Per me è solo un bene...
Un economista puramente "liberal" se ne va, piccato perchè la finanziaria, per sua stessa ammissione, si dedica più alla "lotta alla precarietà" che alla "crescita", più alla "redistribuzione delle risorse" che a quella delle "opportunità".
L' "economista liberal" ritiene, per sua forma mentis, che "riformismo" significhi l'esatto contrario di "fare riforme" e che il reale significato sia attuare alcune delle parole d'ordine liberiste come "rischio", "merito" ecc. ecc.
Per carità, una testa fina, per quanto riguarda per lo meno, il suo ambito.
Peccato che non abbia nulla a che fare con ciò che le persone di sinistra chiamano "sinistra".




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