E' una donna piccoletta con un sorriso da furbetta la Dottoressa Boninu della Sovraintendenza di Sassari. E' furba e scaltra nel parlare quando deve difendere l'indifendibile.
Le sue affermazioni riguardo i Giganti di Monti Prama durante l'animatissimo e rissoso dibattito all'interno del convegno "la Sardegna Nuragica" promosso dall'Associazione ASSNUR a Santa Cristina, se dette con una diversa "forma" avrebbero suscitato forti dolori allo stomaco e conseguente nausea.
Questo non è accaduto perchè la furbetta - costretta dall'uditorio a dare spiegazioni sui Giganti - l'ha buttata sul ridere, banalizzando teatralmente tutta la vicenda di "Monti Prama".
"Sono una carissima amica del Sindaco di Cabras Efisio Trincas - esordisce - e ho promesso che battezzerò la prima statua con il suo nome. La prima statua di Monti Prama si chiamerà Efisio. Ah ah ah, guardate che anche noi (archeologi, nda) abbiamo bisogno di ridere e divertirci".
La platea non reagisce: rimane stordita da tale leggerezza che arriva dopo le pesanti risse verbali tra l'archeologo Alessandro Usai (Sovraintendenza di Cagliari) e diversi membri dell'associazione e un incazzatissimo Leonardo Melis che inveisce contro il poveretto (reo di aver caldeggiato un documento di "scomunica" contro i cani sciolti Melis e Frau), dopo che Massimo Pittau ridicolizza l'operato degli archeologi leggendo una spassosissima ricostruzione di una battaglia nuragica, dopo che Mauro Peppino Zedda definisce "fantascienza" ciò che riportato nei libri di Melis e Frau, dopo l'abbandono della sala con tanto di colonna sonora di "buuu", manco fossero calciatori di colore nello stadio di Verona, di due non meglio identificati "poveracci" che protestavano platealmente per l'uso della lingua sarda da parte del signor Camarda de Orane.
Ma torniamo ai Giganti. La furbetta capisce di avere l'uditorio in mano e gela la platea: "Non possiamo restituire i Giganti di Monti Prama per il semplice motivo che non li abbiamo mai presi. Vedete, dovete immaginare i Giganti di Monti Prama come degli ammalati. Quando uno si ammala dove va? All'ospedale, giusto?"
Applausi. La platea è in bambola. L'unica riflessione che mi viene in mente è che abbiamo un sistema sanitario di merda. E la Boninu ne è lo specchio.




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