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    Arrow Parola di massone: il tricolore, bandiera giacobina e massonica

    Il Tricolore, bandiera giacobina dell’Unità d’Italia, stendardo simbolo della Carboneria, della Giovine Italia e della Massoneria.
    Fu la bandiera della Repubblica Romana di Mazzini e Garibaldi, di Aldo Chiarle

    Quante cose si sono scritte sul Tricolore in cento anni! Sul quotidiano L’Avvenire di qualche anno fa, lo “storico” Franco Cardini scrive: “I tre colori della nostra bandiera sono alla base della liturgia cattolica: fede, speranza e carità. Ammantata di questi tre colori è la Beatrice che compare a Dante alla fine della Cantica del Purgatorio”.
    Ma è evidente che quella di Cardini è solo una garbata provocazione, perché chi conosce la storia del nostro Risorgimento sa che l’unità e la libertà d’Italia è stata fatta soprattutto contro il papato e i suoi alleati.
    E chi come me (parlo della generazione nata fra le due ultime guerre mondiali) su banchi di scuola non ha sentito il maestro parlare del Tricolore formato dal verde delle nostre valli, dal bianco delle nostre nevi e dal rosso delle fiamme dei nostri vulcani? Ma anche queste romantiche parole sono state coniate quando la bandiera italiana aveva già compiuto cento anni, dal lirismo di Giosuè Carducci.
    Il Tricolore come bandiera ufficiale d’Italia è nata il 7 gennaio del 1797 quando a Reggio Emilia sono convenuti i delegati di quattro città (Reggio, Modena, Ferrara e Bologna) che già si erano scrollate di dosso i loro dominatori (il Papa da Bologna e Ferrara) intenzionati a costituire la Repubblica Cispadana. E la consacrazione del Vessillo avvenne nella Aula Magna di Palazzo Bognini alla presenza di 36 delegati di Bologna, 24 di Ferrara, 22 di Modena e 20 di Reggio.
    Perché la scelta di Reggio Emilia? Perché a Reggio Emilia (oltre che a Genova) era stato piantato per la prima volta in Italia l’albero della Libertà, un grande albero che rappresentava la natura, adorno di nastri tricolori e sormontato da emblemi rivoluzionari. L’Inno dell’albero della Libertà, scritto da autori anonimi, è forse una delle prime canzoni popolari che parlano di Libertà, d’Italia e di Patria.
    Sventolò da allora e ufficialmente il Tricolore sino alla caduta di Napoleone (1814) quando con il ritorno del dominio austriaco, la bandiera dei tre colori divenne simbolo di sovversione e di cospirazione; e proprio in quei giorni venne consacrato con il sangue dei martiri come unica bandiera dell’Italia che stava iniziando con i moti carbonari il lungo e sanguinoso cammino verso la sua unità. Una delle rime apparizioni della bandiera tricolore fu a Milano nel novembre del 1796 e fu lo stesso Napoleone a consegnare uno stendardo bianco, rosso e verde ad un Corpo di volontari lombardi. Alla sommità dell’asta vi era il “livello” massonico.
    Bianco, rosso e verde, perché bianco e rosso erano due dei tre colori della bandiera francese (l’altro colore, il blu, era quello del comune di Parigi); il verde al posto del blu perché il verde era il colore dell’albero della libertà, simbolo del diritto dei popoli alla libertà.
    Alcuni storici, parlando del colore verde hanno accennato al sacro ed iniziatico colore della Massoneria, il che è vero e non solo perché la bandiera donata da Napoleone ai volontari lombardi aveva sull’asta il livello massonico, ma perché il tricolore era la bandiera sacra delle vendite carbonare e poi della Giovine Italia e da sempre quella delle officine massoniche. E il bolognese Zamboni Luigi, massone e carbonaro, nel suo tentativo di sollevare a Bologna una insurrezione antipontificia, adottò per vessillo questi tre colori. Arrestato, si uccise in carcere nel 1795: aveva solo ventitre anni... .
    Il tricolore è sacro per i fratelli massoni, in ogni riunione massonica, ad apertura dei lavori, il Tricolore è portato all’Oriente, vicino al Maestro Venerabile .
    Dimenticato da tanti anni, specialmente coloro che ben volentieri lo avrebbero sostituito con una bandiera rossa o con quella del Vaticano, sta passando un momento di moda e si parla di metterlo in ogni aula di scuola ed in ogni edificio pubblico. Ma siamo sicuri, e lo diciamo con profondo rammarico, che presto non se ne parlerà più e che sventolerà per le strade d’Italia ai prossimi campionati di calcio o alle Olimpiadi.

    Il fratello Aldo Chiarle ha festeggiato recentemente i suoi sessanta anni di giornalismo e cinquanta anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. In questa occasione gli sono giunti da tutta Italia centinaia di biglietti e telegrammi di congratulazione, fra cui, graditissimo, quello del Gran Maestro: “A differenza del petrolio l’inchiostro non è mai venuto meno e così sono trascorsi i 60 anni terribili in cui la tua penna micidiale ha colpito il trono e l’altare. Augurissimi da Gustavo Raffi”.

    •   Alt 

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  2. #2
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  3. #3
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    Il Tricolore come bandiera ufficiale d’Italia è nata il 7 gennaio del 1797 quando a Reggio Emilia sono convenuti i delegati di quattro città (Reggio, Modena, Ferrara e Bologna) che già si erano scrollate di dosso i loro dominatori (il Papa da Bologna e Ferrara) intenzionati a costituire la Repubblica Cispadana. E la consacrazione del Vessillo avvenne nella Aula Magna di Palazzo Bognini alla presenza di 36 delegati di Bologna, 24 di Ferrara, 22 di Modena e 20 di Reggio.
    Perché la scelta di Reggio Emilia? Perché a Reggio Emilia (oltre che a Genova) era stato piantato per la prima volta in Italia l’albero della Libertà, un grande albero che rappresentava la natura, adorno di nastri tricolori e sormontato da emblemi rivoluzionari. L’Inno dell’albero della Libertà, scritto da autori anonimi, è forse una delle prime canzoni popolari che parlano di Libertà, d’Italia e di Patria.
    Sventolò da allora e ufficialmente il Tricolore sino alla caduta di Napoleone (1814) quando con il ritorno del dominio austriaco, la bandiera dei tre colori divenne simbolo di sovversione e di cospirazione; e proprio in quei giorni venne consacrato con il sangue dei martiri come unica bandiera dell’Italia che stava iniziando con i moti carbonari il lungo e sanguinoso cammino verso la sua unità. Una delle rime apparizioni della bandiera tricolore fu a Milano nel novembre del 1796 e fu lo stesso Napoleone a consegnare uno stendardo bianco, rosso e verde ad un Corpo di volontari lombardi. Alla sommità dell’asta vi era il “livello” massonico.
    Bianco, rosso e verde, perché bianco e rosso erano due dei tre colori della bandiera francese (l’altro colore, il blu, era quello del comune di Parigi); il verde al posto del blu perché il verde era il colore dell’albero della libertà, simbolo del diritto dei popoli alla libertà.
    Alcuni storici, parlando del colore verde hanno accennato al sacro ed iniziatico colore della Massoneria, il che è vero e non solo perché la bandiera donata da Napoleone ai volontari lombardi aveva sull’asta il livello massonico, ma perché il tricolore era la bandiera sacra delle vendite carbonare e poi della Giovine Italia e da sempre quella delle officine massoniche. E il bolognese Zamboni Luigi, massone e carbonaro, nel suo tentativo di sollevare a Bologna una insurrezione antipontificia, adottò per vessillo questi tre colori. Arrestato, si uccise in carcere nel 1795: aveva solo ventitre anni... .
    Il tricolore è sacro per i fratelli massoni, in ogni riunione massonica, ad apertura dei lavori, il Tricolore è portato all’Oriente, vicino al Maestro Venerabile .
    .

  4. #4
    Idealismo da bere
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    più chiaro di così si muore...alla faccia di certi fascistelli che ancora parlano di "tricolore romano"...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Akritas Visualizza Messaggio
    più chiaro di così si muore...alla faccia di certi fascistelli che ancora parlano di "tricolore romano"...
    Esatto,vogliono mascherare l'origine della bandiera
    cambiando il termine,da massonico a romano,che sa
    + di tradizionale
    Mitiche poi le analisi sul massonico risorgimento
    "la massoneria e' certamente un nemico,però
    nel caso del risorgimento...non lo è "
    "Garibaldi,Mazzini,etc..non erano massoni,e se
    lo erano non erano massoni modernisti"
    "anche la massoneria talvolta fa cose buone "
    "la carboneria non è massoneria"
    E via dicendo..
    Io cmq ricordo che colui che + esaltava Garibaldi
    e risorgimento(il duce) durante la Rsi parlava più
    di Europa unita che di Italia
    A giorni posterò su questo forum alcuni di questi scritti

  6. #6
    Idealismo da bere
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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate Visualizza Messaggio
    Esatto,vogliono mascherare l'origine della bandiera
    cambiando il termine,da massonico a romano,che sa
    + di tradizionale
    Mitiche poi le analisi sul massonico risorgimento
    "la massoneria e' certamente un nemico,però
    nel caso del risorgimento...non lo è "
    "Garibaldi,Mazzini,etc..non erano massoni,e se
    lo erano non erano massoni modernisti"
    "anche la massoneria talvolta fa cose buone "
    "la carboneria non è massoneria"
    E via dicendo..

    per la serie: come arrampicarsi sugli specchi...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Akritas Visualizza Messaggio
    per la serie: come arrampicarsi sugli specchi...
    Già..e come disse un mio camerata
    "che cazzo vuol dire?
    E' lo stato che ha origini massoniche...
    il concetto di patria resta!"

    Eppure anche nell'area,qualche voce contro si leva
    debole..ma si leva!

    «Il Risorgimento non fu un movimento nazionale che per accidente, esso rientrò nei moti rivoluzionari determinatisi in tutto un gruppo di stati in conseguenza dell’importazione delle idee della rivoluzione giacobina. Il ’48 e il ’49, ad esempio ebbero un identico volto nei movimenti italiani e in quelli che si accesero a Praga, in Ungheria, in Germania, nella stessa Vienna Asburgica, in base ad un’unica parola d’ordine. Qui si ebbero semplicemente tante colonne dell’avanzata di un unico fronte internazionale, comandato dall’ideologia liberaldemocratica e massonica, fronte che aveva i suoi dirigenti mascherati».
    Evola

    "Come ribadisce Adriano Romualdi «si è “patriottico-risorgimentali” e si ignorano i foschi aspetti democratici e massonici che coesistettero nel risorgimento con l’idea unitaria. Oppure si è per un “liberalismo nazionale” e si dimentica che il mercantilismo liberale e il nazionalismo libertario hanno contribuito potentemente a distruggere l’ordine europeo».

    Parafrasando Berto Ricci sottolineiamo che «… il nazionalismo è egualitario, da buon figlio dell’89»; questo concetto viene confermato da Julius Evola, il quale evidenzia che «… nato presso alle rivoluzioni che hanno travolto i resti del regime aristocratico-feudale, questo nazionalismo esprime dunque un puro “spirito di folla” – E’ una varietà dell’intolleranza democratica per ogni capo che non sia un mero organo della “volontà popolare”, in tutto e per tutto dipendente dalla sanzione di questa». (3)

    Il padre spirituale del risorgimento italiano è Giuseppe Mazzini, «iniziato alla carboneria (diretta emanazione degli illuminati di Baviera, ndr) fra il 1827 e il 1829, nel 1864, il Grande Oriente di Palermo gli accorda il 33° grado. Il 3 giugno 1868 fu proclamato venerabile perpetuo ad honorem della Loggia Lincoln di Lodi e lo si propose per la carica di Gran Maestro. Il 24 luglio fu nominato membro onorario della Loggia La Stella d’Italia di Genova e, il 1° ottobre 1870, della Loggia “La Ragione” dello stesso Oriente».

    . Chi rievoca il Fascismo come mera espressione di un puro ordine nazionalista non ha capito nulla del significato atemporale e sovratemporale slegato dagli accidenti storici dell’esperienza della Rivoluzione delle Camicie Nere.

    L’esaltazione di questo mito durante il ventennio ha però rievocato sussulti irredentisti, palesati da quei super-patriottici che non vedevano di buon occhio l’alleanza con la Germania Nazionalsocialista. Questo trovò riscontro nella questione territoriale dell’Alto Adige, che ha evidenziato una discrepanza risolta solamente grazie al genio politico del Duce e del Fuhrer, il quale minimizzava il tutto sostenendo che la questione del Sud-Tirol era una piccola bega da subordinarsi ai grandi temi della politica estera tedesca.

    http://www.avanguardia.tv/articoli_fasc.htm

  8. #8
    la ricerca della bellezza nascosta
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    Negli anni in cui fu costituita il primo tricolore italiano sotto gli auspici dei giacobini francesi, nel Regno delle Due Sicilie si assistette ad una sollevazione popolare eroica, commovente e furiosa contro i giacobini francesi e italiani che avevano occupato il regno .
    Bande di contadini calabresi capitanate dall'eroico cardinale Fabrizio Ruffo male armati ed in inferiorità numerica ma forti della fede cattolica, si riunirono a Pizzo calabro e avanzarono in direzione di Napoli sbaragliando e sconfiggendo (senza alcun aiuto esterno!) l'esercito francese e i loro servi massoni italiani che avevano costituito la illegittima Repubblica Partenopea governata da stranieri e da squallidi massoni traditori.
    Il Regno delle Due Sicilie fu eroicamente riconquistato a furor di popolo e i giacobini massoni stranieri furono mandati via a pedate nel culo.
    Il popolo duosiciliano visse poi felicemente e pacificamente fino al 1860.
    Dopo il 1860 il tricolore massonico sventolò nelle Due Sicilie ma impregnato di sangue.

    PS:
    La denominazione che fu data a quelle bande di contadini fu: Armata sanfedista o, meglio, "esercito della Santa Fede".
    Analoghe sollevazioni popolari (contadini) avvennero anche in Veneto

  9. #9
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    Ottimo uqbar
    ma secondo qualcuno
    i "tradizionalisti" erano i massoni
    e non i sanfedisti

  10. #10
    la ricerca della bellezza nascosta
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    Citazione Originariamente Scritto da I'm Hate Visualizza Messaggio
    Ottimo uqbar
    ma secondo qualcuno
    i "tradizionalisti" erano i massoni
    e non i sanfedisti
    ehehehe .... l'evento storico che ho sopra illustrato viene opportunamente ignorato nei testi di storia delle scuole italiane.
    In quanto in quell'occasione il popolo degli straccioni contadini ebbe la forza di sconfiggere un potentissimo esercito regolare e senza aiuto di potenze estere (è questo il bello!).
    Uno smacco terrificante per i massoni !
    Fu grazie a quei contadini straccioni che il tricolore massonico dovette attendere altri 60 anni per imporsi nella penisola italiana.

    Quell'evento è importantissimo perchè ci fa capire che il POPOLO, il VERO popolo era a favore della Chiesa e non degli aristocratici massoni tricoloruti.

 

 

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