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  1. #1
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    Predefinito Un piccolo passo avanti (forse)

    Non ho ascoltato il discorso del presidente Napolitano però, sul sito di Repubblica, ho trovato questo articolo, che forse è di buon auspicio e segnala un'attenzione per la ricerca scientifica che il governo precedente, invece, aveva fatto di tutto per affossare.

    Enza Colonna del Cnr di Napoli, è stata menzionata nel discorso di fine anno
    come esempio della "forza morale che anima tante donne" del Sud
    "Dal presidente sorpresa di fine anno"
    Parla la ricercatrice citata da Napolitano
    E' una precaria e lavora con un contratto in scadenza il prossimo maggio
    ad un progetto per identificare geni responsabili delle malattie complesse



    Enza Colonna
    NAPOLI - "Non lo nego: è stata una sorpresa, una bella sorpresa di fine anno. Sono contenta perché è stata portata all'attenzione della politica la situazione dei giovani ricercatori in Italia". Enza Colonna, 30 anni, ricercatrice del Cnr di Napoli, ieri è stata citata, senza farne il nome, nel discorso di fine anno del presidente Giorgio Napolitano come esempio della "forza morale che anima tante donne" del Sud.

    Il capo dello Stato ha incontrato la ricercatrice, originaria di Lavello (in Basilicata) nel corso della sua visita a Napoli lo scorso 27 novembre. Enza Colonna, in quell'occasione, ha illustrato il progetto al quale lavora insieme ad altri colleghi nel laboratorio della dottoressa Graziella Persico. Qualcuno, al termine del discorso, ha detto al Capo dello Stato che lei era precaria, con un contratto in scadenza il prossimo maggio.

    "In quell'occasione ho illustrato al presidente il progetto al quale lavoro con l'orgoglio di chi crede nel proprio impegno. Ho tenuto un discorso scientifico in cui non c'e stata una sola parola di lamentazione. La situazione in cui versa la ricerca in Italia è tristemente nota a tutti, e non sembrava il caso di doverlo sottolineare", ha precisato oggi Enza Colonna.

    Il progetto al quale prende parte la ricercatrice è iniziato nel 2001 ed ha l'obiettivo di identificare i geni che sono responsabili delle malattie complesse ovvero quelle malattie in cui, come ha spiegato lei stessa Colonna al presidente Napolitano lo scorso 27 novembre "c'è una forte componente ambientale che molto spesso interferisce con la componente genetica e rende problematica l'identificazione dei geni".

    "L'approccio che utilizza il nostro progetto è quello delle popolazioni isolate - ha spiegato sempre in quell'occasione la giovane ricercatrice -. Queste popolazioni sono particolarmente indicate per lo studio dei tratti complessi perchè possiedono una eccezionale uniformità genetica ed anche una uniformità ambientale". Al capo dello Stato Enza Colonna ha spiegato che il progetto è iniziato nel 2001 "con uno studio di fattibilità che è stato svolto su diversi comuni del Cilento e questo studio si è basato su un parametro che è l'endogamia che descrive la propensione per matrimoni tra gente dello stesso villaggio". Un approccio che ha permesso di identificare due villaggi "Gioi e Campora che presentavano un tasso di endogamia particolarmente elevato e su questi villaggi abbiamo cominciato uno studio di tipo archivistico".

    (Repubblica, 1 gennaio 2007)

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  2. #2
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    Predefinito Tanto per capire in che

    Tanto per capire in che condizioni è stata tenuta la ricerca scientifica dal precedente governo di centrodestra

    Progetto Genoma, da dicembre ricerca a rischio
    DA OGGI A LAURINO UN CONVEGNO NEL CILENTO. APPELLO DI PERSICO: FONDI
    AGLI SGOCCIOLI



    Frumento Sulle nuove frontiere della genetica e della bioinformatica si
    confronta oggi un pool assai agguerrito di ricercatori provenienti da
    varie parti del mondo in tre giorni di studi nel Cilento. Il meeting
    internazionale, che nasce dalla collaborazione italo-canadese in tema di
    applicazione delle nuove tecnologie alla scienza della vita, prende il
    via oggi a Laurino, uno dei dodici comuni coinvolti nel «Parco
    genetico». Il convegno, organizzato dall?Istituto di genetica e
    biofisica «Buzzati Traverso» del Cnr di Napoli e dagli istituti canadesi
    Ig-Cihr (Istituto di genetica del Canadian Institute of Health Research)
    e Cgdgn (Canadian Genetic Diseases Network), fa seguito a un precedente
    incontro che si è svolto a Montreal. In quella sede gli studiosi
    d?oltreoceano hanno dimostrato un particolare interesse per il progetto
    di ricerca multidisciplinare sulle popolazioni isolate del Parco del
    Cilento e del Vallo di Diano, coordinato dalla ricercatrice napoletana
    Graziella Persico, che ha al suo attivo alcune scoperte fondamentali nel
    campo della genetica (ha isolato il cromosoma «x» responsabile del
    favismo, il gene responsabile dell?ittiosi, il gene fondamentale per lo
    sviluppo embrionale e cardiaco «cripto» e quello responsabile
    dell?angiogenesi patologica), dal 2000 ha avviato in nove Comuni
    cilentani il progetto «Parco genetico», destinato ad estendersi ad altri
    tre paesi e già arrivato a un buono stato di attuazione.


    Dopo la prima fase storico-archivistica, con cui sono stati incamerati i
    dati ed elaborati gli alberi genealogici delle famiglie, da qualche mese
    si è passati ai prelievi del sangue che, oltre a determinare il Dna,
    servono a rivelare lo stato di salute delle popolazioni in rapporto ad
    ambiente, alimentazione e abitudini. «In 7 centri - spiega Graziella
    Persico - i dati raccolti hanno confermato un elevato grado di
    endogamia, mentre in 2 Comuni sono già partiti i prelievi di sangue e le
    visite mediche con un?altissima percentuale di popolazione esaminata». I
    12 paesi coinvolti, affini per territorio, cultura, tradizioni,
    ambiente, abitudini ed alimentazioni, costituiscono un nucleo omogeneo
    nel cuore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Un?isola
    unica al mondo, la cui posizione geografica ha consentito un basso tasso
    di scambi migratori e un?elevata endogamia che ha sfiorato il 90 per
    cento, diventata ora un laboratorio di ricerca genetica grazie a
    un?intuizione partita da Pasquale Persico dell?Università di Salerno.
    Peccato, però, che a tre anni dall?avvio delle attività i finanziamenti
    stiano per finire: la ricerca è coperta solo fino al prossimo dicembre,
    poi potrebbe anche fermarsi. «Speriamo in una risposta delle istituzioni
    locali - dice Graziella Persico -, cheinpiù occasioni hanno affermato di
    volercisostenere. Se non dovessimo avere risposte dall?ente Parco e
    dalla Regione, saremo costretti a sospendere le attività fino alla
    presentazione della ricerca all?estero». Una richiesta di aiuto che
    arriva in contemporanea con un evento internazionale, a dimostrazione
    del fatto che il progetto calamita già l?attenzione fuori dall?Italia.
    All?inaugurazione di oggi interverranno l?assessore regionale Luigi
    Nicolais, Massimo Carnelos del Ministero degli Affari esteri, John
    Picard, consigliere scientifico presso l?Ambasciata del Canada di Roma.
    Presenza di spicco quella di Lucio Luzzato, direttore dell?Istituto
    tumori di Genova, e di Stephen Scherer, direttore del Center for applied
    Genomics di Toronto.

    http://ilmattino.caltanet.it/hermes/20031025/NAZIONALE/CULTURA/LOLO.htm>
    (25/10/2003)

  3. #3
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    A capo dell' equipe in cui lavora la giovane ricercatrice precaria Enza Colonna, c'è la dottoressa Graziella Persico, la quale sui provvedimenti di Letizia Moratti si esprimeva così:

    Cnr e fondi privati, cresce l'allarme tra i ricercatori

    MA IL MINISTERO FA SAPERE: ALMENO PER AGOSTO NIENTE RIFORMA

    Si prevede, per i prossimi mesi, il gran ritorno di un'espressione logorata da un uso sempre più ipocrita: "fuga di cervelli". Indica una pratica di solito deplorata con alti lamenti dolentissimi da ministri e responsabili vari della condizione in cui versa la ricerca in Italia. Il motivo del plausibile rinnovato ricorso a quell'espressione sta in un provvedimento ministeriale per ora solo ventilato ma da molti paventato, che sarebbe in cantiere presso il ministero all'Istruzione, Università e Ricerca. Si tratta del piano di ristrutturazione - ma la parola qui è un eufemismo - del Consiglio Nazionale delle Ricerche, prossimo a essere presentato dal ministro Moratti. Secondo quelle che per correttezza sono ancora da rubricare come "indiscrezioni" - ma di cui chiunque lavori al Cnr è a conoscenza da qualche mese - quel piano prevederebbe un vero e proprio smantellamento del Centro, una sua completa trasformazione.

    Ci sarebbero, soprattutto, due novità: l'abolizione degli attuali dipartimenti; l'istituzione di un certo numero di distretti guidati da fiduciari di nomina governativa, ingaggiati allo scopo di procacciare fondi per la ricerca presso sponsor privati. Sì, perché la vera innovazione sarebbe poi quella di limitare l'apporto finanziario dello Stato al solo finanziamento delle spese fisse, abolendo gli stanziamenti diretti. Come a dire, ricerca sì, ma solo a condizione che si trovi sul mercato qualcuno interessato a pagarla. Con tutti i corollari del caso sulla marginalizzazione di studi legati al principio della pubblica utilità e il primato - anche qui - della logica dei profitti privati.

    "A ben vedere, questa prospettiva, di cui si parla da mesi, non è poi nemmeno una novità", dice Graziella Persico, responsabile, nella sede napoletana del Cnr, del "Progetto Cilento", uno dei più importanti progetti di genetica delle popolazioni mai avviati. "Da tempo lo Stato paga solo gli stipendi, e noi ricercatori siamo abituati a rivolgerci alla Telethon, alla Comunità Europea o alla Regione Campania. Siamo autonomi, cioé, senza esserlo però del tutto. Cionondimeno ratificare l'idea che la ricerca si metta "sul mercato", in una logica da "vinca il migliore", mi sembra un buon modo di affossare centri come quello napoletano, indicato da tutti come un fiore all'occhiello della ricerca post-genomica".

    "Molto perplesso" si dice anche John Guardiola, che dell'Istituto di Genetica e Biofisica di Napoli è a lungo stato direttore. "Speravamo di essere sfuggiti alle attenzioni di un ministero fin qui preso dalla distruzione dell'istruzione" dice polemico Guardiola. "Le idee di cui sentiamo parlare potrebbero produrre lo stallo totale della ricerca". Dal ministero, intanto arriva una nota di precisazione che potrebbe rasserenare gli animi. Riferisce solo di studi preliminari avviati per continuare la riforma degli enti di ricerca, tra i quali il Cnr, e di approfondimenti in corso. Si aggiunge poi che "non ci saranno da parte del ministro Letizia Moratti interventi sugli enti di ricerca, almeno per il mese di agosto". Sbagliamo nel pensare che quell'"almeno" non serva molto a tranquillizzare i ricercatori del Cnr?

    http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/020730b.htm

  4. #4
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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Sai qual è il problema? Che cinque anni di temporeggiamento nella ricerca scientifica equivalgono a cinquant' anni in un altro settore. In questi cinque anni in Italia c'è stata un' emorragia di cervelli come mai si era vista prima d'ora e paesi come, per esempio, la Spagna si sono messi a correre mentre noi segnavamo il passo. Questo ti fa capire la competenza e la lungimiranza di chi si è occupato di queste cose e quanto avessero a cuore lo sviluppo economico del paese.

  6. #6
    Bananas
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    Sai qual è il problema? Che cinque anni di temporeggiamento nella ricerca scientifica equivalgono a cinquant' anni in un altro settore. In questi cinque anni in Italia c'è stata un' emorragia di cervelli come mai si era vista prima d'ora e paesi come, per esempio, la Spagna si sono messi a correre mentre noi segnavamo il passo. Questo ti fa capire la competenza e la lungimiranza di chi si è occupato di queste cose e quanto avessero a cuore lo sviluppo economico del paese.
    Esatto... i molti nostri ragazzi, formati con i nostri soldi, fuggiti all'estero (come la mia ragazza... ).
    5 anni di tentennamento su questo fronte significano decenni di ritardo...

  7. #7
    Qui Quoerit Paperinik
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    In questi cinque anni in Italia c'è stata un' emorragia di cervelli come mai si era vista prima d'ora
    Purtroppo l'emorragia origina molti anni prima, ed fu causata da altri. Naturalmente, i progetti del Ministro Moratti hanno accelerato e amplificato il fenomeno, grazie alle digraziate riforme che volevano trasformare il ricercatore in uno schiavo senza dignità né libertà d'indagine.

  8. #8
    Bananas
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    Citazione Originariamente Scritto da Keiros Visualizza Messaggio
    Purtroppo l'emorragia origina molti anni prima, ed fu causata da altri. Naturalmente, i progetti del Ministro Moratti hanno accelerato e amplificato il fenomeno, grazie alle digraziate riforme che volevano trasformare il ricercatore in uno schiavo senza dignità né libertà d'indagine.
    Concordo che è anche un problema di sistema e di mentalità italica, ma il bananismo ha affossato sia il morale dei ricercatori, sia la speranza di un minimo cambio di tendenza, ed una demolizione del sistema della ricerca in poco meno di 5 anni, un vero record...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    Sai qual è il problema?
    Che cinque anni di temporeggiamento nella ricerca scientifica equivalgono a cinquant' anni in un altro settore. In questi cinque anni in Italia c'è stata un' emorragia di cervelli come mai si era vista prima d'ora e paesi come, per esempio, la Spagna si sono messi a correre mentre noi segnavamo il passo. Questo ti fa capire la competenza e la lungimiranza di chi si è occupato di queste cose e quanto avessero a cuore lo sviluppo economico del paese.
    Lo so ...
    La ricerca scientifica è COMUNQUE uno dei volani principali della crescita economica e, conseguentemente, della prosperità della comunità che in essa investe.
    E, ovviamente, non parlo SOLO della ricerca nello specifico settore che ti riguarda; benchè importante e fondamentale.
    E, come sai, sul quale si ripongono ("noi") non poche speranze.
    Lo è in toto.

    Dunque: OTTIMO topic.
    Non fosse altro che l'argomento è stato (purtroppo) tra i meno enfatizzati tra quelli presenti nel discorso del PdR.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Nikalte Visualizza Messaggio
    Esatto... i molti nostri ragazzi, formati con i nostri soldi, fuggiti all'estero (come la mia ragazza... ).
    5 anni di tentennamento su questo fronte significano decenni di ritardo...
    Già. Noi paghiamo le tasse per tenere in piedi scuole e università e gli altri paesi prendono i nostri laureati e dottori di ricerca senza aver investito una lira nella loro formazione. E tutto per un astratto ideologismo "liberista": gli sponsor, i fondi privati ecc Nessun privato investe nella ricerca di base, perchè non dà risultati applicativi a breve termine (senza ricerca di base, però, non esiste ricerca appplicata, ovviamente). Gli altri paesi europei investono minimo tre volte più di noi nella ricerca di base. E poi dicono che soffriamo la concorrenza sui mercati esteri... per forza! Niente ricerca di base=niente ricerca applicata=niente innovazione tecnologica=niente competitività dei prodotti sui mercati internazionali. (ovviamente non possiamo competere con il costo della manodopera cinese e indiana, quindi dovremmo puntare su qualità e innovazione tecnologica). Ma vallo a dire alla Moratti...

 

 
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