Premetto, visti i temi trattati, che la mia non vuole essere una polemica politica. Chi mi conosce sa le mie posizioni politiche, ma ciò che sto scrivendo non è certo una polemica politica (anche perchè non ho mai apprezzato la faziosità), ma bensì una semplice difesa alla Capitale ed alla cittadinanza, ieri attaccata in maniera abastanza vergognosa da Silvio Berlusconi.
Iniziamo a dire che è scandaloso che un ex Presidente del Consiglio usi certe parole verso la Capitale della Nazione di cui ha guidato il Governo.
Le parole in questione sono le seguenti:
"Roma è precipitata nel degrado, è diventata la Capitale della droga, è in aumento l'esercito dei disperati, sono in aumento gli scippi, c'è una drammatica emergenza alloggi. Duemila persone vivono per strada, ed addirittura novemila in grotte e favelas lungo il corso del Tevere".
Allora, premetto che Roma, come tutte le grandi città ha vari problemi, tra i quali quello della casa, ma ciò non legittima nessuno, tanto meno chi fino a pochi mesi fa era presidente del consiglio, a dare della nostra città un'immagine sbagliata con notizie false e tendenziose a partire dai dati sbagliati sul numero di persone senza fissa dimora nell'ambito di una campagna di Silvio Berlusconi mirata (almeno nelle mie opinioni, poi non so) a cercare di screditare l'immagine di Walter Veltroni. Ora, come risposta non posso che appellarmi alle parole dello stesso Walter Veltroni, che stamattina in un incontro ha replicato a Berlusconi dicendo "Silvio Berlusconi è liberissimo di attaccarmi personalmente, ma lasci stare la città di Roma". Per quanto in questi termini sia discutibile anche l'attacco verso Veltroni (cosa che comunque Berlusconi è libero di fare), Berlusconi non si deve permettere di parlare di Roma in certi termini.




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