tutti i mezzi di comunicazione parlano della discarica di Porto Torres, tutti, dx e sx, si danno da fare, tutti incolpano tutti, tutti vestono i panni di salvatori della terra.
iRS che denunciò la discarica, Gavino Sale che fu bacchettato in tv (Videolina) dai un poilitici di dx e sx di "terrorismo nell' informazione" quando disse chiaro a tutti che anche i pesci della zona sarebbero divenuti presto impregnati di tossine varie, ebbene, se questo è terrorismo, se allarmare su un pericolo reale ( come lo si è dimostrato -potevano negare?- oggi) è terrorismo, allora ditemi cos'è la menzogna e l'occultamento della verità.
Se sono terrorista perchè faccio informazione, perchè mi preme la salute del territorio e della sua popolazione, allora loro sono dei criminali da tribunale di guerra.
Tutti i media oggi parlano della discarica, tutti i politici impugnano le spade a difesa del territorio, nessun articolo (a parte l'altra voce, ma non dice chiaramente che è stato l'iRS) o politico cita chi ha scoperchiato la pentola della vergogna e del crimine contro l'ambiente e contro l'umanità, perchè ciò che accade in Sardegna oggi DEVE riguardare tutta l'umanità.
ecco l'articolo su l'altra voce di oggi:
Il TAR ferma la muraglia, non i veleni
«Subito la bonifica totale
per Macchiareddu e Porto Torres»
di Michele Fioraso
Il TAR ferma il muro ma non l'inquinamento intorno agli stabilimenti Syndial. La sospensiva del Tribunale Amministrativo del Lazio ha sì bloccato - in attesa del pronunciamento nel merito - la barriera di cemento che la Regione e il Ministero dell'Ambiente avrebbero voluto far erigere intorno agli stabilimenti chimici di Porto Torres e Macchiareddu, ma ha lasciato scoperto il nodo principale: il rischio di contaminazione dei terreni adiacenti agli impianti ex Enichem e il pericolo per le acque sotterranee.
È un allarme che Gavino Sale, leader di Indipendentzia Repubrica de Sardigna, da anni in prima fila nella lotta contro l'inquinamento dei siti industriali, ripete da lungo tempo. «La situazione è molto più grave di quanto si possa immaginare», dice. «Pochi giorni fa abbiamo controllato un pozzo a 7 chilometri dalla Syndial di Porto Torres e abbiamo trovato idrocarburi. Questo fa pensare che il fattore inquinante sia ormai diffuso nei 1.500 ettari intorno allo stabilimento, sia nella falda acquifera sia in mare. Ad ogni pioggia la falda sarà inquinata ancora. E parliamo di sostanze altamente tossiche: fenolo, toluolo, benzene e i cocktail, che non si sa di che natura siano».
Il movimento indipendentista promette nuove rivelazioni sulla situazione, grazie alle soffiate di ex lavoratori dell'impianto chimico: «Da alcuni tecnici, che hanno lavorato là e ora sono in pensione, ho saputo che hanno sfruttato le caratteristiche carsiche della zona: le grotte sono state riempite di qualsiasi porcheria e poi ci hanno fatto le colate di cemento per tapparle».
A rischio la falda della Nurra
Sale prospetta una situazione potenzialmente catastrofica: «In quella zona siamo accanto alla falda della Nurra, cioè oltre un miliardo di metri cubi d'acqua purissima», spiega l'esponente di IRS. «Per dare un'idea, il lago formato dalla diga "Eleonora" sul Tirso, a Busachi, raccoglie 900 milioni di metri cubi. Se l'inquinante finisce nella falda della Nurra è una catastrofe ambientale. Bisogna intervenire, bene e in fretta».
E l'intervento, per il leader di IRS, può consistere solo nella bonifica totale, cioè «l'asportazione radicale del fattore inquinante, come hanno fatto a Marghera», dove hanno speso 3.500 miliardi di lire. «La bonifica deve essere a carico di Syndial e a carico dello Stato italiano. L'azienda all'inizio voleva una compartecipazione Syndial-Regione, cosa che le è stata negata in base alla legge Ronchi, secondo la quale chi inquina, paga». Non possiamo accontentarci - avverte Gavino Sale - di «interventi di facciata, perché in quel caso il fattore inquinante rimane e avremo un bubbone in eterno sulle nostre spalle».
Esiste però il pericolo che, essendo Syndial un'azienda privata, «cerchino di spendere il minimo o decidano di chiudere tutto e andarsene». È per questo che «deve arrivare una marea di fondi pubblici, come hanno dato a Marghera. E devono lavorarci aziende del posto, non se ne può occupare la Syndial: che fa, inquina e poi incassa per disinquinare?».
segue ( ma sono "papagallate") : http://www.altravoce.net/2007/01/07/syndial.html