Sa Corona Arrùbia
museo del territorio
LABORATORIO DI ARCHEOLOGIA MOLECOLARE:
Qui abbiamo dato inizio a un’appassionante avventura scientifica: la ricostruzione del DNA dei nostri antenati Prenuragici e Nuragici.
Chissà a quali popoli abbiamo voltato le spalle, che mari abbiamo affrontato e quante genti abbiamo conosciuto per diventare ciò che siamo: sardi di oggi.
Certo, le testimonianze storiche hanno già ricostruito molto di questo percorso, ma non tutto. infatti più ci si allontana nel passato e meno si riesce a sapere.
Allora, perché non guardare direttamente dentro noi stessi?
Nelle nostre cellule c’è scritto molto più di quanto si possa immaginare, e oggi possiamo leggerlo.
Per esempio c’è un intero trattato su alcune malattie endemiche del Mediterraneo.
In parole e fogli sparsi, però, tutto da ricostruire.
La sfida è dunque gettare una prima luce nel buio che avvolge le nostre origini e insieme la nostra natura più intima.
Forse non arriveremo a sapere dove andiamo, ma certamente capiremo meglio da dove veniamo e quale mescolanza ci ha fatti così.
Per queste ragioni stiamo esaminando i resti di quei nostri progenitori remotissimi trovati nelle sepolture della Marmilla. Soprattutto i loro denti, capaci di conservare intatta per millenni, in una corazza d’avorio, la nostra identità biologica.
Non stiamo qui a dirvi come facciamo. È complicato, ma non sarà un segreto: se prenotate vi spieghiamo tutto e vi permettiamo anche di spiarci, attraverso delle telecamere, mentre lavoriamo.
Se poi siete ancora più curiosi potete intervenire: ci date qualche goccia di saliva e noi estraiamo il vostro DNA, lo intrappoliamo in una sostanza perfettamente trasparente e ve lo restituiamo dentro una provetta sigillata. Sarà un po’ scoprire se stessi.
Nessuna analisi, sia chiaro: ci vorrebbe troppo tempo e sarebbe anche indiscreto, se non richiesto.
Solo un gioco quindi, ma molto vero.
Del resto, l’importante è partecipare.
PRENURAGICI E NURAGICI IN MARMILLA
La nostra esistenza di migliaia anni or sono. La sua cultura materiale, il suo ingegno nell’inventare e nel costruire e i suoi risultati grandiosi.
Una tavola comparativa del tempo accosta preliminarmente le epoche generali della preistoria e della protostoria alle nostre epoche sarde, segnate dai loro eventi peculiari.
Il punto di osservazione è sempre la Marmilla e le diverse stazioni della mostra, come in una successione di fotogrammi, raccontano il faticoso cammino di quei nostri predecessori che l’hanno abitata lungo i millenni.
Apre il percorso la ricostruzione a grandezza naturale di un’abitazione prenuragica. All’interno, ben visibile, il corredo domestico completo: gli utensili minori, di pietra, legno, osso, ceramica e metallo; quelli complessi, come il telaio per la tessitura e la macina per i primi cereali coltivati; gli effetti personali: la stuoia su cui dormire e le pelli con cui ripararsi dal freddo. Perfino i monili di conchiglia coi quali quelle donne e quegli uomini si facevano belli prima di uscire.
A seguire, una serie di riproduzioni ambientate del panorama monumentale di allora. Sono i principali ritrovamenti della zona: le domus de janas, le “tombe di giganti”, i “templi a pozzo”. Didascalie e illustrazioni completano ogni singola stazione del percorso, descrivendo i relativi scavi archeologici e il dettaglio di ogni oggetto rinvenuto al loro interno. Al centro della sala troneggia un grande plastico ricostruttivo del complesso nuragico di Genna Maria, sorpreso nelle ultime fasi della sua costruzione. In chiusura la rappresentazione degli agglomerati abitativi di tremila anni fa, colti nel loro quotidiano pulsare di vita attorno alle corti comuni. Ma soprattutto inquadrati nella loro insospettabile vicinanza alle fortezze di pietra, luogo di riferimento istituzionale e rifugio in caso di attacchi esterni. Che infatti arriveranno, dal mare, a ondate successive, fino a disciogliere l’antica civiltà dei sardi e a farla sfumare nella storia comune del Mediterraneo.
questo e altro dal sito www.museosacoronarrubia.it alla voce ''offerta museale''.




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