ROMA - L'Ocse lancia un avvertimento al governo Prodi: senza le riforme, a partire da quella previdenziale e più in generale del sistema del welfare, la spesa pubblica italiana è destinata ad esplodere. Il rischio è lo stesso per tutta l'Eurozona, con l'unica eccezione dell'Austria, ma per il nostro Paese è particolarmente concreto. Anche se gli ultimi dati sul fabbisogno italiano vengono accolti con favore dal commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia: "Ora dovrebbe diventare più facile riportare il deficit sotto il 3% e procedere più velocemente verso un equilibrio delle finanze pubbliche". Nelle previsioni di autunno Almunia aveva stimato un deficit 2006 al 4,5% mentre a dicembre nel programma di stabilità il governo italiano aveva indicato un deficit per il 2006 al 5,7% includendo il deficit delle Ferrovie dello Stato. Ora il dato sul disavanzo 2006 aggiornato sarà comunicato da Roma a Bruxelles entro marzo 2007.
Ocse. Le proiezioni per l'Italia, in assenza di interventi, sono decisamente negative: le spese per pensioni, sanità e assistenza a lungo termine porteranno il debito al 365% del pil nel 2050. Peggio di noi il Portogallo, con un rapporto del 489%, contro una media Euro-12 del 255%. Nel medio termine, cioè al 2010, il debito pubblico resterà - secondo l'Ocse - invariato a 120% del Pil, sui livelli del 2005, mentre il debito netto salirà dal 95 al 96%.
Nell'Eurozona il debito scenderà nel 2010 al 72% dal 79% del 2005, mentre il debito netto calerà da 52 a 48%. A peggiorare ulteriormente - osserva l'Ocse - sono sempre gli stessi paesi, cioè Italia e Portogallo, mentre miglioreranno la loro posizione Belgio e Spagna.
Però l'Ocse riconosce che "la ripresa nell'area dell'euro si conferma. Se le riforme strutturali proseguiranno, l'espansione economica assumerà un carattere più durevole e si auto-alimenterà".
Inflazione. Il monito dell'Ocse arriva in coincidenza con le stime preliminari dell'Istat sull'inflazione nel 2006. L'Istituto di statistica ha reso noto che il tasso si è attestato al 2,1%. Nel Dpef il governo aveva fissato l'inflazione programmata al 2%. Nel 2005 l'inflazione media era all'1,9%.
L'inflazione è cresciuta anche a dicembre rispetto al mese precedente. Si è passati all'1,9% dall'1,8% di novembre. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,1%. Gli aumenti mensili più significativi, spiega sempre l'Istat, si sono verificati per i capitoli ricreazione, spettacoli e cultura (+0,4%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,2%).
Variazioni nulle nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi, abbigliamento e calzature, abitazione acqua, elettricità e combustibili, servizi sanitari e spese per la salute, istruzione e altri beni e servizi. Variazioni negative si sono registrate nei capitoli comunicazioni (-0,7%) e servizi ricettivi e di ristorazione (-0,1%).
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+5%), abitazione acqua, elettricità e combustibili (+4,7%) e prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,7%). Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli comunicazioni (-4,8%), servizi sanitari e spese per la salute (-2,3%).
(4 gennaio 2007)




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