualmente semiti". Il regime vara le leggi antisemite...

    Il Papa si oppone all'ingresso dell'Italia in guerra. L'Italia entra in guerra...

    Oddio, non spacco in maniera manichea il bene e il male tra fascismo e papismo. Pio XII in molte sue valutazioni non era uno stupido.
    Però non vorrei che si scambiasse Mussolini con Salazar e Pinochet (con tutto il rispetto per Salazar e Pinochet).

    Veniamo alla cultura.

    I libri di scuola inneggiano alla romanità.
    Sulle bandiere si accosta il Fascio littorio alla Croce sabbauda.

    "Primato" di Bottai non è una rivista cattolica.
    "L'Universale" di Ricci non era una rivista cattolica.
    "Diorama Filosofico" di Evola...

    Se tutto questo fu fatto con il compromesso, dopo il compromesso, nonostante il compromesso.
    Beh, al diavolo (anzi al papa!) le critiche al compromesso...

    Saluti affettuosi.

  5. #5
    Mjollnir
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    La discussione si sta sviluppando in modo interessante ma oltre la figura di Reghini.
    La divido in modo adeguato

  6. #6
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    Predefinito Una domanda, forse superflua

    Ma da anticlericale quale era Mussoli come fece a firmare i patti lLateranensi?Quali interessi e chi materialmente intercesse e consiglio un fatto tale, che comportò la fuoriuscita di tutto il milieu magico italiano, il più variato e importante del tempo. Mussolini è stato ucciso in fretta e furia sotto pressione della chiesa e "alleati", se avesse potuto parlare ne avremo saputo delle belle. Comunque la vetità è nuda e prima o poi verrà a galla.

  7. #7
    ulfenor
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    Beh io non critico il regime fascista e mussolini quello che ha fatto in 20 anni so che ha temprato romanamente la migliore gioventù italiana sotto le insegne dell'aquila e del littorio.

    io critico il duce per il fatto che ha stipulato i patti lateranensi fu cosa a mio avviso sbagliatissima la stipula di quei patti e sopratutto l'aver preso al governo i nazionalisti federzoni,rocco e bodrero quest'ultimo fara il decreto di scioglimento della massoneria e di tutte quelle associazioni esoteriche paganeggianti quali il gruppo di ur.

    anche perche molte associazioni esoteriche vedevano nel fascismo possibilita di una restaurazione pagana di roma e ve ne erano i segnali mussolini ha avuto la possibilità di divenire il nuovo cesare restauratore della gloria latina solo che ahinoi se le lasciata sfuggire di mano....

  8. #8
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da Mjollnir Visualizza Messaggio
    La discussione si sta sviluppando in modo interessante ma oltre la figura di Reghini.
    La divido in modo adeguato
    Grazie mjolnir

  9. #9
    Forumista assiduo
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    Predefinito Per precisare sulla massoneria

    Non voglio difendere l'operato del fascismo contro la massoneria, ma una parte della massoneria nasce in seno alla chiesa(in origine vedi i testi di Ventura), certi simboli sono uguali(vedi l'occhio). Come ultimo ,questo lo scrive Leone Braschi su un librettino che sottolinea l'avvicinamento della massoneria(uficiale) alla chiesa attraverso l'opera del Sovrano Ordine Militare di Malta che prese contatti con Giovanni XXIII. la massoneria è uno stato nello stato, pesiamo che in RUssia dopo la caduta del comunismo ,si sono infiltrate sia la mafia che la massoneria.Lo stesso Napoleone fu inserito nel Grande Oriente di Francia da suo zio il Cardinale Fes e quanti alti prelati c'erano nella massoneria alla fine del settecento. Più che di massoneria bisognerebbe parlare di massonerie, le più diffuse sono quelle di potere ma esistono anche quelle di frangia più legate all'aspetto spirituale,non mi sono chiari i fini della massoneria ordinaria.

  10. #10
    ulfenor
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Non voglio difendere l'operato del fascismo contro la massoneria, ma una parte della massoneria nasce in seno alla chiesa(in origine vedi i testi di Ventura), certi simboli sono uguali(vedi l'occhio). Come ultimo ,questo lo scrive Leone Braschi su un librettino che sottolinea l'avvicinamento della massoneria(uficiale) alla chiesa attraverso l'opera del Sovrano Ordine Militare di Malta che prese contatti con Giovanni XXIII. la massoneria è uno stato nello stato, pesiamo che in RUssia dopo la caduta del comunismo ,si sono infiltrate sia la mafia che la massoneria.Lo stesso Napoleone fu inserito nel Grande Oriente di Francia da suo zio il Cardinale Fes e quanti alti prelati c'erano nella massoneria alla fine del settecento. Più che di massoneria bisognerebbe parlare di massonerie, le più diffuse sono quelle di potere ma esistono anche quelle di frangia più legate all'aspetto spirituale,non mi sono chiari i fini della massoneria ordinaria.
    Si ma esistono svariati tipi massoneria non tutti legati alla chiesa tra questi vi sono la schola pitagorica e il rito simbolico italiano bah poi vi anche la due massoneria di derivazione cristiana.
    Beh le origini della massoneria affondano le radici nella romanita nei collegia fabbrorum...

 

 
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