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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito arepo sator tenet opera rotas


    SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS
    leggetela in qualsiasi senso possibile..
    pensate che è stato ritrovato in francia,ungheria,germania..
    al centro il tenet orizzontale e quello verticale formano una croce;
    anagrammando le altre lettere troviamo A PATERNOSTER O(a e o stanno per alfa e omega,inizio e fine)
    sulla traduzione ci si è sbizzarritinfatti mentre tutte le parole sono termini latini,AREPO non vuol dire assolutamente una minchia;
    la traduzione più spontanea tuttavia sarebbe"il seminatore Arepo adopera le ruote",prendendo arepo come nome di persona:secondo questa e altre traduzioni il sator sarebbe un simbolo della ciclicità della vita,simboleggiata qui dal seminare e dal raccogliere.in brevel simbolo dell'eterno avvicendarsi della vita.
    prendiamolo come un simbolo cristiano allora:dio(sator,il seminatore) governa(tenet)le azioni degli uomini(opera)e il movimento egli astri(rotas).
    un prete(tale don Anacleto Bendazzi),ritenendo arepo un abbreviazione di aBrepo(scompaio,mi dileguo) così tradusseo,seminatore,mi ritiro;la mia opera ha ruote(cioè procede da sola)"
    simbolismo dell'ascensione di cristo quiindi,e un' allusione alla funzione della chiesa,che deve continuare l'opera di gesù.
    quest'ipotesti non è mai stata completamente accettata a causa di quel preteso "abrepo".

    arepo secondo altri deriva da "aresco"(avverbio latino che sta per "inaridirsi") e quindi ne ricaviamo una massima di vita degna di un luca giurato"chi semina all'asciutto tiene ferme le ruote e le opere(del carro)".

    arepo però può darci un indizio sulla data e sul luogo di nascita del quadrato :la francia del III secolo:arepos infatti era il termine che indicava(in quel periodo soltanto)il carro celtico.arepo è un possibile ablativo strumentale della latinizzazione(non attestata)del termine.e quindi "il seminatore col suo carro tiene con cura le ruote".

    alloar perchè non "dio,medicina(o salvezza)universale sostiene con la sua azione i cieli"?
    sator in ebraico significa "ciò che è ignoto"e quindi dio,arepo invece sgnifica medicina..

    un erudito inglese dell'800 divise così il testo SAT ORARE POTEN' ET OPERA ROTAS.
    poten è l'abbreviazione di "potes ne"(molto usata in latino),quindi il nostro quadratino diventerebbe una domanda:" non potresti tu pregare di più e con la tua opera far girare meglio le nostre opere?"allora sarebbe uan formula usata dagli ecclesiastici di rango elevato per richiamare pubblicamente i sacerdoti negligenti senzxa destare scandalo.

    nei primi del 900,Deonne addirittura ricostruì così la frase "SAT ORARE POTENTer ET OPERAre RatiO TuA Sit",ovvero regare abbastanza e molto lavorare sia tuo dovere.
    ma..ma..ma..
    il sator nacque molto prima del III secolo,ed era diffuso in tutto il mondo "occidentale",ed era diffuso già prima della nascita degli ordini religiosi..

    nell'antica corinium(attuale cirencester,nel gluocestershire) è stato trovato il sator sull'intonaco di una casa del III secolo d.c.
    in francia fu ritrovato sulla porta di un oratorio abbandonato,presso il castello di rochemaure,sulle sponde del rodano,e sui castelli di chinon e jarnac;
    a santiago de compostela,in ungheria..
    nell'arithmologia di Atanasio kirchles l'autore assicura che in Arabia e Etiopia era presente un quadrato letterale infatti lo si rinvenne in una cappella copta nel deserto ad ovest di Faras,in Nubia.
    nel nord della Siria,nella città di Dura-Europos furono ritrovati quattro di questi quadrati,dalla parte della città sulal riva destra dell'Eufrate;dal 165 al 250 d.c. la città era occupata da milizie romane.
    in italia lo si trova in santa maria maggiore,a magliano dei marsi(vicino a L'aquila),nella chiesa medievale di Santa Lucia;a Campiglia marittima(Livorno),nella Pieve di san giovanni;a Siena nel duomo di santa maria assunta;nell'abbazia di Valvisciolo presso Sermoneta.
    inoltre appare in un mosaico del XI nella chiesa di Pieve Terzagno:è sopra ad un cane con testa bassa e coda tra le zampe,come esorcizzato da quelle parole,recitate dall'uomo di fronte a lui.

    questa era la prova,secondo la gente del tempo,che il sator aveva poteri magici,e questa superstizione sopravvisse nel tempo:nel 1742,il principe di sassonia ordinò che i sudditi incidessero sui piatti di legno su cui ponevano il pane il misterioso quadrato,in modo che in caso di incendio potessero lanciarlo nelle fiamme per domarle.

    fino al primo novecento in alcune province tedesche si usava questa frase per guarire i cani idrofobi,e ai morsi da cani rabbiosi si faceva mangiare un ostia con impresso il sator..
    Alberto Magno assicurava nel suo "de secretis mulierum,de virtutis herbarum"che questa frase faceva ballare le ragazze..
    inoltre un incantesimo anglosassone con all'interno il sator veniva recitato per avere parti indolori.

    attenzione però..venne rinvenuto il sator anche sul sigillo dell'inquisizione spagnola!delorme nel suo libro "les emblèmes des l'enquisition" disse di aver trovato al museo etnologico di lisbona un sigillo dell'inquisizione con sopra il sator..trovò inoltre una medaglia con da un lato il simbolo del tribunale ecclesiastico,dall'altro invece il sator.
    e cosa ci faceva un simbolo magico(ammettendo che avesse anche valore religioso) su una medaglia dell'inquisizione?Delorme elaborò una teoria il sator era un segno distintivo di una setta perseguitata.ma quale?il quadrato racchiuderebbe in sè la tipica gnosi di scuola ebraica,per cui tutto l'essere è permeato di divino:tutto è nell'Uno in potenza;l'uno è nel tutto in atto.e questo l'inquisizione non l'ha mai accettato,considerando il divino al di sopra del materiale.i sator,come simbolo gnostico,era perfettamente odiabile dall'inquisizione insomma
    quindi il dritto della medaglia mostrava il bene,la chiesa cattolica,il rovescio il male,l'eresia.
    come prova a favore di ciò,delorme ricorda come agli "inquisiti" convertiti venisse mostrato lo stendardo con sopra l'emblema dell'inquisizione,mentre a chi si rifiutava di abiurare veniva mostrato l'altro lato,quello con simboli infernali di dannazione .

    fino al 1925 il sator era ritenuto senz'ombra di dubbio un quadrato gnostico..

    ma...

    il 5 ottobre 1925,scavando a pompei nel peristilio(il portico davanti all'entrata,per capirci) della casa di Paquio Procolo,amedeo mauri scoprì sull'intonaco il quadrato,e 11 anni dopo si ritrovo ancora il simbolo sulla scanalatura di una colonna del portico occidentale della palestra di pompei.qui però,la frase cominciava con rotas invece che con sator:rotas opera tenet arepo sator.
    quindi..
    quindi non è una crux dissimulata,o per lo meno non lo era originariamente.infatti tertulliano ci dice che "non vi erano cristiani a pompei fino al 79 d.c.,data della sua distruzione per l'eruzione del vesuvio".
    inoltre il pater noster con alfa e omega non era più accettabile come valido:l'apocalise fu conosciuta in italia meridionale solo nel 130 d.c.
    e gli strati di cenere sopra la scritta erano intatti..

    rimangono due ipotesi
    o il sator non è un simbolo paleocristiano,o a pompei esisteva una comunità cristiana segreta..

    nel caso non fosse un simbolo cristiano,le caratteristiche come la crux dissimulata e il paternoster anagrammato sono casuali?
    e a che corrente esoterica bisogna farlo risalire?

    che abbia o meno valenze spirituali,è nato in un epoca di forti correnti mistiche,cioè nel primo sec. d.c.
    nel declino delle antiche religioni romane e greche,le folle dell'impero si buttavano ai culti misterici,a iside e mithra,e tutto assumeva un tono di magia.gli influssi neopitagorici(dall'occidente) e caballistici(dall'oriente) mutarono la spiritualità rapporti numerici,le trasposizioni numerico-alfabetiche,i QUADRATI MAGICI,e le particolarità geometriche erano la prova dell'esistenza di un' entità sovrannaturale.
    qui,probabilmente,per caso o per studio un iniziato,o un mago,o un sacerdote scoprì questa serie di parole dai suoni arcani dai mille significati.
    ed è molto affascinante come cosa





  2. #2
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    Predefinito Enigma Arepo...

    Citazione Originariamente Scritto da ulfenor Visualizza Messaggio
    ... sulla traduzione ci si è sbizzarriti nfatti mentre tutte le parole sono termini latini,AREPO non vuol dire assolutamente una minchia;

    Secondo Anna Giacomini, direttrice della rivista di studi storico-tradizionali Officinae, il termine AREPO potrebbe essere una traslitterazione dalla lingua greca, composto dal prefisso ar ("all'inizio", "per prima cosa") e dal verbo epo, epomai ("faccio", dal verbo fare). Il SATOR (seminatore) affermerebbe quindi in prima persona: Io Seminatore creo. Il verbo TENET significa chiaramente "egli tiene". E ROTAS, da sempre considerato complemento oggetto di rota, ae, potrebbe invece essere un verbo: "tu ruoti". Da qui la seguente traduzione:

    Io seminatore creo - Egli governa la materia - Tu ruoti.

    *^*^*^*^*


    Riporto da un articolo di Anna Giacomini pubblicato sul sito www.lamelagrana.net

    Ecco che il palindromo rivelava una natura di discorso formulato in prima persona da un SATOR che non si stenta a riconoscere come entità divina, colui che crea, che emette il suo logos. Accanto a lui si rivela la presenza di una seconda entità che tiene il creato, lo governa, un demiurgo che emana le leggi della materia. Infine vi è l’uomo che, di filiazione divina, ruota dal suo Sator, percorrendo le diverse fasi della vita, per ritornare al punto di partenza ossia al suo creatore. Una traduzione elementare, semplice, totalmente priva di forzature ci conduceva verso una formula dettata dal creatore stesso, che dava all’uomo la struttura dell’universo. Certo una formula gnostica, dove un demiurgo non divino con la sua forza domina l’universo creato dal Seminatore, nel quale l’uomo esperisce nella ruota della vita per tornare purificato al luogo di partenza, la sede del padre nel Pleroma. Viene spontaneo chiedersi. Ma perché si perse totalmente nel tempo il significato del palindromo? Possibile che nessuno ne conservasse segretamente la vera spiegazione conoscendo la natura della sua rivelazione.

    Parrebbe che nello scorrere della storia coloro che lo vollero tradurre non ne avessero mai compreso il vero significato, ma poiché nel tempo in vari momenti il lemma riappare scolpito o riprodotto in vari luoghi, vien fatto di pensare che qualche gruppo di seguaci di dottrine gnostiche ne conservasse gelosamente il senso e si impegnasse a trasmetterlo su edifici considerati particolarmente adatti. Un gioco intellettuale per pochi eletti, che doveva prendere le sembianze di una sorta di scongiuro per ovviare al pericolo dell’oblio, della persecuzione e della fine nella sorte inclemente che ad ogni cosa fatta di materia spetta. Sugli edifici sacri è una sorta di sfida. Posto sull’esterno e di solito sul lato sinistro di chiese in pietra, destinate a sfidare i secoli, ancora oggi appare misterioso ed evocatore, preso per una banale invocazione apotropaica è la gioia delle guide turistiche a buon mercato.

    Invece è un credo gnostico di basilare importanza, perché, se l’interpretazione proposta è esatta, in esso si trova la formula dell’universo, la struttura e la legge del cosmo, da Dio stesso dettata. E’ possibile che colui che lo compose fosse un vero veggente, una sorta di profeta illuminato in contatto con la sfera divina della perfetta conoscenza. Ma chi furono coloro che nel tempo si trovarono ad usarlo con particolare coscienza e con precisa nozione del suo significato? Certamente pochi, certamente i non allineati con la dottrina cattolica, certamente uomini a rischio di rogo, troppo evidente appariva l’allusione ad un demiurgo che Dio stesso pone accanto al suo potere. Il significato vero doveva perdersi nei meandri di un labirinto confuso, che conducesse al suo centro solo gli iniziati. Così venne contrabbandato per altro: o uno scongiuro o una preghiera cristiana, poiché per la sua magica struttura poteva servire anche a dare segnali di cristiana ortodossia.

    Dalle terre del bacino del Mediterraneo dove ebbe probabilmente la sua origine per la sua caratteristica di bilinguismo, normalmente praticato in quelle terre, nel corso di mille anni, fu ricondotto e sistematicamente allocato sui lati nord delle chiese edificate in pietra, per tramandare la sua dottrina ai contemporanei ed ai posteri. Ma quando ci si rende conto che appare su edifici che hanno forti connessioni con l’ordine templare, la cosa appare molto interessante. Vari sono i luoghi del SATOR che risultano in qualche modo connessi con l’ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo. Allocato su chiese che spesso si trovavano sui percorsi francigeni, o in luoghi dove l’ordine del Tempio poteva avere una sua sede, parla la sua lingua gnostica intatta, ad un mondo che lo ha dimenticato. Ma forse costituiva oltre che il veicolo di un credo anche una sorta di criptico segnale destinato a dimostrare che quello era il luogo dove una élite praticante una sorta di gnosticismo trovava segretamente stanza...


    Il Sator circolare della Collegiata di Sant'Orso, ad Aosta

  3. #3
    calici amari
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    Predefinito

    ... in effetti ci sono molte interpretazioni del sator...

    ad esempio, c'è chi considera la formula uno schema musicale per la composizione polifonica...

  4. #4
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    AREPO è in realtà ARREPO. I Romani elidevano la doppia consonante quando incidevano la pietra. ARREPO vuol dire insinuarsi. Sicché la traduzione esatta è: IO SONO IL SEMINATORE, M'INSINUO [DAPPERTUTTO] IL MIO LAVORO TIENE ASSIEME LE RUOTE [DEL MONDO]. Come Chakravartin, insomma, il Signore delle Ruote.

  5. #5
    calici amari
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    Citazione Originariamente Scritto da ciccioformaggio Visualizza Messaggio
    AREPO è in realtà ARREPO. I Romani elidevano la doppia consonante quando incidevano la pietra. ARREPO vuol dire insinuarsi. Sicché la traduzione esatta è: IO SONO IL SEMINATORE, M'INSINUO [DAPPERTUTTO] IL MIO LAVORO TIENE ASSIEME LE RUOTE [DEL MONDO]. Come Chakravartin, insomma, il Signore delle Ruote.

    ...interessante interpretazione, ma non l'unica

  6. #6
    Sator
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    Le versioni sono pressochè infinite...

    Tuttavia ogni volta che lo leggo,rimango sempre più affascinato...

  7. #7
    tenates
    Ospite

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    Vangelo di Luca



    Poiché una gran folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, disse con una parabola: Il seminatore uscì a seminare la sua semente. Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono […]. Il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non credano e così siano salvati


    Un’altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per mancanza di umidità […]. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno


    Un’altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono […]. Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione


    Un’altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto […]. Sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza.

 

 

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