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  1. #1
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    Predefinito Ecco il vero volto di Dante

    Più dolce, ecco il vero volto di Dante
    Via il profilo spigoloso del Sommo Poeta
    CINZIA DAL MASO



    Il volto di Dante secondo la ricostruzione dell'università di Bologna
    ROMA - Non era un bell'uomo. Questo è certo. Ma il suo volto non aveva i tratti spigolosi e l'espressione torva e accigliata dei ritratti a tutti noti. Insomma, Dante era meno brutto di quel che si crede. Almeno così appare nelle elaborazioni al computer dei tecnici del Laboratorio di realtà virtuale della II Facoltà di ingegneria dell'Università di Bologna, sede di Forlì. Hanno creato addirittura vari possibili aspetti del volto del poeta: più magro, normale, più grasso. Ma sempre e comunque senza il mento prominente che tutti disegnano. E col naso grande e storto, ma non proprio aquilino. Il classico "profilo dantesco" è sparito quasi del tutto.

    "Abbiamo restituito a Dante la sua umanità", afferma Giorgio Gruppioni, antropologo dell'università di Bologna e anima del progetto di ricostruzione del vero volto di Dante. "E' tornato a essere uno di noi. I ritratti volevano far emergere lo spirito del poeta. Erano più psicologici che reali". A partire dalla descrizione del Boccaccio che fornì lo stereotipo per tutta l'iconografia successiva: "Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccoli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato (...) e sempre nella faccia malinconico e pensoso". In seguito Raffaello, in Vaticano, renderà ancor più spigoloso il volto, e aggiungerà all'espressione l'oscurità e la drammaticità che conosciamo.

    Il Dante vero, invece, comincia a emergere negli anni '20 con gli studi di Fabio Frassetto, antropologo dell'università di Bologna. In occasione del sesto centenario della morte del poeta, Frassetto ottiene il permesso di effettuare studi e rilievi sulle sue ossa, conservate a Ravenna dove morì. Non può però fare un calco del cranio, e lo ricostruisce sulla base delle misurazioni. Modella poi una mandibola capace di adattarsi al cranio (la vera è andata perduta). Già allora, sovrapponendo quel cranio a molti ritratti del poeta, Frassetto notava che non corrispondevano affatto. Tranne quello di scuola giottesca nel Bargello a Firenze, non a caso precedente il testo di Boccaccio. Frassetto ricostruisce anche il volto del poeta con l'aiuto di un artista, ma non è pienamente soddisfatto del risultato.

    Gruppioni ha utilizzato il cranio ricostruito da Frassetto. Per la mandibola, invece, si è affidato agli ingegneri di Forlì che hanno fuso e manipolato virtualmente due mandibole reali in modo da ottenerne una nuova il più possibile armonica rispetto al cranio. La forbice di errore è ridotta ora al 5%. Poi gli ingegneri hanno realizzato un modello fisico del cranio completo di Dante. E Francesco Mallegni dell'università di Pisa, maestro di ricostruzione facciale e autore di ricostruzioni di volti celebri come Giotto o il conte Ugolino, ha utilizzato il modello per cimentarsi anche su Dante. E' nato così il nuovo volto, presentato a Ravenna a un recente convegno.

    Ma il lavoro non è ancora terminato. Gli ingegneri acquisiscono in 3D la ricostruzione di Mallegni e ne elaborano a computer le possibili varianti che ora vediamo. Più reali del reale. Sempre che sia reale il cranio da cui si è partiti. Quando nel 1509 si aprì per la prima volta il sepolcro di Dante, le ossa erano sparite. Sono ricomparse solo nel 1865, durante lavori di restauro del sepolcro.

  2. #2
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    Interessante,certo,ma vista anche la penuria di fondi nelle Università e Istituti di ricerca non si poteva spendere i soldi in un'altra maniera?
    Comunque,davvero un ottimo lavoro.

  3. #3
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    Ma non ne era stato fatto un calco, della faccia di Dante?

    Quando fu ritrovata la polvere dei resti delle sue ossa, durante la risistemazione e catalogazione di una biblioteca, in un sacchetto nascosto dietro alcuni volumi..... un po' di anni fa.....

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Red River Visualizza Messaggio
    Ma non ne era stato fatto un calco, della faccia di Dante?

    Quando fu ritrovata la polvere dei resti delle sue ossa, durante la risistemazione e catalogazione di una biblioteca, in un sacchetto nascosto dietro alcuni volumi..... un po' di anni fa.....
    Uhm.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo87Lp Visualizza Messaggio
    Uhm.
    Te lo ricordi?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Red River Visualizza Messaggio
    Te lo ricordi?
    No.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Interessante,certo,ma vista anche la penuria di fondi nelle Università e Istituti di ricerca non si poteva spendere i soldi in un'altra maniera?
    Comunque,davvero un ottimo lavoro.
    Diciamo che queste sono ricerche che hanno eco e il cui ritorno è adeguatamente previsto... quanto alla penuria di risorse di istituti di ricerca, università e centri scientifici come darti torto, purtroppo.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Dottor Zoidberg Visualizza Messaggio
    Più dolce, ecco il vero volto di Dante
    Via il profilo spigoloso del Sommo Poeta
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    Il volto di Dante secondo la ricostruzione dell'università di Bologna
    ROMA - Non era un bell'uomo. Questo è certo. Ma il suo volto non aveva i tratti spigolosi e l'espressione torva e accigliata dei ritratti a tutti noti. Insomma, Dante era meno brutto di quel che si crede. Almeno così appare nelle elaborazioni al computer dei tecnici del Laboratorio di realtà virtuale della II Facoltà di ingegneria dell'Università di Bologna, sede di Forlì. Hanno creato addirittura vari possibili aspetti del volto del poeta: più magro, normale, più grasso. Ma sempre e comunque senza il mento prominente che tutti disegnano. E col naso grande e storto, ma non proprio aquilino. Il classico "profilo dantesco" è sparito quasi del tutto.

    "Abbiamo restituito a Dante la sua umanità", afferma Giorgio Gruppioni, antropologo dell'università di Bologna e anima del progetto di ricostruzione del vero volto di Dante. "E' tornato a essere uno di noi. I ritratti volevano far emergere lo spirito del poeta. Erano più psicologici che reali". A partire dalla descrizione del Boccaccio che fornì lo stereotipo per tutta l'iconografia successiva: "Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccoli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato (...) e sempre nella faccia malinconico e pensoso". In seguito Raffaello, in Vaticano, renderà ancor più spigoloso il volto, e aggiungerà all'espressione l'oscurità e la drammaticità che conosciamo.

    Il Dante vero, invece, comincia a emergere negli anni '20 con gli studi di Fabio Frassetto, antropologo dell'università di Bologna. In occasione del sesto centenario della morte del poeta, Frassetto ottiene il permesso di effettuare studi e rilievi sulle sue ossa, conservate a Ravenna dove morì. Non può però fare un calco del cranio, e lo ricostruisce sulla base delle misurazioni. Modella poi una mandibola capace di adattarsi al cranio (la vera è andata perduta). Già allora, sovrapponendo quel cranio a molti ritratti del poeta, Frassetto notava che non corrispondevano affatto. Tranne quello di scuola giottesca nel Bargello a Firenze, non a caso precedente il testo di Boccaccio. Frassetto ricostruisce anche il volto del poeta con l'aiuto di un artista, ma non è pienamente soddisfatto del risultato.

    Gruppioni ha utilizzato il cranio ricostruito da Frassetto. Per la mandibola, invece, si è affidato agli ingegneri di Forlì che hanno fuso e manipolato virtualmente due mandibole reali in modo da ottenerne una nuova il più possibile armonica rispetto al cranio. La forbice di errore è ridotta ora al 5%. Poi gli ingegneri hanno realizzato un modello fisico del cranio completo di Dante. E Francesco Mallegni dell'università di Pisa, maestro di ricostruzione facciale e autore di ricostruzioni di volti celebri come Giotto o il conte Ugolino, ha utilizzato il modello per cimentarsi anche su Dante. E' nato così il nuovo volto, presentato a Ravenna a un recente convegno.

    Ma il lavoro non è ancora terminato. Gli ingegneri acquisiscono in 3D la ricostruzione di Mallegni e ne elaborano a computer le possibili varianti che ora vediamo. Più reali del reale. Sempre che sia reale il cranio da cui si è partiti. Quando nel 1509 si aprì per la prima volta il sepolcro di Dante, le ossa erano sparite. Sono ricomparse solo nel 1865, durante lavori di restauro del sepolcro.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  9. #9
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    Ma quale importanza possono avere le fattezze esatte di Dante? Non vi bastano le sue opere eccelse?

 

 

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