
Originariamente Scritto da
Nicola
Sono abbastanza d'accordo con te, ma per la verità Radio Radicale resta in vita anche grazie ad autofinanziamenti e sottoscrizioni, non solo grazie ai rimborsi statali che però, vi è una differenza fondamentale, percepisce in quanto svolge un servizio pubblico di informazione, un servizio rivolto in massima parte agli altri partiti, non ai radicali.
Differentemente da quanto avviene per i media di partito di destra e di sinistra (giornali, ma anche TV satellitari) che si pappano il denaro pubblico solo per propagandare esclusivamente le proprie idee e per dare da lavorare a un po' di fedelissimi.
Un po' lo stesso avviene con i rimborsi elettorali: i radicali sono gli unici a farsi rimborsare solo i soldi effettivamente spesi per le campagne elettorali, tutti gli altri partiti ci infilano dentro qualunque spesa, inclusi Tv e giornali, truffando i cittadini elettori.
Anche in questo caso la differenza mi sembra enorme, non certo di poco conto.
Detto questo, sono il primo ad auspicare che vengano aboliti i finti rimborsi elettorali e che i media, tutti, dalla RAI a Radio Radicale, smettano di essere finanziati col denaro pubblico.
Ma chi svolgerebbe, allora, il compito di servizio pubblico?
Posto che ho i miei dubbi sull'utilità del fatto che lo Stato commissioni o produca trasmissioni radiotelevisiva, dovrebbe semmai esserci un sistema nel quale i media, privati, partecipano ad una gara d'appalto per accaparrarsi, in cambio dello svolgimento del servizio pubblico, i contributi statali. Un modello, quindi, più vicino alla privata Radio Radicale (che però, de facto, non ha concorrenti, quindi non si confronta con un mercato concorrenziale) che alla parastatale RAI.