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  1. #1
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    Arrow La guerra mondiale allo shampoo

    Maurizio Blondet
    07/01/2007

    Rashid Rauf è innocente: un tribunale pakistano lo ha scagionato da ogni accusa di terrorismo per mancanza di indizi.
    E chi diavolo è Rashid Rauf?, chiederete voi.
    Eppure dovreste saperlo: è il musulmano di 26 anni che nell'agosto scorso tutti i media del mondo hanno indicato come colui che aveva architettato di far esplodere in volo dieci aerei in rotta da Londra agli USA.
    I terroristi avrebbero dovuto portare a bordo dei componenti chimici liquidi, da mescolare di nascosto nelle toilettes degli aerei per farne degli esplosivi.
    «Un attentato da far impallidire l'11 settembre», dichiarò Jan Blair, il capo di Scotland Yard.
    Dovreste saperlo perché è a causa di quel piano terroristico - per fortuna sventato - che ancor oggi, se prendete un aereo, la sorveglianza vi ingiunge di liberarvi di tutti i fluidi che portate nel bagaglio a mano.
    E' a causa di questo attentato non avvenuto che milioni di viaggiatori devono abbandonare ancor oggi dentifrici e dopobarba, gettare shampoo, lozioni, deodoranti e bibite, consegnare alla security creme anti-rughe e costosissime confezioni di profumi.
    Non fosse che per questo, perché ha reso più difficili, sgradevoli, lunghe e scomode le operazioni d'imbarco, dovreste ricordarvi di Rashid, la «mente dietro l'attentato».
    Ma non è colpa vostra: i grandi media non vi hanno tenuto informati che la storia del grande complotto si è a poco a poco sgretolata.
    Era tutta una bufala.
    I 26 arrestati clamorosamente come terroristi suicidi, sono stati rilasciati uno per uno alla chetichella.
    Cinque giornali inglesi hanno dovuto pagare fior di risarcimenti ad un musulmano di Birmingham che avevano indicato come uno degli attentatori.
    In quei giorni d'agosto, i giornali annunciarono con titoli a cinque colonne che erano stati trovati i «testamenti» degli aspiranti kamikaze nelle loro case.



    Mesi dopo, con titoli ad una colonna, hanno dovuto spiegare che si trattava di testamenti risalenti agli anni '90, scritti da musulmani britannici che si erano arruolati per combattere i serbi in Bosnia, e che erano rimasti dimenticati in casa dello zio - nel frattempo defunto - di uno dei sospettati.
    I media strillarono che nelle case di un aspirante suicida (tutti gli arrestati sono cittadini britannici di origine pakistana) era stata trovata una mappa dell'Afghanistan.
    Mesi dopo, è saltato fuori che si trattava del disegno di un bambino di 11 anni, nipote di uno dei sospetti.
    Centinaia di poliziotti sguinzagliati nei boschi di Wycombe Woods, la zona dove abitavano gli aspiranti terroristi, trovarono ad agosto - così i giornali - «una valigia contenente materiale per la fabbricazione di ordigni».
    Più tardi, in piccolo, la precisazione: la valigia conteneva «pezzi provenienti da un garage» di cui qualcuno s'era liberato gettandoli dei boschi, invece di consegnarli alle discariche di rifiuti solidi urbani.
    E alla fine, è stato scagionato anche Rashid Rauf, la presunta «mente» del mega-attentato.
    Il tipo è poco raccomandabile: è scappato dall'Inghilterra al Pakistan per non farsi interrogare sull'omicidio di un suo parente, avvenuto anni prima.
    Ma al momento del suo arresto in Pakistan, tutti i media hanno gridato che l'individuo era stato trovato «in possesso di esplosivo liquido, il perossido di idrogeno».
    Il nome chimico è allarmante, ma può tranquillizzare il nome commerciale con cui il perossido di idrogeno è conosciuto da tutti: acqua ossigenata.
    La quale può sì servire a fabbricare esplosivi, a patto che sia ad altissimo volume e trattata in un laboratorio chimico fornito di pompe a vuoto, acido nitrico e acido solforico, elementi poco manovrabili nel WC di un aereo.
    Il peggio è che il Pakistan si offrì subito, ad agosto, di estradare Rauf entro una settimana: ma l'antiterrorismo britannico è stato straordinariamente lento ad avviare la pratica, benchè dichiarasse ai giornali che aveva accumulato contro il personaggio «prove schiaccianti».
    Al punto che sono stati i giudici pakistani a giudicarlo, e hanno dovuto rilasciarlo perché Londra non ha ritenuto di esibire gli indizi schiaccianti contro di lui.



    Insomma, alla fine, il tremendo complotto è svanito.
    «Era propaganda più che complotto», ha scritto a vari giornali Craig Murray, un ex-ambasciatore britannico.
    Da diplomatico, Craig Murray evita di dichiarare i suoi evidenti sospetti: per esempio, che ad agosto i sondaggi davano la popolarità di Tony Blair ai minimi storici, e che l'allarme-attentato poteva servire a invertire la tendenza.
    Ma dice: quel che resta in piedi di tutta questa storia è «il complotto contro lo shampoo».
    Già.
    Perché, se l'attentato alla bomba liquida s'è rivelato una bufala, tutti gli aeroporti del mondo continuano ad obbligare i viaggiatori a stare senza il dentifricio, lo shampoo e i deodoranti nel bagaglio a mano?
    Perché continuano ad essere vietati persino i vasetti di omogeneizzati?
    Perché queste assurde misure di sicurezza?
    La risposta può essere: per scoraggiare i viaggi aerei di massa, i voli low-cost.
    Non è un'ipotesi.
    E' una delle direttive fornite dal «Rapporto Stern».
    Commissionato (guarda caso) da Tony Blair e presentato con enorme grancassa mediatica a novembre, questo studio dell'economista sir Nicholas Stern sostiene che il riscaldamento climatico produrrà entro il 2015 un collasso dell'economia mondiale, e perciò va contrastato con misure draconiane.
    «I viaggi aerei sono diventati una delle fonti di emissione di gas-serra a più rapida crescita», e dunque vanno ridotti.
    Come?



    Lo ha spiegato il Financial Times l'11 novembre: con una tassa «verde».
    Che rincari i voli al punto «da impedire effettivamente ad un vasto numero di persone di viaggiare».
    I voli aerei devono tornare ad essere il privilegio delle élites che possono pagarseli.
    Agli altri, vanno vietati.
    «Benvenuti nell'epoca della scarsità», trilla allegro il giornale dell'alta finanza inglese.
    E' l'annuncio della nuova era, e il complotto contro lo shampoo è già un buon inizio.
    Solo i ricchi volano; e loro, potranno portarsi il dentifricio nel beauty case.
    Perché i ricchi, si sa, non sono terroristi.

    Maurizio Blondet




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  2. #2
    kalashnikov47
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    mah, che la gente se ne stia un po' a casa invece che andare ad inquinare i cieli per viaggi inutili, lo considero un fatto positivo.
    Sarei favorevole alla chiusura dei porti e degli aeroporti (500.000 "turisti" in meno l'anno che rimangono in Italia!!!).

    Blondet, ho sempre odiato il turismo di massa (la prima forma di globalizzazione). Che la gente stia a casa propria e non rompa i coglioni!

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio

    mah, che la gente se ne stia un po' a casa invece che andare ad inquinare i cieli per viaggi inutili, lo considero un fatto positivo.
    Sarei favorevole alla chiusura dei porti e degli aeroporti (500.000 "turisti" in meno l'anno che rimangono in Italia!!!).

    Blondet, ho sempre odiato il turismo di massa (la prima forma di globalizzazione). Che la gente stia a casa propria e non rompa i coglioni!
    credo ne vedremo delle belle anche a proposito dei milioni
    di tonnellate di merci e semilavorati, che si spostano da
    un capo all'altro del mondo alla spasmodica ricerca di
    bassi costi di manodopera........

    idem per il "just in time" che ha significato in pratica di spostare
    il classico magazzino sui camions, in perenne movimento sulle strade
    che li costringono spesse volte a recarsi allo stesso sito più
    volte al giorno, perché non è ammissibile ordinare un pezzo
    oggi se è necessario 24 ore dopo........

    domani, è un futuro troppo lontano per i teorici della finanza che
    ritengono uno "sperpero" finanziario eccessivo, la giacenza
    di una merce per più di 24 ore.........

    e allora via, sempre sulla strada a inquinare, a intasare,
    a consumare migliaia di tonnellate di carburante, per far
    viaggiare autocarri semivuoti in nome di stravaganti
    modi di produrre, imposti dai grandi profeti della globalizzazione............

    son convinto che fra non molto, la "vicinanza" tra luogo di
    produzione e luogo di consumo del prodotto, sarà il fattore vincente,
    rispetto all'ignobile principio della ricerca spasmodica di
    poveracci, disposti a lavorare per poco o niente.........


  4. #4
    Ridendo castigo mores
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    Citazione Originariamente Scritto da kalashnikov47 Visualizza Messaggio
    Blondet, ho sempre odiato il turismo di massa (la prima forma di globalizzazione). Che la gente stia a casa propria e non rompa i coglioni!
    credo che tu non hai capito quello che osserva blondet
    Qualnegli ultimi 15 anni non ci hanno rotto le palle a dirci che il vantaggio primo della globalizzazione e' la " facilita' di spostamento di persone e merci " ? Come e' che adesso si vuole ridurre lo " spostamento delle persone "( di basso ceto ? )

    la ragione per me e' questa .
    1) Se si spostano le persone si sposta anche un po di verita' ..Ad esempio uno va a los angeles e scopre che e' molto diversa da come ce la propinano in TV e che la gran parte della gente che ci abita se la passa peggio della gran parte delle gente che sta qua .. e come direbbe capezzone " questo non va bene.."
    2) se la gente va a " globalizzarsi " come gli dicono ma poi torna spesso a casa propria , mantiene sia le radici che una certa capacita' critica e anche " questo non va bene .." . la plebe deve tornare a partire per disperazione e senza alcuna speranza di ritorno .. solo cosi' potra' essere perfettamente" omogenizzata" agli interessi mercantili di chi la comanda gestendo il loro cibo ..

    E' questa ultima considerazione che ha mosso i cervelloni della city a queste scenggiate. Hanno fatto venire in GB milioni di afroislamici a buon mercato e scoprono che questi " schiavi volontarii" mantengono uno stato culturalmente conflittuale potenzialmente pericoloso dal punto di vista politico . Quindi bisogna cercare di eliminare questa " resistenza" trasformando lo " schiavo volontario" nel suo parente competamente deculturalizzato e disperato che prima portavano dall'affrica e dall' india a lavorare "involontariamente" ..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio
    credo che tu non hai capito quello che osserva blondet
    Qualnegli ultimi 15 anni non ci hanno rotto le palle a dirci che il vantaggio primo della globalizzazione e' la " facilita' di spostamento di persone e merci " ? Come e' che adesso si vuole ridurre lo " spostamento delle persone "( di basso ceto ? )

    la ragione per me e' questa .
    1) Se si spostano le persone si sposta anche un po di verita' ..Ad esempio uno va a los angeles e scopre che e' molto diversa da come ce la propinano in TV e che la gran parte della gente che ci abita se la passa peggio della gran parte delle gente che sta qua .. e come direbbe capezzone " questo non va bene.."
    2) se la gente va a " globalizzarsi " come gli dicono ma poi torna spesso a casa propria , mantiene sia le radici che una certa capacita' critica e anche " questo non va bene .." . la plebe deve tornare a partire per disperazione e senza alcuna speranza di ritorno .. solo cosi' potra' essere perfettamente" omogenizzata" agli interessi mercantili di chi la comanda gestendo il loro cibo ..

    E' questa ultima considerazione che ha mosso i cervelloni della city a queste scenggiate. Hanno fatto venire in GB milioni di afroislamici a buon mercato e scoprono che questi " schiavi volontarii" mantengono uno stato culturalmente conflittuale potenzialmente pericoloso dal punto di vista politico . Quindi bisogna cercare di eliminare questa " resistenza" trasformando lo " schiavo volontario" nel suo parente competamente deculturalizzato e disperato che prima portavano dall'affrica e dall' india a lavorare "involontariamente" ..

    Mah, sono più in sintonia con l'idea di kalashnikov47.
    Perché comunque oggi esiste internet, esistono una serie di risorse e mezzi che consentono di sapere le cose come se avvenissero sotto casa, c'è una possibilità di comunicazione e interazione fra tutte le persone con un minimo di istruzione e di mezzi di tutto il mondo, il che comporta anche scambio di idee, di consapevolezze, di visioni.
    E in ogni caso la maggior parte dei viaggiatori aerei attuali si divide fra il turismo di massa in luoghi esotici che sono la ripetizione del proprio ambiente abituale con la sola differenza del clima e delle spiagge da parte di gente che non capisce nemmeno quello che succede nel proprio quartiere e il turismo d'affari, che è anch'esso inconsapevole e superficiale e che, probabilmente, verrà compromesso di meno, essendo praticato da gente più benestante.

    Il turista culturale e critico, quello che va in posti dove non va nessuno e si immerge nell'ambiente esplorandolo davvero, non penso si scoraggi di qualche rialzo di prezzi, perché in genere è un viaggiatore motivato, molto adattabile, si serve all'occasione di mezzi di fortuna (penso a Fenris, che scrive qui su P.O.L.) che, da Bologna, insieme a tre amici, andò in Mongolia (sic) con un'utilitaria e alcune motociclette) e in ogni caso di circuiti diversi da quelli del turismo di massa.

  6. #6
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    Ogni forma di " resistenza " non esiste se non e' esercitata pubblicamente da un gruppo che si autoidentifica e si autoafferma .. mentre non vale una cicca a livello individuale ....

    cosi' i viaggi che si vorrebbe ridurre non sono i voli dei " vacanzieri" per le maldive ma quelli dei " lavoratori" che vanno a riattivare e a rannodare le loro radici . Ma convengo con te che pero' e' una misura da poco , se poi permetti a questi " schiavi" di raggrupparsi nei loro ghetti dove comunque l' identita' sopravvive e le informazioni continuano a correre ...
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  7. #7
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    Inoltre serve a poco che un italoamericano ogni tanto torni in Italia per prendere una boccata di finta italianità (perché tanto ormai l'Itaia lui non la capisce) per riportarla in America, dove viene riassorbita e fagocitata nel tritacarne multietnico che c'è lì, mentre intanto porta anche scampoli di americanità qui da noi, aggiungendo al martellamento solito dei media la testimonianza diretta del suo entusiasmo di yankee adottato.
    Insomma, meno si viaggia, meglio è: perché per ogni viaggio che ripara o tampona un danno identitario, ce ne saranno almeno venti, a essere ottimisti, che li producono. E di rovinosi!

  8. #8
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    hai ragione , ma se come e' evidente, si vuole scoraggiare i viaggi della " working class" , avranno i loro buoni motivi .

    perche' l' esempio che hai fatto non e' calzante ... l' immigrato europeo in america era uno che VOLEVA diventare " ameregano" e che da questo obbiettivo traeva il sostegno a sopportare la durezza dell' impatto

    . Ora non c' e dubbio che tra queste masse di coloni afroislamici ce ne siano molti sinceramente intenzionati alla " integrazione" ma ce ne sono altrettanti con un tale spirito identitario che non solo sono refrattarii ma alla fine sono destinati a prendere il controllo politico dei "ghetti" .. Se vuoi e' qualcosa di simile a " cosa nostra" ma con obbiettivi diciamo " superiori" .
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  9. #9
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    Non mi è chiaro. Vuoi dire che cercano di impedire il ritorno a casa degli immigrati stranieri che stanno da noi?

    Comunque non esagererei con l'interpretazione dirigista. Ci sono molti sintomi del fatto che in questo momento il sistema non ha una buona tenuta, ma, anzi, è in una fase di contrazione e fa fatica a trovare le risorse. In questo senso sarebbe ben logico far ricadere certi costi sulle masse, anche se nel lungo periodo questo può imprimere tendenze antropologiche positive per noi.
    Non dimentichiamo che i decisori mondiali, compresi gli ebrei, non sono dei geni, sono solo un po' più figli di puttana degli altri, quindi, per quanto pianifichino, non sono dei buattinai onnipotenti e onniprevidenti che preparano e dirigono una per una tutte le interazioni e gli eventi possibili in un quadro completo e organico cui nessun dettaglio sfugge.
    Anzi, a giudicare dagli accadimenti degli ultimi tre o quattro anni mi pare che siano caduti in degli svarioni non da poco.

  10. #10
    Ridendo castigo mores
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    piu' che i " ritorni a casa" penso che vogliono rarefare i " contatti con la casa" ..

    per il resto condivido che disincentivare i " voli " significa mettere in crisi uno degli strumenti della loro mondializzazione, ma puo' darsi che in questo momento le LORO analisi ( LORO hanno dati che noi non abbiamo) dimostrino che l' effetto psicologico complessivo di questi " spostamenti" sia ' gia' negativo e che quindi i tempi ammalianti della " globalization is freedom" ( di un nostro vecchio interlocutore ..) siano gia' passati.

    Sulla tua ultima osservazione sarei piu cauto . Se di certo i " filantropi" fanno errori, hanno comunque dimostrato in questi ultimi 200 anni di riuscire alla fine a trarre giovamento ai loro piani anche da questi errori ...

    Io non sono ottimista, e daltronde se tu sei un cristiano " apocalittico" sai che il massimo che si puo' fare ( anzi SI DEVE ..) e' " trattenere" ma non " cancellare " cio' che comunque verra'...
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