...anche se per un derby del cuore.
Fonte: Il Romanista
Il vero Derby del Cuore è Aldair in campo
(EDITORIALE | 05/01/2007) - La beneficenza va sempre bene pure se ostentatata, perché contano di più i soldi tirati fuori per aiutare piuttosto che fatui atteggiamenti narcisistici; però che c 'entra stanotte la Juve all'Olimpico? Forse perché così ci sarà più gente dopo le ultime manifestazioni che hanno fatto registrare un calo di presenze per una partita che i tifosi-tifosi non hanno mai amato e non ameranno mai veramente? Per qualcuno è addirittura blasfemo parlare di derby (per non parlare del Cuore) quando vedi chissà chi, simpatizzante di chissà cos'altro, correre 20 chili di troppo con quelLa maglia contro quell'altra per fare sorrisetti pre-stampati in tv. Chiaro, non per tutti è così e non lo è sicuramente per Aldair. Perché stasera all'Olimpico c'è lui che non è mai stato un attore. Non ci giocava dal 2 giugno 2003. Era la festa della Repubblica nella notte della Sud che cantava il silenzio mentre una bandiera s'ammainava insieme al suo numero (6 unico). Oggi tornano pure quelli. Da lì sono passati 1300 giorni, dopo 13 anni di Roma vissuta con attaccamento silenzioso e ostinato, tracimante (di classe, sorriso, saudade) eppure discreto. Aldair campione d'Italia torna in campo il giorno dopo che un altro se n'è volato via: torna per far sentire meno solo Totti. Ieri per questo è arrivato Tavano, solo perché anche lui si chiama Francesco. Come Aldair invece non c'è nessuno. Lui, infortunato, festeggiò lo scudetto vinto contro la Juve (apposta c'è stasera?) quasi in disparte negli spogliatoi. La beneficenza va sempre bene, ma quando la fanno persone come Aldair va sempre un po' meglio.




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